Elenco blog personale

lunedì 1 settembre 2014

A VOLTE RITORNANO...COME I RICORDI DI PESCHE ED AMARETTI.



Ferie: agognate, desiderate, sognate...finite.
Restano al ritorno la sabbia,che si è infilata negli angoli della borsa da spiaggia; gli asciugamani *da mare* che sanno di salsedine; i copricostume macchiati di crema solare.
Restano le conchiglie raccolte sulla spiaggia, in un barattolo di vetro e sul fondo di una scatola da scarpe, con il progetto di collane e orecchini da fare con Arc.
Restano un'infinità di elastici colorati e braccialetti fatti dal cucciolo di casa.
Resta il ricordo delle piadine, quelle vere, mangiate nel baretto di fianco al canale, mentre si guardano le barche con le vele colorate.
Resta il ricordo delle chiacchiere da campeggio, le quattro frasi scambiate con l'anziana coppia di tedeschi nella piazzola vicino mentre apro con fatica il cassettino della memoria *auf Deutsch* e scopro che non tutto è perduto.
Resta la cucina parca del campeggio, quella che con due fuochi ci fai tutto, anche l'arrosto alla birra con le patate in un pomeriggio nuvoloso e lento.
Resta il ricordo di passeggiate lunghissime sul bagnasciuga di spiagge oramai semivuote, per raggiungere amici in spiaggia e passare la giornata assieme.
Resta l'indirizzo di un amico nuovo, una voce da sentire al rientro.
Resta la cartina di Mirabilandia, arricciata dagli schizzi presi mentre scendevamo dalle rapide.
C'è la foto sul cellulare prima di salire sulla giostra che toglie il fiato, affrontata rigorosamente da sola mentre i due XY di casa mi guardavano esterrefatti e restavano con i piedi per terra.
Non voglio restare con i piedi per terra, voglio respirare più aria che posso e lasciarmi trascinare nel vortice di questa giostra come faccio ogni giorno di questa mia vita, ed uscirne incerta nell'equilibrio ma...in piedi.
Voglio sognare le prossime vacanze, magari dopo un anno meno duro con un viaggio dove il camper sarà la casa che si sposta e nuovi posti da vedere il giorno dopo.
Voglio aprire ad Arc le finestre sul mondo, presentargli nuovi posti, nuove lingue, nuove musicalità prima di tornare.
Tornare è anche arrivare a casa, due giorni prima della fine delle ferie, per svuotare il camper e per partire con calma ad affrontare un nuovo anno.
Tornare è aprire la porta e ritrovare Ariel la gatta che miagola un *bentornato* un po' offeso, un frigorifero con l'eco e un letto *regolare* dove far riposare le ossa doloranti dopo un viaggio *tutto di un fiato*.
Tornare è affrontare anche i ricordi, di altri ritorni, del profumo delle pesche con gli amaretti di nonna Maria....



Tornare è trovarti in cucina, con le pesche bianche, gli amaretti, il cioccolato ed una torta nuova da provare, con la frolla di mia madre con l'aggiunta di un profumo di fava tonka, ed i sapori del rientro.
Tornare è una torta che finisce subito subito.



Tornare è ricominciare.
Sono tornata.

PIE DI PESCHE BIANCHE CON AMARETTI, CIOCCOLATO E PROFUMO DI FAVA TONKA.




Ingredienti per una tortiera da 24cm

300 g farina 00
125 g di burro
100 g di zucchero semolato
1 tuorlo
2 cucchiai di acqua
1 pizzico di sale
fava tonka grattugiata per aromatizzare

per il ripieno:
2 pesche bianche grandi
80 g amaretti 
80 g cioccolato fondente

Mettere farina, zucchero, sale e fava tonka grattugiata in un mixer e, usando la funzione pulse, mescolate gli ingredienti.
Aggiungete il burro tagliato a pezzetti e con la funzione pulse agire sino a che si formeranno grosse briciole. Aggiungere il tuorlo ed i cucchiai di acqua e, sempre usando la funzione pulse, formate l'impasto.
Togliere dal mixer e stendere due terzi dell'impasto tra due fogli di carta forno.
Rivestire la tortiera precedentemente imburrata ed infarinata e far riposare in frigorifero per almeno 45 minuti.
Stendere tra due fogli di carta forno la rimanente pasta in un disco del diametro della tortiera e mettere il disco in frigorifero a riposo per 45 minuti.

