Elenco blog personale

lunedì 29 settembre 2014

PRIMA CHE ARRIVI IL GELO UN GELATO ALLA BIRRA ROSSA




Prima che l'Autunno diventi inverno.

Prima che il sole non scaldi più i cuori.



Prima che si abbia voglia solo di latte caldo e zuppe.
Prima che le foglie cadano ai nostri piedi.


Prima che ci si dimentichi che una volta era l'Estate.
Ecco un gelato che è uscito da un esperimento e che è piaciuto tanto, ma tanto da doverlo rifare più e più volte.

Gelato con la Birra Rossa, che in casa non manca quasi mai, e che ha un retrogusto di croccante, come i pezzettini di croccante alle mandorle con cui l'ho accompagnato.

Premetto che parlare di Zabaione non è per il procedimento di cottura (infatti non lo si monta a spuma) ma per la somiglianza al gusto che questa crema ha.

GELATO ALLO ZABAIONE DI BIRRA ROSSA.





400 g di latte
120 g di panna
150 g di zucchero
100 g di Birra rossa (io mezzo bicchiere di Moretti La Rossa)
2 tuorli d'uovo
  • Mettere sul fuoco, in una casseruola, latte e 80 g di panna e cuocere fino a che comincerà a bollire.
  • In un'altra casseruola incorporare i tuorli mescolando con una frusta elettrica la restante panna fredda, lo zucchero e tutto il latte bollente (avendo cura di incorporarlo molto lentamente, *a filo*). 
  • Rimettere sul fuoco e far cuocere senza mai smettere di mescolare per due minuti circa. Fermare prima del bollore.
  • Togliere la casseruola dal fuoco e far raffreddare. Versando nella gelatiera unire la birra rossa fredda e lavorare secondo le indicazioni della propria gelatiera. (Io ho impiegato circa 45 minuti - ma la mia gelatiera è un vecchissimo modello).
  • Servire con pezzetti di croccante alle mandorle.



venerdì 26 settembre 2014

ANNALENA, L'MTCHALLENGE E LA COLAZIONE DI MIO FIGLIO.



La mattina, in casa mia, è una corsa contro il tempo.
Da quando Arc va alla scuola Media, ci si alza sempre prima. 
Già per farlo scendere dal letto ho da penare, per non parlare del convincerlo ad entrare (ed a uscire!) dalla doccia; poi comincia la *manfrina* dell'*Io-non-faccio-colazione*.
Per fargli bere un bicchiere di latte, e mangiare un biscotto, ho da penare parecchio.
Passo dalle preghiere alle minacce e, nonostante abbia provato a variare la colazione (frullati, yogurt, dolcetti fatti in casa per non dire del salato da proporgli) lui si ostina a dire *Io la mattina NON HO FAME!*.
E lo dice con un cipiglio che non ammette repliche, ed anche quando cede, lo fa facendomi sentire un'aguzzina.

giovedì 25 settembre 2014

La merenda di Arc e The Recipe-tionist!




Nella vita c’è sempre da imparare. 
Da Lei ho imparato a fare lo strudel (dolce o salato) e lo strucolo in straza.
Ma, grazie ad un contest originalissimo che ogni tanto vede la mia vergognosissima partecipazione, ho imparato che la farinata, quella che faccio spesso per gli aperitivi in montagna o per dare una merenda *diversa* ad Arc, si può fare anche con la farina di grano.
Debbo dire che inizialmente ero scettica e pensavo mi sarebbe venuto un cracker durissimo, ma ho voluto provarla lo stesso anche perché la foto messa sul suo blog, era molto invitante.
Quindi mi sono attrezzata incastrando il tutto in una serata dove ero tornata a casa presto dal lavoro.

martedì 23 settembre 2014

LA MIA SECONDA PROPOSTA PER MTCHALLENGE...TORTA SALATA PORRI E PANCETTA IN CROSTA DI RISO.


Ancora riso (dopo i 7 chili acquistati nel vercellese, mi sa che andremo avanti sino a Pasqua!) ed ancora MTChallenge.

Questa volta ho pensato di usarlo dopo avere scelto la cottura per assorbimento come spiegato da Annalena.

Bisogna dire che la ricetta è stata realizzata pensando ad una torta salata simile che avevo mangiato una ventin...trentin...beh, tanti anni fa, a casa di un'amica.
Io ho scelto di ripetere l'esperienza facendone una crosta molto spessa ma, dopo averla assaggiata, vorrei provare a creare un guscio sottile sottile, quindi: preparatevi che prossimamente ci riprovo. Tanto di riso ne ho ad abuntantiam!

Debbo anche dire che il Martirio inizialmente non si è lamentato poi, vedendo che di risotti non se ne vedeva nemmeno l'ombra ha cominciato a brontolare che facevo le cose *strane* come sempre....


