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giovedì 28 febbraio 2019

Un risotto con zucca, i suoi semi e rosmarino per un fine settimana "senza".


Mesi che non mettevo piede nella Casetta Gialla e, finalmente, riesco ad infilare un fine settimana "senza".
Senza impegni del Martirio; senza impegni di Arc; senza i nonni che han bisogno di assistenza; senza neve che-poi-le-strade-non-si-sa-come-saranno; senza parrucchiere per nascondere gli anni che avanzano.
Senza.
Punto.
Quindi un bel sabato mattina si parte presto da Milano e, con una sola fermata per la spesa (miracolo!), si arriva alla Casetta Gialla e lì, nella natura ancora mezzo addormentata nell'inverno, ci si accorge di un altro "senza": senza riscaldamento!
Aprire la porta e, nella penombra delle persiane ancora chiuse, avviarsi verso il contatore per avere corrente e... sentire un brivido nella schiena.
Paura? Il fantasma di casa (Verginia) che sfiora chi abbia l'ardire di entrare nel suo regno?
No: freddo inteso come temperatura!.
Il barometro del nonno fissato alla parete interna (di fatto quella meno esposta alle temperature esterne e quindi più riparata), segna ben 7 gradi.
Ecco. Lo sapevo che non avrei dovuto guardare le temperature! Ora mi irrigidisco ancora di più così il freddo percepito aumenta. Come se non fosse già "freddo"!.
Poco male: tanto bisogna muoversi; aprire le imposte e dar luce alle camere; aprire acqua e gas ed accendere le stufe a gas nelle singole stanze; riaccendere il frigorifero che, a rigor di logica, non servirebbe nemmeno viste le temperature.
Poi ci sono le borse con le provviste da svuotare; le lenzuola pulite e stirate da riporre e qualche accessorio recuperato per rendere la cucina più campestre da esporre in bella vista.
Intanto penso a che cosa cucinare per "scaldare le busecche" (nonna Maria docet).
A dire la verità mi è rimasto un pezzo di zucca mantovana dalla buccia grigioverde e, nel salire verso la montagna passando dalle risaie, ci siamo fermati a comprare il riso Carnaroli nelle sue belle sacchette di tela colorata.
Una piccola ricerca nella dispensa ed ecco una bottiglia di vino bianco portata dalla Liguria, una cipolla che ha resistito all'oblio e nel frigorifero (ancora apparentemente più caldo della stanza), un pezzo di porro portato da Milano.
Un sacchettino di semi di zucca nello stipetto sopra l'acquaio da far tostare nel forno, ed ecco trovata anche la scusa per accenderlo...il forno.
Preparo del brodo di verdura con l'estratto che mi porto sempre appresso quando mi sposto al mare o in montagna, e ecco pronto tutto l'occorrente per un risotto con i contro-fiocchi.

RISOTTO CON ZUCCA,  I SUOI SEMI E ROSMARINO



Ingredienti:
250g  di riso Carnaroli
300g di zucca Mantovana
1 lt di bordo di verdura
50 g di porro
30 g di cipolla dorata
1 rametto di rosmarino fresco
2 cucchiai di olio EVO
20 g di burro per mantecare
50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
30 g di semi di zucca
sale, pepe e noce moscata q.b.



Tritate finemente le foglie di rosmarino e affettate sottilmente il porro e la cipolla.
Pulite la zucca dalla sua buccia e dai semi e loro filamenti e riducetela in cubetti di 1/2 cm.
versate in una teglia piatta i semi di zucca e fateli tostare al forno a 150°C per una decina di minuti (anche meno, dipende dai vostri gusti).

Versate in una padella bassa l'olio EVO. Aggiungete il rosmarino tritato,  la cipolla, le rondelle sottili di porro e la zucca a cubetti facendoli soffriggere a fuoco moderato per 5 minuti (sempre rimestando per non farli bruciare). Aggiungere un mestolo scarso di brodo e stufare la zucca per altri 5/6 minuti.

Quando la zucca comincerà ad ammorbidirsi, versate il riso e fatelo tostare fino a che i chicchi diventeranno traslucidi.