Lavare e tagliare ogni pesca in 8 spicchi, sbriciolare grossolanamente gli amaretti e tagliare il cioccolato grossolanamente.

Togliere, dopo il riposo in frigorifero, la tortiera, bucherellare con i rebbi di una forchetta il fondo e disporre gli spicchi di pesca.
Completare con gli amaretti sbriciolati (inserendoli negli spazi tra uno spicchio di pesca e l'altro) ed il cioccolato.



Chiudere la torta con il disco di pasta stesa, sigillare bene e bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta.

Infornare la torta nella griglia posta 1 tacca sotto la metà (deve essere più vicina al fondo del forno).




Far cuocere in forno statico a 180° per 45/60 minuti (dipende dallo spessore della tortiera-per la mia in ceramica di Emil Henry 60 minuti).




lunedì 11 agosto 2014

UNA DOMENICA IN MUTANDE ED IL SEMIFREDDO ALLO ZABAIONE DI BIRRA ROSSA



Immaginatevi una domenica mattina di un incostante mese di Agosto, la cucina appena terminata la colazione, con la luce che entra già afosa dalla finestra. 
Fuori un silenzio irreale, quello della città semi-deserta ed in cucina...un ronzio ed un eco che pare un rosario...
Seduto, con la barba ancora da fare, in mutande, su uno sgabello di legno, di fronte al freezer aperto e privo dei suoi cassetti, con un phon in mano: il Martirio.
No, non è impazzito e non ha nemmeno inventato un *giochino* di quelli alla *nove-settimane-e-mezzo* di lontana memoria.
Ha semplicemente fatto un disastro e sta rimediando.
Una settimana fa, per testare un nuovo tipo di utilizzo della birra rossa (della quale ho il box ancora pieno), ho provato a realizzare un semifreddo *diverso*:
il semifreddo allo zabaione di birra rossa...appunto!
Lo hanno *testato* in muto e religioso silenzio di apprezzamento, i miei suoceri, mio padre ed il Martirio.
Lo stesso Martirio che spesso critica questo mio maledetto vizio di cucinare cose *diverse* per fotografarle e farne argomento per il mio blog, ha sentenziato con uno sguardo estatico:
*E' il dolce più buono che tu abbia mai fatto....*

lunedì 4 agosto 2014

*FAMOLO STRANO* E... LE MIE TAGLIATELLE DI SEPPIE SU INSALATA DI PATATE ALL'OLIO ALLO ZENZERO IN VELLUTATA DI PISELLI.







Martirio non mangia pesce perchè *sa di pesce*.
Martirio non mangia pesce ad eccezione del tonno e degli sgombri in scatola....che sanno di pesce.... ma in scatola.
Mangia anche la pasta con vongole e cozze, e pure l'impepata di cozze....perchè quelle in mare, evidentemente, ci sono capitate per caso.
Martirio non mangia pesce ma mangia i calamari ed i moscardini fritti....perchè anche quelli non sono pesci, alla faccia di Darwin.
Martirio non mangia pesce e, per la cronaca, quando feci questa fantastica Fideuà, con un misto di muscoli che faceva spavento, non ha fiatato finchè non ha avuto il piatto vuoto....
Per le acciughe (quelle conservate neh!) non ho ancora capito come regolarmi.
Se le metto nella preparazione, non le vuole; se a lui non le metto, si lamenta.
Ma il Martirio non mangia pesce.
Non lo mangia nemmeno la suocera, a meno che non sia pesce che non *sappia di pesce*....
Tra queste strane specie di pesce che *non sa di pesce* include i suddetti calamari e moscardini fritti, il baccalà fritto (che NON sa di pesce) e a volte anche lesso affogato (letteralmente) nella salsa verde.
In casa mia, invece, mia madre NON CUCINAVA pesce *perchè fa odore*.... se non le trote che pescava il nonno ma... lesse.
Le capacità e la passione per la cucina di mia madre, non sono mai state degne di nota ma si superava quando lessava le bellissime trote che ci portava il nonno.

