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giovedì 6 settembre 2012

Le bistecche di Adriana… un tesoro di altri tempi.



Estate caldissima ed afosa.
Milano si scioglie assieme al suo asfalto sotto un sole che pare lanciare fiammate su chiunque si muova.
Si scappa in campagna, Arc ed i nonni, per trovare refrigerio.

Anche qui un sole inclemente la fa da padrone ed appiattisce tutto all’orizzonte ma, per lo meno, l’afa non è così incombente e le frasche della Fata del glicine regalano un poco di refrigerio.
Si nasconde il lilla dei fiori tardivi tra le fronde rigogliose e Arc  trova un poco di refrigerio.
La Natura si contorce sotto le frustate del sole, ma resiste. 
Le spighe e le erbacce infestano tutto lo spazio dell’orto e il papà ha deciso di passare con il decespugliatore per ridar un poco di ossigeno ai vasi di piante grasse che, a primavera inoltrata, aveva lasciato al sole e che ora sono sommersi dalle erbe grame.
Arc fa appena in tempo ad avvertire la mamma che presto il filo tagliente del decespugliatore, farà scempio di tutto nel piccolo orto. Lei svelta si mette il cappellino di paglia, raccoglie un cestino ed un paio di forbici e gli intima di seguirla veloce. Nel piccolo triangolo dell’orto si fanno largo, tra le spighe di un’erba infestante, le foglie di  borragine con i loro piccoli fiorellini azzurri .
Svelta e decisa, la mamma taglia le foglie carnose e pelosette, scartando quelle tormentate e bucherellate dalle formiche.
Appena in tempo. Arriva papà con gli occhiali protettivi, i guanti da lavoro e la macchina infernale che comincia a sminuzzare tutto ciò che incontra.
Si rientra in casa, nella frescura delle spesse mura di pietra, e mamma comincia a raccontare che, nelle campagne, i contadini non erano poi così ricchi da potersi permetter sempre la carne. Quindi, per ingannar lo stomaco che brontolava per la fame, avevano scoperto che le foglie della borragine impanate e fritte, somigliavano molto alle cotolette.
Quella ricetta aveva sempre sfamato tanta povera gente e, con il passare del tempo, si era tramandata nelle generazioni e fino ai giorni nostri dove, fortunatamente, la carne la si mangia più spesso e questa pietanza semplice è diventata uno *sfizio* gradito a grandi e piccini.

La mamma sorride osservando la faccina attenta di Arc che la guarda preparare questa *novità* e gli racconta che la ricetta l’ha avuta da Adriana, una loro vicina che da anni regala la sua compagnia e le sue *ricette* alla mamma mentre chiacchierano tranquille all’ombra di un albero facendo roccolo con gli altri abitanti della frazione.
Adriana ha un viso sempre sorridente, incorniciato da tanti riccioli candidi.  Da giovanissima ha lavorato nelle risaie e da adulta in filanda. Racconta fatti che sembran favole a chi, cittadino come noi, vive tra cemento e macchine, con una voce fresca, quasi da bambina. Scambia volentieri ricette dei suoi territori con chi non le conosce e, la mamma sempre attenta, le sperimenta volentieri.
Questa ricetta del *Boraso* è una delle più riuscite e Arc, mordendo la crosta croccante di farina di polenta, ripensa ai contadini, alle risaie, alla fame che lui, bimbo fortunato, non ha mai conosciuto.

BORRAGINE IMPANATA E FRITTA



Ingredienti:
per 5 *bistecche*

10 foglie grandi di borragine
5 fette di prosciutto cotto (io non ne avevo…. Ho usato i quadretti)
Scaglie di formaggio morbido Tipo toma o Fontina (io Maccagno non stagionato)
2 uova grandi
Farina di mais (quella che si usa per la polenta)
Olio EVO per friggere. (in alternativa olio di arachidi)


Lavare le foglie di borragine sotto l’acqua corrente.

Scottarle in acqua salata per 2 minuti, scolarle in una ciotola di acqua fredda (per mantener il verde brillante) e metterle ad asciugare su un telo pulito o su alcuni fogli di carta da cucina.

Quando si saranno asciugate , grattugiare con la mandolina alcune scaglie di formaggio, metterne un cucchiaio al centro di una foglia, aggiungere il prosciutto cotto (nel mio caso i cubetti), sovrapporre un’altra foglia e chiuderla con 2 stuzzicadenti.
Passare le foglie nell’uovo leggermente sbattuto (come per le cotolette) e poi nella farina di mais.
Cuocere in olio caldissimo, scolare su una gratella e servire calde.

ATTENZIONE: erbe di campo come borragine e ortiche, sono sconsigliate per i bimbi piccoli. Potrebbero manifestare un’infiammazione del cavo orale. Meglio somministrarle dopo il compimento dei 6/7 anni.


6 commenti:

  1. Quanto ti invidio questa ricetta...non riesco mai a trovare piante di borragine con foglie così grandi.
    E' bellissimo non perdere queste tradizioni!

    ciao loredana

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    1. Dopo la *passata* del mio Martirio, mi sa che passerà tempo prima che le riveda anch'io!!!
      Le tradizioni, i ricordi, le abitudini dei nostri nonni... tutto fa parte di noi.
      Nora

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  2. Scusa non avevo visto la ricetta. Peccato non aver a disposizione un orto, tra l'altro non saprei mai riconoscerla...pero' dev'essere buonissima!!!

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    1. Se il Martirio non l'ha *estinta*.... potrei portartela io.... :-)
      Buona giornata
      Nora

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  3. Qui invece le cotolette si fanno con le melanzane... ;)

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    1. Lo so Stefi, e sono buonissime!!!!!
      Non avevo fatto caso anche al fatto che potrebbero essere ritenute... gluten-free (sempre con prodotti *certificati*)
      Baci
      Nora

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