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giovedì 11 luglio 2013

IL PANE ALLE ERBE E IL SOGNO DI UN FORNO A LEGNA.


Impastare il pane, per me, è sempre stata un'operazione che mi gratifica. 
Per esigenze di tempo, il più delle volte, il primo impasto lo faccio con il Kenwood (il gancio è più semplice e veloce) per poi proseguire a mano con il secondo.
Quando sono nella casetta gialla, però, non ho a disposizione l'attrezzatura tecnologica di Milano, ed il portarla appresso non è cosa, visto che il Martirio *sgionfa* già per due borse in croce e rischierei, prima del divorzio, un lancio di oggetti contundenti.
Quindi, sull'asse di legno che mi ha preparato il suocero, mi sfogo ad impastare scaricando tutte le ansie e le rabbie accumulate nelle giornate cittadine.
Impasto e sogno. Sogno un forno a legna da costruire, nel sottoscala del fienile, che una volta era adibito a ripostiglio e che ora, inutilizzato, è tana di gatti randagi e di ragni operosi. Il fatto è che il Martirio, ogni volta che accenno a questo mio desiderio, mi guarda storto perchè, secondo lui, il forno a legna NON SERVE. Il pane fatto in casa lo posso cucinare anche nel forno a gas (secondo lui) e le pizze ingrassano.....
Mi sa che dovrò cercare di cavarmela da sola anche se come ingegnere-architetto-muratore .... non sono un granchè. Dalla mia avrei Arc che è un golosone ma che non posso sfruttare come manovale, visto che , quando ci sono lavori da fare in casa.... si defila e mi tocca placcarlo *a uomo*.
Quindi, per il momento, continuo ad impastare a mano ed a sognare pani interi preparati per tutta la famiglia e pizze e focacce e.....mille e mille altre cose buone....

L'ultimo impasto da me *lavorato* sull'asse della casetta gialla è stato quello alle erbe del mio giardino (astenersi bontemponi....pliiiis) e che ha prodotto due pani profumati e soffici.
Il primo, lievitato normalmente,  è andato in dono alla mia amica che ha appena traslocato nella casa nuova e, con il pane, il sale profumato sono stati l'augurio che nella nuova casa non manchino mai pane e sale.
Per piacere: è piacuto!!!! Tanto che Angela mi ha più volte richiesto la ricetta che troverete sotto...
Il secondo pane è stato fatto *crescere* lentamente, in frigorifero ed è stato poi impastato a quattro mani con la mia amica Pellegrina, che mi ha fatto visita proprio in quei giorni e che non aveva mai impastato il pane.
E' vita, il pane, è amicizia....e casa.
La ricetta è semplice .... proprio come il pane.

PANE ALLE ERBE
(per due pani grandi)




1000 g. farina Manitoba (o farina 0)
500/600 ml di acqua 
100 g. lievito madre secco (oppure 10 gr. lievito di birra fresco)
4 cucchiai di olio EVO + altri 2 cucchiai per ungere le ciotole
1 cucchiaio di sale fino
1 cucchiaino di malto o di miele di acacia
1 pugno di foglie di salvia freschissime 
3 cucchiai di foglie di rosmarino freschissime
1 foglia di alloro 

Tritare finissime le erbe fresche.
Fare scogliere il lievito con il cucchiaio di malto (o miele) ed un poco di acqua.
Lasciarlo agire per alcuni minuti (5 vanno bene) in una ciotola coperta.
Fare una fontana con la farina e, nel centro, aiutandosi con una forchetta mescolare le erbe tritate.
Versare il lievito e cominciare ad amalgamarlo aggiungendo l'acqua piano piano, continuando ad impastare con le mani.
In ultimo aggiungere il sale e l'olio.
Impastare con energia il pane spingendo con il palmo verso l'esterno, e continuando su tutti i lati.
Quando sarà elastico e liscio, dividerlo in 2 parti, formare 2 panetti e metterli a lievitare in due ciotole ungendoli molto bene, praticando una croce sulla cima dei panetti con un coltello molto affilato.
Coprire con la pellicola trasparente e lasciare lievitare. 
Se li si lascia a temperatura ambiente, ci vorrà dall'ora e mezza alle due ore (dipende dalla temperatura... in estate lieviterà prima) altrimenti lasciare la ciotola nella parte meno fredda del frigorifero per almeno 12 ore.

Finita la prima lievitazione, l'impasto risulterà raddoppiato e, se praticate una fossetta con il dito nella superficie della pasta, questa non sparirà subito...

(Per l'impasto *cresciuto* in frigorifero, lasciarlo a temperatura ambiente per mezz'ora circa, prima di lavorarlo per il secondo impasto)

Rimettere sull'asse infarinata il panetto, sgonfiarlo, lavorandolo con energia almeno per 15/20 minuti.

