Elenco blog personale

mercoledì 28 gennaio 2015

Riso cavolo rosso e Bergamino, in pratica un risotto del cavolo!



Voglia di risotto. Voglia di cucinare piano, di riscoprire un risotto mangiato tanti anni fa in una trattoria della bassa padana, della quale non ricordo bene il nome (credo fosse *L'oca nera* ma non ci giurerei) ma ne ricordo i muri un po' scrostati e la posizione d'angolo su una strada che poteva essere una provinciale, o una statale nei pressi di Lodivecchio.
Di quelle che portano in mezzo ai campi, con il fossato ad entrambi i lati e le cascine con le strade sterrate che sbucano all'improvviso tra un campo e l'altro.
Quei locali un po' fumosi con la cucina piastrellata di bianco che si intravede dietro le strisce dondolanti di una tenda di plastica. 
Quei tavoli con la tovaglia di finto tessuto, i bicchieri di vetro grosso e le stoviglie di terraglia pesante, mezzo opacizzate da tante posate che ne hanno graffiato la superficie.
Una stanza piccola, spoglia ma pulita, con una stufa a cherosene nell'angolo e nell'angolo opposto, *la cimbali* per fare il caffè agli avventori, una volta finito il pasto.
In cucina madre e figlia, con il grembiule *da casa*, e la fantasia di una cucina casalinga, di quelle fatte di poco ma, quel poco, di qualità.
Cibi semplici, come polenta e stufato, trippa o risotto. 
Vino *della casa* in quelle bottiglie a forma di vaso, di vetro spesso come quello dei bicchieri. Un quartino, mezzo litro, un litro. 
Scoperta per caso, con quella cucina semplice e corroborante; di poche pretese ma grandi soddisfazioni.
Su quei tavoli rustici, ho gustato un risotto al cavolo rosso e taleggio che mi ha conquistata.
Ho voluto provare a rifarlo, con il *Bergamino*, un formaggio profumato e morbido che assomiglia moltissimo al Taleggio.
Il risultato è piaciuto a tutta la famiglia e mi ha ricordato molto quello *originale* e me lo dovrò far bastare visto che la summenzionata trattoria non esiste più. Al suo posto non ricordo cosa ho visto sorgere, se un Take-Away cinese o di Kebap, ma di certo il riso con il cavolo rosso non lo contemplano nei loro menù.

Risotto al cavolo rosso e Bergamino.

Ingredienti per 3/4 persone:

350 g di riso Carnaroli
250 g di cavolo rosso tagliato sottilissimo
150 g di Bergamino (o Taleggio)
1 scalogno piccolo
1 bicchiere di vino bianco secco
1 l. circa di brodo di verdura
2 cucchiai di olio EVO
pepe q.b.



  • Tritare finemente lo scalogno e il cavolo rosso e farli appassire in una padella con due cucchiai di olio EVO, ci vorranno circa 5/6 minuti.
  • Aggiungere il riso e far tostare per qualche minuto, fino a che i chicchi diventeranno traslucidi.

  • Bagnare con il vino bianco e far evaporare continuando a rimestare il risotto.
  • Abbassare la fiamma e aggiungere un paio di mestoli di brodo bollente continuando a rimestare.
  • Aggiungere il brodo, un mestolo alla volta, sino completa cottura del riso (circa 15 minuti).

  • Togliere la pentola dalla fiamma, aggiungere il Bergamino tagliato a tocchetti, una macinata di pepe e chiudere con un coperchio facendo *riposare la pentola* per 5 minuti.

