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martedì 10 novembre 2015

RAVIOLI DI BORRAGINE E ROBIOLA CON SUGO D'ANATRA COTTO SUL CAMINO PER #MTC52



Dalle mani di Nonna Maria si formavano delle paste ripiene sempre diverse. Tortellini, ravioli, ravioloni, casoncelli. 
Tutti perfetti e non come i miei.
Certo Nonna aveva più tempo da dedicare alla cucina, io sono sempre a ritagliarmi i tempi tra impegni lavorativi e non.
Amo la pasta fresca, amo i ripieni gustosi, quelli poveri e quelli che nascondono un *segreto*.
Poi arriva la ricetta della sfida #52 di MTChallenge, lanciata dai vincitori Monica e Luca del blog Fotocibiamo, un sabato finalmente nell'esplosione di colori che è la mia Casetta Gialla, ed i regali della Natura generosa.
Si, il mio ripieno è quasi a metri zero. 
La borragine fa ancora capolino a ridosso dell'entrata secondaria della mia casa ed è un regalo bellissimo e, legata con della robiola leggermente acidula acquistata in zona da un artigiano, andrà benissimo come ripieno.
Mancherebbe il sugo ma, con la scusa di provare un nuovo intingolo per il pranzo di Natale e la voglia di provare a cucinare in un modo *antico*, acquisto in cascina una bella coscia di anatra e del salame cotto d'oca.
Il Martirio storce il naso ma non me ne curo. 
Ho deciso di incantarlo con una di quelle cotture lente lente lente che profumano di casa, di buono, di famiglia.
Quindi recupero il pentolino di ghisa che ho acquistato recentemente e comincio con il sugo. Ci vorrà quasi tutta la sera ed intanto accendo il mio camino.
Fuoco scoppiettante e profumo di legna e di caldo che riempie la cucina.
Si: ho intenzione di cucinare nel camino e Arc mi guarda perplesso.
Fuori l'asse per impastare, la farina buona, le uova e via a preparare la prima ricetta con la quale partecipo alla sfida di Novembre di #MTC52.




Che ci crediate o no, il profumo del sugo incanta il Martirio che, dopo averlo assaggiato, da la sua benedizione a che diventi il sugo del mio prossimo pranzo di Natale.

RAVIOLI DI BORRAGINE E ROBIOLA CON SUGO D'ANATRA COTTO SUL CAMINO.






Sulla spianatoia formate una fontana con la farina, al centro mettete le uova e, aiutandovi con una forchetta, cominciate a far assorbire le uova alla farina.
Impastate poi con forza fino a formare una palla di impasto elastica. Mettetela a riposare sotto una ciotola per almeno 30 minuti.

Preparate il ripieno scottando le foglie di borragine per 3 minuti in acqua bollente e salata.


Scolatela, fatela saltare in una padella con lo scalogno tritato finemente, e due cucchiai di olio Evo.



Tritatela finemente, mettetela in una ciotola ed unitevi la robiola ed il Parmigiano Reggiano grattugiato.





Stendete la pasta con un mattarello o con la macchina per sfogliare, ricavatene delle strisce regolari e, aiutandovi con un cucchiaino, formate i ravioli che taglierete con la rotella dentellata.







Infarinateli e fateli riposare su un piatto.








Tritate finemente la cipolla rossa, recuperate dalla pelle dell'anatra del grasso e fatela stufare su fiamma bassissima in una pentola di ghisa.
Appena la cipolla sarà appassita, aggiungete il salame cotto d'oca tritato a coltello e fate cuocere per 5 minuti. Aggiungete la coscia e la sovra-coscia e fatela rosolare lentamente.
Sfumate con la Barbera ed aggiungete i pomodori pelati (interi), il cucchiaio di concentrato e le foglie di salvia.
Chiudete il coperchio e aspettate che il sugo cominci a sobbollire.



Accendete il forno a 120°C e trasferite la pentola di ghisa in forno per 1 ora circa.


Se non avete un camino come il mio, dopo aver controllato la cottura, tritate la polpa di anatra, aggiungetela all'intingolo e continuate la cottura in forno per altri 30 minuti.


Io (invece) ho continuato la cottura nel camino, appoggiando la pentolina di ghisa alla brace incandescente, per altri 45 minuti ed il profumo era spettacolare.


Aggiustate di sale e pepe (poco, il salame d'oca è molto saporito!) e versate sui ravioli che avrete fatto bollire brevemente in acqua salata.




38 commenti:

  1. Che meraviglia. Si torna indietro nel tempo. È bello e confortante leggere e rendersi conto che altre persone hanno un vissuto di paste sfoglia tirate a mano dalle nonne, profumi di sughi cotti lentamente e altro ancora. Parole e ricordi che dan bene all'anima. Complimenti bela tusa!!

