Questo sito utilizza i cookie per gestire e migliorare la tua esperienza di navigazione del sito. Proseguendo con la navigazione accetti l’utilizzo dei cookies. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie e su come rimuoverli, consultate la nostra politica sui cookies.

mercoledì 13 gennaio 2016

El minestrun del Savini per #MTC53, per Nonna Maria e perché nella mia cucina c'è sempre un pezzo della mia Milano.


Questo mese ero decisa a non partecipare alla sfida dell'MTChallenge. 
Dopo gli stravizi di queste ultime festività non ce l'avrei fatta fisicamente a cucinare e a mangiare (sì, perché in casa TataNora si mangia tutto quel che finisce sul blog!) ancora piatti ricercati, meravigliosi e ... calorici! 
Avevo preso una decisione: dal 7 gennaio sarebbe stata dieta, tutta verdure e calorie pochine.
Ci ha pensato Vittoria del Blog La Cucina Piccolina, vincitrice indiscussa dell'ultima Sfida, a farmi cambiare idea: Minestre e zuppe!!
Vitto ti adoroooooo!
Questo è stato l'urlo quando è comparsa la ricetta. 
Unico problema: solo tre proposte da inviare e... il Martirio che non ama particolarmente le minestre.
Per il Martirio, visto che deve essere di esempio ad Arc, applicherò la regola del *Mangia e tas e viv in pas* (trad. Mangia e taci e vivi in pace) e per le ricette da scegliere: me ne farò una ragione, ne sceglierò tre tra le millemila che mi invento per cambiar faccia alla solita minestra (fatto salvo morsicarmi le mani quando scoprirò che ne avrei avuto una o più migliori di quelle pubblicate!).

Partiamo dal fatto che da bambina NON mangiavo minestra, odiavo le verdure e l'unica minestra che mangiavo era il Minestrone di Nonna Maria (sempre lei, sì, mia guida ed angelo custode in cucina - Lei che oggi avrebbe compiuto 114 anni..).
In casa di Nonna Maria, però, non si chiamava così. Era il *Il minestrun del Savini* (così almeno me lo aveva venduto Nonno Peppino, noto buongustaio che non si lasciava scappare nessun buon Ristorante ovunque andasse).

Semplice minestra di verdura dove venivano (in rari casi) aggiunte anche le cotiche ma questa era una *porcata* per goder le cotiche avanzate dalla cassoela...

Una volta cresciuta, ho ereditato da una zia, un libro chiamato La Cusina de Milan, tutto in dialetto Milanese, di un *certo* Giuseppe Fontana.
Bene: questo esimio signore altri non fu, a cavallo tra Otto e Novecento, che uno dei più famosi cuochi dell'ancor più famoso Ristorante Savini in Galleria a Milano.  Tra le ricette della mia milanesissima tradizione, c'è anche quella del minestrone. QUELLO DI NONNA MARIA!

Come non cominciare con questa proposta, che incontra (tra l'altro) i gusti di tutta la famiglia, anche quelli del Martirio brontolone (a patto che glielo si serva *spesso* da far star in piedi il cucchiaio).

Il testo originale è quello che vi riporto ma, non abbiate paura, tradotta la ricetta è di una facilità estrema. Unico ingrediente INDISPENSABILE: il tempo. Deve cuocere tantissimo...

"...Se la cred ghe l'insegni bell e mi,
sciora Catina, che la faga insciì:

Se la gh'ha del broeud, mei, se nò la metta
a foeugh el sò caldar cont acqua pura
e dent codegh de lard, se no panscetta
tajada giò a fettinn e peu, in misura,
le condiss a dover con 'na pestada,
de lard con dent ona fesa de ai schisciada.

Poeu giò fasoeu borlòtt in abbondanza,
dent caròtol e zeller tajaa fin
e pòmm de terra a tocc segond l'usanza

el sal e dent de savia on ramettin,
e anca on bell tomatis. Quatta su
e fall buj e che 'l buja a desmett pù.