Ovviamente non mi sono fatta intimorire o preoccupare e quindi sono andata avanti per la mia strada, evitando di *dargli corda*.

Per il ripieno ho usato un vasetto di Prescinseua portatami da un'amica al ritorno dalle vacanze (un paio di settimane fa), che avevo congelato (io ho tante amiche che mi conoscono BENE e mi portano pensierini UTILI).
Inizialmente volevo fare un ripieno con spinaci e prescinseua ma...di domenica il mio supermercato è chiuso e quindi ho dovuto arrangiarmi come potevo con quello che avevo in frigorifero.

Il risultato mi ha soddisfatto anche se il Martirio ha nuovamente ribadito:
*Ma.... un bel risotto mai?*

Intanto ha mangiato la sua porzione senza lasciare nemmeno un chicco.
Per farlo smettere di borbottare ho deciso: da domani risotto tutti i giorni e, se si dovesse lamentare.....crema di riso!




Quindi: bando alle ciance e.... (rullo di tamburi) .... rieccomi a cimentarmi con la 41ma sfida dell'MTCHALLENGE.





TORTA SALATA PORRI E PANCETTA IN CROSTA DI RISO 




Ingredienti:
(per una tortiera di 17 cm)

200 g di riso SantAndrea
100 g di formaggio che fonda in cottura (io Asiago)
1 uovo intero
1 vasetto di Prescinseua da 250 g.
2 cucchiai di olio EVO
80 g di porro (anche un po' di più non sarebbe male ma... io quello avevo!)
50 g di pancetta dolce a quadretti


  • Ho versato il riso in una ciotola capace, coprendolo con circa il doppio di acqua fredda e l’ho “sprimacciato” tra le dita e roteandolo nell'acqua e massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua è risultata praticamente bianca.
  • L’ho scolato aiutandomi con un colino, l’ho sciacquato sotto un getto gentile di acqua corrente, rimesso nella ciotola lavata ed ho ripetuto lo stesso procedimento per altre tre volte, fino a che l’acqua è risultata limpida.

  • Ho versato di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempita  con abbondante acqua  limpida, ed ho lasciato riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti.
  • Dopodiché ho scolato e sciacquato di nuovo bene il riso, versandolo in una pentola di acciaio dal fondo spesso. L’ho coperto con acqua a temperatura ambiente in pari volume o poco più in modo che superasse il riso di circa 2 cm ed aggiunto un goccio di olio EVO per rendere più lucidi i chicchi.Ho messo la pentola sul fuoco e portato a leggero bollore.A bollore ho coperto la pentola con un coperchio pesante ed ho abbassato la fiamma e per lasciar cuocere senza mai aprire per 10 minuti (scarsi).
  • Ho lasciato riposare con il coperchio chiuso per almeno 10 minuti (anche di più, credo, visto che ho preparato nel frattempo la farcia...)
  • Ho scolato e messo da parte a raffreddare.
  • Ho tagliato a rondelle il porro e l'ho fatto stufare con la pancetta ed un goccio d'olio EVO per 5/6 minuti (non deve scurire ma solo stufare leggermente).
  • Ho salato (poco perchè c'è la pancetta) e lasciato raffreddare. 
  • Ho unito al composto la prescinseua ed un tuorlo d'uovo, mescolando per bene con una forchetta. Aggiustato di sale e di pepe.
  • Al riso oramai freddo ho unito l'albume leggermente battuto (la prossima volta provo a montarlo a neve) ed il formaggio asiago grattugiato finemente.
  • Ho ricoperto una teglia da 17cm. con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato, distribuito il riso per fare *il guscio* della torta salata e l'ho fatto cuocere a forno caldo a 200°C per 15 minuti.
  • Tolto dal forno ho versato l'impasto con porri e formaggio e rimesso a cuocere per almeno 10 minuti a 170°C. Quando la torta ha cominciato a scurirsi l'ho tolta dal forno e fatta raffreddare 5/10 minuti prima di sformarla con attenzione.



domenica 21 settembre 2014

Sono testarda e ci riprovo: MTChallenge 41 Fiori di zucchina con riso rosso integrale, zucca e taleggio su pesto di carote e curcuma.



