Questo sito utilizza i cookie per gestire e migliorare la tua esperienza di navigazione del sito. Proseguendo con la navigazione accetti l’utilizzo dei cookies. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie e su come rimuoverli, consultate la nostra politica sui cookies.

mercoledì 28 novembre 2012

PER LA RUBRICA *L'ERBA DEL VICINO*: I CROCHE’ E ARANCINE SU LA LINGHERA***….

*** linghera = Case di ringhiera (tipiche della Milano vecchia).


E' una bella giornata oggi a Milano, il sole entra dalle finestre ed illumina la cucina. Non pare nemmeno fine Novembre.
Maria canticchia mentre prepara la tavola. Il pranzo per il suo Peppino è già pronto in un piatto ed è tenuto in caldo sulla stufa economica.
Ma all'odor di fritto non si resiste. Riempie la casa ed alla fine nausea un po'.
Maria apre la finestra, per far *girar l'aria* e .... il profumo di fritto viene anche da fuori!
Dalla finestra che si affaccia alla *linghera* si sporge Maria e ... toh la Sciura Concetta che abita la porta accanto.
*Donna Maria i miei rispetti!*
*Riverisco Sciura Concetta! Che profumino viene dalla sua finestra!*
*Le arancine Palemmitane feci... ne volesse favorire? Ma dalla sua finestra viene lo stesso sciauro... che pure lei le fece?*
* No ho fatto i crochè de ris che piacciono tanto al mio Peppino, ne vuol due da 'saggiare?*
Ecco che avviene lo scambio e la cucina lombarda di Maria e quella siciliana di Concetta tra piatti del servizio, quello buono.
Ma ecco Peppino che sale le scale, fischietta allegro perchè il profumo di fritto di solito o è cotoletta, oppure i crochè de ris... Alza gli occhi e si ferma: la sua Maria che scambia un piatto con la vicina?! E ridono le due sposine... ridono anche se faticano a capirsi. In quell'Italiano un po' stentato perchè tradotto dai due dialetti.

Sorride Peppino e finisce la sigaretta mentre guarda le due donne che si salutano.

L'indomani Donna Concetta bussa all'uscio di Maria. Ha in mano il piatto di Maria, quello del servizio buono, con le rose, e un sorriso radioso in viso.

*Donna Maria, al mio Salvo i suoi crocchè sono piaciuti assai. Me la scrivesse la ricetta su un pizzino!*

Maria fa fatica a capire ma intuisce che i Crochè sono piaciuti e quindi, prende un libricino dal tirett (cassetto) del *bufè* e lo porge a Concetta aprendolo ad un segno.



Concetta la guarda perplessa ed esclama:

*Scusasse, Donna Maria, ma che ci trase il Francise con i Crocchè?!*
*Macchè Frances... l'è Milanes di un tal Giuseppe Fontana, adesso ce lo traduco. Si sieda qui, sulla cadrèga (sedia), che ce lo detto io in Itagliano!*

Maria toglie un foglio a righe da un quaderno nuovo e lo porge con una matita a Concetta che comincia a scrivere sotto dettatura.
*Con acqua e latte o brodo, ma buono neh, alla buona,
si fa cuocer tanto come mezzo chilo di ris,
in risotto per un bel quarto d'ora
tirato e bello asciutto asciutto. Poi lo si lavora
e lo si condisce con il burro, un paio di cucchiai,
ed un mezz'etto di grana ben grattato,
una tritata di funghi, se ci sono,
o anche di prosciutto o avanzi di carne bianca,
va bene tutto neh, ma di cappone è meglio.
ma tutto insieme a tocchettini.
Poi via dal fuoco, dentro un rosso d'uovo e con la marisa
(isomma, con la spatola)
vuotarlo in un piatto unto o nella tortiera
alto un dito, bello liscio e spianato.



Quando sarà freddo, con lo stampo più adatto,
tagliarlo giù a mezzaluna o a tondello,
o farlo giù con un coltello a bastoncino.
Passarlo nel rosso d'uovo e nel pan grattato,
e pressarlo ben in giro, ben impanato,
farlo andare secco nell'olio bel bollente.
Metterlo caldo su un tovagliolo con la frangetta
e (se piace) servirlo con la salsa di tomates pomodori ma lunghètta.*

Ecco fatto la ricetta era ben scritta chiara che si faceva da sola.



