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mercoledì 24 febbraio 2016

Come evitare uno uxoricidio e cucinare spalle di coniglio limone-timo-e-miele per #MTC54




Per tradizione famigliare e per abitudini alimentari del mio piccolo mondo (per dirla come Fogazzaro ... antico), nella mia cucina il miele si è sempre abbinato a preparazioni dolci. 
In rare occasioni si è accompagnato a formaggi, ed è stato apprezzato quasi solamente dalla sottoscritta che, per curiosità, ama fare *esperienze* nuove.
D'altro canto cosa ci si potrebbe mai aspettare dal Martirio che, in tempi non sospetti e (soprattutto) non bloggheschi (si dirà così?- e chissene, tanto ora i neologismi imperversano - blogghesco è meglio di fluffosa), si lamentò del continuo cambiare del menù casalingo con la famosa frase:
" ... ma tu, una frittata, una cotoletta normale o le polpette non le fai mai? "
Novella sposa ingollai il rospo (e la cotoletta) e cercai di spiegare che la dieta può variare e pure il menù.
Con gli anni, l'esperienza (e la menopausa), ho imparato a non raccontargli più *per filo e per segno* gli ingredienti di un piatto nuovo che gli propino presento, forte anche del fatto che spesso il suo palato poco allenato non riconosce gli ingredienti *alieni*.
Così ho fatto anche la scorsa domenica quando, tentando di comporre una ricetta salata che contenesse il miele, decisi di rifare il coniglio al limone timo e...miele (appunto!). Avevo giusto giusto il fondo di un vasetto di miele di erica che qualche amico mi aveva regalato e quella non poteva che essere una degna fine per questo nettare dolce ed aromatico ed i conigli sono sicuramente a loro agio tra i ciuffi colorati dell'erica. 
Questa volta non feci i conti con il fatto che Arc, che NON ha ereditato il palato di suo padre, ci arrivasse da solo.
Provate ad immaginare la scena: tavola apparecchiata e la cucina in uno stato pietoso causa smontaggio veloce del set fotografico (eufemismo n.d.r.), orario di pranzo leggermente sforato (si devono pure cercare le inquadrature giuste!) e Martirio con una fame da non vederci.
Servo il coniglio e qui la prima reprimenda:
" Lo sai che non amo il coniglio, con tutti quegli ossicini! " (intanto azzannava carote e primo boccone di coniglio).
Silenzio di sopportazione da parte mia, di soddisfazione da parte di Arc, e di masticazione da parte del suddetto Martirio.
Il piccolo gourmet esordisce:
"Mamma che buono questo coniglio! Non si sente troppo il miele ma ci sta benissimo!"
A questo punto il coniuge smette di mangiare l'ultimo pezzo di coniglio ed esclama:
"Mi sembrava che fosse strano!"
Tempo di contare fino a 100 (io conto mooolto velocemente) e trovo il fiato ed il tono (quasi) cordiale per chiedere:
"Mi pare ti sia piaciuto, o no?"
"Sai che le cose strane non mi entusiasmano particolarmente. La prossima volta fallo normale".
Il tutto detto sui miseri resti di povere ossa di una spalla di coniglio.
Questo per dire che, grazie ad Eleonora di Burro e Miele (ed al suo socio Michael) che hanno vinto l'ultima sfida di Mtchallenge, ho rischiato di essere rinchiusa nelle patrie galere per avere quasi reagito a certe affermazioni del coniuge.
Solo anni di sano esercizio della pazienza, il mio sangue freddo e la presenza di un testimone (mio figlio Arc), han fatto si che tutto si chiudesse con un ringhio (da parte mia) e una scarpetta nel piatto da parte del Martirio.
Quindi ecco a voi la mia proposta salata per la sfida #MTC54 



SPALLA DI CONIGLIO LIMONE-TIMO-E-MIELE CON CAROTE ALLA SALVIA.



Spremete il limone e diluite il cucchiaio di miele nel succo e mettete a marinare per 1 ora le spalle di coniglio con metà delle foglioline di timo fresco. 




Togliete la carne dalla marinatura e, in una padella,  fate sbianchire a fuoco vivace le spalle di coniglio con 2 cucchiai di olio EVO.

Salate e pepate ed abbassate la fiamma al minimo. Irrorate la carne con il succo, spolveratele con le foglioline di timo fresco, coprite con un coperchio e fate cuocere per mezz'ora continuando a girare le spalle di coniglio per no farle attaccare al fondo della padella.




