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lunedì 25 febbraio 2013

BROWN ALE, VERZE E SALSICCIA E LA FINE MISERA DI UN PAIO DI PEDULE.



A Milano la scorsa settimana è nevicato.
Fin qui tutto normale: siamo in Febbraio, ci sono precipitazioni in tutta Europa, fa parte del normale svolgimento delle stagioni.
Certo, se fosse Agosto, sarebbe un caso strano.
Ma è Febbraio.
Nevica e la vita si svolge normalmente, come sempre.
Gli autobus sono pieni all'inverosimile, come sempre.
La metropolitana va a singhiozzo, come sempre.
Il tragitto sui marciapiedi è già difficoltoso in citta, visto che le buone abitudini dei custodi dei palazzi, di spalar la neve nel tratto vicino al portone, non esiste più. Non parliamo poi dei marciapiedi che si inoltrano nella zona dove lavoro: Sesto SanGiovanni, la Stalingrado d’Italia!

Mi avvio bardata come Katerina di Russia; infagottata nel pellicciotto con colbacco di pelo abbinato. Normalmente la gente sorride nel vedermi così agghindata, ma oggi mi par quasi di coglier sguardi invidiosi.
Smesso il tacco dodici che ha problemi di *derapata* sulle strade così conciate, ho scelto di metter ai piedi il mio affezionatissimo paio di pedule con *carrarmato*. In anni di onorato servizio mi hanno accompagnato in passeggiate montane e in giornate innevate come queste.
Anni: mica tanti in fondo… un paio di scarpe ne deve far di chilometri prima di essere dismesso!
Arrivata sana e salva in ufficio, vengo distratta dalla routine del lavoro e la mattina, mentre fuori nevica fitto fitto, trascorre normalmente.
Di uscire a pranzo nemmeno se ne parla! Un tramezzino portato da casa, una mela e … tanto sono a dieta!

Nell’avviarmi alla gettonatissima macchinetta del caffè mi *cade l’occhio* verso i miei piedi…. PANICO!!!!! La suola di gomma della scarpa destra si è staccata di netto nella parte interna lasciando intravedere un calzino di quelli *della nonna*, che scaldano (diciamocelo: è QUESTO il problema più grave).

E fuori nevica… e NON accenna a smettere!
Inutile la ricerca di un tubetto di colla (quella che incolla come i chiodi) e l’ora di uscita che si avvicina ed il tragitto verso i mezzi di trasporto notevolmente lungo e ammantato di neve.
Alla fine un’idea geniale: il nastro adesivo che usiamo in azienda per chiudere i pacchi. Un giro, un altro ancora, bendo la scarpa con il nastro ben bene.
Tutto sommato il colore del nastro adesivo assomiglia alla tonalità di beige che ha la mia scarpa e non si nota poi tanto…. Se non fosse per il rumore!


Un …ciack ciack ciack  che nemmeno un sordo potrebbe ignorare, portano i colleghi a voltarsi ad ogni mio accenno di passo…
E chissene… tanto tra poco esco e, forse, ce la farò ad arrivare vicino all’unico negozio di scarpe della zona.
Chiamato al telefono il Martirio si prodiga in consigli su dove far acquisti mirati e duraturi e si stupisce che io non apprezzi i consigli!! Mi suggerisce di attraversar mezza Milano, con la neve, con le scarpe modello *Ponte di Baracca*… Per convincerlo scatto una foto e gliela invio… si tacita.

Esco finalmente nella tormenta che par pure aumentata e, dopo due metri sulla neve… il primo scivolone! Per farla breve, ho impiegato più di mezzora per fare il tragitto che solitamente mi prende quindici minuti. Sembravo un’orsa epilettica che tenta di imitare la Kostner.
Arrivo finalmente in negozio e, una volta scelto un paio di stivaletti borchiati (senza sembra non ne esistano più… sono vecchi!) che tengo logicamente ai piedi e, ad una commessa esterrefatta, porgendo le mie vecchie scarpe chiedendo se si preoccupa lei della tumulazione o debbo dar io degna sepoltura.
Silenzio.
Poi uno scoppio di risa che mi fa cambiar d’umore mentre, pagando gli stivali borchiati, metto l’opzione per un paio tacco dodici con un fare aggggggressive che ho visto in uno scaffale. Stasera non si parla di altre scarpe, ma domani…. Domani è un altro giorno e poi non nevica che a Febbraio!!!

Dopo questa avventura non mi resta che poco tempo e voglia di caldo… di verze… salsicce e… BIRRA!!!

