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domenica 13 gennaio 2013

DOMENICA 13 GENNAIO 1924... MARIA FA I PICI.


13 Gennaio 1924.
Che profumo in casa questa domenica, e ... che domenica!
Oggi Maria è felice, compie 22 anni ed il suo Peppino le ha appena fatto un regalo bellissimo. Un anello d'oro bianco con un acquamarina che brilla! E' così felice da scordare lo sconforto che ha provato ieri quando, convinta di festeggiare in anticipo, aveva visto Peppino vestito da caccia, prendere il fucile fischiare al cane ed uscire prestissimo, all'alba.
Una delusione! Aveva pensato che, per una volta, il suo Amore avrebbe rinunciato alla battuta di caccia, magari per portarla al ristorante, quello sul Naviglio, dove d'estate c'è un po' di frescura sotto il bersò e d'inverno si mangia nella sala del grande camino.
Ecco, ci aveva fantasticato tutta la settimana e aveva lucidato le scarpe di vernice, stirato il vestito grigio scuro (quello che aveva messo in comune per il matrimonio due anni prima), tolto dalla naftalina la stola di talpa... Nulla. Peppino si era limitato a dire che sarebbe andato a caccia e così fece.
Era anche tornato molto tardi, a pomeriggio inoltrato e lei lì, in casa ad aspettare, con un nervoso ma un nervoso che montava...
Lo aveva sentito arrivare verso le quattro del pomeriggio, quando cominciava a calare il sole. O meglio, aveva sentito Crac, il cane, uggiolare e grattare alla porta per entrare. Poi il fischiettare di Peppino e due manate alla porta: decise.
Giornata di magra ieri a caccia, le disse il suo Amore: solo tre quagliette. Solo l'Ermanno, il suo amico e compagno di battute, era riuscito a prendere qualche quaglia in più, ma poca roba.
Strano, aveva pensato Maria, quando Peppino non riempiva il carniere tornava dalla battuta tutto *inverso* e oggi invece fischiettava. No: non gliela contava mica giusta!
Altro che essere nervosa: furibonda!
Aveva preparato la cena in fretta e furia e si era messa a cucire fino a tardi, per non attaccare una lite di quelle che le venivano tanto bene!
Ma stamani, quando si era svegliata, sulla stufa, di fianco alla cuccuma del caffè pronta da scaldare, aveva trovato uno scatolino blu... e quell'anello azzurro come l'acqua del torrente!

Mentre apriva la scatolina aveva sentito Peppino fischiettare mentre faceva la barba
... quand sòna i campann din don din dan mi te ciàmi  Maria.
... per ditt che tra un ann din don din dan te saret tùta mia...

ecco allora che era corsa subito a buttargli le braccia al collo, a coprirlo di baci, a chiedergli scusa dei musi lunghi del giorno prima!
Altro che caccia, con la complicità di suo cognato Armando, era andato dall'orefice ed aveva speso i risparmi degli ultimi tempi per veder sorridere la sua Maria!
A ripensarci ora, Maria si sente salir di nuovo le lacrime di gioia agli occhi.
Ma è quasi mezzogiorno e tra un poco Peppino tornerà dalla passeggiata con Crac, il setter bianco e nero, e sarà affamato.
Lei è riuscita a cucinare le tre quagliette ma, non basteranno di certo a saziare l'appetito del suo bel marito. Ci vorrebbe un bel piatto di tagliatelle e Maria apre la credenza, prende l'asse per impastare, la farina e... le uova! Mancano le uova!
Non si ricordava di avere usato le ultime due per fare le uova *in cereghin* la sera prima.
Non si da per vinta la bella morettina, esce e bussa alla porta di una vicina che ha una nipote sposata da poco che abita in Toscana, vicino a Siena (almeno così le pare di ricordare).
Le apre Patrizia, la nipote che è venuta a far visita agli zii.
*Maria, buon giorno! Volevo venire a salutarti più tardi per farti gli auguri. Me lo ricordavo, sai, che compi gli anni oggi.... come me!*
*Auguri Patrizia! Venivo a chieder due uova alla tua mamma. Volevo far le tagliatelle a Peppino ma ... mi mancano giusto giusto le uova!*
Patrizia scuote la testa e si scusa. Le ultime uova le ha usate lei, proprio stamattina, per fare la pasta per i cappelletti.
E adesso?! Patrizia le suggerisce però un'alternativa. Invece della pasta all'uovo, potrebbe fare la pasta con solo l'acqua e la farina...
Si fanno dei fili di pasta lunghi lunghi che si cuociono come le tagliatelle e che rendono bene tanto quanto la pasta all'uovo. Patrizia lo ha imparato in Toscana.
Hanno un nome un po' equivoco.... i Pici... ma buoni sono buoni, e rendono pure!
In quattro e quattr'otto Patrizia spiega a Maria come fare.. le dosi, il modo di *tirare* la pasta.... e Maria torna a casa senza uova ma con una nuova ricetta da provare.
Ci impiega un po' ma poi, dopo i primi un po' bolsi, gli altri le vengono meglio e la pasta è fatta! Ma... il sugo?
L'occhio attento si posa sulle quaglie appena cotte, con un po' di pancetta e con un sughetto bello condito. Basterà spolpare e tritare le carni di due di esse e la pasta sarà bella e condita. Quella che resta, delle quagliette, verrà accompagnata da un po' di purè ed il secondo per Peppino sarà fatto. Per lei un pezzo di formaggio sarà abbastanza.
In fondo, con un Amore così, chi ha bisogno di mangiare!