La mia prima proposta per MTChallenge è fallita miseramente.
Ho proposto una ricetta di famiglia ma non ho lavato il riso: ERRORE!
Intendiamoci: non è stato un errore per la ricetta visto che l’amido DEVE fare da collante altrimenti, rimettendo in forno il riso cotto nel latte per formare la torta, si sarebbe disfatta subito al momento di sformarla. Ma le regole sono regole…sigh!
Quindi: fuori gara.
Ed ora? Ora mi sono studiata la parte delle regole di cottura e, neurone (Highlander) permettendo ho pensato di riproporre un’altra ricetta per questa gara che, malgrado ogni volta mi faccia tentare di desistere dal partecipare (visto il livello di tutti gli altri partecipanti) mi coinvolge, e mi fa ostinatamente mettere alla prova.
Per dirla come direbbe la mia milanesissima Nonna Maria: sono una *Crapona* (trad: testona)!
La mia ostinazione mi viene dal carattere, dal fatto che tutti gli ostacoli che mi trovo di fronte mi servano di lezione e mi aiutino a non fossilizzare la mia Vita su standard *piatti* dove la scelta di vivere o lasciarsi vivere fa la differenza.
Ussignur…sono diventata filosofa? Naaaaa, alla mia età è normale rimbambire!
Scherzi a parte: il riso e le sue cotture.
Partiamo dal riso.
Io di riso (da buona lombarda) ne mangio tanto anche se quasi sempre lo preparo come risotto.
Poi c’è il fatto che, mentre sono in viaggio per la mia piccola oasi della *Casetta gialla*, passo dalle risaie del Vercellese e lì, credetemi, ho fatto interessanti incontri.



Dalla trebbiatrice che mi si para dinnanzi all’improvviso mentre viaggio spedita verso i miei monti fatati, alla miriade di uccelli che si aggirano nelle risaie quando queste sono appena state inondate o al tappeto di rane che attraversano l’asfalto nella penombra della sera quando rientro nella caotica Milano.
Ed i colori? Quelli del riso sono splendidi. Vi ricordate *quel* tipo di verde acceso delle matite Caran d’Ache  che par quasi fluorescente? Quello che tutti ci chiedevamo dove potesse comparire in Natura? Ecco: nelle risaie! Poco prima della maturazione queste distese sono di QUEL colore!

giovedì 18 settembre 2014

Tagliatelle povere per I MAGNIFICI 6!



Spesso si pensa che un piatto degno di nota sia un piatto elaborato, di *impatto*, costruito su nuovi abbinamenti di sapori, utilizzando prodotti provenienti da paesi lontani e da culture diverse.
Ci dimentichiamo così dei *sapori di casa nostra*, quelli antichi, che ci vengono da racconti di famiglia. 
Fateci caso: quando i nostri *vecchi* ci parlano dei tempi del dopoguerra, della fatica a reperire le derrate alimentari, quei tempi in cui si faceva la fila con la tessera annonaria in mano o si pagava un botto alla borsa nera, parlano di piatti semplici ma che si ricordano ancora come meravigliosi.
Pochi ingredienti, tassativamente di stagione, un po' di esperienza ed ingegno e la famiglia aveva di che fare festa.
Per non parlare del beneficio di mangiare cibi non raffinati, di stagione, utilizzando ortaggi e prodotti coltivati con criteri REALMENTE biologici perchè anticrittogramici e concimi chimici eran decisamente troppo cari per essere utilizzati. Dove l'orto era sotto casa e dall'ortolano si compravano solo le arance a Natale e poche altre verdure.
Con il passare degli anni e con la scelta di politiche agricole tese alla resa ad ogni costo, sono stati messi in commercio prodotti testati, raffinati, quasi sterilizzati e le intolleranze (se non addirittura le allergie) si sono manifestate in una larga fascia di popolazione.

lunedì 15 settembre 2014

PANICO DA INIZIO SCUOLA E DA MTCHALLENGE E LA TORTA DI RISO DI MAMMA GINIA.



L'anno nuovo per me inizia a Settembre, con l'inizio della scuola.
E' così da un po' di anni, da quando c'è Arc.
Quest'anno però l'inizio è stato un po' travagliato.
Arc affronta l'avventura della prima media e la cosa, nonostante sia uscito con dei voti fantastici ed una bella preparazione dalle elementari, questo nuovo ruolo lo ha un po' messo a dura prova.
In tre giorni abbiamo avuto:
problemi di colite la sera del primo giorno;
febbre e mal di testa il secondo giorno;
crisi di pianto il terzo.
Gli mancano i suoi soliti riferimenti. In classe ha una sola compagna delle elementari (con la quale han *fatto quadrato* nello stesso banco) e gli altri amici sono in altre classi.
Il rapporto con i professori poi è la sua grande incognita. Vuole far bella figura ma non sa ancora come approcciarsi. Il fatto stesso di chiamarli *prof* invece che *maestra* lo destabilizza.
Quindi abbiamo avuto un lungo fine settimana di training autogeno per convincerlo che, come tutti, avrà bisogno di tempo per abituarsi e, visto che è un ragazzino socievole, credo non ci saranno problemi veri e propri.
Tante materie nuove tra le quali anche una nuova lingua da imparare: il Tedesco.
Proprio a proposito della lezione di Tedesco, alla mia richiesta di raccontarmi come si era svolta e che impressione gli aveva fatto l'insegnante, vedo che diventa rosso e mi dice:
*Mi sa che ho fatto una figura da stupido....*
Gli chiedo che cosa ha detto o fatto per avere quella sensazione e lui, agitatissimo, mi racconta:
*Sai, la Prof ci ha chiesto se conoscevamo dei vocaboli in Tedesco ed io ho alzato la mano*

lunedì 8 settembre 2014

Bordighera tinta di rosa ..Bordighera BookFestival per prendere il volo!


