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sabato 13 febbraio 2016

LE CHIACCHIERE DI DORA PER IL CARNEVALE E...GRAZIE SANT'AMBROES!


Ormai credo sia universalmente noto che io sia Milanese e pure DOCG.
Questo lo si desume dalle mie ricette, dove la mia Milano e le sue tradizioni si manifestano spesso, dai miei discorsi, da tante cose insomma.
Per questo motivo io, il carnevale, lo festeggio più tardi di tante altre colleghe blogger che hanno già pubblicato bellissime ricette di chiacchiere, tortelli e tutti i dolci grassi che il periodo che precede la Quaresima ci regala.
Tutto perché a Milano la Quaresima inizia non con il Mercoledì delle Ceneri, ma la domenica successiva.
Anche qui la leggenda vuole che, essendo il Vescovo Ambrogio lontano per un pellegrinaggio, e non riuscendo a tornare per il Mercoledì delle Ceneri per iniziare i riti legati alla Quaresima, venne aspettato dai suoi concittadini ai quali non parve vero poter prolungare di qualche giorno i bagordi ed i baccanali del Carnevale.
Fatto è che da quel dì, noi della Diocesi di Milano, iniziamo a *far Quaresima* (e quindi penitenza) solo dalla domenica successiva alle Ceneri.
Ecco spiegato il perché della mia ricetta di oggi. 
Ricetta che mi è stata regalata da Dora, la mamma della mia spacciatrice di uova fresche (quelle delle galline libere e felici) e ha riscosso un notevole successo in famiglia. Successo festeggiato *facendo la festa* ad un intero vassoio di questi dolci aiutata dall'artista di casa (il Martirio autore del quadro sopra pubblicato) ed Arc che si è riempito bocca, pantaloni e felpa con lo zucchero a velo.
Da anni ne avevo seguito altre ma nessuna mi aveva soddisfatto completamente.
Questa mi ha regalato delle chiacchiere leggerissime e friabili e credo di aver trovato la mia *ricetta perfetta*
Mi sono aiutata con la sfogliatrice imperia che ho ereditato da una zia e che mi ha portato ad avere una sfoglia sottile e, tirando dolcemente le sfoglie uscite dai rulli allo spessore più stretto, ha reso tutto ancora più friabile e leggero.

Bando alle ciance, quindi e.... BUON CARNEVALE con le 

CHIACCHIERE DI DORA




In una ciotola capiente, sbattete le uova con il burro che avrete fatto sciogliere.

Unite lo zucchero, la grappa e la farina setacciata con il bicarbonato, il lievito ed il pizzico di sale.

Mettete a scaldare l'olio in una pentola profonda.


Aiutandovi con una sfogliatrice a manovella (comunemente soprannominata *nonna papera*) tirate la sfoglia sottilissima.


Ritagliate delle striscioline rettangolari con la rotella dentellata.


Prima di immergere le strisce d'impasto tirate leggermente le due estremità delle stesse in modo da renderle ancora più sottili.


Immergetele in olio bollente dove cominceranno a gonfiarsi e lasciatele cuocere, rivoltandole, per un minuto circa (anche meno, dipende dalla pezzatura, non dovranno essere troppo scure).



Fatele asciugare su carta assorbente e, una volta freddate, cospargetele con abbondante zucchero a velo.





domenica 7 febbraio 2016

Marmellata di arance amare per un inverno che non vuol arrivare.


Questo non è inverno.
Non è il freddo che ti taglia la faccia; non sono le nuvole grigie che si rincorrono e che coprono il cielo. Non è 
Sono giornate calde, il sole che sembra parlare di primavera, piuttosto.
Ma sul balcone ho una cassetta di arance bellissime, non trattate; quelle che compro da un ragazzo che ogni settimana le porta da Agrigento.
Quest'anno sono bellissime. 
La buccia spessa, il colore intenso ed un profumo che incanta.
La voglia di marmellata è tanta e non so resistere.
In una domenica di pioggia, chiusa in casa, ho trovato il tempo per non resistere a questo stimolo e l'ho fatta.
Inutile dire che mi è venuta benissimo, tanto che, prima della fine della stagione delle arance, la rifarò di sicuro.
Ho pure fatto una piccola variante, con la cannella, per provare un gusto un po' più deciso che ha conquistato anche i miei due critici: il Martirio ed Arc.
Sarà il ricordo di questo strano inverno, senza neve e senza il freddo intenso.
Un ricordo chiuso in barattolo da regalare, da consumare, da utilizzare per biscotti e crostate.
Qui la ricetta.

