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mercoledì 19 novembre 2014

Margutte, i Paladini, il fegatello e #MTChallenge






Oramai lo sanno tutti: ogni mese partecipo ad una sfida. Un gioco che propone ogni volta una ricetta diversa, con regole precise da seguire, con la possibilità di apportare alcune variazioni alla ricetta base, senza stravolgerla.
Sono diverse edizioni che partecipo ma questa volta ero decisa ad abbandonare. Diverse le motivazioni: prima fra tutte una nuova sfida personale che sta letteralmente consumando le mie energie. Poi Francesca (la vincitrice meritatissima della scorsa edizione) ha tirato fuori dal cappello un'idea grandiosa. Cucina e Letteratura. Cultura e cibo a braccetto. 
Lì, ci sono ricaduta e nel cassetto della memoria si è risvegliato un ricordo. Luigi Pulci, uno scrittore del quattrocento ed un gigante: Morgante. 
Ho cercato un collegamento con la realtà e l'ho trovato.
Un mondo che cambia, un mondo sempre in lotta.
Si lotta per ogni cosa: per il lavoro; per il prestigio; per i propri diritti; per la religione; per la razza.
Lotte. Alcune cruente, altre vili, altre contro i mulini a vento.
Ogni lotta ha il suo paladino e ogni paladino ha la sua guerra da combattere.
Paladini: come Orlando, come le figure cavalleresche che popolano la nostra Letteratura nel nostro quattrocento. Come Morgante e come un altro personaggio di questi canti di L.Pulci: Margutte. 



Furbo, astuto e molto attratto dai piaceri terreni.
Di quest'opera ricordavo qualche verso che aveva in qualche modo un legame con la cucina. Da lì un suggerimento per i muffins salati.......



Luigi Pulci
1432-1484
Rispose allor Margutte: "A dirtel tosto,
io non credo più al nero ch'a l'azzurro,
ma nel cappone, o lesso o vuogli arrosto;
e credo alcuna volta anco nel burro,
nella cervogia, e quando io n'ho, nel mosto,
e molto più nell'aspro che il mangurro;
ma sopra tutto nel buon vino ho fede,
e credo che sia salvo chi gli crede;

e credo nella torta e nel tortello:
l'uno è la madre e l'altro è il suo figliolo;
e il vero pater nostro è il fegatello,
e posson esser tre, due ed un solo
e diriva dal fegato almen quello.

Fegatello? Come quello di coniglio che ho comprato ieri.
Nel buon vino ho fede? .... e nel ratafià? Perchè di quello ne ho fatto 6 litri e ho pure salvato l'uva fragola che ho utilizzato e che ho riposto in un paio di vasi sotto spirito.....
Quindi?
Quindi eccola la mia secondo proposta per la 43sima sfida di MTChallenge.



MUFFINS SALATI AL FEGATO DI CONIGLIO AL RATAFIA' ED UVA FRAGOLA



Ingredienti per 6 muffins medi:
150 g di farina 00
75 g uva fragola sotto spirito (residuo dopo travasi del ratafià)
50 g di fegato di coniglio
1 bicchierino di Ratafià all'uva fragola (ricetta QUI)
75 ml di kefir
35 g di burro + una noce per saltare il fegato
4 g di lievito per torte salate
1 uovo
1/2 di cucchiaino di sale
un pizzico di bicarbonato
sale e pepe
qualche fiocco di burro per ammorbidirli dopo la cottura


Procedimento:


  • Scaldare il forno portandolo ad una temperatura di 190°C.
  • Tagliare il fegato di coniglio in piccoli dadini e saltarlo velocemente in una padella con la noce di burro (5 minuti saranno sufficienti). Sfumare con il ratafià spegnere, Condire con sale e pepe e far raffreddare.
  • Setacciare la farina con il lievito, il sale ed il pizzico di bicarbonato.
  • Aggiungere i cubetti di fegato.
  • In un'altra ciotola sbattere le uova con il kefir, aggiungere il burro fuso e, in ultimo, l'uva fragola.
  • Aggiungere gli ingredienti liquidi a quelli secchi mescolando brevemente (non più di una decina di giri con un cucchiaio di legno) fino a che risulterà un composto grumoso.
  • Foderare con i pirottini di carta gli stampi per muffins e riempirli con il composto fino all'orlo.
  • Abbassare la temperatura a 180°C e infornare per 20 minuti.
  • Togliere dal forno, adagiarvi un fiocchetto di burro in cima alla cupolina per ammorbidirli un poco e servire tiepidi o a temperatura ambiente come antipasto.


NOTE MIE:

  • Il fegato di coniglio sfumato con la nota alcoolica del ratafià, è una prelibatezza.
  • Quando ho filtrato il Ratafià ho tenuto gli acini di uva fragola più belli con la perversa intuizione che, un giorno o l'altro, mi sarebbero serviti...e ci ho azzeccato. Con il fegato di coniglio sono un'accoppiata vincente.

9 commenti:

  1. Questo è un colpo basso, amica mia. Prima al cervello e poi allo stomaco. Ma quel frontespizio è Bellissimo!!! Tu lo sapevi, vero, che mi avrebbe irretito subito.
    Per non parlare del fegatello.
    E abbiamo sempre fede nello spirito ché qui siam stesi da carenza di prevenzione latteo-distillata, ahimé. Un abbraccio amica cara.

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  2. Urka Nora...mi lasci senza parole!

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  3. Mamma mia che ghiottoneria!!!! Stra colpita anche di questa tua seconda ricetta in tutto!
    Sarò sicuramente una tua fan immancabile.
    Ancora complimenti!

    Cristina...per Incanto

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  4. 4 parole....sento odor di vittoria

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  5. Chapeau ai tuoi muffin, una prelibatezza unica!
    :*

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  6. Wow Nora, che ricetta!! un muffin che non avrebbe sfigurato alla tavola di Lorenzo il Magnifico! Abbinamenti dal gusto rinascimentale, con i contrasti meravigliosi che regalano il fegato e il ratafià.
    Direi un muffin storico, ben pensato e perfettamente in linea con il testo che hai scelto!
    L'opera di Pulci è arricchita dal tuo contributo, grazie !!!!!!!
    un bacione
    Francy

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  7. hai scavato davvero indietro nel tempo! molto simpatico questo personaggio godereccio, e ottimi i tuoi muffins!!! perfetti :-D

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  8. Mi hai fatto riemergere ricordi del Liceo!!!!
    Che meravigliosa esecuzione, fegato ed uva fragola *_* assolutamente geniale!
    In bocca al lupo per la sfida :)
    Lou

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  9. Anche a me sono tornati alla mente i tempi del Liceo!
    I tuoi muffin sono una meraviglia,li farò perchè te li invidio!

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