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martedì 13 ottobre 2015

Crostata profumata con crema di ricotta alla fava tonka con composta di ciliege e lime, per un viaggio surreale.



Entra trafelata quando già le porte del vagone si stanno chiudendo.
Le mani strette all'involto tenuto in bilico, la borsa di sghimbescio ed un ciuffo dispettoso negli occhi.
La metropolitana riparte a scossoni ed è giocoforza agganciarsi con una mano ad un sostegno.
Una fitta alla spalla la fa sussultare e comincia a sentire caldo, ma non si può permettere di mollare la presa, ne' dell'involto ne' del sostegno, pena un ruzzolone.
Dal riflesso del finestrino intravede un posto libero e, con mosse da equilibrista che danza su un filo sospeso, riesce a guadagnare spazio.
Nonostante gli sforzi e la posizione seduta, non è ancora comoda. 
Il viaggiatore alla sua destra, una specie di Marcantonio, occupa anche parte del suo sedile costringendola ad appoggiare parte del gluteo sulla coscia del vicino. 
Saran cavoli suoi! Si farà in là.
Niente. 

Non si sposta di un centimetro e rimane avvinto alle immagini rimandate dallo schermo dello Smartphone che ha in mano. 
Nemmeno gli riesce di vedere che faccia abbia, coperto com'è dal cappuccio della felpa; solo qualche ciocca di capelli rossicci ed un accenno di barba che spunta dal fondo del cappuccio.
Dalle cuffie del I-Phone De Andre le parla della Guerra di Piero. De Andre avrebbe dovuto cantare anche della guerra dell'ora di punta, ma forse non ne sarebbe uscita una ballata.
Stringe la borsa tra i piedi mentre con una mano riesce a sbottonare la giacca perché il caldo nel vagone e la menopausa fan comparire delle goccioline di sudore sulla fronte.
Non molla l'involto e rischia nuove manifestazioni dolorose alle spalle, da tanto è contratta.
Duomo: fermata Duomo.
Ecco sciamare un po' di gente ed il senso di soffocamento da *carro bestiame* si dilata.
Qualcuno la osserva e lei SA che sono gli occhi del suo ingombrante vicino che si sono spostati dal telefonino alla sua persona. 
Rigira con noncuranza l'anello di sua madre che porta al dito, potrebbe aver preso di mira il piccolo brillante, pegno d'amore di suo padre.
Lo sguardo è pungente, lo sente su di se. O meglio, sull'involto che regge spasmodicamente sulle ginocchia.
Per un po' finge indifferenza ma la percezione dello sguardo diventa sempre più indisponente. Si volta e sfoderando il suo sguardo più severo, fissa il suo vicino.
Non aveva sbagliato: riccioli biondo-rossicci, barba rossiccia, un aspetto un po' da orco, ma le sorride.
*Mandi un profumo buonissimo!* 
Da severo il suo sguardo è diventato attonito. 
Non le passa nemmeno per la testa che l'Orco voglia azzardare delle avances, ma un approccio di questo genere non se lo aspettava proprio.
Il tempo di mormorare un *Cosa?* a mezza voce e questo continua:
*Sai di buono, di casa, di dolce. Della merenda che si porta a scuola. Buona giornata!*
Nemmeno il tempo di ribattere e l'Orco si alza. E' gigantesco. Per scendere deve piegare la testa perché altrimenti picchierebbe con la fronte nel contorno della porta. 
La vettura riparte con un senso di spazio dilatato (il posto libero le da modo di potersi finalmente sedere in maniera comoda) e, mentre la metropolitana sfreccia verso la prossima fermata, finalmente un sorriso le sfugge mentre l'Orco la saluta dalla banchina.


Ed ecco la protagonista di queste righe: una torta cucinata seguendo il suggerimento di Francy che di torte orgasmiche se ne intende.
Un guscio di frolla, quella friabile e croccante di mamma Virginia, una ricotta di pecora freschissima, la confettura di ciliegie e lime e la fava Tonka a profumare il ripieno.

Esperimento. Le cavie? I miei colleghi che in meno di mezzora han letteralmente pulito la teglia.
Sarà piaciuta?

CROSTATA DI RICOTTA E CILIEGIE AL LIME CON IL PROFUMO DI FAVA TONKA.










Preparate la frolla formando una fontana con la farina, aggiungete zucchero, il cucchiaio di zucchero aromatizzato, un pizzico di sale. Aggiungete il burro tagliato a tocchetti e lavorate velocemente con la punta delle dita cominciando a formare delle briciole di impasto.
Aggiungete i tuorli, il cucchiaino di essenza di vaniglia ed il cucchiaio di 
           acqua fredda e tornate ad impastare velocemente fino a che il composto 
           *starà assieme*. Non insistete nella lavorazione perché la frolla 
           potrebbe rovinarsi.

Stendete tra due fogli di carta forno la frolla. Foderate una teglia da crostata da 26 cm rifilando i bordi ben bene. Mettete in frigorifero a raffreddare per almeno 30/40 minuti.

Nel frattempo setacciate la ricotta, grattugiate circa metà di una bacca di fava tonka, aggiungete i tuorli e mescolate bene il tutto fino a che non sarà tutto amalgamato ed uniforme.

Accendete il forno e portate la temperatura a 175°C. 





Versate metà della crema di ricotta nel guscio di frolla, distribuitevi la composta di ciliegie (io ho usato ciliegie intere denocciolate) e ricoprite con la restante crema di ricotta.
Infornate posizionando la teglia una tacca sotto la metà del forno.
Coprite con un foglio di carta argentata e fate cuocere per 30 minuti 
           circa.

Scoprite la crostata e spostatela ancora verso il basso del forno (solo di una tacca) e cuocete ancora per 10/15 minuti. Quando comincerà a colorire la superficie, spegnete il forno, aprite leggermente lo sportello e lasciatela ancora per 5 minuti.







Lasciate raffreddare bene la torta prima di tentare di sformarla.
Cospargetela di zucchero a velo quando fredda.




7 commenti:

  1. Fortunato l'Orco che ha viaggiato di fianco a te e alla tua profumatissima torta! Perché , diciamola tutta, in metro non capita di solito di sentire profumo di vaniglia. ....

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    1. Stessa conclusione fatta da Arc.... E' che temevo mi scippasse l'involto. Lo avrei difeso con i denti!
      Nora

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  2. Bellissima! chissà quant'è buona...

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    1. Decisamente al di sopra delle mie aspettative. Peccato non aver più confettura....

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  3. Che bellissima torta è di quelle che mi piacciono. E bellissima la storia del gigante innamorato.

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    1. Peccato non aver la composta perché più ci penso e più mi piace

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    2. Grazie Amica mia. Per la composta la potresti sostituire con delle amarene sciroppate (adagiate qua e la scolandole dallo sciroppo, con una grattugiata di scorza di lime. Prova!
      Nora

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