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giovedì 15 novembre 2012

COCHISE, LE CAROTE E LE CREMONESI DI ARC



*Mamma corriiiiii.... è scappato di nuovo Cochise!*
A gridarlo a squarciagola mentre fa irruzione in casa è, ancora una volta, Arc.
Arc è un bambino di città: si veste come un bambino di città, si sporca con moderazione, come un bambino di città. Ma Arc è più fortunato di tanti altri suoi amici di città: ha la casa gialla, quella con il Fantasma Verginia che fa dispetti innocenti ma che se ne prende cura custodendola quando lui  torna in città.
Quella casa con il cortile ed il glicine profumato dove si nasconde una Fata, con il prato che scende ripido fino al limite del  bosco, dove si nascondono animali timidi ma fatati.
Quella casa in fondo alla stradina stretta, in una frazione piccolina, dove ogni tanto succedono cose strane, che in città non si vedono mai. Con le pecore e le capre che, quando è il momento, passano con la transumanza per le vie strette fermando traffico ed impegnando gli abitanti a tenerle lontane con le scope dalle aiuole.... dove scappano gli Asini... 
Tutto è cominciato alcuni mesi prima, quando Arc le era corso incontro urlando:
*Mamma corriiiiii.... è scappato l'asino! Sbrigati che il guaio è grosso.*
La mamma accorre e viene tirata letteralmente da Arc verso la strada provinciale dove, ragliante e spaventatissimo, un grosso asino grigio si aggira impaurito, senza meta.
A guardarlo, al riparo da una balaustra ci sono altri abitanti della frazione, ma sono cittadini, come Arc e si tengono a debita distanza nel timore di esser colpiti da un calcio o altro.
La mamma, invece, non si ferma. 
*Mamma attenta!!! Se scalcia ti farà male!* Arc è preoccupatissimo. 
La mamma si ferma, si avvicina ad Arc e gli spiega che non si può lasciarlo sulla strada. Una macchina potrebbe sopraggiungere da dietro la curva e non far in tempo a fermarsi. Sicuramente si farebbe male qualcuno, quindi... bisogna prendere l'asino. Basterà avvicinarglisi di fronte, tenendosi lontano dalle zampe posteriori e dai suoi calci pericolosi.
*Corri in casa a prendere delle carote!* lo incita mentre il tempo passa ed i vicini vanno a cercarne il padrone.
Il padrone dell'animale non c'è e quindi bisogna agire, ed in fretta.
Arc torna, trafelato. Ha in mano due belle carote grosse. La mamma gliene prende una di mano e ... avanza verso l'asino... decisa, parlandogli con voce ferma (come quando sgrida Arc o borbotta con il papà).
L'animale si ferma. La guarda. E' indeciso se ricominciare a correre in tondo o avvicinarsi alla carota... è sufficiente! Rapida la mamma afferra la corda che gli pende dal collo e che, probabilmente, ha strappato fuggendo. 
Con fare deciso lo trascina verso il loro cortile dove, finalmente, gli concede la carota.
Arc è allibito: la vede convincere l'asino a seguirla nel terreno, quello recintato, dove lo lascia libero e... gli regala l'altra carota. 
Finalmente si trova il padrone della bestia che, ora tranquilla, pascola nel loro terreno.
Che forza la mamma! Ci sa fare anche con gli asini!
Il fatto è che Cochise (così si chiama l'asino) da quel dì ha imparato la strada e, se riesce a scappare, è nel loro giardino che si rifugia... per avere le sue carote, come oggi.
*Mammaaaaa allora... se scappa in strada poi sono guai!*
La mamma sfila il grembiule, prende le carote dal frigorifero.... e va a recuperare Cochise, testardo, che aspetta le sue carote.
Anche questa volta lo hanno fermato, recalcitrante e litigioso, ma felice delle sue carote. Tutto tace nella frazione, tutto è tornato alla quiete di sempre.

*Che ne dici di festeggiare con delle brioches? Magari le Cremonesi, che ti piacciono tanto!*



















Rientra in casa, Arc, e mentre lievitano e cuociono le cremonesi, il camino scalda la stanza ed il profumo del fuoco si mescola con quello del dolce.... ed è un'altra favola!

