Elenco blog personale

giovedì 21 maggio 2015

UMBRIA E SAGRANTINO, IL VINO *DEI SACRAMENTI* E L'ASSOCIAZIONE DEL FOOD BLOGGER ITALIANI




Un vino che conquista al primo sorso: il Sagrantino di Montefalco.
Un territorio ricco di risorse: l'Umbria
La competenza e la passione di un produttore coraggioso.
Ne avevo già parlato qui ed oggi anche sul sito AIFB.

martedì 5 maggio 2015

LA FATA DEL GLICINE E LA BALLERINA...E LA CIAMBELLA BOLOGNESE DI NONNA GINIA.






E' tornata! O meglio: si è svegliata!!! 
Chi?! Ma la Fata del Glicine!
Arriviamo a sera, all'imbrunire e, prima dei colori del suo manto, ci accoglie il suo profumo. Un profumo dolcissimo che stordisce e accarezza i sensi.
Passiamo carichi borse e sfioriamo appena il suo vestito lilla.


Arc bisbiglia: - Mamma, è tornata hai visto?-
Rispondo con il fiatone per le borse che sto trascinando verso l'entrata della Casetta Gialla: - Si, ho visto e sentito il suo profumo che ci saluta. -
Non contento il monello insiste: - Dici che ha scoperto che un uccellino ha fatto il nido nascosto dagli intrecci dei rami?-
Sicuramente l'avrà notato al risveglio, ma  potrà sempre chiederglielo domattina quando andrà a salutarla. Le chiederà se la *ballerina* che ha fatto il nido potrà restare al riparo dai rami.


Arc mi guarda di soppiatto, come avessi detto chissà che fesseria.... non riconosce ancora le magie che vedo? Strano!
Ma si, Arc, quell'uccellino era una ballerina di cui si era innamorato un mago cattivo e che, per invidia delle sue movenze aggraziate e perchè si era innamorata di un altro, trasformò.
Pensando di condannarla a finire in bocca a qualche gatto, la trasformò in uccellino ma.... si dimenticò ti far sparire anche la *grazia* dalla ballerina.
Così, questo uccellino minuto, con un piccolo collare di piume bianche attorno al collo, si muove con grazia tra un ramo e l'altro, come se ballasse, ed incanta tutti coloro che la vedono. 
Questa ballerina ha trovato rifugio tra i rami contorti della Fata del Glicine. Ha costruito un nido ben riparato, dove un ramo di edera fa da nascondiglio alla nidiata appena dischiusa. Ed ora, per ricompensare la Fata che la protegge e le da asilo, danza tra i rami e tra i sussurri dei fiori lilla.
Non sembra convinto Arc.
Un ultimo sguardo alla sua ombra ormai nel buio della sera, mentre accosto le imposte della camera del mio cucciolo e respiro ancora una boccata di quel profumo.

L'indomani la giornata è bigia, pioviggina e la veste leggera della Fata è un poco appesantita, come le altre foglioline che cominciano a spuntare.


E' più bella con il sole, così maestosa. 
Sotto la pioggia si ritrae come intirizzita; la spio dalla finestra mentre all'interno il camino acceso toglie un po' di umidità nella stanza.
Arc è nervoso, gli amichetti che aspettava non sono arrivati e si annoia.
Gironzola in cucina e non sa che fare...e comincia a curiosare tra i quadernetti delle ricette che giacciono sul tavolo.
Ho un'idea: - Che ne dici di far una torta tutto da solo? Così la potrai mangiare in compagnia della Fata questo pomeriggio! -
E' titubante; non sa che fare ma è tentato....
Ok. Deciso per il dolce e scegliamo una vecchissima ricetta trascritta da mia mamma sul quadernino giallo: Ciambella Bolognese. La scrittura è un po' troppo fitta ed Arc ha bisogno di aiuto per decifrarla ma esegue tutto da solo la ricetta di Nonna Ginia.
La forma di Nonna Maria, quella per la ciambella, è perfetta per questa dose e gli zuccherini finiscono sulla torta e sulla tavola (prima) ed in bocca al monello (poi).



Via: si inforna!
Si alzerà? Si gonfierà a dovere? Sarà buona?



Quante domande mi fai Arc! Abbi pazienza! La cucina è pazienza.... anche...
Finalmente è il momento di sfornarla e, aprendo la porta del forno la cucina e la casa tutta si riempie di un profumo di buono, di casa, di calma...ed anche questo è un po' *Magia*.
La poso sul davanzale di pietra a raffreddare e Arc non ha pace finchè non ne taglia un pezzo e lo assaggia. 
Corre fuori in giardino perchè è comparso un barlume di sole e dalla finestra lo sbircio, mentre sgranocchia la sua merenda sotto il mantello benevolo della Fata del Glicine. 
D'improvviso si ferma. Immobile fissa un punto. Non vedo le labbra ma sono sicuro che sta parlando a qualcuno. 
Vedrete che starà salutando la ballerina...magari con qualche briciola di torta.