  • Servire caldissimo....




martedì 27 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY ALE


A te che sfidi le leggi della scienza e della medicina e riesci ad essere sempre attiva e pimpante con un'energia che andrebbe studiata al Cern di Ginevra.
A te a cui avrò scritto e detto almeno un migliaio di volte: 
*Ma chi sei? Wonder Woman?!* (e ti valse pure una coroncina!!!).
A te che hai idee brillanti e le sai mettere in pratica, che hai una Vita: incasinata, interessante, in continua evoluzione .... ma una Vita.
Una Figlia, una Moglie, una Mamma ed un Sorella ma, soprattutto una Donna in gamba e che non si arrende mai; che si fa riflettere e non vive di riflesso o di adulazioni.
A te che non mi sognerei mai di adulare, perchè mi parrebbe un insulto.
A te, amica lontana, i migliori auspici per una nuova Vita, una nuova Avventura, piena di idee travolgenti, ritrovati amori, tempo per goderti ogni istante.
Per festeggiarti ho rifatto quella torta che è diventata da anni tra le più richieste dalle mie conoscenze e che chiamiamo *la torta di Alessandra*: la Stupendissima (ussignur, *stra-figa* andrebbe anche meglio ma non è Old Fashioned e (soprattutto) da Lady)!

PS. Un dolce così non può non essere *bagnato* da uno Champagne ad hoc.... e trattandosi di te questo mi par essere il più indicato....



LA STUPENDISSIMA ovvero CROSTATA AL COCCO E LIMONE di Alessandra


Ingredienti:
pasta frolla  
300 g di farina, 
200 g di burro, 
100 g di zucchero,
1 uovo, 
la buccia grattugiata di un limone
un pizzico di sale. 
  • Lavorare velocemente gli ingredienti per non scaldare il burro. 
  • Stendere la pasta nella tortiera e mettere in frigorifero per almeno 30 minuti (io 10 in freezer!)

Per il ripieno:

180 g di burro a temepratura ambiente
200 g di zucchero 
4 uova intere, grandi
la scorza grattugiata di un limone 
il succo di mezzo limone
90 g di cocco grattugiato
uno yogurt alla vaniglia 

  • Montare il burro a crema con lo zucchero e aggiungere le uova, ad una ad una. 
  • aggiungere lo yogurt, il succo e la scorza di limone e in ultimo il cocco. 
  • Versare la crema nello stampo e far cuocere a 180 gradi per almeno mezz'ora: la superficie deve essere appena appena brunita. Il ripieno si rassoda a contatto con l'aria, quindi non preoccupatevi, se vi sembra molle.
  • Lasciate raffreddare bene e poi spoverate con abbondante zucchero a velo.



domenica 25 gennaio 2015

Canederli allo speck e Asiago profumati al cumino in brodo di carne perchè ogni tanto sono normale....anche se non sembra, anche per #MTC

 


Un mese strano questo Gennaio; cominciato in corsa come era finito Dicembre.
Un mese di dubbi, di propositi di non far propositi. 
Un mese dove tutto doveva essere nuovo, anche quanto c'era di vecchio.
Un mese dove le sfide non aspettavano: continuavano il filo sottile dell'anno che si era chiuso con una strada non scelta, ardua ma percorribile.
Delusioni che sembravano digerite ma ancora si ripropongono. Allora le affoghi nei progetti nuovi; personali; in gara con te stessa sul campo che mi sono scelta.
Un mese dove la mia cucina si riapre, dove le pentole e le padelle diventano nuovamente protagoniste dell'obbiettivo incerto della mia macchina fotografica (quella *figa*) ed a posare in bella mostra sui miei post che tornano ad apparire magicamente su questo mio Blog.
Un mese con una voglia di rinnovarsi, un logo leggermente nuovo, un po' più serio del precedente (sia mai che cominci a prendermi sul serio da me medesima!) una foto ad affiancare il nome che mi sa di buono, di caldo, di casa. 
Un mese dove ritorna *la sfida più intrigante del web*: l'MTChallenge.
Questo mese Monica di One in a Million ha lanciato non i dadi, ma i Canederli.
Sfida raccolta dalla sottoscritta che ha voluto stravolgere la ricetta originale non una ma ben DUE volte, sia per il gusto (nella prima proposta ho osato abbinare pesce e formaggio) sia per la forma con i miei canederli *quadrati*.
In questa baraonda che agita la mia materia grigia, ora c'è bisogno di quiete...di calma.. diciamo di normalità.
Per cui in una sera dove stranamente sono rientrata prima dal lavoro, mentre sul fornello scaldavo il brodo di carne che avevo preparato per bollire i canederli (quelli quadrati), ho pensato di farne una versione un po' più vicina a quella originale, copiando a senso la ricetta di un amico Chef della Val di Fassa.
Speck profumato, formaggio Asiago e un pizzico di cumino per aromatizzare leggermente l'impasto.
Una tazza di brodo fumante, tre o quattro Canederli che si dondolano invitanti. Fuori la nebbia pesante che avvolge Milano, che attutisce l'isteria di questa vita di corsa, dove si perdono spesso i riferimenti più veri. 
Dietro i vapori del brodo gli occhi di Arc, divertiti mentre affonda il cucchiaio nella morbida consistenza di quel canederlo, gli occhiali appannati del Martirio che (per una volta) si arrende al brodo (lui che di solito lo rifiuta) e che lo trangugia senza borbottii.
... Dissolvenza ... la fine rigenerante di una giornata di un mese strano... come questo Gennaio.

