Con le sue nebbie in pianura che avvolgono come un velo quello che ti circonda rendendo il tutto irreale, cambiando i contorni duri e netti dei palazzi, modificando le proporzioni e rendendo impalpabili le distanze.
Sarà che sono nata in una notte di nebbia fitta e della nebbia non ne ho mai colto il lato angosciante che alcuni percepiscono.
Ma l'Autunno ha anche le sue giornate di cieli di un azzurro che abbaglia; con le foglie che incendiano con le loro millemila sfumature di arancione, rosso, marrone, i boschi che circondano la casetta gialla.
Vi è il suono dei passi sulle foglie del sottobosco, che invadono ogni centimetro dei sentieri battuti dagli uomini e dagli animali.
Amo i profumi del sottobosco: famigliari; rassicuranti.
Amo quello che i boschi regalano in Autunno.
Funghi spugnosi e profumati: mazze di tamburo che trovi ai piedi del viottolo dietro la cappelletta con dipinta la Madonna di Oropa; mazzi di chiodini incastrati nei ceppi di castagni abbattuti; rami di pungitopo che cominciano ad ornarsi di bacche colorate e... le castagne.
I pendii di contorno alla casetta gialla sono ricoperti di altissimi castagni che da settimane piangono ricci pieni e carichi di frutti lucenti.
Non riesco a rinunciare a fermarmi a raccoglierne un cestino pieno, malgrado la schiena ancora dolorante.
Rotonde, lucidissime, di un marrone scuro con riflessi d'oro. Grandi.

