CIAMBELLA BOLOGNESE DI NONNA GINIA


Accendete il forno a 180° funzione statica.



In una terrina capace impastate la farina con lo zucchero, il burro liquefatto, le uova, il latte, il lievito e la scorza di un limone Bio. 


Ungete bene una teglia, cospargetela di farina e versateci la pasta formando una ciambella.


Ungete la superficie con un po' di latte e cospargetela con lo zucchero in granella.


Abbassate il forno a 170° e cuocete per 40 minuti circa. Sfornate il dolce e fate la prova stecchino. Se uscirà asciutto il dolce sarà pronto.


Fate raffreddare. Ottima torta per una merenda, per accompagnare un te o una una tazza di cioccolata.

lunedì 20 aprile 2015

Il mio zuccotto per #MTC47 - vintage, tondo e che somiglia a me.



La prima volta che mi hanno ceduto il posto sull'autobus, sarà stato più di una dozzina di anni fa, ero incinta di Arc. Non si vedeva ancora la pancia che di lì a poco sarebbe esplosa (del resto quattro chili e mezzo di figlio avrebbero avuto bisogno di un bello spazio). Un ragazzino si è alzato e mi ha fatto sedere.
Dopo il primo attimo di compiacimento per l'educazione del soggetto, mi è venuto il dubbio che non fosse per il mio stato. Un lieve dubbio, subito dimenticato persa nei miei pensieri felici per quello che sembrava un criceto sulla ruota e che portavo in pancia.
Poi la cosa si è ripetuta, senza pancione; ed ancora non volevo pensarci (ma cominciava a montare il nervoso). 
Ultimamente poi sta succedendo un po' troppo spesso e la cosa che mi deprime è che, a cedermi il posto, non sono più solo i ragazzini! 
Insomma: sto invecchiando. Anzi: sto diventando Vintage.
Si usa; è un termine un po' più figo di vecchiaia. Sembra quasi un complimento....
Complimento un accidenti!
Il fatto è che i quarant'anni (prima data tragica per una donna) non mi sono pesati affatto. Aspettavo mio figlio dopo anni di tentativi e di fallimenti. Insomma: il più bel compleanno della mia vita.
Sono stati i cinquanta che mi hanno steso. Quel cinque piazzato davanti a tutto....mi disturba molto. 
Poi ci sono quelli che mi consolano con il fatto che l'essere *matura* mi consente di avere e mettere a frutto tutta l'esperienza accumulata....
Balle!
Le sedute dal parrucchiere per nascondere quella maledetta riga della *crescita* che diventa sempre più bianca che si fanno più frequenti; la schiena che ulula la mattina se mi addormento in posizioni sbagliate; la vista da vicino che cala tanto che, senza occhiali, devo tenere il telefonino a livello ginocchia; anche altre parti della mia figura che cominciano a guardare in direzione delle ginocchia (cominciano, sia chiaro, non ci sono ancora arrivate!).
Intanto il nervoso monta e il girovita si allarga. Girovita: già tanto che mi ricordi cosa vuol dire.
Hai voglia poi a fidarti delle pubblicità dove: per la pelle e l'antirughe ci sono attrici che avranno si e no 20 anni; per i capelli han modelle che han appena raggiunto la maggior età; gambe e glutei le creme se le spalmano delle teenagers! Le uniche pubblicità coetanee sono quelle per chi soffre di incontinenza o per la pasta delle dentiere.... dovrò prendere appunti?



Così mi consolo ai fornelli (ed anche lì il mio girovita aumenta !!!) e scopro di essere Vintage anche lì. Per prima cosa perchè sono cresciuta con il non-si-butta-niente ed il Pan di Spagna a freddo di Iginio Massari eseguito (qui) per la sfida di questo mese lanciata da Caris del blog Cooking Planner, è avanzato e cercavo un'idea per tradurlo in un dolce, magari in uno di quelli di Lisa Biondi. 



Tra questi lo zuccotto è quello che ho fatto più spesso da quando mi fidanzai con il Martirio (è una sua passione dopo la Saint Honorè che è decisamente fuori dalla mia portata).
Quindi: Zuccotto sia per la Sfida mensile di MTChallenge , un po' variato dalla ricetta originale,con i petali di rosa canditi a decorarlo, ma sostanzialmente LO ZUCCOTTO: Vintage e tondo come me.