Con questa ricetta partecipo alla 44sima sfida di MTChallenge.


Canederli allo speck e Asiago profumati al cumino in brodo di carne.



Ingredienti :

per il brodo di carne
644 g di Reale di vitello con osso
1/2 gallina (528 g)
4 chiodi di garofano
2 cucchiaini di sale grosso
1 cipolla
1 carota
2 gambe di sedano
1 foglia di alloro



per i canederli

300 g di pane (io il mio pane casalingo-ricetta qui)
200 g di latte intero
100 g di formaggio Asiago
100 g di speck
2 uova
1 cucchiaio di farina debole
1 cucchiaino (scarso) di cumino
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di prezzemolo tritato

  • Preparare il brodo mettendo a bollire in abbondante acqua le verdure e la carne. Aggiustare di sale e far cuocere lentamente, incoperchiata, per almeno 2 ore.
  • Lasciare raffreddare e filtrare.
  • Tagliare a cubetti piccoli (meno di 1 cm.) il pane di segale raffermo e metterlo in una ciotola molto capace.

  • Sbattere 2 uova con una forchetta, aggiungervi il latte e bagnare il pane raffermo.
  • Aggiungere lo speck, il formaggio Asiago tritato finemente ed il prezzemolo tritato finemente.
  • Aggiungere il cucchiaio di farina, il sale ed il cumino e mescolare bene il tutto.
  • Formare con l'impasto delle polpette rotonde con le mani leggermente inumidite, della grossezza di un mandarino.

  • Portare a bollore il brodo, tuffare i canederli (pochi per volta) e far cuocere per 5 minuti da quando galleggiano.
  • Servire caldi in una fondina con un paio di mestoli di brodo.


mercoledì 21 gennaio 2015

TRECCIA DOLCE CON LIEVITO MADRE, ZENZERO E FRUTTI ROSSI PERCHE' CI VUOLE UN PO' DI DOLCE NELLA VITA.




Quando ho un problema, un pensiero, un motivo di nervosismo: io mi metto in cucina, l'ho confessato più e più volte.
Ai fornelli ho modo di ritrovare l'equilibrio (instabile ma... tant'è, accontentiamoci!) e ritorna tutto a scorrere con un ritmo meno frenetico.
I primi tempi di matrimonio quando, tornata a casa dal lavoro dopo una giornata pesante, mi mettevo ai fornelli e cucinavo un po' di più del solito, il Martirio mi chiedeva preoccupato:
*Abbiamo gente a cena?!*
Con gli anni (24 quasi!) si è abituato e se, tornando a casa mi trova alle prese con un risotto, la marinatura di una super-tagliata, mentre faccio gratinare una teglia di verdure miste (tante da sfamare un esercito) non fa più domande ed avverte il cucciolo di casa:
*Ocio... è nervosa!*
A volte basta un primo un po' più elaborato, un secondo sfizioso, un contorno un po' meno scontato del solito.... altre invece no.
Quando sono al limite dell'esplosione ci vuole qualcosa *di più*.
Ci vuole un lievitato!
La carica negativa si sfoga nella ginnastica positiva dell'impastare, dove le mani stringono, storcono, stritolano un impasto al quale (spesso) do il nome di chi mi ha fatto girare le scatole.

domenica 18 gennaio 2015

Canederli di pan di segale, cavolo rosso, maccagno e praga per MTC, ovvero... come ti *inquadro* il canederlo.



