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Visualizzazione post con etichetta castagne. Mostra tutti i post
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giovedì 10 novembre 2016

Marronata di castagne e ma chi me la fa fare!!!


Adoro l'Autunno: da sempre. 
Con le sue nebbie in pianura che avvolgono come un velo quello che ti circonda rendendo il tutto irreale, cambiando i contorni duri e netti dei palazzi, modificando le proporzioni e rendendo impalpabili le distanze.
Sarà che sono nata in una notte di nebbia fitta e della nebbia non ne ho mai colto il lato angosciante che alcuni percepiscono. 
Ma l'Autunno ha anche le sue giornate di cieli di un azzurro che abbaglia; con le foglie che incendiano con le loro millemila sfumature di arancione, rosso, marrone, i boschi che circondano la casetta gialla.
Vi è il suono dei passi sulle foglie del sottobosco, che invadono ogni centimetro dei sentieri battuti dagli uomini e dagli animali.
Amo i profumi del sottobosco: famigliari; rassicuranti.
Amo quello che i boschi regalano in Autunno. 
Funghi spugnosi e profumati: mazze di tamburo che trovi ai piedi del viottolo dietro la cappelletta con dipinta la Madonna di Oropa; mazzi di chiodini incastrati nei ceppi di castagni abbattuti; rami di pungitopo che cominciano ad ornarsi di bacche colorate e... le castagne.
I pendii di contorno alla casetta gialla sono ricoperti di altissimi castagni che da settimane piangono ricci pieni e carichi di frutti lucenti.
Non riesco a rinunciare a fermarmi a raccoglierne un cestino pieno, malgrado la schiena ancora dolorante.
Rotonde, lucidissime, di un marrone scuro con riflessi d'oro. Grandi.

lunedì 9 novembre 2015

Una crostata ai marroni con cioccolato e ricotta per un'estate di San Martino.


Lo so che sono in anticipo sull'Estate di San Martino.
Lo so perché mio padre è nato proprio l'11 Novembre: il giorno di San Martino.
Il fatto è che questo ultimo fine settimana siamo finalmente tornati nella Casetta gialla ed abbiamo trovato delle temperature meravigliose.
Un sole caldo ti permetteva di star all'aperto in maniche di camicia. 
Il colore delle foglie, di un oro intenso, quasi rame, ti scaldava il cuore.




Vedere poi la mia pianta di cachi piena di frutti ancori acerbi ma già coloratissimi poi mi ha messo un'allegria tale che ho pensato di festeggiare con un dolce.

Non vi dico come era contento Arc! Lui che vivrebbe di dolci (buon sangue *materno* non mente!) ma che al momento è stato messo un po' a stecchetto perché non aumenti troppo di peso, quando mi ha visto togliere dalla dispensa farina, zucchero, crema di marroni e cioccolato... si è subito proposto di aiutare.


Anche il Martirio non ha osato brontolare perché adora le castagne e la crema di marroni.

giovedì 18 settembre 2014

Tagliatelle povere per I MAGNIFICI 6!



Spesso si pensa che un piatto degno di nota sia un piatto elaborato, di *impatto*, costruito su nuovi abbinamenti di sapori, utilizzando prodotti provenienti da paesi lontani e da culture diverse.
Ci dimentichiamo così dei *sapori di casa nostra*, quelli antichi, che ci vengono da racconti di famiglia. 
Fateci caso: quando i nostri *vecchi* ci parlano dei tempi del dopoguerra, della fatica a reperire le derrate alimentari, quei tempi in cui si faceva la fila con la tessera annonaria in mano o si pagava un botto alla borsa nera, parlano di piatti semplici ma che si ricordano ancora come meravigliosi.
Pochi ingredienti, tassativamente di stagione, un po' di esperienza ed ingegno e la famiglia aveva di che fare festa.
Per non parlare del beneficio di mangiare cibi non raffinati, di stagione, utilizzando ortaggi e prodotti coltivati con criteri REALMENTE biologici perchè anticrittogramici e concimi chimici eran decisamente troppo cari per essere utilizzati. Dove l'orto era sotto casa e dall'ortolano si compravano solo le arance a Natale e poche altre verdure.
Con il passare degli anni e con la scelta di politiche agricole tese alla resa ad ogni costo, sono stati messi in commercio prodotti testati, raffinati, quasi sterilizzati e le intolleranze (se non addirittura le allergie) si sono manifestate in una larga fascia di popolazione.