ZUCCOTTO CON I PETALI DI ROSA CANDITI




Procedimento:
Montate con un frullino: uova intere, zucchero, sale lime per circa 20 minuti a media velocità ( se diminuite la quantità basta anche meno tempo). 
Setacciate due volte la farina bianca e la fecola e incorporate delicatamente a pioggia mescolando dal basso verso l'alto con un tarocco (io ho dovuto disfare una spatola di silicone, non avevo a disposizione un tarocco) molto lentamente per non smontare la                  massa. 
Mettete in stampi imburrati e leggermente infarinati (senza livellare, si livellerà da sola cuocendo) e cuocete a 170°-180° per circa 20-25 minuti.



Esecuzione:

Mettete la colla di pesce in acqua tiepida, poi preparate lo sciroppo di cioccolato sciogliendo su fuoco basso il burro, il cacao (amalgamateli bene) l'acqua e lo zucchero e continuate a cuocere mescolando per 3-4 minuti.

Tagliate a fette lunghe il Pan di spagna, a pezzetti piccoli il cioccolato.

Strizzate la colla di pesce, aggiungete 3 cucchiai di acqua e fatelo sciogliere su fuoco bassissimo in un pentolino.

Foderate fondo e pareti di una scodella della capacità di 2 litri con la pellicola (vi aiuterà a sformarlo) adagiate il pan di Spagna che bagnerete con il liquore diluito con del latte. 


In una terrina montate la panna, mescolatevi poi delicatamente lo zucchero a velo e la colla di pesce sciolta. Dividete la panna in due parti, in una incorporate con delicatezza lo sciroppo di cioccolato e versatela all'interno della ciotola.
           Cospargetela con 1/3 di pezzetti di cioccolato. 


Mescolate (con delicatezza) i restanti pezzetti di cioccolato alla panna rimasta. Versatela nella ciotola foderata.

Coprite con altre fette di Pan di Spagna che bagnerete con il liquore. 



Mettete lo zuccotto in frigorifero per almeno 5 ore. Sformatelo sul piatto di portata, spolveratelo con lo zucchero a velo e decorate con i petali di rose candite.




Con questa ricetta partecipo alla sfida #MTC47




domenica 19 aprile 2015

Un sabato inconcludente e gli involtini di pollo e carciofi per #therecipetionist



 Quando trascorro la giornata di sabato a Milano, parto sempre con una marea di progetti: esco presto a far la spesa; vado dal parrucchiere; nel tal negozio a cercare i confetti per la Cresima di Arc; a cercare le scarpe sempre per Arc; faccio il cambio armadio....
Poi tutto si stravolge. La causa del naufragare della mia tabella di marcia? Sempre Lui, o meglio Loro: i miei due XY.
Ma andiamo per gradi. 
Metto la sveglia un po' più tardi del solito, ma sempre presto. 
Mi sfilo dal talamo cercando di non svegliarlo (il Martirio, ovviamente, non il talamo). Vado in cucina e chiudo la porta e mi preparo il primo caffè del mattino che condivido con la gatta Ariel che lappa un po' di latte in un piattino e cerco di far mente locale sulla lista della spesa.
Tergiverso un paio di minuti guardando la posta e .... tracchete: arriva il primo indeciso.
Arc mi raggiunge e quindi lascio la lista a metà e preparo la colazione con lui.
Secondo caffè. Poi, mentre lui va a sistemarsi la camera, a far la doccia ed a vestirsi... arriva il secondo indeciso.
Brontola che lo abbiamo svegliato (chiusa in cucina con la gatta sequestrata perchè non lo svegli con i miagolii????) e che deve fare comunque un sacco di cose. Di qui un lungo elenco mentre ancora non accenna a far colazione.
La lista della spesa giace abbandonata alla settima o ottava voce: petto di pollo.
Intanto passa il tempo ed io sono ancora in vestaglia, mentre Arc mi ha ciuffato il posto sotto la doccia ed il Martirio si siede finalmente a tavola... ci vuole un caffè (il terzo n.d.r.)
Ecco: volevo essere al supermercato alle otto e sono già le nove! 
Visto che ho già capito che sarà una mattina di corsa, in tondo, dietro ai miei tira-tardi, mi metto a ritirare i panni asciutti e, proprio mentre sto per entrare in bagno.... Martirio si infila in doccia ed io sono al palo.
Comincia male! Finisco di stilare la lista e la doccia si libera....e sono le dieci.
Ok il parrucchiere dopo, i confetti settimana prossima e le scarpe di Arc magari domani che il centro commerciale è aperto... La spesa NO. Oggi perchè nel frigorifero c'è l'eco ed io ho anche promesso a Flavia di Cuocicucidici che parteciperò al suo Contest mensile : THE RECIPE-TIONIST.
Questo mese tocca alle ricette di Christiana del blog       Beuf à la mode .
Ho giusto in mente un involtino che ho visto scorrendo le sue bellissime ricette che potrei fare oggi per pranzo. Ho giusto giusto un paio di carciofi romaneschi che attendono trepidanti in frigorifero....