Partecipo con questa ricetta alla sarabanda che è il contest MTChallenge
che questo mese ci sfida (guarda un po' che caso) con I PICI... di Patty del Blog Andante con Gusto (la vincitrice della sfida delle Arancine).

PICI CON SUGO DI QUAGLIE E PANCETTA..



Per i Pici - 4 persone:
dalla ricetta di Patty di Andante con Gusto che ricopio diligentemente..
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –

Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. 
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.
Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.







Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno. 

Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità. 
Alcune Note importanti mentre preparate i vostri pici:
1. Non vi si chiede di tirare pici lunghissimi. Onestamente lo fanno in pochissimi e alla fine la lunghezza non influisce sul sapore. Quindi non vi preoccupate di questo.
2. Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
3. Il picio non è perfetto! Non deve esserlo.
La sua bellezza deriva da bozze, schiacciature, diametro irregolare.
Insomma, si deve sentire la mano della donna che li ha tirati. Inoltre, se vi si rompono mentre li fate, pace! Avrete dei pici cortini. Si mangia tutto! Non state a preoccuparvi del loro aspetto. Il picio è un canto all'imperfezione!
4. Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.
5. Il picio è una pasta povera e di terra.
 
Per il condimento:
3 quaglie spiumate e pulite
1 etto di pancetta agliata tagliata a fettine non troppo spesse
qualche fogliolina di timo fresco e di maggiorana
1 foglia di alloro
1 pezzetto di cannella (1 cm. circa)
1 bicchiere scarso di vino rosso (io Barbera)
1 o 2 mestoli di buon brodo di carne
2 cucchiai di olio EVO
2 noci di burro
Sala q.b.
 
Fiammeggiare le quaglie e togliere tutte le piume. Spuntare poi zampette e punte delle ali. 
In una padella basa versare 2 cucchiai di Olio EVO, adagiare le fette di pancetta, le quaglie sopra e rosolarle bene da tutti i lati a fiamma vivace.
Bagnare con il vino rosso e far sfumare.
Abbassare la fiamma e far continuare la cottura con mezzo mestolo di brodo caldo, coprendo la padella e abbassando la fiamma al minimo.
Lasciar cuocere per 30 minuti.
A questo punto lasciar raffreddare le quaglie, spolparne 2 con attenzione avendo cura di eliminare tutte le ossicine.
Tritare grossolanamente le quaglie e le fette di pancetta che si sono abbrustolite.
Eliminare i rametti delle erbe, il pezzetto di cannella, ed aggiungere il trito di carni nella padella. Con 2 cucchiai di vino e 2 di brodo, fare deglassare il fondo.
Aggiungere 2 nocine di burro e condensare il fondo.
 