CREMONESI
(da una vecchia ricetta trascritta sul quadernetto della mia nonna)

Ingredienti:
500 gr di farina 0 (io Manitoba)
160 gr circa di latte tiepido
90 gr di burro 
70 gr di zucchero

un presa di sale
20 gr di lievito di birra
la scorza grattugiata di limone (io biologico, di quelli che mi regala un'amica)
2 uova intere grandi


Preparazione:
Setacciare la farina, mettere 125 gr nella planetaria  il lievito disciolto nel latte tiepido, azionare a velocità media per pochi minuti. Ricoprire l'impasto con la  farina ed spolverizzare un cucchiaio di zucchero (preso dal totale). Mettere a lievitare coperto da un panno umido in luogo caldo per un'ora circa.
Fondere 70 gr. di burro preso dal totale e lasciarlo raffreddare, poi amalgamare con lo zucchero, la scorza del limone e le uova e versare sull'impasto, aggiungere anche la presa  di sale e lavorare a velocità massima fino a quando non si staccherà dalle pareti, coprire e lasciare lievitare per un'altra ora circa.
Stendere la pasta sulla spianatoia infarinata ricavarne dei panetti, adagiarli sulla placca del forno distanziati tra loro e farli riposare in frigorifero tutta notte ricoperti dalla pellicola trasparente.
Dopo il riposo, mentre il forno si riscalda pennellare la superficie con il burro fuso e cospargere di granella di zucchero, infornare a 180° forno statico fino a doratura, per circa mezz'ora circa.



15 commenti:

  1. bellissima ricetta, e quella manina li.... è la dimostrazione che sia riuscita alla grande...=)
    buona giornata!!

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    1. La manina è del piccolo ladro di Bagdad... che non riusciva ad aspettare che si freddassero.
      Buona giornata anche a te (a quest'ora, dovrei dire buona serata)
      Nora

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  2. Uela ben tornata! Chissà' se queste riesco a farle con una mano sola? Buonerrime!!!! Baciorrini

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    1. Buone buone buone.... le sognavo in England, credimi!
      See You soon!
      Nora

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  3. Stamattina mi ci voleva proprio il tuo post....mi sento rinfrancata :-) Ne è anvanzata qualcuna di quelle briochine lì?
    Baci

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    1. Non ne è avanzata nessuna :-(...
      Ma, se vuoi divulgar i verbo nel Sommerset... padrona!
      Ah, a proposito, non dimenticar gli stivali di gomma...
      Nora

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  4. Risposte
    1. :-) Il mio cucciolo mi somiglia, non riusciva ad aspettare che si freddassero!
      A presto
      Nora

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  5. Addestratrice, arrampicatrice, coraggio ed un pizzico di follia...altro che casalinga di Voghera, mia cara tu ci depisti per non rivelarci l'Indiana Jones che è dentro di te e che di recente si palese con una certa frequenza vero?! :P ahahhahahaha
    Le cremonesi hanno un bel sapore di certo ancor più buono se chiudono a tondo certe piccole avventure da segnare e ricordare ancora a lungo...

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    1. Io vi depisto affinchè non venga rivelato l'indirizzo del manicomio che mi ospita! Bisogna essere matti, alla mia vetusta età, per riprendere a scendere in corda doppia. Dopo oltre 25 anni e con quasi 25 kili di kiulo in più!
      Ne saprà presto qualche cosa il mio osteopata di fiducia...
      Le cremonesi ci sarebbero volute dopo queste follie, invece solo quintalate di shortbreads burrosissimi, con ettolitri di te. Come sia stato non so, ma pur scofanando tutto ciò che mi veniva messo nel piatto (la fame è brutta!) sono diminuita di ben 2 kili in 4 giorni di campo sopravvivenza.
      Non ho più notizie dal mio colesterolo.... speriamo bene!
      Buona serata
      Nora

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  6. che meraviglia queste briochine!!!!!!!!!! tenera quella manina furbetta!!! :-)))

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    1. Furbotta direi! Il piccolo ladro di Bagdad!
      A presto
      Nora

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  7. Assomigliano molto alle brioches nostre... e sono certe che a Cochise piacerebbero più delle carote! ;)

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    1. A Cochise sicuramente.... ma il piccolo ladruncolo non gliele lascerebbe mai!!!
      Buona serata
      Nora

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  8. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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