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domenica 1 maggio 2016

Sfogliata di Patate con ricotta e verdure e la mia festa del 1° Maggio.



Di solito il I° Maggio lo passavo nella Casetta Gialla, in quel mondo fatato e un po' surreale che la circonda.
E' il momento delle fioriture del glicine, del rododendro rosa e degli iris di Van Gogh che crescono nel mio giardino.
I cervi cominciano a brucare l'erba appena spuntata nel nostro prato e tutto questo ci ricarica dallo stress della nostra Milano.
Quest'anno invece nulla. La stufa della sala a piano terra ci ha lasciati un paio di settimane fa facendoci scappare dal gelo. Il tempo non era previsto bello ma umido e freddo (a Bielmonte ha persino nevicato...) e quindi siamo rimasti a Milano con un tempo nuvolo e freddo che pare quasi il mese di Novembre. 
Il Martirio a "pasticciare" nel suo atelier ed io a far ricerche su Firenze con Arc.
Fuori una pioggia che va e viene e in casa umidità e freddino.
Ci sarebbe stato bene un dolce, magari con la frutta profumata comperata ieri in un nuovo punto vendita all'ingrosso che ha aperto vicino a casa nostra, ma Arc ha finito quasi tutte le fragole e solo il kiwi non mi ispirava.
Per colorare questa domenica ci voleva un piatto colorato che desse l'impressione della bella stagione. Quindi perché non riproporre un esperimento riuscito della settimana?
Una torta salata un po' diversa. 
Diversa perché non ha la solita base di pasta brisé o sfoglia. Ha un guscio di patate che la trasforma anche in un piatto senza glutine (omettendo il pangrattato che ho messo per farla staccare dalla pirofila).
L'avevo già provata in settimana e, visto che era stata molto apprezzata, l'ho rifatta (e fotografata per il blog) proprio oggi.
Mi ha consolata della mancata gita in montagna, del brutto tempo e della malavoglia che mi prende con questo tempo grigio e triste.
La ricetta? Eccovela!

SFOGLIATA DI PATATE CON RICOTTA E VERDURE.




Fate grigliare in forno i peperoni. Lasciateli raffreddare, tagliateli a striscioline sottili per la lunghezza. 



Tagliate a fette sottili (nel senso della lunghezza) le zucchine e grigliatele su una piastra (o in forno). 



Tagliate le due patate a fettine sottilissime e foderate con queste una pirofila con cerniera del diametro di 26 cm. precedentemente imburrata e cosparsa di pangrattato avendo cura di farne un bordo alto e di non lasciare spazi tra le fettine. Spennellate il "guscio" di patate con metà del burro fatto fondere in un padellino. Salate e infornate a forno caldo 
           175°C per 10 minuti circa (fino a che cominceranno a colorirsi le fettine 
           di patate).



Nel frattempo passate la ricotta di pecora al setaccio, aggiungete lo yogurt, l'emmental grattugiato ed il pecorino grattugiato. Unite uovo, aggiustate di sale 
e pepe.



Togliete dal forno il guscio di patate e riempitelo con la crema di ricotta preparata. Aggiungete le fettine di verdura in modo da formare un disegno gradevole, cospargete di fiocchetti del burro avanzato e rimettete in forno per altri 20 minuti a 170°C (ventilato).


Togliere dal forno e lasciare riposare a temperatura ambiente per 5 minuti.




Spostare la preparazione su un piatto di portata e servire calda o tiepida.




venerdì 29 aprile 2016

SPEZZATINO DI CERVO ALLA BIRRA CON FUNGHI PORCINI PER FESTEGGIARE 25 ANNI DI MATRIMONIO.





Lo scorso fine settimana per me ed il Martirio è stato epico. 
Epico perché non a tutte le coppie succede di festeggiare ben 25 anni di matrimonio!
Sono passati in un volo. 
Un volo planato su momenti belli, difficili, sereni o angosciati.
Avere affrontato questo cammino assieme ci ha cambiati (non solo nel fisico!) e ci ha fatti crescere.
Per festeggiare con la famiglia siamo usciti a pranzo in un ristorante di Milano ma, per festeggiare noi da soli, ho ripensato al viaggio di nozze.
Viaggio di due settimane toccando quasi tutte le principali città Austriache fermandoci in alberghi bellissimi e tipici.
Di giorno si mangiava un panino, o qualcosa di veloce in qualche birreria, e la sera si cenava in locali tipici.
Due settimane e due settimane di Wienersnitzel mit kartoffeln da parte del Martirio che, in quanto a gusti, tende ad essere monotono.
La scusa era: "almeno so che cosa mangio".
Non importa se la sottoscritta si profondeva in traduzioni accurate di tutto il menù, la sua comanda era sempre : Wienersnitzel mit kartoffeln-
Questo anche l'ultima sera della nostra permanenza a Vienna. 
Ci avevano indirizzato nella più antica locanda di Vienna. Una porta seminascosta da una tettoia in un vicolo buio della città vecchia.
Dietro quella porta una sala illuminata da tantissime candele, con i pavimenti di legno intarsiato coperti da bellissimi e soffici tappeti. Uno stuolo di cameriere e camerieri in costumi tipici si affannava attorno ai tavoli.
L'atmosfera prometteva bene e, mentre il Martirio ordinava la olita Wienersnitzel mit kartoffeln, io mi lanciavo su uno spezzatino di cervo con funghi e polenta.
Arrivati i camerieri con i nostri piatti, ci siamo accorti che, sulla cotoletta del Martirio, avevano generosamente cosparso la gelatina di ribes.
Panico! Come dicevo più sopra, i gusti del Martirio sono piuttosto "basici" e questo abbinamento non rientrava assolutamente in quello che lui si aspettava.
Giovane sposina mi offrii di far cambio di piatti e, inutile dirlo, l'offerta fu accettata in un nanosecondo.
Mi persi allora uno dei migliori spezzatini che il Martirio abbia mai mangiato.
Quindi, avendo in freezer una discreta quantità di carne di cervo (Meaviglioso acquisto dal mitico Macellaio di Camandona), nonché un sacchetto di fungi porcini da me congelati, il menù è stato stabilito.
Sarebbe stato lo spezzatino di cervo e porcini, bagnato con un birra molto aromatica che mi sono ritrovata nella spettanza mensile.