lunedì 9 dicembre 2013

PANE ALLE CASTAGNE E BIRRA BARBAR... E LE LEZIONI DI INGLESE


Tutte le mattine esco di corsa, perennemente in ritardo sulla mia tabella di marcia a tempi serrati che mi ostino a prefiggermi.
Tutte le mattine mi trovo alla fermata, salgo sul pullman affollato all'inverosimile e mi ritaglio un posto a fatica.
A volte sono pure tanto fortunata da trovare posto a sedere e, quella mattina, me ne capita uno accanto ad una ragazza.
Biondina, bel viso, con un piercing sul naso che non passa inosservato. Ha un libro aperto sulle ginocchia e sta bisticciando con un suo amico in piedi davanti a lei, giovane con una testa che par non conoscere l'uso del pettine, con un sorriso da *bello e dannato*.
Io nelle orecchie ho la Callas che infila un acuto dopo l'altro mentre loro continuano a questionare.
Non vorrei ma mi *scappa* di sentire che stan cercando di rileggere un testo in Inglese per una verifica e ... sono in disaccordo.
Non mi faccio i fatti miei ma chiedo di cosa stan discutendo.
Oggi avranno una verifica orale e non sono pronti, uno pronunzia in un modo il testo e l'altra non concorda.
Chiedo loro di rileggere e comincio a correggere le imperfezioni. Prova lei, prova lui poi faccio delle domande e loro rispondono correggendo anche qui le imperfezioni fonetiche.
Nell'aiutarli scendo la fermata dopo, anche questa vicina alla fermata della metropolitana, e li saluto con il classico augurio dei miei tempi * In c... alla balena*. Mi rispondono a tono e quindi mi par di avere evitato la figura di palta della tardona che vuol far la giovanetta.
Dimentico il fatto, passo la mia caotica giornata e l'indomani mi ri-avvio verso la fermata dell'autobus.
Ad una cinquantina di metri dalla fermata mi accorgo che i due ragazzi mi aspettano: panico.

mercoledì 20 novembre 2013

Sant'Ambrogio, i firùni e.... MTC




Scrivere per il proprio blog di cucina a volte fa strani scherzi.
Capita, per esempio, che in una sfida culinaria mensile, si parli di un solo ingrediente e non, come per altre occasioni, di una ricetta.
Capita che Serena, la vincitrice dell'ultima sfida, nonchè titolare del blog Pici e Castagne, scelga un ingrediente e NON una ricetta.
Capita pure che l'ingrediente lo abbia in casa: le castagne!
Poi il target : semplicità.
Ecco fatto. Non posso che essere contenta. Io che non amo fare nulla di complicato. Non ne sarei capace a meno di non eseguire pedissequamente ricette di grandi chef, cosa che ogni tanto faccio, ma sempre attenendomi ai gusti della mia famiglia, perchè non ho nessuno da *stupire con effetti speciali*.
Amo la semplicità e la tradizione che mi viene dalle ricette di famiglia, da quelle che *incontro* magari al tavolo di un ristorante in collina, oppure su quelle miriadi di riviste e libri di cucina che ancora mi ostino a collezionare e sfogliare in maniera compulsiva e che, alla fin fine, servono come spunti per riadattare alcune ricette alle abitudini alimentari del mio desco.
Quindi, vai di tagliatelle, imparate dalle mani veloci e leggere di mia nonna Maria, vai di gnocchi, arrotolati attorno ai rebbi delle forchette che ne faran strage poi, pensa ad un dolce (questa volta con la pasta secca fritta, per cambiare) ed ora.... 
Ora penso alle fiere, quelle di paese, quelle che a Milano si ostinano ancora a fare nelle vie riempiendole di bancarelle che han perso la connotazione dei banchi degli artigiani. Questi sono rimasti pochi sparuti banchetti che vengon sommersi da quello che è diventato un mercato, un comunissimo mercato.
Anche la fiera che tra poco, per la festività del Santo Patrono di Milano - Sant'Ambrogio, vedrà i banchi che in passato sono nati per vender balocchi ai bambini del popolo, attorno a quella che da sempre è stata la basilica più amata dai Milanesi.
foto TataNora