Ecco quindi che, pur cambiando il tipo di carne (ho usato il petto di pollo) partecipo a THE RECIPE-TIONIST di Aprile con 



Involtini con carciofi di Anna Gosetti della Salda






Pulite i carciofi, privandoli delle foglie esterne più dure, poi sbollentateli in acqua salata acidulata con limone per 5 minuti. Scolateli, scuoteteli bene e sistemateli capovolti su un telo pulito; quando saranno tiepidi tagliateli in otto spicchi. 



Tritate finemente il prosciutto ed impastatelo col burro. 
Appiattite la carne e su ogni fetta disponete due spicchi di carciofo e un po' del composto di burro e prosciutto. 





Arrotolate la carne e legate gli involtini con dello spago. Passateli nella farina e fateli rosolare in un fondo di burro, olio e poca cipolla tritata; bagnateli col vino, salateli e proseguite la cottura a fuoco basso. 




Serviteli caldi.

venerdì 17 aprile 2015

Casoncelli con ricotta e borragine al burro fuso e rosmarino ovvero la grande risorsa delle erbe spontanee.



Le erbe spontanee sono una ricchezza della nostra Terra che molti non conoscono. La mia fortuna è stata quella di conoscere una signora che abita nella frazione dove sorge la mia Casetta Gialla e che mi ha fatto scoprire alcune di queste erbe.
Debbo essere sincera, da sola ne riconosco solo alcune e spesso le utilizzo in cucina con buona pace e soddisfazione dei miei commensali.
A parte i danni che fa il Martirio che spesso interviene drasticamente nel nostro prato e mi estirpa alcune di queste piante (vedi qui), per fortuna nei prati limitrofi al mio ne crescono parecchie e, con la collaborazione di alcuni vicini pietosi (grazie Mario!), ho provveduto a ripiantare alcune radici di borragine (pianta infestante ma che si presta a tanti usi in cucina) nell'angolo del prato dove il Martirio è stato bandito.
Con le foglie recuperate, ho pensato di convincere il mio consorte a non intervenire più ed ho preparato un primo da un costo irrisorio e con una soddisfazione grandissima dei miei due affamatissimi XY.
Un etto di farina, un uovo freschissimo, due etti di ricotta (anche questa freschissima) e ho preparato tutto.
Risultato? Il Martirio, non solo ha apprezzato il piatto, ma mi ha anche aiutato a trapiantare le radici di borragine!
Direi che ho raggiunto l'obbiettivo. Voi che ne dite?

CASONCELLI DI BORRAGINE AL BURRO FUSO E ROSMARINO.






Mondate la borragine togliendo le foglie più dure, le coste più spesse e fatela bollire per 5 minuti in acqua salata. Scolatela e lasciatela raffreddare.



Strizzate bene la borragine ormai fredda, e fatela insaporire in una padella per 5 minuti con 20 g di scalogno, e 2 cucchiai di olio EVO. Tritatela finemente con un coltello e mescolatela alla ricotta. Aggiustate di sale, e aggiungete una grattugiata di noce moscata.

Preparate la pasta versando la farina a fontana sulla spianatoia, rompete l'uovo al centro e, aiutandovi prima con una forchetta e poi con le mani, impastate energicamente fino ad ottenere un panetto compatto ed elastico. Coprite con la pellicola e lasciate riposare la pasta almeno 30    
           minuti prima di stenderla con un mattarello.

Aiutandovi con un coppapasta (in mancanza di questo con un bicchiere) ritagliate tanti tondi di pasta.





Disponete al centro di ogni tondo di pasta, un cucchiaino abbondante di ripieno. Chiudete a mezzaluna avendo l'accortezza di fare uscire bene l'aria e di schiacciare bene i bordi per non far uscire il ripieno in cottura.





Passate i casoncelli nella semola di grano duro e disponeteli in un vassoio o su un piatto rivestito di carta da forno cosparsa di semola di grano duro. Attenzione non sovrapponeteli altrimenti rischierete di farli appiccicare e rompere.

Mettete a bollire una pentola capiente con abbondante acqua salata. Quando bollirà l'acqua versate i casoncelli e abbassate la fiamma in modo che possano sobbollire senza aprirsi.

Fate sciogliere il burro in un pentolino con il rametto di rosmarino (attenzione a non farlo bruciare altrimenti il burro prenderà uno sgradevole sapore di amaro).

Scolate i ravioli, disponeteli su un piatto, cospargeteli con abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato e fiori di rosmarino. Versate il burro fuso e servite caldissimi.


Con questa ricetta partecipo al contest La macchia nel piatto dell'Associazione Italiana Food Blogger in collaborazione con  La Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi e il Comune di Castagneto Carducci -