*E lei, Sciura Concetta, la mi darebbe quella delle sue arancine?*

Concetta piega il foglio e si affretta a rispondere *Certamente, Donna Maria, ci scrivo su un pizzino quella della mia amica, Roberta *Pupaccena* di Palemmo!*.

Per la rubrica l’Erba del Vicino di MTC,  da Milano l'è asè... (da Milano è tutto)
Maria Nora 


Con questa ricetta partecipo al Contest Fritto all'Italiana del blog Mariella Cooking di Mariella!!!




30 commenti:

  1. Bellissimo Nora!!!! Stavolta hai davvero superato te stessa! Che belli! È che buoni !! È che fantasia! L'erba ti vien sempre bene!!!! XD !!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hahahaha te l'avevo detto che l'*erba*, questa volta, era LEGALE!
      Questi sono gli arancini di mia nonna... la nonna Maria!
      Nora

      Elimina
  2. fame fame fameeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee :) tu e le tue erbette del vicino ..! prrr

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hahahaha ... la risposta alle Arancine... non dirmi che non le conoscevi?!
      .... un birretta e, passa anche la sete!
      Nora

      Elimina
  3. Troppo bello questo post! la storia è fortissima, e le crochè de ris sono un capolavoro! L'erba non poteva avere inizio migliore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo di essere la prima con .... l'erba.... :)
      Grazie Francy, ho solo provato a rifar parlare mia nonna.
      Buonanotte
      Nora

      Elimina
  4. Risposte
    1. ... Camilleri docet... ho *tirato fuori dal cappello* le mie prime parole in siciliano... c'inzertai?

      Elimina
  5. Mi mancano i dialetti italiani, davvero tanto... belle le crocchette!

    Ciao
    Alessandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ale!!! Io, avendo a che fare con clienti di tutt'Italia, ci ho fatto l'abitudine. Tanto che, per esempio con i veneti, a volte parlo io stessa il dialetto...
      Mia nonna parlava solo in Milanese in famiglia e, a volte, faceva delle *traduzioni* mooooolto empiriche.
      (ma di questo ne posso sempre riparlare... avrei materiale per 100 altri post!)
      Buona giornata (o nottata... ) dall'altra parte del globo!
      Nora

      Elimina
  6. Ma che bella storia! E che bella questa unità nella diversità che rende la nostra cucina così simile e così sfaccettata allo stesso tempo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il dialetto è diverso ma.. la tavola RIUNISCE.
      Spero di non aver fatto troppi strafalcioni in siciliano!!
      Buona giornata
      Nora
      PS... stay tuned... ho un'altra versione di fritto per partecipare alla tua raccolta...

      Elimina
  7. Grazie Nora! Mi hai dato davvero un bel posticino in un post bellissimo, pieno d'atmosfera. Qualche volta sarà andata di certo così. Anzi, chissà quante volte è davvero successo che a quei tempi, tempi duri, uomini e donne con lingue e tradizioni diverse si siano incontrati per la scia di un profumo e si siano conosciuti e "piaciuti" attraverso la cucina.
    ...Che poi... diciamo che i tempi e i mezzi sono cambiati, ma anche i nostri blog non sono una porta aperta da cui si entra confidenzialmente dalla cucina???

    Grazie ancora Nora, un bellissimo post... e al posto tuo con il milanese non sarei stata così brava!

    e ora sono io che voglio cimentarmi con la tua ricetta! bbbbuonaaaaa

    :*
    roberta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta che ti sia piaciuta mia nonna Maria. :-) Posso dire di avere deciso di aprire il blog grazie a lei... e lo feci il giorno del suo compleanno...
      Mi ritorna nei racconti che mi faceva, nell'amore per la cucina semplice ma anche per quel voler stare *insieme* in un luogo che lega mani e cuori... la cucina.
      Nora

      Elimina
  8. mi e' piaciuto moltissimo questo racconto--e anche le foto in sepia. I tuoi nonni erano molto belli. Non le conoscevo queste, quindi a differenza delle arancine il ripeino e' mescolato al riso, non racchiuso al centro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera Anna! Esatto, è mischiato al riso e poi legato con l'uovo, formata la crocchetta , impanata nell'uovo e pangrattato e fritta.
      Io ho messo il prosciutto ma puoi mettere anche avanzi di pollo lesso o di cappone (oppure anche pollo arrosto... è più saporito)... così diventa kosher...
      Nora