La fiera di Oh Bej oh Bej, spostata nello spazio attorno all'Arena Civica, dove perde il senso della fiera e di Sant'Ambrogio....
Su questa fiera, fino a qualche anno fa, facevano bella mostra i caldarrostai, quelli che sentivi venti metri prima, per il profumo delle caldarroste che vagava nell'aria e che sovrastava l'odor di fritto delle frittelle. Compravi un cartoccio fatto di foglio di giornale, dove le caldarroste scottavano, bruciavano bocca e mani e ti riempivano di sbaffi neri.
Ora con 5 euro hai ben 3 castagne e, se sei fortunata, senza carne.

immagine da web

Poi c'erano i banchi dove, in fila come collane, sui sacchi di juta, vendevano *i firùni* dove le castagne infilate in uno spago e cotte al forno, venivano mangiate strada facendo, mentre si guardavano i banchi.
A Milano venivano chiamati anche *cùni* perchè, in origine, venivano portate in città dal piemonte, da Cuneo, e vendute sulle fiere.
Ora non le ho più viste ma, se chiudo gli occhi, rivedo mio papà che ci concede l'unico acquisto *mangereccio* comprato di fianco al sagrato di Sant'Ambrogio (sempre allo stesso banco ogni anno) e noi figli che ci litigavamo le ultime.
Un senso di nostalgia mi ha fatto cercare tra le varie attrezzature del cucito, fino a trovare un ago da materassaio, un filo di refe resistentissimo e.... ho infilato le castagne!

Con *i Firùni* o *cùni* partecipo alla sfida di Novembre di Mtchallenge.
partecipo per raccontare a mio figlio il sapore della mia Milano, per vederlo impiastricciarsi la bocca e le mani, nel pelare le castagne. Per vedere il Martirio sorridere sornione mentre mi ricorda le nostre camminate, da fidanzati, per il passaggio ingombro di gente sotto l'occhio vigile dei due campanili della cattedrale romanica voluta da Sant'Ambrogio nel IV secolo. 
Per ritrovare il sapore di qualcosa di tanto semplice da sembrare banale...ma che mi fa sentire bene. 

I firùni di Sant'Ambroes



Ingredienti ed attrezzi:
40/50 castagne sane
1 filo di refe
1 Ago da materassaio
1 straccio di cotone
Acqua e vino bianco








Infilare con l'ago da materassaio le castagne sul filo di refe passando dalla punta. 
Metterle in una teglia avvolte da uno straccio di cotone imbevuto di acqua.
Farle cuocere in forno a 200°C per 15 minuti avendo cura di tenere costantemente umido lo straccio.

Inumidire lo straccio con un bicchiere scarso di vino bianco e cuocere ancora per 15 minuti (eventualmente inumidire nuovamente lo straccio con acqua).
Togliere dal forno e verificare se le castagne sono cotte togliendone 1 dalla fila.
Lasciarle raffreddare e mangiarle fredde o tiepide.

domenica 17 novembre 2013

Un cannolo speciale per MTC e #MangiareMatera



Sarò impazzita!
Non partecipo spesso a Contest perchè non sono molto innovativa e non amo discostarmi da quanto sono capace di cucinare per la famiglia.
Un unico appuntamento è quello mensile con MTChallenge, un blog che propone sfide su piatti indicati dal vincitore della sfida precedente e la fantasia di riproporlo con una variante personale.
Questo mese Serena di Pici e Castagne ha proposto come sfida l'utilizzo di un prodotto semplice ma difficile da utilizzare in maniera originale: Le castagne.
Poi, parallelamente, questo mese è entrato un fattore legato alla qualità delle materie prime.
Il blog Scatti Golosi ha lanciato un Contest dove la qualità di queste materie prime è messa in primo piano. Si parla di farine, di pasta, di Matera....
Quindi mi sono iscritta ricevendone un pacco direttamente a casa. Un pacco pieno di farina meravigliosa, un pane fragrante e.... pasta.
Pasta come i Paccheri e la Calamarata....e i Cavatelli.
La consapevolezza di aiutare a divulgare una peculiarità di un territorio che conosco solo da commensale e non da utilizzatore abituale. L'opportunità di far capire quanto sia importante che imprenditori capaci riescano a dar voce e vita a prodotti della loro terra per una cultura che va al di la della cucina, con la passione e l'inventiva di chi vuole riemergere dallo Tzunami della crisi.
La prima idea è nata da una fortuita coincidenza, da un cestino di funghi freschi raccolti in giardino, dalla pasta fresca fatta con una semola speciale.
E' stato amore al primo morso, per tutta la famiglia e un post un po' delirante ma specchio del coinvolgimento che mi ha catturata.
I pacchi dei tre formati di pasta mi fissavano dalla dispensa, e mille e mille idee si focalizzavano su sughi e condimenti quando poi, mentre mi preparavo a proporre un dolce fatto con le castagne... mi è caduto l'occhio sul formato dei Paccheri e... sono stata FOLGORATA!
Perchè utilizzare una pasta solo come primo piatto: banale!
Quindi ho fatto un tentativo di cambiare destinazione a questo ingrediente e ne ho ricavato un dolce che ha reso i miei due maggiori critici (il Martirio ed Arc) muti...
Poi il Martirio, particolarmente critico in fatto di dolci, ha esordito:
*Certo che di cose strane in cucina ne hai fatte tante ultimamente ma.... buone come questo.... mai!*
Quindi, a questo punto, farei giudicare a voi. 
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Novembre 