domenica 27 luglio 2014

Volare da soli e lo zabaione alla birra rossa





Doveva succedere, prima o poi: vola da solo.
O meglio: vola senza mamma e papà, con lo zio (l'uomo volante) verso la Sicilia per una vacanza di tre settimane in barca.
In passato trascorreva almeno un mese di vacanza da solo con i nonni, ma almeno riuscivamo a raggiungerli nel fine settimana, sobbarcandoci viaggi in colonna verso il Trentino ma paghi di riabbracciare il cucciolo.
Ora ARC invece vola da solo, troppo lontano per poterlo raggiungere ogni fine settimana.
Lui è felice come una Pasqua (a detta del Martirio perchè può sfuggire alle mie grinfie) perchè la vacanza in barca era il suo sogno da tanto; perchè sarà con il suo zione preferito; perchè sarà una guerra ad armi pari: 4 adulti e 4 bambini.
Mattina della partenza iniziata, con la borsa da riempire, i vestiti da scegliere (fosse stato per lui sarebbe stata grande il doppio) e poi le pinne, la maschera con il boccaglio, i costumi da bagno e le creme solari.
Un continuo togliere e mettere e togliere di nuovo per rimettere nuovamente.
Alla fine era soddisfatto. Borsa fatta e giochi e libri nel bagaglio a mano.
Poi il viaggio verso Orio e vederlo passare i controlli davanti allo zio.
Un saluto, una marea di baci *lanciati* dal vetro e .... tre settimane da passare.

giovedì 24 luglio 2014

UNDICI ANNI!



Undici anni.
Undici benedizioni.
Il sorriso del tuo risveglio la mattina.
L'alito caldo della tua buonanotte.
Le tue domande difficili, la tua curiosità.
La felicità nel tuo sguardo quando rientro la sera.
Il tuo saluto forte la mattina quando esco.
La tua intelligenza che mi insegna.
La tua allegria che mi fortifica.
La tua voglia di fare per te e per gli *altri*.

Undici anni.
Undici piccoli passi assieme nella Vita.

Che Dio ti benedica come ha benedetto noi.
Che ti insegni a prendere il meglio da ogni esperienza,
negativa o positiva.
Che tu non perda mai la voglia di accettare le tante sfide della Vita,
di mettere sempre te stesso in gioco
senza arroganza
senza supponenza.
Che tu sappia riconoscere l'affetto vero,
distinguere l'amicizia dalle lusinghe,
la serietà dall'affettazione,
a non farti usare ed a non usare gli altri,
a non invidiare ma a compatire.

Resta *grande* come sei.
Sempre.

Buon compleanno Amore mio.

lunedì 21 luglio 2014

UN LUGLIO AUTUNNALE E LO STRUDEL DI MELE....