Quand in còtt i verdur, ma còtt ben, ben,
dent i verz e fagh dà vòtt ò des buj,
peu giò el ris e che 'l buja svelt, in pien.
Infin, dent i erborinn tajaa, a fregui.

Cott el ris, dent del bon formacc grataa
e el minestron l'è pront......"

Quindi, se non lo avete ancora intuito, partecipo alla sfida di #MTC53 





con 

EL MINESTRON DEL SAVINI 
(tratto da La Cusina de Milan di  Giuseppe Fontana.



























Mettete in una pentola capiente (meglio se di coccio) 2 litri di buon brodo di carne e portate a bollore.





Aggiungete il lardo tritato finemente assieme allo spicchio di aglio, i fagioli che avrete fatto rinvenire in acqua almeno per 12 ore, le patate tagliate a tocchetti, la carota tagliata a rondelle, le coste di sedano tagliate a pezzetti e i due pomodori maturi schiacciati (o tritati finemente).

Coprite la pentola e mettetela a cuocere a fuoco bassissimo per almeno 3 ore. Aggiungete poi le foglie di cavolo tagliate a listarelle. 



Fate cuocere coperto ancora un ora.






A questo punto unite il riso ed alzate il bollore e fate cuocere ancora per 15/20 minuti.





Spegnete il fuoco e aggiungete il prezzemolo tritato finemente ed un'abbondante grattugiata di Parmigiano Reggiano.




Note mie:
- Il Martirio lo preferisce *spesso* tanto da far star in piedi il cucchiaio. Io invece lo preferisco brodoso.
- E' ottimo mangiato anche a temperatura ambiente in Estate.
- Una domenica uggiosa è stata la scusa per rinchiudermi in casa e *far andare* il minestrone, peccato che intanto la luce calava e le foto sono venute orrende... e del minestrone non ne rimase traccia...
- Quanto alle calorie, se volete potete evitare di mettere il lardo ma, sono dell'idea che sia indispensabile a dar gusto al minestrone.




18 commenti:

  1. Il legame con le nostre nonne....un po' di ciò che siamo oggi forse lo si deve a loro. E ci accompagnano sempre ora come allora. La mi oggi ne avrebbe 108! Mi piace questo minestron del Savini! Da provare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sapessi com'è buono con le cotiche! Peccato che ne' Arc ne' il Martirio amino le cotiche di maiale.
      Nonno Peppino sì che le apprezzava! Il fatto è che non ci sono più gli uomini di una volta.
      Nora

      Elimina
  2. Nooooo......Nora adesso non potrai credere a quello che ti dirò, dopo secoli che ci conosciamo ho verificato in questo istante di non essere manco fra i tuoi followers.
    Ma allora è proprio vero che sono mostruosamente scarsa, una scarsona, anzi....una pirlona!
    Ma perchè mi toccano all'infinito queste brutte figure e nessuno me lo dice mai per paura di mortificarmi????
    Tanto poi succede, vedi!!!!!!
    Uff, niente potrà confortarmi.
    Forse uno stock della tua minestra, ma in tua compagnia.
    Anzi, in vostra compagnia.
    Oggi Albert ed io abbiamo pensato a voi.
    In una innominabile sit-com abbiamo individuato un bimbo troppo simile ad Arc......ma uguale eh!!!
    Innominabile solo perchè non voglio che nessuno sappia che guardo robe da cerebro lesa:((((((

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa: ed io che non ho nemmeno recepito che la tua zuppa era già pubblicata?! Mi sa che la gara di più torda la vinco io...
      Arc continua a ricordare i giorni di Spotorno e, soprattutto, quanto ha mangiato bene da te. Mi sa che dovremo deciderci a ritornare.
      Un bacione ed un abbraccio a te ed Albert nella vostra casina delle fate.
      Nora