e al Contest di Scatti Golosi #MangiareMatera.




CANNOLI DI PACCHERI DOLCI ALLE CASTAGNE E CIOCCOLATO.


Ingredienti (per una ventina di cannoli)
20 paccheri secchi (io quelli marchio VERO LUCANO)
200 g di panna fresca
50 g di cioccolato fondente (al 72%)
20 piccole meringhe (circa 50 g)
20 castagne grandi (tipo marroni)
50 g di zucchero di canna
50 g di acqua
1 cucchiaino di zucchero a velo (per montare la panna)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (io ho usato quello preparato da me)
Olio EVO per friggere




Lavare bene le castagne, togliere la scorza marrone molto delicatamente, cercando di non distruggerle del tutto.
Non preoccupatevi della pellicina, quella verrà via facilmente dopo la bollitura.
Mettere le castagne pelate a bollire in tanta acqua quanta servirà a coprirle ed un pizzico di sale.
Far bollire le castagne per 15 minuti coperte e a fuoco basso.

Togliere la pellicina da calde, cercando di non ridurle in poltiglia, ma lasciandole a pezzi o, possibilmente, intere.


In un pentolino, versare i 50 g di acqua e 50 g di zucchero di canna ed il cucchiaino di estratto di vaniglia.
Portare a bollore e versare le castagne pelate.
Riportare a bollore (moderato) e spegnere il fuoco.
Lasciare raffreddare nello sciroppo.
Riportare a bollore altre 2 volte le castagne lasciandole poi raffreddare nello sciroppo.



Nel frattempo, in un pentolino alto, mettere a scaldare l'olio EVO (deve essere sufficientemente alto per contenere i paccheri immersi).



Quando la superficie dell'olio comincerà ad incresparsi, fare la prova della temperatura immergendo uno stecco da spiedino. Se si formeranno bolle vicino alla punta, la temperatura sarà al punto giusto.

Far friggere i paccheri CRUDI non più di 3 per volta, togliendoli appena cominceranno a colorire. Farli scolare su un piatto coperto da carta assorbente.

Tritare a coltello il cioccolato fondente (dovranno sentirsi i pezzetti sotto i denti quando si addenterà il cannolo) sbriciolare grossolanamente i marroni freddi e scolati.
Sbriciolare grossolanamente le meringhe.

Montare la panna con un cucchiaino di zucchero a velo finchè sarà ben ferma.

In una ciotola mescolare (delicatamente per non far smontare la panna) Panna, meringhe, cioccolato e pezzi di castagna.

Aiutandosi con un sac a poche, riempire i paccheri con il composto di panna e metterli in frigorifero in attesa di servirli.

Guarnire con qualche pezzo di cioccolata e di castagne candite.


Backstage di una foto....


mercoledì 13 novembre 2013

Le tagliatelle e le castagne.... e le ballerine del bosco.