Un vento insistente ha portato via nella notte il caldo soffocante di una domenica afosa.
La mattina si presenta velata da un cielo grigio di nuvole gonfie di pioggia.
Più che Estate che ci si aspetta dal mese di Luglio, pare l'annuncio di un piovoso e mesto Autunno.
Alla fermata del bus gente in attesa in una strana combinazione di abbigliamenti. 
C'è la ragazzetta che esibisce degli shorts decisamente da spiaggia, che si dondola sui piedi calzati da sandaletti aperti, per far passare la sensazione di freddo che questi venti gradi di mattina, fanno sentire.
C'è il distinto signore in giacca e cravatta che, dietro il rosa del *Sole24Ore* quasi rialza il bavero per allontanare la stessa raggelante sensazione.
Poi ci sono due altre signore che, sopra un abito colorato e sgargiante, indossano il classico golfino di lana, a celare le spalle scoperte ed a evitare un colpo di freddo.
Poi, a ben guardare, ci sono altre due signore un po' più attempate, coperte da un'impermeabile lungo, con tanto di ombrello sotto braccio a scongiurare docce fredde che il cielo minaccia.
Saliti sul bus, vuoto dei soliti studenti ormai in vacanza, un soffio gelido ci accoglie: nessuno, NESSUNO, deve aver informato l'autista della temperatura esterna pertanto, implacabile, resta acceso il dispositivo che fa circolare l'aria condizionata sulle spalle dei poveri passeggeri. 
A voler ben pensare, potrebbe essere un'azione di saving proposta dall'INPS per tramortire e far piazza pulita dei pochi anziani che si muovono con i mezzi per la città. 
La metropolitana non è da meno. Le carrozze sono un'accozzaglia di strani abbinamenti: dal maglione di lana, al giubbotto pesante, alla canottiera portata con disinvoltura ma con la pelle scossa da brividi.

giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' #questoepiubello



E' accaduto quasi per scherzo. 
Ho aperto FaccialiBro dopo un'altra giornata estenuante al lavoro e, sul gruppo *segreto* ho visto un post che chiedeva un aiuto concreto per la realizzazione delle ricette da fotografare per un nuovo libro di MTChallenge edito SAGEP.
Da giorni mi era arrivata una e-mail con la quale mi si chiedeva la liberatoria per aderire al progetto, anche questa volta a scopo benefico, anche questa volta per aiutare il nostro futuro: i giovani.
L'Ora del PaTè era stata una grande esperienza. 
Da una passione, da un gioco della *rete* si è potuto ottenere un contributo concreto da destinare ad un progetto ONLUS dedicato ai bambini... e tutto questo non ha prezzo.
Insomma: di tagliare le verdure ero capace, casomai mi sarei messa a lavare i piatti!!!

Quindi, timidamente, mi proposi per un venerdì d'inizio aprile...ed Alessandra, la curatrice della collana, accettò.....
Da lì uno scambio frenetico di messaggi privati e, finalmente, l'argomento del libro: LE INSALATE DA TIFFANY, il periodo della Bella Epoque.
Pensando ai set fotografici da allestire ho fotografato compulsivamente e inviato ad Alessandra ed al bravissimo fotografo che la affiancava, quanto di quel periodo potevo recuperare.
Nonna Maria (la mia mentore in cucina!) si sposò negli anni venti e molti pezzi della sua dote, sono decisamente stile Bella Epoque.
Le pesanti posate d'argento, le posate d'osso a servire, un cestino d'argento antico tutto traforato e le tovaglie, tutte ricami e pizzi che tanto usavano in quel periodo... fotografato e inviato ad Alessandra per sapere se potesse servire mentre Arc ed il Martirio mi guardavano perplessi. 
Insomma, per farla breve, una chiarissima mattina di Aprile mi sono messa in viaggio per Genova spaventando il Martirio che, vedendomi con il trolley pieno all'inverosimile, mi chiese: *Ma....ti fermi a dormire?*
Tralascio di descrivere le espressioni facciali o verbali del Martirio quando gli elencai il contenuto della borsa. Tra le altre battute (sarcastiche o meno) mi informò che, nel caso mi avessero controllato il bagaglio, sarei potuta essere sospettata di avere sottratto l'argenteria in qualche appartamento.
Una secca risposta del tipo: *Ci vado in treno, e non in aereo a Zena; non si fa il check-in* è bastata a zittirlo ma non a frenare le risatine sue e di Arc.
In treno, di mattina presto, verso una città che adoro: Genova.
Città dei Doria, con i suoi caruggi ombreggiati, con le edicole dei santi a guardia delle case, con le pietre che fan chiaro-scuro sulle facciate, con San Lorenzo a guardia della fede...