Nel frattempo mettere una capace pentola sul fuoco e, a bollore, aggiungere 2 cucchiai di sale grosso (non troppo, le quaglie sono molto saporite) e 1 cucchiaio di olio (nonna Maria ha sempre aggiunto 1 cucchiaio di olio per non far attaccare la pasta fresca ... ed io ho imparato da lei!). Versare i pici e cuocerli sino a quando cominceranno a galleggiare (dai 4 ai 5 minuti dal momento della *calata* in acqua).
Scolarli appena galleggiano e saltarli velocemente nella padella con il sugo di quaglie... Servirli caldissimi.







51 commenti:

  1. adoro le tue storie, e adoro i tuoi pici...buona domenica merida

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    1. Buona domenica anche a te... oggi nonna avrebbe compiuto 111 anni... e mi piaceva l'idea di farglieli da qui gli auguri. Del resto il mio blog è nato 1 anno fa proprio con un racconto su di lei.
      Nora

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  2. No sei da premio... Le tue storie incantano... Mi sembra di vedere la nonna Maria... E I Pici poi! Complimenti davvero di cuore! Baci Giulia

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    1. Siiiiii, premio PULIZIE(r)... quelle che mi sono toccate dopo aver fatto collaborare il cucciolo... :-)
      Il bello è che ha gradito anche il Martirio scettico.
      Baci e buona domenica
      Nora

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  3. Sono sempre così interessanti e divertenti i tuoi post, poi molto gustosi questi pici, eh?

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    1. Ciao Silvia, grazie dei complimenti ma... i pici sono stati inaspettatamente graditi da tutta la famiglia.
      Se devi ancora cominciare ti consiglio di farti aiutare da tua figlia... con loro è uno spasso.
      Nora

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  4. IL POST è BELLISSIMO QUANDO HO LETTO LA DATA MI SONO EMOZIONATA ....SONO RICORDI RICORDI GRANDI BELLISSIMO POST E BELLISSIE FOTO

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    1. Grazie Veronica! Mi piace raccontar di vecchie storie, di vecchie conoscenze, di vecchi amori!
      Buona giornata
      Nora

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  5. Che bei ricordi, che.spledida storia!! Meraviglioso i tuoi pici..non vedo l'ora di mettere le mani in pasta anche io! Baci e buona domenica omonima!!

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    1. Appena ci proverai vedrai che divertimento! Sono molto meno complicati di quel che sembrano. Il trucco è far riposar la pasta a sufficienza.
      Baci
      Nora

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  6. oggi son tanti compleanni che si intrecciano, nora... quello della tua nonna, quello del tuo blog, quello di Patty... e il fatto che si "incontrino" all'mtchallenge è un enorme regalo che tu fai al nostro gioco. Assieme a questa ricetta, ovviamente, che, come al solito, rischia di passare in secondo piano rispetto alle tue storie. Immeritatamente, per altro: perchè anche questa volta ci proponi un piatto pensato, per giunta con un ingrediente poco diffuso nella comunità dei food bogger (immeritatamente 2, aggiungo qui), che tu interpreti in modo fedele al tema della sfida: ossia, rendendo "ricco" un piatto di cucina povera. Esattamente come aveva fatto Peppino con la nonna Maria :-)
    ancora mille auguri e grazie!
    ale

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  7. Nora, errata corrige: quaglia, non piccione. Penso una cosa e ne scrivo un'altra... e il tedesco avanza....

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    1. Mi sa che il Tedesco avanza in altre direzioni visto che non menzioni piccioni nel commento di cui sopra...
      La cosa spaventevole è che ... VOLEVO FARLI CON IL PICCIONE!!!! ma non sono riuscita a trovarlo (non dai soliti spacciatori per altro!) ...era uno dei piatti che faceva la nonna ma an!che le quaglie ... o meglio le pernici.....
      Quando dico che io e te siamo nello stesso braccio... del manicomio... dico bene!!!
      Baci e ... aufwiedersehen
      Nora

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  8. Io sono un po' come nonna Maria....capace di grandi rabbie e di grandi gioie...e anch'io uso la cucina per dimostrare il mio amore.....tanti auguri nonna Maria anche da parte mia (e tanti auguri anche al tuo blog)!!!

    p.s. mi presti l'aiutante? oggi tocca a me :-)
    bacio

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    1. Tutte noi usiamo la cucina.... se leggi il messaggio del mio blog... non possiamo che fare del cibo un atto d'amore!
      L'aiutante te lo presto ma occhio che aiuta si... ma magna pure!!!
      Baci
      Nora