Risultato? QUESTO è stato il miglior spezzatino mai mangiato dal Martirio... e non avevo dubbi!

Una piccola premessa: la selvaggina ha un sapore molto marcato e, per renderla più delicata, si fa spesso marinare nel vino o nell'aceto (o in un misto di entrambi).  Io ho scelto di farlo marinare nella birra e la scelta è stata sicuramente vincente. Gli ha infuso un profumo ed un aroma che ha esaltato le carni scure del cervo.

SPEZZATINO DI CERVO ALLA BIRRA CON FUNGHI PORCINI



Fate marinare la carne di cervo nella birra con qualche foglia di alloro per 24 ore. Al termine delle quali scolerete la carne gettando la marinatura (avrà raccolto tutto il sangue e quindi "attenuato" il sapore forte della selvaggina).

In una casseruola di ghisa fate rosolare dolcemente con due cucchiai di olio EVO un trito di cipolla, carota, sedano e aglio. Bagnate con qualche cucchiaio di brodo caldo se dovesse friggere troppo.


Infarinate la carne di cervo, aggiungete i restanti cucchiai di olio EVO ed il burro nella casseruola di ghisa e fate sbianchire la carne a fuoco bassissimo, mescolandola spesso perché tende ad attaccare sul fondo.


Aggiungete un mestolo di brodo di carne caldo, sale e pepe, le foglie di alloro e chiudete con un coperchio facendola cuocere a fuoco bassissimo per 15/20 minuti circa.


Rimestate lo spezzatino e continuate la cottura mescolando ogni 15 minuti per almeno 1 ora.



A questo punto aggiungete i funghi porcini, aggiustate di sale (se mancasse) e pepe e continuate la cottura aggiungendo eventualmente ancora un po' di brodo.
Fate cuocere ancora 50 minuti circa a fuoco bassissimo coperta.

A parte preparate una polenta bella soda e servitela con lo spezzatino caldissimo.

domenica 17 aprile 2016

Mojito e sablé per #MTC56 e perché sono "agile" e festeggio!!!



Sono "agile". In Italiano, perché in Inglese sarei "smart".
No, non sono uscita di senno. 
Sono solo felice. 
Felice di avere ottenuto di poter lavorare da casa, risparmiando due ore e mezza di tragitto ed potendo farlo mentre Arc studia nella stanza accanto.
Sono tre settimane che ho iniziato questa avventura ed i risultati sono molteplici: dallo esser più concentrata a vedere rendere di più la mia giornata.
Per non contare che ho ri-guadagnato due ore e mezza della mia vita e veder rientrare mio figlio a casa e poter far la "pausa caffè" mentre lui fa merenda, non ha prezzo.
Se mi capita di dovere finire un lavoro oltre orario? Nessun problema a "far tardi", non devo più pensare a fare un percorso poco "simpatico" al buio o dover aspettare mezzi pieni di gente.  
Insomma: mi par di essere rinata.
Riesco persino ad essere meno nervosa e se ne sono accorti pure Arc ed il Martirio!
Quindi festeggiamo e festeggiamo con un'altra ricetta per la sfida lanciata da Dani & Juri del blog Aqua e Menta : I biscotti di frolla per #Mtc56.

Una ricetta con la frolla l'ho già proposta qui, ora mi sono cimentata con i sablé.

Un festeggiamento si fa solitamente con un brindisi e perché mai avrò pensato al Mojito?! Bah!
Fatto sta che il lime nell'impasto dei sablé ci sta divinamente, come pure lo zucchero muscovado. Lo zucchero di canna, con rum e menta fresca, sono gli ingredienti principali della farcia a base di ricotta freschissima (lasciata sgocciolare bene perché non sia troppo liquida).