Oramai è ufficiale: il colore rosa ha conquistato Bordighera!

Venerdì 5 Settembre, alle ore 17.00, ha avuto luogo la presentazione ufficiale del secondo libro dell'MTChallenge: INSALATA DA TIFFANY edito Sagep.


Villa Regina Margherita a Bordighera, una residenza superba, affacciata su un panorama spettacolare, si è colorata di rosa per promuovere l'ultimo uscito della collana di libri di cucina pubblicati a scopo benefico.
Rosa come il colore che tutti i co-autori portavano (chi una sciarpa, chi una collana, chi una camicia.....) Rosa come la copertina del libro molto glamour.

In una cornice liberty che più liberty non si poteva sognare, Alessandra Gennaro (curatrice dei volumi, nonché ideatrice del gioco dal quale è partito questo progetto) ha presentato il libro, gli autori ed il progetto della community MTChallenge ad una folla che ascoltava in religioso silenzio.
Dalle stanze e dalle porte vetri gente che si affacciava, che si fermava in piedi, pur di ascolare. 

Prima della presentazione al pubblico, con un nutrito gruppetto di partecipanti e co-autori delle ricette presentate, mi sono ritrovata in cucina per allestire con le altre un cocktail da offrire agli ospiti intervenuti.


Che bella esperienza!! Persone che si conoscono a volte solo grazie alla *rete*, ai commenti lasciati nei blog, si trovano a lavorare fianco a fianco ed a *tirar fuori dal cappello* vassoi di piccoli sfizi come una squadra affiatata.


Quattro tavoli con vassoi pieni di ogni ben di Dio, vassoi che continuavano ad essere riempiti mentre una folla entusiasta faceva *la festa* a tutto quanto arrivava dalla cucina.

















Un paio di signori mi si sono messi al fianco e non han mollato la postazione finchè, intorno alle 20.00, abbiamo letteralmente sottratto gli ultimi vassoi per consentire all'organizzazione della villa di far ordine e chiudere come da orari concordati.

Una vista splendida sulla città ai nostri piedi, una temperatura ideale, un buffet ricchissimo e tanto tanto entusiasmo e tanta voglia di lavorare assieme!


E adesso? 

Adesso resta lo strascico dell'adrenalina di queste tre splendide giornate. 

Resta la voglia di scoprire quale sarà l'argomento del prossimo libro.


Resta il Rosa che abbiamo assorbito...

Resta l'incanto del Liberty.



Resta il ricordo di una giornata splendida!

Grazie a tutti.... tutti quanti!!!!



*le foto sono state scattate dai partecipanti alla manifestazione....

giovedì 4 settembre 2014

Natale non arriva mai troppo presto ovvero: Ratafià all'uva fragola.



Quest'anno mi sono attrezzata. 
Un bel vaso da farmacista da 3 litri ed altri tre vasi di quelli grandi della Bormioli.
Per l'alcol da liquore poi mi sono rivolta a tre supermercati, per confondere le idee. Sia mai che mi succeda come l'anno scorso con la cassiera esterrefatta che mi vedeva comprare ogni giorno una bottiglia da litro di alcol! Hai voglia a spiegare che non me lo bevevo. Almeno non subito. Continuava a guardarmi con con uno sguardo torvo.

lunedì 1 settembre 2014

A VOLTE RITORNANO...COME I RICORDI DI PESCHE ED AMARETTI.



Ferie: agognate, desiderate, sognate...finite.
Restano al ritorno: la sabbia,che si è infilata negli angoli della borsa da spiaggia; gli asciugamani *da mare* che sanno di salsedine; i copricostume macchiati di crema solare.
Restano le conchiglie raccolte sulla spiaggia, in un barattolo di vetro e sul fondo di una scatola da scarpe, con il progetto di collane e orecchini da fare con Arc.
Restano un'infinità di elastici colorati e braccialetti fatti dal cucciolo di casa.
Resta il ricordo delle piadine, quelle vere, mangiate nel baretto di fianco al canale, mentre si guardano le barche con le vele colorate.
Resta il ricordo delle chiacchiere da campeggio, le quattro frasi scambiate con l'anziana coppia di tedeschi nella piazzola vicino mentre apro con fatica il cassettino della memoria *auf Deutsch* e scopro che non tutto è perduto.
Resta la cucina parca del campeggio, quella che con due fuochi ci fai tutto, anche l'arrosto alla birra con le patate in un pomeriggio nuvoloso e lento.