Padellata verza, patate, *verzini* e birra

 


Ingredienti:
(per tre persone)

1 verza piccola (500 gr. )
1 filzetta di verzini (le salsicce piccole oppure 350gr. di salsiccia normale)
1 cipolla piccola
3 patate medie (circa 350 gr.)
1 bottiglia di birra chiara
3 cucchiai di olio EVO
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 bottiglietta da 33cc di Brown Ale** (io la Scottish & Newcastle)
Sale (poco)

** (si definiscono ALE birre britanniche prodotte utilizzando malto d'orzo, cereali non maltati, mais, zuccheri varii e luppolo. Alcuni esempi Scotch Ale, Strong Ale, Bitter Ale, Pale Ale)**


Pulire la verza e tagliarla a tocchetti (con le mani, è più *rustica*) tagliare la cipolla sottile e metterla a stufare in una padella larga ed antiaderente con i tre cucchiai di olio EVO.
Tagliare a tocchetti la salsiccia (o dividere i verzini) e le patate (non troppo piccoli i tocchetti delle patate altrimenti si sbriciolano).
Mettere tutto nella padella (verze comprese), aggiungere il concentrato di pomodoro e versare nella padella 1 bicchiere e mezzo di birra.
Coprire con un coperchio ed abbassare la fiamma.
Lasciar cuocere per 20 minuti circa, aggiungendo birra solo se si asciugasse troppo.
La Brown Ale ha un retrogusto amarognolo che viene smorzato dalla dolcezza della verza. Inoltre la modesta gradazione alcolica (4,7%) contribuisce a *sgrassare* un po’ la salsiccia che altrimenti si sentirebbe troppo.


Lasciar cuocere scoperto sino a quando le patate saranno ammorbidite e l’intingolo riassorbito.

Servire caldissima. Andrea l’ha divorata ed il Martirio pure ed io mi sono consolata della perdita delle mie amate pedule… nonché ho avuto la scusa per finire un’ottima birra… ;-)

9 commenti:

  1. Che buono, un bel piatto invernale saporito e deciso! Mi piace, un bacio

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    1. Grazie! Con il tempaccio di questi giorni ci voleva proprio!
      Nora

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  2. TUTTI CON PIATTI UNICI E ANTICHI BUONISSIMO ,IO HO FATTO IL CIAMMUOTTO CHE IL NOME è BRUTTO MA è UN'INSIEME DI VERDURE FATTE A STUFATO MAI PUBBLICATO ......MAH CI DEVO PENSARE OGGI

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    1. Direi che è la stagione giusta per gli stufati... e pure il tempo inclemente ci mette del suo.
      Se fossi in te lo pubblicherei nome brutto o bello fa nulla, basta che sia caldo e di conforto!!
      Nora

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  3. le peduleeeeeeeeeeee....anche il mio papà le chiamava così! io lo voglio fare questo ma federico non mangia i verziniiiiiiiii....uffa!!!!

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    1. Se Fede non mangia i verzini... fallo con la salsiccia!!! Oppure fallo con i verzini e quelli mangiali tu!
      :-)
      Baci
      Nora

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  4. Mi hai fatto impazzire, con il racconto e con la ricetta.
    M'è successo qualcosa del genere in montagna, ma d'estate e per fortuna all'asciutto - a parte quel paio di ruscelli che non mancano mai... però lì niente nastro adesivo. Almeno non scivolava! Per arrivare in fondo alla gita e al monte, ho lanciato il "modello Oetzi": (vedi ultima foto)
    http://pellegrinablog.blogspot.fr/2012_08_01_archive.html
    Ho una bio verza in frigo e fuori fa un freddo di tutto rispetto. Quel che ci vuole per un piatto anglo-lombardo - sempre ispirati, qui da te!

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    1. Isprirati o spirati... siam sempre a lottar con l'inverno ed il freddo. ... oltre che con la bilancia, ovviamente.
      Di *incidenti* in montagna ne ho per due stagioni almeno visto che amo le montagne e mi piace fare escursioni. Forse dovrei dire mi *piaceva* visto che gli anni passano e sono sempre più pesante da *spostare*!
      Ho riso delle tue pedule .... unite anche nella sindrome della scarpetta!
      Buon appetito bella ragazza, immola la verza ed una buona birra scura e vedrai che si scalderà il cuore e non solo lo stomaco!
      Buona serata (e buon appetito)
      Nora

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  5. hai ragione, ci vorrebbe anche il caldo nel cuore :-)

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