Monica del blog One in a Million ed i canederli e la sfida di MTChallenge è ricominciata alla grande.
Il mio primo canederlo per MTChallenge è stato doppiamente eretico. 
In primo luogo perchè l'ho proposto con il pesce e poi perchè *udite-udite* vi ho abbinato il formaggio Ragusano.
Per una che attraversa quasi tutti i fine settimana la terra degli eretici, di Fra Dolcino e Margherita, che volete che fosse?!
Era scritto che mi ci sarei cimentata di nuovo. 
Non fosse altro per far contenti i miei XY che tanto avevano gradito la prima versione.
Pensavo alla montagna, pensavo al caldo della casa mentre fuori nevica.
Pensavo al profumo del pane di segale che avevo imparato a amare nelle mie vacanze sulle Dolomiti e che, qualche mese addietro ho provato a ripetere con un discreto risultato (ahimè, purtroppo non fotografato) per cui da un panettiere vicino a casa ne ho acquistato un filone : scuro, profumato.
Poi mi sono ricordata di avere in casa un pezzo di formaggio tipico della zona della casetta gialla, il Maccagno: tipica toma delle montagne biellesi che sa di latte buono, da mucche al pascolo. Poi mi è venuto in mente il cavolo rosso che spesso ho mangiato in risotti, zuppe e pure crudo e ho pensato che con la segale ci stava benissimo come pure il prosciutto di Praga con il suo sentore di affumicato. A dire la verità ci sarebbe stato meglio lo speck alla brace che prendevo dal macellaio di Pozza di Fassa..... ma il viaggio sarebbe stato troppo lungo per procurarmelo.

mercoledì 14 gennaio 2015

CANEDERLI AL SALMONE CON RAGUSANO E LIMONE IN BURRO FUSO E PISTACCHI PER MTC.



Ho ricominciato a cucinare, dicevo qualche post più indietro, e ... ho ricominciato a cucinare per MTChallenge.
Un gioco che è come una droga: non si riesce a smettere!
Il più delle volte sono ricette nuove o modi di cucinare che io non uso spesso ma, questa volta, la vincitrice Monica del Blog One in a millionha pensato bene di proporre i Canederli.
Io li avevo conosciuti in Trentino quando, bambina (guai a chi ride: ebbene si, sono stata bambina anch'io!!!!), andavo in vacanza con i miei genitori in Val di Fassa.
Quelli classici, quelli con qualche variante, andavano bene tutti! 
Mia madre, che non amava cucinare, portava sempre a casa qualche confezione da utilizzare al rientro dalle vacanze. Io (invece) ho imparato a farli e confesso di farli molto spesso. 
Incontrano il gusto della famiglia e anche quello dei suoceri che spesso sono nella casetta gialla con noi.

martedì 13 gennaio 2015

MTC N.44: TORTA DI PANE DALLE TERRE DELLA MARTESANA.




Brianza, terra antica, che della Milano degli Sforza era la riserva di caccia.


Foto dal Web

Boschi pieni di cacciagione e una via d'acqua incisa dalla mano di Leonardo, il Naviglio Piccolo: la Martesana.
Foto da Web

Una via per unire la città degli Sforza passando tra le colline che si sporgevano verso l'Adda.
Foto da Web

Una zona dove nell'800 furono costruite ville magnifiche che incantarono persino Stendhal.
Terra di caccia, dicevamo, di signori ma anche terra di contadini.
Terra che vide passare dai Longobardi ai Duchi di Milano,    gli Spagnoli poi Carlo V ed infine l'Imperatrice d'Austria. 
Contadini abituati alla fame e a doversi inventare una cucina povera ma di gran gusto, dai sapori robusti e pieni.
Alla cacciagione cucinata *per i sciùri* si contrapponevano piatti semplici come la minestra con le croste di formaggio e le cotiche; patate e lardo; i mondeghili (le polpette di carne); la polenta che riempiva le pance.

lunedì 12 gennaio 2015

Pane con Lievito Madre e... sono ricaduta nel loop del Lievito Madre.