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  9. GRANDISSIMA!! era tanto che non passavo, quante belle cose mi sono persa, colpa delle acciughe, hanno catturato tutta la mia attenzione ma ora la raccolta è finita!!!
    bella storia e bella ricetta, complimenti
    cris

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    1. Sono mortificata ma con il pesce non sono un granchè... :-( l'unico contributo dato alla tua raccolta era da ridere!
      Debbo farti comunque i complimenti che mi sono vista sfilare delle cose ma delle cose.... da urlo. Alcune le ho commentate, altre no perchè troppo presa a tentar di chiuder la mascella.
      Ora aspetto i tuoi di pici... con ANSIA!!!
      Baci
      Nora

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  10. Con la tua bravura e la tua fantasia hai saputo creare una storia coinvolgendo le persone e le cose a te più care, ricavandone una storia bella e intensa.
    Hai scelto un condimento gustoso con ingredienti con un ben preciso significato, legato alla tradizione ed alla storia.
    Rendi poetico tutto quel che fai! Bravissima, anche per aver coinvolto il piccolo!
    Un bacione, Francy

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  11. Bellissima la storia di nonna Maria e grande prova da'amore da parte sua e anche da parte tua.
    Ricordare è far vivere per sempre.

    Un piatto capolavoro, a me le quaglie piacciono moltissimo e i tuoi pici, da profana che è stata tutta la mattina a piciare, sono perfetti!!

    RispondiElimina
  12. Bellissima la storia di nonna Maria e grande prova da'amore da parte sua e anche da parte tua.
    Ricordare è far vivere per sempre.

    Un piatto capolavoro, a me le quaglie piacciono moltissimo e i tuoi pici, da profana che è stata tutta la mattina a piciare, sono perfetti!!

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    1. Rispondo al secondo commento. Sono contenta di non essere l'unica che blogger incasina con i commenti...
      I ricordi sono parte del presente, sempre. Il piatto è un semplice ragù bianco ... stanno bene assieme... tutto lì.
      Baci
      Nora

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  13. grande nora! i tuoi racconti pare di viverli, i tuoi piatti... vorrei assaggiarli ;)))
    un abbraccio e in bocca al lupo

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    1. Ma sai che potremmo combinare... magari con uno scambio piatti.
      Sarebbe una bella idea!
      Io sto aspettando i tuoi... saranno strepitosi come sempre.
      Nora

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  14. caspita, che post. sei davvero fantastica! che bell maria felice con il suo anello nuovo! tutte abbiamo avuto 22 anni ;)

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    1. Tu sicuramente i 22 anni li hai avuti pochissimi mesi fa... io... bah... non ricordo più da quanti secoli!
      Grazie come sempre dei complimenti e... aspetto la tua di ricetta. Sarà sicuramente lieve e bellissima... come l'Aria!
      Nora

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  15. Tu scrivi col cuore...ed io non so se mi piace più la storia o la ricetta...

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    1. Tu invece mi confondi. Sempre.
      ... e se parliamo di ricette... parliamo della tua di *suina* effige... in TUTTI I SENSI!
      Baci
      Nora

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  16. Nora non voglio togliere nulla ai tuoi pici con le quagliette...ma il post supera tutto..... buona domenica .... :*

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    1. Buona lunedì, a questo punto, o donna del Vulcano! (in tutti i sensi!!!)
      Baci
      Nora

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  17. accipicchia che piatto elegante, nora! con le quaglie!
    e poi questa storia tenerissima del tempo che fu. un post che è un piacere, comunque lo si guardi.