MARMELLATA DI ARANCE AMARE 





Mettete a bagno in acqua fredda per almeno 12 ore (io le ho lasciate anche una giornata intera) le arance dopo averle bucherellate con uno stuzzicadenti.
Cambiate l'acqua almeno tre volte.

Tagliate le arance in piccoli pezzi lasciando attaccata la buccia e mettetele in una pentola capace. Aggiungete lo zucchero, mescolate e lasciatele macerare per un ora.




Accendete la fiamma e fatele cuocere a fuoco medio (sempre mescolando) per almeno 30 minuti.



Frullatele con un frullatore ad immersione e continuate la cottura a fuoco medio fino a quando il composto raggiungerà la temperatura di 105°C. Se non avete un termometro, la marmellata sarà pronta quando, lasciando cadere qualche goccia su un piattino, inclinandolo si rapprenderà.



Versate la marmellata ancora calda nei vasetti che avrete sterilizzato (io li ho sciacquati e messi in forno a micro-onde per 3 minuti) chiudendoli ancora caldi e mettendoli a raffreddare a testa in giù.


Una volta raffreddati completamente, girate i vasetti e mettete l'etichetta.



VARIANTE: MARMELLATA DI ARANCE AMARE ALLA CANNELLA.



Aggiungete (una volta terminata la cottura della marmellata) 1 cucchiaino di cannella ogni 500 g di marmellata.



Invasate la marmellata ancora calda nei vasetti che avrete sterilizzato (io li ho sciacquati e messi in forno a micro-onde per 3 minuti) chiudendoli ancora caldi e mettendoli a raffreddare a testa in giù.


Una volta raffreddati completamente, girate i vasetti e mettete l'etichetta.



La versione con la cannella prenderà un colore più scuro.



lunedì 1 febbraio 2016

BISCOTTI MANDORLA E LIMONE MY WAY...PERCHE' DA UNA RICETTA FARLOCCA PUO' VENIRE ANCHE DEL BUONO.


Sarà capitato anche a voi...
No. Non è la canzone della Vartan (e qui mi rivelo d'antan, giusto per far rima) e
non è nemmeno la versione di Mina.
E' il mantra che mi ripeto da quando, in rete, ho trovato una ricetta di biscotti di una blogger di spicco e mi sono decisa a farli.
Senza se e senza ma ho preso nota di dosi ed ingredienti e...via! Si comincia!
Poi mi sono ritrovata con un impasto molle e colloso che NON si riusciva a gestire. 
Per cui, proprio perché odio dover buttare il tutto, ho cominciato ad aggiungere ingredienti (con uno ho dovuto addirittura raddoppiare la dose - ça va sans dire!) nonché, visto che modificare dovevo modificare, aggiunto altri ingredienti per rafforzarne il sapore.

Insomma, alla fine, con una cucina che non si poteva guardare, la ricetta completamente stravolta, ho scoperto di avere prodotto dei biscotti buonissimi che hanno incontrato il favore (anche troppo!) del Martirio e di Arc.
Tanto favore che ho dovuto replicarli più e più volte e che sono stati usati da Arc come merce di scambio durante gli intervalli a scuola (si...io gli faccio le merende sane, e lui le baratta ... ma solo la metà...)
Per fortuna mi sono salvata le "modifiche" su un pezzetto di carta che ho conservato ed ora ve la propongo.
Per la prossima infornata ho idea di sostituire alcuni ingredienti per cambiarne l'aroma ... vi saprò dire se l'esperimento riuscirà.

BISCOTTI MANDORLA E LIMONE MY WAY





Grattugiate la buccia del limone, mescolatela con lo zucchero semolato e l'olio EVO e lasciate riposare per 15/20 minuti.



Unite le uova, l'estratto di vaniglia e il limoncello aiutandovi con una frusta o un frullino elettrico.





Aggiungete le due farine, il lievito ed il bicarbonato ed il pizzico di sale e amalgamate il tutto con un cucchiaio di legno.







Ricavate delle palline e fatele rotolare nello zucchero a velo. Disponetele su una teglia ricoperta di carta da forno tenendole distanziate (cresceranno un poco in cottura) ed infornatele per 8/10 minuti a forno caldo (statico) 180°.







Una volta sfornati fate raffreddare su una gratella.






mercoledì 27 gennaio 2016

BELIN, TANTI AUGURI!!!!