"Vestiti. Usciamo"
Arc è un po' contrariato ma la Mamma ha il tono che non ammette repliche.
Quindi si mette le scarpe, il giaccone e si presenta davanti alla porta di uscita.
"No, Arc, mettiti gli stivali. Si va nel bosco."
"Nel bosco??? Ma, Mamma ci sono i cinghiali!!!" Arc non ne vuole proprio sapere.
Da quando gli hanno detto che ci sono i cinghiali, beh, gli è venuta fifa ad andar nel bosco!
"Dai fifone che i cinghiali non arrivano sin qui, non quando passiamo noi!"
Ma come accidenti fa la Mamma a sapere SEMPRE tutto quello che pensa?
Pare pure arrabbiatissima. Arc lo sa perchè l'ha sentita parlare con Verginia, lo spirito della casa, che Papi (il Martirio) è un pantofolaio e che non vuole mai saperne di cenare fuori.
Mamma parla sempre con Verginia quando ce l'ha con Papi.
Bah, capirli i grandi! Arc cerca disperatamente l'altro stivale. Accidenti a Verginia, *quella* ha il vizietto di nascondere tutto e se farà tardi a prepararsi la Mamma si arrabbierà.
"Allora, arrivi pelandrone?" Eccola! Ed ecco pure l'altro stivale.
Parte in quarta la Mamma, sale velocissima la piccola salita dopo la curva.
Si gira, e lo aspetta.
Ha in mano un cesto vecchio e capace e lo sta incitando a salire.
"E... adesso?" chiede Arc.
"Adesso lascio qui il cesto e raccogliamo le castagne. Vedi in mezzo alle piante quella radura? Lì, tutte attorno, ci sono quelle altissime piante di castagno. Sembrano delle ballerine sulle punte, alte, longilinee, con le braccia tese sopra la testa. Fanno il girotondo attorno al prato e, nel farlo, lasciano cadere le perle della loro collana, le castagne. Noi le raccogliamo e ci faremo qualcosa di buono stasera."


Arc dimentica la paura, i cinghiali e comincia a raccogliere i marroni belli grossi, tondi e lucidi, nascosti tra le foglie.
Mentre lui e la Mamma stan mettendo le castagne nel cesto, si sente un rumore di rametti rotti, dei passettini.



"A i u t o" sussurra Arc " i cinghiali!"
"SSSSTTTT, è solo Nocciolo il capriolo che ci spia" sussurra la Mamma indicando dietro i tronchi delle ballerine...
Lì, seminascosto dal fogliame dello stesso colore del manto, e dal tronco della pianta più alta... spunta un musetto con il naso umido e gli occhi enormi.
Non fugge Nocciolo, e si guardano. Lui ed il piccolo cucciolo di uomo....curiosi e spaventati tutti e due.
Poi un balzo. Una corsa a zigzag tra gli alberi e un ultimo sguardo, prima di perdersi nel bosco.
Un urlo.
"Nocciolo....arrivederci!!!!"
La Mamma trasale al grido... ma poi scoppia in una risata.

Tornano a casa con il cesto pieno pieno di castagne lucenti, le perle delle ballerine. Arc voltandosi ogni dieci passi, per vedere se Nocciolo li segue....par proprio di no.

Nel tornare si fermano all'unico negozio della piccola frazione, e la Mamma vede sul banco un sacchetto pieno di una farina bruna, *farina di castagne bio*, c'è scritto sul pacchetto. Finisce anche lei nel cesto. Ci farà un dolce, si, ci farà sicuramente un dolce! Arc, goloso com'è già se lo immagina...




Poi, la sera, mentre le castagne saltano sul fuoco del camino, la Mamma comincia ad impastare e a tirare con il mattarello..... Le tagliatelle!!!! 
La Mamma fa le tagliatelle!!! .... ma con la farina di castagne????
La Mamma è impazzita... non ditelo a Verginia!!!



Si, ho fatto le tagliatelle, le ho fatte con la farina di castagne e con la semola e le uova fresche.
Le ho fatte pensando alla cucina povera, quella che si arrangia come può.
Quella che non fa figo nei menù dei cuochi stellati ma che riempie la pancia e si sposa bene con l'aria di casa.
Quella che è nella mia storia, nelle mie memorie, nelle favole che ho imparato e che vivo quando cammino nei boschi, quelli che circondano il mio rifugio difendendole dalle cattiverie e dalle brutture del mondo. 
Quella fatta per partecipare a un MTChallenge, il 34° se non sbaglio, che sembra scritto per il mio palato, per la voglia di condividere e non insegnare, quello che so fare...poco fantasioso... ma gustoso, almeno per noi.
Il tema proposto dalla vincitrice, Serena del blog Pici e Castagne, è appunto: LA CASTAGNA, ed è proposto con una delle ricette preferite di mia nonna: la marmellata di castagne, (anche se è un po' diversa la ricetta dalla mia) e che è stata una delle mie fantasie quando ho trovato questi splendidi marroni.
Ma la marronata la rifarò di sicuro....magari prima che cambi il vento, ed arrivi il freddo a rovinar le castagne.....o se le mangi Nocciolo.
E tutto ciò per dire che partecipo alla sfida mensile dell'MTChallenge n. 34 con le mie tagliatelle e due condimenti.