Dividere l'impasto di ogni panetto in 3 parti da allungare come cilindri e da intrecciare. 

Inserire la treccia in uno stampo per plumcake, coprire con la pellicola o uno strofinaccio umido, e lasciare riposare a temperatura ambiente per almeno un'ora o fino a che sarà raddoppiato di volume.

Scaldare il forno a 220°C lasciando la placca (quella dove si cuociono i biscotti, per intenderci) appoggiata al fondo del forno.
Infornare il pane dopo averlo unto con poco olio EVO e cosparso di sale grosso (poco)  abbassando la temperatura a 200° (statico).
Dopo circa 20 minuti, togliere lo stampo e continuare la cottura per altri 10 minuti circa versando, sulla placca che avete lasciato appoggiata al fondo, un bicchiere di acqua fredda e chiudendo subito lo sportello.

Il pane sarà cotto quando, una volta battuto con le nocche della mano, suonerà *vuoto*.

Lasciarlo raffreddare fuori dal forno su una gratella.






14 commenti:

  1. ah ah anche io darei non so che cosa per avere un forno a legna :-D

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    1. guarda... per me resterà forse solo un sogno... ma ogni tanto è bello sognare!

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  2. Vabbè che te lo dico a fare: io ti capisco, condivido e sogno insieme a te un magico forno a legna, dove la magia incomincia dal fuoco, dalla legna, dalle braci che cambiano profumo a seconda della loro essenza e provenienza! ...però anche con il forno normale fai meraviglie e finché le farai Lui non crederà mai che un forno a legna possa fare di più!
    un abbraccio
    alice

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    1. Lui ci crederà perchè, se mi impegno, riuscirò a costruirlo....
      e sarà una scoperta nuova!
      Nora

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  3. Per e con un forno a legna si farebbero follie *_*
    Il tuo pane è fantastic.
    Mi unisco ai tuoi fan così on ti perdo di vista.
    Se ti va fai un salto da me ^_^

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    1. Grazie Francesca! Ricambio il favore e mi sa che ci sentiremo presto!
      Nora

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  4. idem cara Nora: sogno un forno a legna pure io.... da' qualcosa in più!
    Che bello fare il pane con un'amica...complimenti a tutte e due! baci

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    1. Il bello della cucina è quando si condivide! E' un lusso che non sempre ci concediamo ma che ci gratifica molto di più di un regalo.
      A presto
      Nora

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  5. Angela ringrazia.... e;-)
    non vedo l ora di provare a ripetere l operazione pane...confidando venga almeno un pochino come il tuo.
    un abbraccio mitica Nora:-))

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    1. Verrà anche meglio... fidati!
      Nora

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  6. Il figlio di un'amica ha costruito un forno nel cortile di casa... con l'aiuto di un vicino buddhista. Ma è stata piuttosto un'operazione zen: ci hanno messo credo due anni e non so se l'abbiano mai usato. Però niente da dire è un'altra cosa: in Alvernia ho passato una notte in un piccolo albergo che una volta era un mulino cin forno annesso e tutta la cena, non solo il pane, e poi la colazione, era una meraviglia. Mi candido per venire a portare la calcina, senza contare che vi terrebbe pure calda la casa.
    Quanto a me per ora il mio sogno è una planetaria vintage, non solo per il pane, ma soprattutto per quele altre cose tipo montare le uova della tua torta al kefir! Che con il frullino della nonna ci si anchilosa il braccio anzichenò :-)
    Comunque la tua lezione è stata utile. Perché qualche giorno dopo ho fatto questa, a mano: http://ipasticcidelloziopiero.blogspot.it/2013/02/le-girelle-russe-dello-ziopiero.html
    ed è stato molto meglio rispetto a quando avevo provato questa:
    http://ipasticcidelloziopiero.blogspot.it/2013/01/treccia-russa-si-ma.html
    Però è vero che non hanno lo stesso valore simbolico del pane :-) anzi anche non simbolico visto che quello della foto me lo sono proprio mangiato di gusto!

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    1. L'amicizia nutre come il pane, ed il condividere gesti e riti in cucina,
      gratifica tantissimo.
      Il mio forno a legna sarà mooooooolto zen.... chissà, magari per quando sarò pensionata ....
      A presto!
      Nora

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  7. Io sono un passo indietro ancora: nella mia cucina non ho nemmeno il Kenwood. Fino a qualche mese fa usavo la macchina del pane come impastatrice, cuocendo poi il pane nel forno. Adesso che la macchina del pane è defunta, impasto a mano, ma devo dire che il tuo pane è mooolto più bello.....Mi studio la tua ricetta e sabato panifico per la settimana (intanto sogno Kenwood e forno a legna)!
    Claudette

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    1. Provaci, senza fretta. La cucina ha i suoi tempi ed il pane non ha premura....
      Nora

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