Ci sono ricaduta.
Dopo averne assassinato uno, ho deciso di chiedere di nuovo un pezzo di Lievito Madre alla collega che lo utilizza regolarmente da anni e che, anche la volta precedente, me lo aveva *spacciato*.



Nel frattempo mi sono documentata:  ho comprato dei libri sulla panificazione, mi hanno accettata in due bellissimi gruppi su FaccialiBro, dove ho trovato ricette a iosa e anche tantissimi suggerimenti al riguardo.
Per iniziare: la farina. 
Io ho sempre panificato con la farina 0, la Manitoba o la semola rimacinata mescolata a Manitoba.
Ho scoperto che dopo la 0 e la Manitoba ci sono altre farine *forti*.
Dove trovarle poi è stato un'impresa. In Internet non sono riuscita a trovare quantitativi ragionevoli (non posso certo stoccare in casa chili e chili di farina con la possibilità di finire per farla andare a male!).
Poi, per miracolo, in un grande supermercato ho trovato la farina 1 e ho provato a comprarne mezzo chilo.
Il giorno di Natale sono riuscita a sfornare un pane croccante ed alveolato che, a differenza della altre volte che avevo utilizzato il Lievito Madre, non era affatto acido anzi, era molto profumato.
Unico difetto è stato la sapidità. Da brava Lombarda, sono abituata ad un pane saporito e non sciocco. Quindi, a forza di provare, ho trovato la giusta dose di sale per il mio (e della mia famiglia) palato.
Con questa dose viene un filone di pane da 50/60 cm che dura anche una settimana e la ricetta è presa dal libro di Sara Papa *Tutta la bontà del PANE* che ho comperato qualche mese fa con qualche mio cambiamento.

PANE BIANCO COMUNE.

600 g di farina 1 (io 500 g. di farina 1 e 100 g di Manitoba)
350 g di acqua
150 g di Lievito Madre
2 cucchiaini di sale fino
1 punta di un cucchiaino di malto.


  • Setacciare la farina.
  • Lavorare il Lievito Madre con il malto e la farina aggiungendo l'acqua molto lentamente.
  • Appena l'acqua si sarà riassorbita, aggiungere il sale e lavorare energicamente fino a formare un panetto elastico e liscio.

  • Mettere l'impasto a lievitare in una ciotola di vetro unta d'olio e coperto con un canovaccio bagnato,  fino al raddoppio (attenzione: il lievito madre ci mette molto più tempo di quello di birra e per il primo raddoppi ci possono volere anche 3 ore)

  • Riprendere l'impasto e sgonfiarlo sulla spianatoia infarinata. Dar due pieghe all'impasto e formare il filone.

martedì 6 gennaio 2015

Crumble di mele *eretico* ovvero....aspettando l'Epifania ho ripreso a cucinare,


Prendersi una pausa a volte ci vuole. 
Serve a fare *il punto* della situazione che stava sfuggendo di mano.
Un anno intenso dal punto di vista lavoro, con l'ultima sfida vissuta pericolosamente ed intensamente. Un anno dal punto di vista personale molto difficile ed impegnativo tanto da non riuscire più a trovare giovamento nemmeno nel cucinare, tanto da non avere più voglia di scrivere.
Poi mi son resa conto di quanto sia facile suscitare invidia, tanto da istigar dispetti e polemiche stupide e, invece che mollar tutto come forse era nei desiderata di chi rosicava intorno, ho fatto il pieno di energie e sono tornata piena di idee anche se il tempo (purtroppo) resterà sempre un ritaglio delle mie notti, delle pause pranzo, dei sabati e delle domeniche .... quindi: pochino!
Poi ho scoperto di avere uno sparuto gruppo di sostenitori che attendono (pare) di leggere resoconti spiccioli della mia vita, delle favole che mi circondano, dei pensieri che saltano fuori dalle dita e si fissano su questo schermo. Non sia mai che li deluda! :-)
Poi ci sono i periodi difficili da superare, quelli dove bisogna trovare qualcosa da *fare* per non impazzire, per non farci dominare dagli eventi; per trovare uno spiraglio di luce in fondo a una galleria scura. 
La mia galleria di solito mi si para innanzi alla fine dell'anno, quando le mancanze si sentono sempre di più, quando gli anniversari cupi si concentrano, quando pare esserci una coalizione del caso perchè le brutte notizie o i problemi arrivino sempre in *quel* periodo.
Forse è anche per questo che non amo particolarmente il periodo di Natale. 
Nel senso che, potendo, salterei a piè pari dal primo Novembre (mese del mio compleanno....sarà un caso?) al 7 gennaio..... a riveder la luce....
Una luce che spesso è un profumo, un sapore che sa comunque di ricordi *buoni* di quelli che ti fanno pensare ad una via d'uscita, ad un miracolo, ad un'amicizia.
E ti trovi alla sera dell'Epifania, mentre tuo figlio appende una calza vuota alla porta di casa, e tu che vorresti mangiare un dolce ma non troppo dolce, mentre aspetti di far *la befana* riempiendo quella calza di dolcetti (pochi) per soddisfare quel golosastro.