      Elimina
  9. Le crocchette col cappone! Questo sì che è milanese! Ma di quando è quella poesia?
    Se ci riesco faccio un post sul tortino al salto (ma ho lasciato il libro in Italia).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il cappone lo facevamo sempre arrosto per Natale. Nonna Maria lo cucinava in maniera egregia (come tutto, del resto)... e questa ricetta lo citava...
      Di che libro si tratta?... magari posso fartelo avere, o trovare il modo di copiarlo.
      Il libro è un vecchio libro di ricette Milanesi che io ho in una edizione abbastanza recente della Libreria Meravigli Editrice... La libreria Meravigli non esiste più da una decina di anni.... ma il libro invece è della collezione di mia cugina!
      Buona serata...
      Nora

      Elimina
  10. Nora, mi ero persa questo post, per fortuna l'ho recuperato su MTC! I tuoi post sono sempre una boccata d'aria fresca, di buono e genuino.
    E queste crocché sono simili a quelle dell'Artusi ;) (lui anche ne propone una versione ripiena di carne!)
    Grazie a te e alla Nonna Maria :)
    Vale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A Milano sono senza ripieno, ma hai ragione, assomigliano tantissimo a quelli di quel tal Pellegrino.
      La nonna li faceva spesso perchè il nonno era un gran goloso.
      A presto e... grazie dei complimenti.
      Saluti,
      Nora

      Elimina
  11. Bellissima ambientazione....sembra di vederle le due siure che ciciarano con garbo nei loro dialetti...bravissima Nora, i tuoi racconti sono sempre speciali ricordo ancora lo zaino perso...sei un mito!
    ah, pure i crocchè sono interessanti ma il racconto e le foto affascinano davvero...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Elena, le foto sono d'epoca e quello che scrivo spesso è la trascrizione di anto raccontatomi proprio da Nonna Maria.
      A presto.
      Nora

      Elimina
  12. Ciao Nora, la tua nonna, come tutte doveva essere una donna davvero in gamba .... M'immagino il dialogo tra le due signore un vero spasso..... e poi questo e' un inno al riciclo dell'avanzo e alla cucina semplice che a me piace tanto :-)
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La nonna era passata dalle ristrettezze della guerra, dall'aver perso tutto nel bombardamento di Milano nell'Agosto del 1943... il riciclo lo aveva nel sangue.
      Ma, tutto sommato, questo riciclo era voluto. Il risotto si faceva in dosi maggiori proprio per togliersi lo sfizio di uno di questi crochè belli caldi.
      A presto.
      Nora

      Elimina
  13. bel post veramente.io ho fatto appena in tempo di vedere qualcosa della milano delle case di ringhiera ma anche ora questa è una città che a conoscerla emoziona.
    irene

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero, anche se vedere la *linghera* ristrutturata, riqualificata, riproposta ad una Milano *fighetta* mi fa un po' tristezza.Sarò un'inguaribile romantica ma, per me Milano è quella raccontata dalla Merini, quella del Porta... Quello delle corti dove si litigava e si sanava, nei bagni in fondo alla ringhiera, che ho avuto la fortuna di non vedere se non in qualche vecchia casa dell'Isola prima che la ristrutturassero.
      Milano è anche l'emozione di piatti che si tramandano e si spostano da una cucina all'altra, che continuo a fare perchè li ho nel DNA.
      Emoziona sempre la mia Milano, anche quando stento a riconoscerla, sotto sotto, mi strizza l'occhio ... non saprei viverne lontana.
      Nora

      Elimina
  14. nora, grandissimo post!!!
    mi hai fatto venire una nostalgia, ma di quelle belle però :)
    un abbraccio

    ps: quel libro di ricette l'avevo anch'io, ma non lo trovo più...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cristina B. ... B come BENTORNATA!!!!! Sono contenta che ti piacciano i miei modesti tentativi di scrittura.
      Le crocchette sono state un mezzo per far parlare di nuovo Nonna Maria... e Peppino.
      A presto
      Nora
      PS Cercalo che di ricette carine ce ne sono diverse!

      Elimina
  15. io lo vedo solo ora questo tuo post, Nora.. davvero tanto di cappello. E' proprio vero che da nord a sud, ci sono cose che non cambiano poi di molto, nè?
    E devo dire che a scrivere sei proprio brava ;))
    un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Cinzia, è un racconto basato su ciò che raccontava a sua volta la nonna ed una ricetta che faceva spesso.
      Mi è bastato riprenderle dal cassetto della memoria e trascriverle... :-)
      a presto
      Nora

      Elimina

Tutti coloro che si palesano possono lasciare un commento... basta sia educato - Non pubblico per scelta commenti non firmati.