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martedì 11 ottobre 2016

ORZOTTO ALLE MORE E TOMA STAGIONATA PER UN AUTUNNO MILANESE



Freddo. Freddo umido, per giunta! 
Così, di colpo, senza mezze misure è arrivato l'Autunno.
Intendiamoci: io adoro l'Autunno.
Adoro i suoi colori, i profumi del bosco in Autunno, il fumo del camino con i ceppi che scoppiettano.
Adoro l'Autunno nella Casetta Gialla.
Appunto: quest'anno mi sa ma me lo perderò tutto perché la stufa che scalda la cucina/sala della Casetta Gialla, ha dato forfait. Quindi: si gela!
Muri spessi fatti di sasso sono una manna per tenere al fresco nelle afose giornate di Luglio ed Agosto.
D'Autunno (e in Inverno) è un'altra cosa. Una cella frigorifera al confronto assomiglia alla sauna e non importa che funzionino quelle delle camere, in cucina si gela.

Il Martirio ha tergiversato nello scegliere il giusto preventivo e quindi sino alla fine di Ottobre, niente fine settimana tra i boschi della Casetta Gialla.
Resta l'Autunno milanese, quello dove i colori non sono ancora virati all'oro e al giallo della stagione autunnale. Resta il freddo e l'umidità della mia Milano. 
Resta il buio che indugia la mattina; il grigio sfumato da un sole pallido.
Restano i fine settimana in città, i pomeriggi della domenica tra divano e copertina. Resta la voglia di far niente che prende dopo pranzo. Resta la voglia di qualcosa di caldo, confortante.
Le ultime more acquistate sui banchi del mercato che mi fissano dal frigorifero. 
Un dolce? Banale; poi siamo a dieta io ed Arc, sempre border line con il peso.
Quindi non resta che sfogliare un libricino di ricette della montagna che mi regalò un'amica qualche anno fa.
Tra queste una ricetta un po' azzardata (soprattutto per il Martirio che è molto tradizionalista in fatto di cucina) e che mi ero segnata da tempo.
Quindi domenica, la scorsa domenica, mi sono decisa a provare questo Orzotto, ed è stato apprezzato (soprattutto da Arc che in fatto di gusti è un po' più aperto di suo padre), anche dal Martirio che è partito brontolando ed ha pulito 
Quindi lo propongo oggi perché è una buona alternativa al "solito" risotto.
Quel che resta di una fetta di toma molto stagionata, acquistata nella rivendita di formaggi di un'allevamento vicino alla Casetta Gialla, ha condito il tutto e reso saporito questo primo piatto.

ORZOTTO ALLE MORE E TOMA STAGIONATA.







Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire a fiamma bassa in metà burro (non deve carbonizzarsi!) in una pentola bassa.

Quando sarà trasparente, aggiungete l'orzo e fatelo tostare a fiamma vivace.


Bagnate l'orzo con il brodo, un mestolo alla volta, come fareste per un normale risotto, continuando a rimestare ed aggiustate di sale e pepe e fate cuocere per 10 minuti.



Aggiungete le more, mescolate con attenzione e, quando l'orzo sarà al dente (dopo 10/15 minuti), abbassate la fiamma e amalgamate la toma e la restante parte di burro per 2 minuti.





Spegnete e lasciate coperto per altri 2 minuti. Servite caldissimo.



6 commenti:

  1. Vedessi le montagne qui di fronte Nora, già bianche come in pieno inverno! Ma niente colori autunnali sgargianti, smorzati per ora da una cappa grigia grigia; però il camino acceso mette allegria e mi scalda la schiena mentre, dopo cena, mi regalo qualche minuto di "vacanza" con la tazzina del caffè e una rivista (di cucina. ..). Buon autunno milanese!

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    1. Non ho saputo resistere alle ultime more...
      A presto.
      Nora.

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  2. Splendido equilibrio molto più adatto l'orzo del riso. E poi si sa la mia parzialità per tutto quello che sa di trentino.
    Il tuo post è evocativo come il solito. Speriamo che si sbrighino con la stufa!

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    1. Stufa in fase di installazione. Che dire? Era ora!
      Intanto il clima aiuta a gustare questo orzotto.
      A presto.
      Nora

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    2. E ora spero in funzione! Mentre un bel sugo cuoce pian piano... la tua cucina si adatta molto bene all'autunno.

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    3. Prova stufa fatta nello scorso fine settimana. FUNZIONA!!!
      Io amo l'autunno e, soprattutto, quello che la Natura regala in questa stagione.
      Baci,
      Nora

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