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    1. Grazie dei complimenti Anto! Certo che anche i tuoi.... e qui mi fermo!
      Un abbraccio
      Nora

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  2. Cara Nora sembra di leggere l'incipit di un bel libro. Si sente quasi l'odore aspro della legna e quello intenso del tuo sugo. La borragine poi mi ricorda mia nonna... una ricetta d'altri tempi, semplice e sapirita; come piace a me. E prima o poi sentirai bussare alla porta della casetta gialla....credo avvengano cose magnifiche li

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    1. Direi che non vedo l'ora che tu venga a bussare a quella porta. Mi sa che l'unico rischio sarebbe quello di chiuderci in casa e scatenarci sulla tavola (e non solo per ballare!)
      A presto
      Nora

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  3. Nei tuoi week end nella casetta gialla crei sempre delle meraviglie: tra la torta di ieri e questi ravioli hai imbandito un pranzo da re.
    Per questa sfida dell'MTC ho un paio di idee: devo trovare il tempo di metterle in atto perchè qui i fine settimana sono sempre un concentrato di impegni che mal si conciliano con cotture lente e pasta ripiena....
    Claudette

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    1. Mi sa che se comunicherai le tue idee al Sig. Darcy ed alla Pulce, troverai chi ti aiuta a sbrigare le mille attività di una mamma, pur di poter assaggiare qualcosa di strepitoso!
      Un abbraccio.
      Nora

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  4. "quel" tegame! E "quel" camino!! E ora non posso che dire pure... "quel" sugo!!! Bellissimo spunto, brava!

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    1. Grazie Annalena. Certo che il tuo raviolo ad osso-buco resterà nella storia!
      Baci
      Nora

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  5. Del ripieno mi piace tutto,ma proprio tutto! E la cottura sul camino è quanto mai filologicamente corretta, perché le lunghe cotture le nostre nonne le facevano non perché avessero idea delle trasformazioni che, in questo modo, intervenivano sulla carne, ma perché usavano i fornelli con le braci. Pensa che, da noi, il ragù viene detto "del guardaporta", perché i portinai lo cuocevano sul braciere che tenevano in guardiola per scaldarsi.

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    1. Questo è stato il primo di una lunga serie di esperimenti che ho in testa per le cotture "antiche". Quelle che usavano i nostri nonni e che davano alle pietanze il sapore di casa che spesso manca.
      Del resto il tuo ragù senza carne, me lo sono segnato subito e credo che lo ripeterò quanto prima...
      Baci
      Nora

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  6. Beh che dire??? I ravioli con la robiola e la borragine mi piacciono, ma quel sugo e il metodo di cottura..... sono CASA....sono domeniche belle a scaldarcsi in cucina, mentre il sugo cuoce lento....mancava solo una cosa perchè la cena fosse totalmente perfetta: IO ahahahahhahaha baci e brava brava

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    1. Veroooooo! Poterti avere lì con noi, davanti al camino e poi a tavola, sarebbe stato il massimo! Io, comunque, non dispero e mi auguro di poterti ospitare prima o poi...
      Un abbraccio
      Nora

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  7. Che buoni che devono essere, questi ravioli!!!
    Non ho mai mangiato la borragine, quindi mi incuriosisce un sacco... ma il profumo del ragù d'anatra lo percepisco perfettamente e mi fa venire una voglia!!!!
    Brava :)

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    1. Il sapore della borragine assomiglia (lontanamente) a quello dell'ortica. E' un gusto che chiede un sugo un po' importante, magari con la selvaggina.
      Saluti,
      Nora

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  8. Della tua proposta mi piace TUTTO. TUTTISSIMO.
    Un abbraccio, Lidia

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    1. Grazie Lidia! Pensa che è piaciuta anche ai due criticoni di casa mia!
      Nora

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  9. La borragine non la conosco come sapore quindi non posso esprimermi sul ripieno, ma quel sugo d'anatra cotto sul camino parla da solo
    Bravissima ;)

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    1. Il bello della Casetta Gialla, è quello di avere a disposizione un grande camino che mi permette di fare questi esperimenti.
      Buona giornata.
      Nora

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  10. Ah, i ravioli di borragine <3
    Un piatto che sembra venire da un altro tempo, con quel gusto di domenica in famiglia che ogni tanto ci scordiamo.