All'arrivo Alessandra e altre compagne di avventura, Marta e Chiara di Cucinando con mia sorella, Antonella di Sapori in Concerto, e poi Vittoria de La cucina piccolina e Giulietta di Se cucino sorrido....e La Suocera.
Si, avete capito bene: la mitica Suocera di Alessandra, ci ha aperto le porte di casa sua per ospitare questo tornado di folli appassionate di cucina (o appassionate di cucina folli - si, mi ci riconosco di più!) in un palazzo da dove si vede il mare e gli yacht  ormeggiati. 
Una cucina enorme, con un contorno di piastrelle bianche e blu, tipiche genovesi, ed una scala a chiocciola di ferro battuto che porta ad un piccolo terrazzo inondato di sole e di fiori.
Una giornata memorabile, trascorsa tra preparazioni in cucina, battute e risate con le compagne di avventura, un pranzo con i Suoceri travolti dal nostro cicaleccio e confusione.

Scatti studiati nel particolare, tovaglie ed argenteria selezionate dall'occhio felice di Alessandra e di sua suocera, e due modelle d'eccezione, che scoprirete celate tra le pagine di questo nuovo e spettacolare libro.


Tornare a Milano a fine giornata, in treno con Antonella, è stata la fine di una bella vacanza, un'esperienza diversa.
Ed ora il libro, pieno di ricette ma anche di suggerimenti, di foto bellissime e ..... un'altra occasione per fare del bene.

A chi? A quello che deve essere il nostro futuro, un progetto per i giovani che hanno lasciato la scuola e che potranno imparare un mestiere.

Parliamo del libro?



il libro è edito da Sagep Editori
le fotografie sono di Paolo Picciotto
le illustrazioni di Mai Esteve
l'impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori
la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari 
il prezzo è di 18,00 euro.

Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

Cosa fate ancora qui? Andate a prenotarlo subito in libreria!!!!! Perchè?! 
MA... PERCHE' #questoepiubello!!!!


lunedì 7 luglio 2014

SUPERMERCATO IN UN LUGLIO AFOSO E MAZZANCOLLE AL LIME SU CARPACCIO DI FINOCCHI ED ARANCIA CON CAVIALE DI OLIVE TAGGIASCHE





Caldo afoso. 
Arc è appena partito per una settimana al mare con il suo migliore amico.
Sveglio dalle cinque di stamattina per l'agitazione, tanto ha fatto che abbiam dovuto alzarci alle sette! E' persino andato al supermercato alle otto perchè si era dimenticato il bagnoschiuma.
Felice lui di sentirsi grande...felice io di sapere che va a divertirsi con il suo amico.
Felice: ma ... ora? 
Intanto cominciamo con la spesa visto che il frigorifero è tanto vuoto da sentirsi l'eco.
Mi aggiro tra i banchi del supermercato, senza fretta, finalmente. Senza la corsa che mi tocca sempre fare quando mi accompagna il Martirio...
Si, perchè quando vado a fare la spesa con lui, faccio la corsa ad ostacoli!
Lui è addetto alla guida...del carrello...e procede lento ed inesorabile verso il reparto vini... Io? Beh, io dietro mentre entro ed esco dalle corsie con le braccia cariche (ricordate? Il carrello lo guida Lui!) di quanto riesco a raccattare mentre lui continua a sbuffare e ad avanzare.

giovedì 3 luglio 2014

Un HappyHour campagnolo.. e la pastella alla birra.



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Una pausa finalmente,tra il verde del mio buen retiro in un mare di verde che allarga il cuore.
Pausa: quanti significati...


La chiesa nascosta dietro la curva, con i suoi affreschi e la campana piccina che attende i rintocchi della domenica.