TAGLIATELLE DI CASTAGNE CON SUGO DI SALAMELLA E POMODORO.
(versione carnivora)


Ingredienti per tagliatelle per 4 persone:

150 g di farina di castagne
150 g di farina 0
2 uova intere
1 tuorlo (non buttate l'albume)
farina di semola per la spianatoia e per separare le tagliatelle.

Ingredienti per il sugo con la salamella.

200 g di salamella mantovana
250 g di polpa di pomodoro (io pomodori freschi scottati, pelati e tritati a coltello)
1 scalogno
2 cucchiai di olio EVO
1 cucchiaino di estratto di verdura (o 1/2 dado vegetale)
1 cucchiaio di cognac.

Setacciare la farina di castagne e la farina 0 sulla spianatoia formando una fontana.
Rompere in centro le uova ed aggiungere il tuorlo.
Cominciare a mescolare con la forchetta e continuare impastando vigorosamente a mano sino a che si formerà un panetto compatto che lasceremo riposare almeno mezz'ora coperto da una ciotola.




Stendere la sfoglia di pasta infarinando con semola la spianatoia. 
Tirare la sfoglia molto sottile (farlo lentamente perchè si potrebbe "stracciare") e tagliarla a strisce di mezzo centimetro circa.

Infarinarle e metterle ad asciugare su un vassoio cosparso di semola.

Nel frattempo in una padella bassa far appassire lo scalogno con 2 cucchiai di olio EVO su fiamma bassissima. Sbriciolare la salamella e farla saltare assieme alla cipolla.
Appena si sarà sbianchita, aggiungere il pomodoro, il cucchiaino di estratto di verdura (o il mezzo dado vegetale), chiudere con un coperchio e lasciare sobbollire con un fiamma bassa per almeno 15/20 minuti.

Scoprire, far ritirare un poco il sugo e spegnere la fiamma. Aggiungere il cucchiaio di cognac.

In una pentola capiente far bollire l'acqua salata e gettare le tagliatelle cercando di non romperle.
Scolarle dopo 5/6 minuti di bollitura (saggiatene prima la cottura perchè dipende dallo spessore della sfoglia che avrete tirato).

Saltarle velocemente nella padella con il sugo e servirle caldissime con una spolverata di Parmigiano Reggiano.

Ed ora la seconda versione, con il condimento semplice ma saporito del formaggio che si sposa benissimo con l'olio EVO aromatizzato al rosmarino.




TAGLIATELLE DI CASTAGNE AL QUARTIROLO ED OLIO AL ROSMARINO.
(versione vegetariana)




Ingredienti per tagliatelle per 4 persone:

150 g di farina di castagne
150 g di farina 0
2 uova intere
1 tuorlo (non buttate l'albume)
farina di semola per la spianatoia e per separare le tagliatelle.


Ingredienti per il condimento:

150 g di quartirolo
5 cucchiai di olio EVO
2 rametti di rosmarino









Setacciare la farina di castagne e la farina 0 sulla spianatoia formando una fontana.
Rompere in centro le uova ed aggiungere il tuorlo.
Cominciare a mescolare con la forchetta e continuare impastando vigorosamente a mano sino a che si formerà un panetto compatto che lasceremo riposare almeno mezz'ora coperto da una ciotola.

Stendere la sfoglia di pasta infarinando con semola la spianatoia. 
Tirare la sfoglia molto sottile (farlo lentamente perchè si potrebbe "stracciare") e tagliarla a strisce di mezzo centimetro circa.

Infarinarle e metterle ad asciugare su un vassoio cosparso di semola.

In una pentola capiente far bollire l'acqua salata e gettare le tagliatelle cercando di non romperle.
Scolarle dopo 5/6 minuti di bollitura (saggiatene prima la cottura perchè dipende dallo spessore della sfoglia che avrete tirato).

Scaldare l'olio EVO in un pentolino. Appena si incresperà la superficie, gettare il rosmarino, spegnere e lasciar riposare.

Condire con il formaggio sbriciolato grossolanamente e l'olio al rosmarino.