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    1. Non so se si era capito... mi piace parlar di nonna, di cibo, di tradizione.
      Grazie dei complimenti.
      Nora

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  18. buonissimi auguroni a nonna Maria e bellissima la tua storia che mi ha commossa parecchio grazie mille Nora del mio <3 e grazie per la rcetta

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    1. Guarda che la ricetta non è niente di che. Le quaglie con la pancetta sono veloci e semplici da fare. L'unico problema è che non si trovano più saporite come una volta...
      Buona settimana.
      Nora

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  19. Ho finito di leggere la tua storia che mi ha fatto ridere e commuovere contemporaneamente. E poi mi sono emozionata per le mille coincidenze di questo MTC che non è ancora cominciato e già mi sta dando dei colpi al cuore. E quella ragazzetta che insegna alla tua nonna a fare i pici? Vorrei averla conosciuta nonna Maria, nata il mio stesso giorno in un tempo in cui tutto sembrava più puro.
    E questa ricetta sembra davvero uscita dalle sue mani, con un pensiero antico andato alla scelta di un ingrediente che sa di tempo passato, di grandi tavole imbandite ed eleganti. La quaglia è complessa da cucinare ma il suo sapore pieno e delicato mi piace tantissimo abbinato ai pici. Li veste di nobiltà.
    Ti abbraccio forte Nora. Un post pieno di passione. Pat

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    1. La cucina non ha tempo, non ha età ma ha cuore... come i ricordi.
      Tu hai scelto una ricetta e ... la nonna ha risposto ;-)-
      Baci
      Nora

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  20. Una storia inscatolata in uno scrigno di velluto magnifico. E i personaggi sono perfetti per questo piatto davvero squisito. Adoro i pici, proprio per la loro imperfezione, collosità, consistenza... e condimento robusto. Le quaglie lombarde sono una ghiottoneria assoluta. Me le faceva la mia prozia col risotto, ma perché precludersi i pici?
    Bravissima, la tua cucina mi piace davvero, mi riporta alle mie radici e a un gusto ormai dimenticato, di buono, di solido, di ben fatto...

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    1. Riesci sempre a far sembrare tutto migliore. Sono felice di aprire pentole che contengono i profumi dei ricordi...
      Grazie dei commenti sempre immeritati.
      Buona settimana bella ragazza!
      Nora

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  21. un'artista, con le parole e con le... quaglie!
    bellissimi i tuoi pici cara tata!
    Baci
    Sandra

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    1. Una storia come tante altre, un po' di fantasia e i racconti della nonna assieme alle sue mitiche ricette.
      Quelle fatte con il cuore e senza dosi....
      Grazie Sandra

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  22. Bellissima la storia di tua nonna...come tutte le tue storie!

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    1. Grazie Valeria! Guarda però che ora aspetto i tuoi... magari con il fagiano (giusto per restare sulla cacciagione!)
      I'm looking forward to reading from you soon.
      Bye
      Nora

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  23. Che maestrìa hai nel raccontare storie, tanta fantasia e personaggi reali che insieme creano un cast di successo! Mi piace questo tuo modo di presentare i tuoi piatti e mi piace il condimento che hai scelto per questa sfida! Il cacciatore che si procura il cibo è simbolo di cucina di casa, di cucina contadina. E poi le quaglie sono buonissime!!!
    Per me questa è la prima sfida dell'MTC, mi sto divertendo un mondo!
    Buona serata e a presto!
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    1. Grazie Morena. Un poco di fantasia per unir il gusto dei ricordi al sapore degli stessi.
      Benvenuta nel gruppo dei tutti pazzi per l'MTC... vedrai che se inizi.... non smetti più!
      Bellissimi anche i tuoi con l'anatra.
      Buona notte
      Nora

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  24. Che storia commovente, molto bella. La ricetta mi piace tantissimo, sono di parte, perchè il mio blog è di pasta, prevalentemente fatta in casa, se ti va vieni a dare un'occhiata. In bocca al lupo per il contest, è stato un piacere. eleonora
    http://eilbasilico.blogspot.it/

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    1. Grazie dei complimenti ma anche tu non scherzi! Ho appena preso appunti e mi sa che la prossima volta non aspetto il lesso per fare i passatelli!
      Buona notte
      Nora

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  25. Vedo che anche tu, come me, hai avuto un valido aiutante e già questo rende i tuoi pici meravigliosi (per non parlare del condimento!), ma quello che più mi ha colpito è la storia di nonna Maria e del suo Peppino... Davvero un bel post! Ciao Sarah

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    1. La storia sono parole, i pici sono una poesia! Me li han sbafati senza fiatare sia l'aiutante (mi pare omonimo del tuo) e il Martirio.... e la mia al momento è solo una ma, come te, ho un ronzio in testa!
      Notte Sarah.
      Nora

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