La mia seconda proposta è quindi questa, con l'approvazione del Martirio e pure di Arc che non ha esitato ad aiutarmi a "far pulizia in cucina" con particolare riguardo ai biscotti scartati per le foto e leccando letteralmente la ciotola della farcia (solo i resti... perché il Martirio aveva già ampiamente provveduto a far sparire la crema!)



Con questa ricetta partecipo all'Mtc56.



SABLE' AL MOJITO.






Per prima cosa preparate la farcia mescolando la ricotta con il Rum e le foglioline di menta tritate finissime.

Fate riposare la farcia in frigorifero coperta da una pellicola.

Versate la farina setacciata assieme alla scorza grattugiata del lime in una capiente ciotola, mescolatevi lo zucchero muscovado, il pizzico di sale ed il burro a pezzetti lavorando velocemente il tutto con la punta delle dita fino a ricavarne un composto che ricordi la sabbia umida.
Lavorate velocemente per non "scaldare" troppo il burro che rovinerebbe            la consistenza della pasta.



Aggiungete il tuorlo d'uovo ed un cucchiaio di succo di lime. Lavorate velocemente con le punte delle dita fino a che il composto comincerà a star assieme.
Fatelo riposare in frigorifero avvolto da un foglio di pellicola per almeno 30 minuti.

Stendete la pasta ad uno spessore di 3 mm. ritagliandone dei tondini con un coppapasta . Mettete i biscotti sulla placca rivestita di carta da forno e fateli riposare in freezer per 10 minuti.


Accendete il forno a 175°C statico e fate cuocere i biscotti per 5/8 minuti. Saranno cotti quando cominceranno a scurire sui bordi. 

Fateli raffreddare su una gratella. 


Aggiungete lo zucchero di canna alla farcia che avrete tolto dal frigorifero (dovrà sentirsi sotto i denti) e farcite i biscotti accoppiandoli.




domenica 10 aprile 2016

I'M BACK! Una ricetta regalata e i biscotti alla marmellata di arance amare e cannella per #MTC56



Dopo un periodo di pausa dalla sfida che ha conquistato il WEB, mi sono rimessa in pista.
Mancare lo scorso mese alla sfida di Mtchallenge è stato difficile ma, tempi troppo ristretti e impegni soffocanti mi hanno tolto la possibilità di far lavorare il mio ultimo neurone.
Highlander ha riposato. 
Ussignur, debbo confessare che sono passata da un paio di pescherie ben fornite (una di queste nel famoso mercato coperto di Piazza Wagner, detto anche CARTIER) per vedere se riuscito a trovare un paio di ingredienti e far contenta Annamaria con un brodetto di pesce un po' lacustre. Nulla da fare. Niente di quello che volevo era disponibile.
Quindi mi sono rassegnata a giocarmi il Jolly e a passare la mano.
Poi la bella scoperta del nuovo tema del mese: i biscotti!
Dani e Juri  di Acqua e Menta, grandissimi vincitori della sfida sul brodetto, mi hanno fatto un grossissimo regalo! Adoro i Biscotti.
Di biscotti ne ho sempre preparati tantissimi dai frollini ai cookies americani. Tutto per compiacere i due XY.
Ultimamente poi ho ripetuto parecchie volte (con qualche aggiustamento in corsa a seconda dei gusti) una ricetta di frollini che mi ha gentilmente girato una collega.
La scelta è caduta su questi per la presenza di un grasso alternativo: la margarina.
La prima volta che li feci fu in occasione di una visita di una mia amica intollerante ai latticini. Non sapevo cosa proporre con il te che le avrei offerto e... mi sono ricordata dei biscotti di Lorena...
A dire la verità non uso volentieri la margarina ma, volendo pensare alla cucina parve ebraica, penso che possa essere un'alternativa al nostro burro.
Debbo essere sincera, dopo la prima, la seconda e la terza volta, sono diventati un must in casa nostra così friabili ma leggeri per la presenza di lievito, sono i biscotti che accompagnano spesso le nostre colazioni.

Mi sono parsi quindi la giusta ricetta per questa nostra bellissima nuova sfida di #MTC56.



I BISCOTTI ALLA MARMELLATA DI ARANCE AMARE E CANNELLA




Procedimento:

Setacciate e disponete la farina a fontana su un piano di lavoro, unite lo zucchero, il lievito, le uova, la margarina sciolta a bagno maria; impastate bene fino a quando la pasta sarà compatta e formate una “palla”.

Se troppo morbida fatela riposare in frigorifero per 30 minuti circa.

Stendete la pasta (un pò alla volta) con il mattarello all'altezza di 3/4 mm., poi con una formina o un bicchierino, formate dei cerchi, disponete tutti i cerchi su una teglia rivestita con carta da forno, infornate per circa 2/3 minuti a 200° 

Appena saranno dorati girate i biscotti e fateli cuocere ancora un paio di minuti.



Ancora caldi mettete la marmellata (RICETTA QUI) tra due biscotti e passateli immediatamente nello zucchero a velo. passare il biscotto nello zucchero a velo.

Possono essere validi pasticcini da servire con un te.