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giovedì 4 settembre 2014

Natale non arriva mai troppo presto ovvero: Ratafià all'uva fragola.



Quest'anno mi sono attrezzata. 
Un bel vaso da farmacista da 3 litri ed altri tre vasi di quelli grandi della Bormioli.
Per l'alcol da liquore poi mi sono rivolta a tre supermercati, per confondere le idee. Sia mai che mi succeda come l'anno scorso con la cassiera esterrefatta che mi vedeva comprare ogni giorno una bottiglia da litro di alcol! Hai voglia a spiegare che non me lo bevevo. Almeno non subito. Continuava a guardarmi con con uno sguardo torvo.

Il problema è che ogni anno mi trovo a dover aumentare la produzione e, nonostante questo, mi riduco con una o due bottigliette per il consumo famigliare che *evaporano* (eufemisticamente) subito.




Poi c'è il problema reperimento materia prima: uva fragola (o uva americana come l'ho sempre chiamata io). Anche qui appena arriva al supermercato mi precipito a comprarla maledicendo la mia labilissima memoria che mi impedisce (da ben due anni!!!) di ricordarmi chi mi ha detto di avere un pergolato di tale bontà promettendomi ceste di grappoli che altrimenti verrebbero gettati.
Non ultimo, ma sempre di grande importanza, al momento dell'imbottigliamento, abbiamo poi il problema di reperire i contenitori di vetro da regalare.
Qui allora viene fuori la *casalinga-madredifamiglia-sideverisparmiare* che alberga non tanto deep-inside in me: riciclo. 
Va di moda. 
Fa figo. 
Costa poco (con grande soddisfazione del Martirio).
Tengo le bottigliette della birra (quelle scure), tolgo diligentemente le etichette, le lavo in lavastoviglie per essere sicura di aver pulito bene e, una volta asciutte, incido con un punteruolo elettrico (una piccola fresa) il nome del contenuto e la mia firma. Un tappo colorato di quelli a pressione, che acquisti con poco nei negozi di casalinghi, due fiocchetti o qualche nastro et voilà, il gioco è fatto!
A Natale ho i miei regalini pronti che profumano di uva fragola, di spezie e....di affetto.
Voi (ed anche il Martirio, lo confesso) penserete che sono un po' fuori di testa a pensare ora ai regali di Natale.
Ebbene no, se volete questo liquore *da coccola*, che vi scaldi nelle buie serate invernali, dovete pensarci ora. Si, perchè con i tempi di riposo (una quarantina di giorni) e con l'uva fragola che c'è solo ADESSO, dovete pensarci ORA.
Negli anni, ho cominciato a *farmi la clientela* tanto che c'è pure chi mi conserva la bottiglietta (*è tanto carina, sai, e poi ti evita il lavoro di riscrivere tutto!*) e che me lo commissiona un anno per l'altro.
Insomma, avrete capito. Ho scoperto un liquore da fare in casa che mette d'accordo tutti.
L'ho scoperto tramite una ricetta pubblicata qui
parecchio tempo fa da Alessandra del blog An Old Fashioned Lady ma, soprattutto, grazie alla mitica Suocera (che ho conosciuto personalmente ed è una persona deliziosa) che le ha ceduto la stessa consentendole (Lei magnanima) di diffonderla nel mondo.
Datemi retta: PROVATELA! Ma non pensateci troppo perchè questa varietà di uva si trova solo per poche settimane e, soprattutto, non lesinate nelle quantità perchè, quando assaggerete il risultato, non vi basterà più!

RATAFIA' ALL'UVA FRAGOLA.




Ingredienti 


300 ml di acqua
500 ml di alcool a 95 gradi
1 stecca di cannella e mezzo cucchiaino di cannella in polvere
2-3 chiodi di garofano
500 g di uva fragola
500 g di zucchero

Lavare bene ed asciugare l'uva (io la lascio asciugare in un largo colapasta per una mezz'oretta) 



Metterla in un vaso a chiusura ermetica con 200 g di zucchero e schiacciarla leggermente con un cucchiaio di legno od un pestello. 




Coprire con l'alcool, aggiungere le spezie e mescolare bene (o girare un paio di volte il vaso) e lasciarla macerare al buio per un mese.
Trascorso un mese, far sciogliere il restante zucchero in acqua, farlo bollire per 2 minuti ottenendo uno sciroppo che dovrete far raffreddare ed unire al liquore che otterrete filtrando molto bene il composto alcolico attraverso un colino foderato di un panno di cotone. 
Travasare nelle bottiglie e sigillare bene.
Lasciare riposare per 10 giorni prima di cominciare (e mai terminare) di gustarlo.


6 commenti:

  1. ma io dove la trovo sta uva, dove!!!!!!!!!! lo voglio provare.

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    1. Ciaoooooo! Io l'ho trovata al supermercato (il Gigante per non far nomi e cognomi) ma l'ho vista anche sui banchi degli ortolani.
      Provalo e non smetterai di farlo (e soprattutto di berlo!).
      Bacioni
      Nora

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  2. A luglio ho messo in alcool i noccioli delle ciliegie e,al ritorno dalle vacanze, ho fatto il liquore. Ne ho fatto solo un po', perché contavo di usarlo in qualche dolce. Errore gravissimo, perchè al marito è piaciuto tantissimo! Per cui, forte di quest'esperienza, seguirò sicuramente il tuo consiglio di abbondare con le dosi.

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    1. Da me, sotto Natale va come il pane! E mi riconcilia con la fine di certe giornate grigie e storte. Il problema è dove stoccare il prodotto mentre *matura*...
      Bacioni Mariè
      Nora

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  3. Oh, finalmente ho capito perché questa microcasa ha un bagno cieco! Buio assicurato ;-).
    Che chiccheria UNICA la bottiglia di birra riciclata e INCISA. Un'eleganza incommensurabile, complimenti sinceri. Per non parlare della bellezza della foto.

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  4. Con l'uva americana (anch'io la chiamo così) ho fatto la marmellata, ho preparato qualche torta e l'ho messa sotto spirito. Liquori niente, perchè al sig. Darcy questo tipo di liquore non piace. Però potrei provare anch'io per Natale per qualche amica che - invece - è appassionata del genere. Anche perchè qui l'uva americana non manca: c'è quella dell'orto (se si salva da merli e caprioli golosi) o della zia campagnola.
    Claudette

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