Bagnate con il brodo di verdura caldo aggiungendone quando verrà assorbito.




Fate cuocere per 15 minuti, spegnete la fiamma ed aggiungete il burro, il parmigiano, una generosa grattugiata di noce moscata e chiudete con un coperchio. Aggiustate di sale e lasciate riposare per un paio di minuti e poi procedete a mantecare il riso con il burro che si sarà ammorbidito nel frattempo.

Servite il risotto in piatti tenuti in caldo cospargendolo con i semi di zucca tostati.



Il vino di cui parlavo nell'introduzione? Bevetelo in accompagnamento al risotto!

mercoledì 13 febbraio 2019

Non ho più tempo


Non ho più tempo.
Non ho più energie da dedicare a prove di forza.
La mia forza sono io e tutto quello che è la mia Vita,
quella Vera e con al V maiuscola.
Tutto il resto non ha senso,
non merita dispendio di energie.
Non ho più tempo per essere manipolata.
Non ho più tempo per essere delusa.
Io non mi arrendo.
Non mi piego.
Non permetto a nulla e nessuno
di fiaccare il mio modo di essere.
Non ho più tempo per lottare a vuoto
per i mulini a vento
e gli ostacoli inutili.
Ho imparato che gli ostacoli si superano.
Sempre.
Basta cambiare passo e convergere energie
in ciò per cui vale la pena di lottare.
Ho imparato che i filtri non servono.
Non spreco forze e ingegno per quello che non ha senso.
Non ho più tempo per i boriosi,
per gli invidiosi,
per chi pensa di fiaccarmi,
per chi si crede migliore di me.
Lotto come ho sempre lottato
per quello che conta,
per quello che amo,
per un obiettivo che si chiama Vita.
Lotto per un figlio,
per un marito,
per un padre,
per un fratello,
per una famiglia che mi sono costruita,
per una famiglia che mi sono trovata,
per un amico che ho incontrato sul cammino,
per quegli affetti che non chiedono nulla
se non che sia quella che sono.
Lotto per chi mi accompagna
in questo poco di strada
che ancora mi è concesso di percorrere.
Lotto per quello che mi porta a stare bene
con me stessa e con gli altri.
Cado e mi rialzo come ho sempre fatto.
Ostinata e coerente.
Davanti agli occhi i miei obiettivi,
i miei successi e i miei ostacoli,
le mie gioie ed i miei dolori.
Come un albero muoio in inverno
e risorgerò a primavera.

Tutto il resto non ha senso e non merita dispendio di energie.
Avrò sempre tempo per i sorrisi e gli amici veri.
Avrò sempre tempo per le passioni, gli amori ed i sogni
miei e di chi mi ama.
Avrò sempre tempo per il rumore del mare,
per il vento che mormora tra gli alberi,
per frugare tra le stelle e sorridere alla luna,
per le favole da raccontarmi e da raccontare.
Cadrò ancora ma saprò rialzarmi.
Non devo dimostrare nulla.
Io vivo...
Nora



lunedì 4 febbraio 2019

Minestra di lenticchie al curry con polpettine per scaldare la serata.


I giorni scorsi l'inverno si è fatto sentire.
Un paio di mattine siamo usciti di casa a -5°C, con le macchine piene di ghiaccio e le strade scivolose e siamo tornati a sera, con un'aria gelida a soffiarci in viso.
Venerdì abbiamo anche visto la neve. Per fortuna mista a pioggia perché la neve è bella in montagna, dietro i vetri della finestra della Casetta Gialla, con il camino acceso ed una tazza di cioccolata fumante tra le mani, a riscaldare corpo e cuore, e non in città con i mezzi che vanno a rilento tra una miriade di macchine di chi, spaventato dal tempo, ha pensato bene di intasare le strade.

E' bastata però ad imbiancare i rami degli alberi del giardinetto di fronte a casa, a velare i lampioni e rendere fioca la luce che spargono intorno.

In questi frangenti si pensa solo ai cibi caldi, che scaldano anche le anime e il cuore.
Di zuppe e minestre non ne faccio spesso perché il Martirio non è propriamente un appassionato del piatti brodosi.
Arc, invece, di solito apprezza e le amo anch'io.