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    1. Hai ragione Giulietta! Meno male che, ogni tanto, riesco a trovare il tempo di far conoscere queste tradizioni semplici ma gratificanti, anche a mio figlio.
      A presto
      Nora

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    2. Hai ragione Giulietta! Meno male che, ogni tanto, riesco a trovare il tempo di far conoscere queste tradizioni semplici ma gratificanti, anche a mio figlio.
      A presto
      Nora

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  11. Boragine e sugo d'anatra, splendida accoppiata!!!
    Complimenti per aver cotto il ragù nel camino!!!

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    1. Questa è una delle cose più belle che ho nella mia Casetta Gialla. Un camino dove ricercare il profumi ed i sapori di casa.
      Nora

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  12. Ci sei tutta tu in questo post. Invidio i tuoi XY per questi regali sovrani.
    Un abbraccio.

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    1. Questi sono i primi esperimenti (riusciti, per fortuna!). Spero che, per quando sarò un po' più "rodata" mi verrai di nuovo a trovare. Arc ed il Martirio non aspettano altro.
      Baci
      Nora

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  13. Noraaaaa! Figata la cottura di quest'altra al camino! Mi riporta alla mia infanzia...
    E le borragine che ho scoperto da poco. ... no beh... questa ricetta mi piace un mondo!
    Bravaaaaa!

    (Sono la Mai che scrivo dal ipad del cozzare! )

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    1. Maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! Mi sa che dovrete venire a trovarmi, tu ed il cozzaro! Sono certa che ne combineremmo delle belle!!
      A presto
      Nora

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  14. E ci credo che il Martirio si è lasciato incantare!! Mi sono incantata anch'io a leggere di quel sugo e non ho nemmeno sentito l'odore! Bel connubio con i ravioli di borragine! Davvero brava.
    A presto Manuela.

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    1. Grazie Manuela!
      Il profumo (e pure il sapore!) erano qualcosa di irripetibile sui fornelli.
      Stavolta sono soddisfatta del mio esperimento.
      Nora

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  15. Noraaaa, prima o poi verrò a trovarti nella tua casetta gialla e davanti al camino, mentre cuoce lento un buon sugo a metro 0, noi parleremo, cuciremo, leggeremo... ah come mi affascina il calore sprigionato dal lento bruciare della legna secca... questi ravioli sono deliziosi e sai che li apprezzo davvero

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    1. Allora: organizziamo dei tour per il Piemonte e cominciamo a mettere in agenda le date.
      Perché qui si chiacchiera ma ... non bussa mai nessuno!
      Nora

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  16. Ciao Nora!
    Meraviglia la cottura nel camino...è la cosa che mi manca di più della casa dei miei genitori (stufa a legna e camino!!). Anch'io ho ereditato la passione per la pasta fresca dalle mie nonne, pensa che la mia nonna paterna impastava tutti i giorni, ero ipnotizzata dalle sue mani... Bella la tua proposta un raviolo delicato accompagnato da un sugo di carattere di cui mi sembra di sentire il profumo...

    Un abbraccio
    monica

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    1. La cottura sul camino è stata una bellissima scoperta anche per noi. Il sapore delle pietanze non ha paragoni con quanto cuciniamo nelle nostre cucine di città.
      Grazie
      Nora

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  17. Sono molto invidiosa. Ma tanto. Per la tua casetta gialla con il camino, perché riesci a trovare la borragine anche adesso mentre io devo cogliere l'attimo in primavera, per quella coscia d'anatra gigantesca (da noi nane rinseccolite che di polpa ne hanno ben poca)....l'intera ricetta è un bellissimo viaggio costruito con saggezza. Il ripieno è davvero perfetto per questo ragù così importante. Un bilanciamento tra delicatezza e carattere....e ci credo che il Martirio non abbia aperto bocca (cioè, l'ha fatto nella maniera giusta :D ).
    Grandissimo piatto cara Nora. Un abbraccio.

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    1. Le anatre le alleva un contadino che ha la cascina in pianura e dove vado a comprare spesso il riso o il pollame.
      Per Natale mi sa che faremo il bis...
      Nora

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  18. Cottura più lenta di così in effetti è impossibile :) Ti invidio non solo il camino e lo spazio esterno, ma anche la bravura. Questi ravioli sono spettacolari. Arc secondo me non era perplesso, si stava chiedendo come usare la presina per togliere il coperchio alla pentola :)

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  19. una ricetta che sa di magia, a fuoco lento, lento nella casetta gialla! Brava Nora il ripieno che tu definisci semplice si sposa benissimo con il sugo ricercato!

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  20. Che meraviglia, la casetta gialla, il camino, e questi ravioli. Mi immagino un posto sereno pieno di amore e di buon cibo da cui uscire con le guance un po' rosse per il caldo della legna e la pancia un po' tirata per il bis che non saprei rifiutare, e un grande sorriso. Complimenti!

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