Nel frattempo pelate le carote, lavatele e tagliatele a fette nel senso della lunghezza (si deve vedere la forma della carota). 

In una padella fate fondere il burro, aggiungete la salvia, le fettine di carote ed 1 cucchiaio di acqua. Salate e coprite con un coperchio. Fate cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti.




Scoperchiate le carote, alzate la fiamma e fate brunire le carote.

Impiattate la spalla di coniglio con accanto le fettine di carote disposte a mazzo. Guarnite con la salvia resa croccante dalla cottura a mo di ciuffo di carote. Servite versando qualche cucchiaio della sua salsa sulla spalla del coniglio.

Note mie: 

- Se l'amico/a che mi ha regalato quel miele si riconoscesse...GRAZIE!

- Dal dizionario Treccani: Il termine uxoricidio  di regola nel passato era l’uccisione della moglie da parte del marito. Da qui l’assenza, nella casella lessicale, di un corrispettivo inverso. Per questo motivo, uxoricidio è passato a significare genericamente anche ‘uccisione del proprio coniuge’. Il vocabolo è attestato nell’italiano scritto a partire dal 1799. Analogamente uxoricida è ‘colui che uccide la propria moglie’ (dal 1605 nell’italiano scritto) ma anche ‘chi uccide il proprio coniuge’.

10 commenti:

  1. Ma com'è che sono tutti uguali?! E com'è che si fanno fessi facilmente (se non fosse per la nostra "onestà" o le spinte? !). Per anni abbiamo rifilato a mio padre i piselli mi F...us spacciandosi per freschi e lui puntuale " si sente che sono freschi"! A parte queste considerazioni trovi il tuo coniglio invitante e metto in lista " da fare"!

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  2. Il primo esperimento per questo Mtc sono stati dei ravioli con ripieno di ricotta, miele e parmigiano 40 mesi; il fatto che io non li abbia trasformati nei protagonisti di un post ti dice come siano stati apprezzati dal sig. Darcy. Del resto nei primi mesi di matrimonio chiedeva gli ingredienti di ogni piatto ("che cosa c'è dentro? ") ed esaminava ogni portata con circospezione. La prima volta ho sorriso, la seconda sono rimasta male, la terza non ho contato fino a 100....

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  3. ma figurati se ti danno una soddisfazione, il mio si lamenta pure se fotografo...poi però quando si tratta delle loro passioni vanno avanti come locomotive...che pazienza...
    Ottimo invece il tuo coniglio

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  4. hahahahahahah, potremmo scambiarci figli e mariti tanto sono simili. A me il coniglio piace a anche il miele e letto così sembra delizioso.

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  5. Mi pare di capire che per te cucinare per il blog sia peggio di una corsa ad ostacoli. Stavolta l'hai fatta grossa: addirittura il coniglio! Però un piatto così non poteva essere rimandato indietro, troppo buono! A me invece il coniglio piace molto, ma si sa: de gustibus... ecc. ecc. ^__^

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  6. Ciao :)
    non mangio spesso il conoglio ma mi piace la tua ricetta!! :)
    Buona giornata.....

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  7. Mia cara Nora, penso che a tuo marito piacciano da impazzire le cose che cucini tu, ma ha il carattere di chi la soddisfazione a tavola non te la vuole concedere..ma fidati... avrebbe fatto come me se mi fossi ritrovata al tuo desco..... l'unico difetto che avrei trovato è che sarebero state poche :*

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  8. Ahahahahahah!!!! Qui invece succede al contrario, più son strane e più sono apprezzate. Quando non le apprezza tanto, allora esordisce con un educatissimo e diplomaticissimo "è originale" e allora so che quella combinazione di ingredienti non è da ripetere. :))
    Bella l'immagine che lega i diversi elementi del piatto: il conisglio che salta tra l'erica e che mangia le carote.
    Grazie Nora.

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    1. Decisamente sono in sintonia con tuo marito! Del resto è francese o sbaglio?

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  9. A me piace tantissimo. Bisogna aggiungere altro?
    Ah, sì, forse: inquietante la dettagliata spiegazione finale sull'ambiguità del termine. Preparo le arance? :-P
    Bonne continuation come dicono qui. Il coniglio lo rifaccio appena possibile!

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