      Elimina
  3. La mia nonna materna ne compirebbe 105 oggi 14 gennaio. ..anche lei era una specialista del minestrone ma la ricetta l'avrebbe scritta in dialetto veneto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E sarebbe stata meravigliosa come tutte le ricette delle nonne.
      Quelle dove si sente l'amore per la cucina semplice, per la famiglia, per la casa.
      Nora

      Elimina
  4. Eccola là! Ti aspettavo al varco! Perché ero certa che avresti tirato fuori una ricetta della nonna, con tutto il suo valore aggiunto di ricordi e tradizioni, insomma una ricetta perfetta per lo spirito di questo MTC!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per anni è stata l'unica minestra che mangiavo, e solo a casa sua!
      Quindi mi è entrata nel sangue, mi è rimasta così tanto nel cuore che, quando sono triste, me la rifaccio (anche solo per me) per potermi "tirare su".
      A presto amica mia.
      Nora

      Elimina
  5. No, ma che tenerezza Nora!!...non sai quanti ricordi hai risvegliato...Il minestrone col riso è davvero da troppo tempo che non lo mangio, tanto vale riprendere l'abitudine partendo dal tuo....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Roby, non è "mio": è del Savini!
      Pensa che con questa affermazione Nonna Maria riusciva a farmi mangiare la minestra. Si vede che sono sempre stata una food-lover!
      Baci
      Nora

      Elimina
  6. Risposte
    1. Annalena! Lascia stare che le tue, che ho visto da cellulare e non sono ancora riuscita a commentare (ma appena finisce questa settimana campale passo da tutti neh!), sono spettacolari e raccontano tante belle storie.
      Resti sempre una vincente
      Nora

      Elimina
  7. Un capolavoro da giorni gelidi e nebbie umidissime. e ci credo: è tutto lardo, anche se tu hai tolto le cotiche, mi sembra, dalla poesia!!!
    Zeller è sedano? e erborinn prezzemolo giusto?
    L'altro giorno al supermercato c'era una signora piccolissima col carrellino, forse 90enne che comprava mezzo chilo di cotiche e un etto di lardo. Poi ha chiesto "della mortadella, quella buona". Stava sicuramente studiando questa ricetta, con un antipastino di salumi che non guasta mai.
    Dev'essere buonissima. Anche io la preferisco brodosa e trovo che con la minestra di verdura il riso stia molto meglio della pasta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amica mia! Vorrei tanto fosse così ma temo che la signora in questione non sappia nemmeno come consultarlo il mio blog!
      Come vedi, gli ingredienti di un piatto, le tradizioni degli ingredienti, fanno la differenza. Cotiche, lardo : inverno e conforto.
      Non avevo dubbi tu preferissi la versione brodosa. Io e te: separate-dalla-nascita.
      Baci
      Nora

      Elimina
  8. Quanto mi piacciono queste ricette che vengono dai ricettari delle nonne.. genuine, vere, senza fronzoli o cose astruse. Come te ho gioito a leggere il tema della sfida del mese.. Ora gioisco di più, con tutte queste belle ricette che sto vedendo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tutta la mia cucina parte da lì: da un quadernetto e pochi fogli che Nonna Maria mi ha lasciato. Dalla memoria delle sue mani che rimestano pentole e creano capolavori.
      Grazie dei complimenti.
      Nora

      Elimina
  9. Tesoroooo, la ricetta spettacolareee! Evviva nonna Maria e questa ricetta in dialetto. Il recupero storico di famiglia e allargato alla storia della cucina de Milan. Sei veramente mitica.
    P.S. anche io dopo Natale avevo tanta voglia di verdure, mi è sembrata la scelta migliore per la panza di tutti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scelta felicissima ma, ahimè, troppo limitante il numero di tre ricette!
      Baci
      Nora

      Elimina

Tutti coloro che si palesano possono lasciare un commento... basta sia educato - Non pubblico per scelta commenti non firmati.