Ti trovi a pensare ad un dolce che facevi con la tua amica d'infanzia, nei pomeriggi dopo lo studio, e che hai appuntato in foglio nascosto nel quadernetto di mamma.
Da quel dolce, da quei ricordi, improvvisi un dolce con le mele regalate da un'amica e con le spezie profumate e le mandorle..... e si ricomincia.....

CRUMBLE ERETICO DI MELE E SPEZIE.



Ingredienti:
300 g di mele (tre mele piccole)
100 g di farina 00
100 g di farina di mandorle
100 g di burro a pezzi
100 g di zucchero semolato
1 limone non trattato
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di uva passa
1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere
noce moscata (1/2 cucchiaino)
1 pizzico di sale







  • Scaldare il forno a 175°C.
  • Pelare le mele, tagliarle a tocchetti e metterle in una ciotola con il succo di 1/2 limone.

  • Aggiungere la scorza grattugiata di un limone non trattato, la noce moscata (circa 1/2 cucchiaino scarso), i pinoli, l'uva passa.

  • In un'altra ciotola mescolare velocemente la farina, la farina di mandorle, lo zucchero semolato, il cucchiaino di cannella ed il pizzico di sale.
  • Aggiungere il burro ridotto a tocchetti e lasciato leggermente ammorbidire e mescolare velocemente con la punta delle dita formando delle briciole.
  • Imburrare una pirofila e stendere il composto di mele sul fondo.
  • Coprire con le briciole di pasta pressando leggermente ed avendo cura di non lasciare nemmeno un angolino di mela libero.
  • Infornare e cuocere fino a che la superficie assumerà un colorito dorato.
  • Togliere dal forno, lasciare intiepidire e..... buona Epifania!!!!






martedì 16 dicembre 2014

DOLCI REGALI- perchè non c'è due senza tre



Interrompere. 
Un periodo di pausa. 
Era tutto chiaro. 
Interrompere anche se la cucina *va avanti* e foto e ricette tra le mie quattro mura continuano ad esserci.
Interrompere, perché dal blog una pausa si può prendere, dalla vita no...
Quindi basta nottate con gli occhi al video nel tentativo di capire quale tra le mille foto può essere quella *giusta*, quale ricetta pubblicare. 
Basta perdersi con le dita sulla tastiera a raccontare pezzi di vita, favole e soffi di parole.
Poi arriva Natale, la voglia di far qualcosa *per gli altri* e tutto cambia.
Cambia perché da un gioco, da una passione, nasce un'altro libro a scopo benefico.

Un libro di ricette speciali, di dolci preziosi, di quelli che ci sembra impossibile replicare nelle nostre cucine ma che, con i consigli preziosi di questo libro, diventano semplici ed alla portata di tutti.



Dolci ma non solo.....



Un libro per un'associazione benefica che lavora con i giovani.....

Un regalo per Natale...

DOLCI REGALI
Collana “I libri dell'MTChallenge”
SAGEP Editori- Genova
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello
in vendita in tutte le librerie (speriamo) e su Amazon, IBS.

  
Acquistando una copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.