Ad un'amica si fan gli auguri per i 18 anni, perché quella è l'età che tutte le donne della nostra generazione hanno bramato per rivendicare la propria indipendenza.
Ad un'amica si fan gli auguri per i 20 anni, con l'energia che la galvanizza e la fa sentire padrona del mondo.
Ad un'amica si fan gli auguri per i 30 anni, con la consapevolezza di essere lanciata verso una vita di conferme e riconoscimenti.
Ad un'amica si fan gli auguri per i 40 anni, ma con discrezione,  cercando di dissuaderla dal guardare con più attenzione alle creme antirughe o anti cellulite o rivitalizzanti in fondo (dicono) la vita comincia a 40 anni.
Ad un'amica gli auguri per i 50 anni NON si fanno: SI URLANO. Perché finalmente potrà far valere quello che l'esperienza le ha regalato (no, non un apparecchio acustico!): la sua forza!
Il sapere sempre cosa dire, fare e non avere paura di nulla: non delle rughe, non delle forme che cambiano, non di chi tenta di sopraffarla, non di cambiar clima-paese-stato (no malito no?... peccato!) NESSUNA LA VINCE! Vince lei contro tutte le sfide che le si parano (o che va a cercarsi) innanzi. Resta l'irriducibile padrona di se stessa, delle sue idee che nessuno potrà scalfire e farà rete.
Rete di contatti, di affetti, di stima che la seguiranno anche oltremare.
Quindi: http://j.mp/calendAle
GO ALE GO 
e...puntini...
BELIN TANTI AUGURI!!!


Nora

domenica 24 gennaio 2016

MINESTRA DI ZUCCA, PORCINI E CECI NERI CON CROSTINI DI PANE DI CASTAGNE PER LA MIA TERZA PROPOSTA PER #MTC53.


Un'altra minestra. Si, una ancora per questa sfida che imperversa nella blogsfera e che mi ha particolarmente coinvolto.
Se da bambina non mangiavo (quasi, se facciamo salvo il minestrone di Nonna Maria) minestre, da grande sono diventate per me un modo per riscoprire le verdure che mi piacciono, per scaldarmi al rientro dell'ufficio, per contenere un poco le calorie.
Per mia fortuna Arc mangia volentieri le verdure e molte delle mie zuppe o minestre, lo fanno contento.
Un po' meno contento è il Martirio che, almeno per questa volta, ho tacitato con una pasta "cacio e pepe" che lo ha visto soddisfatto.
Quindi, se per #MTC53 , prima, ho rimesso in pentola il Minestrone che faceva mia Nonna Maria per poi proporre una minestrina leggera e delicata con Carciofi e topinambur, questa volta ho pensato egoisticamente a me stessa.
Alle mie origini lombarde, alla mia passione per la zucca mantovana, debbo lo spunto per questa minestra. 
Una minestra che sa di autunno inoltrato, di funghi porcini profumati e sodi (i miei li avevo congelati lo scorso autunno, visto che la stagione era stata molto generosa). Poi la spesa in un negozio Pugliese vicino a casa, ed un sacchetto di ceci neri: piccoli; ricchi di ferro e sali minerali.
Unica difficoltà è stata cuocere i ceci neri. Da secchi sono grandi meno della metà di quelli comuni, poi bisogna lasciarli in ammollo per almeno 12 ore e farli lessare per 1 ora. 

A quel punto si mettono nella minestra e si lasciano cuocere piano piano e la cottura la tengono.

I crostini sono il risultato di una tostatura in forno del pane di castagne alla birra e noci che ho già proposto qui e che, con il gusto particolare della farina di castagne, si sposa benissimo con la mia minestra colorata.

Insomma: grazie a Vittoria della Cucina Piccolina, ho potuto sbizzarrirmi ed ho arricchito questa lista di ricette che è il mio blog di qualche minestra. 
Peccato se ne possano postare solo 3 di ricette...ed io ho finito già le mie proposte pur avendo un numero indefinito di altre zuppe o minestre già rodate.

Con questa proposta partecipo alla sfida mensile #MTC53 

MINESTRA DI ZUCCA, PORCINI E CECI NERI CON CROSTINI DI PANE DI CASTAGNE




Mettete a bollire per 1 ora in acqua salata, i ceci neri che avrete ammollato per almeno 12 ore. 


Versate in una pentola i cucchiai di olio EVO e la cipolla tagliata a velo. 



Tagliate la zucca e le patate a cubetti di circa 1 cm ed aggiungetele alla cipolla che sta stufando.


Aggiungete i ceci ed 1 litro di brodo e portate ad ebollizione. Coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e far cuocere per 30 minuti. 


Aggiungete i funghi porcini tagliati a tocchetti, aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere per altri 30 minuti.



Servite calda nella fondina, spolverandola con un trito di prezzemolo fresco e con crostini di pane di castagne alla birra e noci fatti tostare in forno. (ricetta qui).