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giovedì 22 maggio 2014

PAPPARDELLE AL RAGU' DI CONIGLIO PER VINCERE LA CRISI E PER UN CONTEST.



Maggio per me è un mese IMPOSSIBILE. Ci sono gli ultimi impegni di scuola per Arc, ci sono le ultime riunioni della scuola elementare, l'incontro per la scuola media, i saggi, le recite, l'iscrizione all'oratorio estivo, che si sommano ai cento e più impegni di lavoro.
La festa di compleanno per Arc e due sue amici (in anticipo, in verità, visto che non è MAI riuscito a festeggiare con i compagni di classe....lui....leone)
Il cesto della biancheria sporca trabocca a tal punto che potrebbe recar la scritta *Laundry today or naked tomorrow*, grazie al ritorno dall'esperienza di una settimana con la classe ad Andora con Scuola Natura del piccolo monello.
Non avete idea dello stato in cui tornano i vestiti da questo genere di esperienze....usati o meno, non li distingui!
Insomma, Maggio lo cancellerei bellamente dal calendario se non fosse per le rose, le fragole, le prime ciliege... ed il caldo che finalmente si fa sentire.

Il caldo è arrivato, e in dispensa tendo a non tener troppi pacchi di farina, per non trovami la cucina invasa da farfalline.
Il fatto è che io ho il sacro fuoco dell'acquisto di *questo non lo trovo dappertutto* e quindi vai di farine di ceci, farina di mais di Storo, farina macinata a pietra, Manitoba che non si sa mai che voglia fare del pane, farina di castagne, di mandorle, di nocciole, di riso.... insomma peggio che al mulino!
I pacchi si aprono, le idee e le farine si mischiano, si provano e poi.... rimane sempre un fondo di sacchetto che rischia di finire nel dimenticatoio.
Tra i pacchi di farina che mi sono rimasti, ho ancora qualche etto di semola rimacinata di grano duro Senatore Cappelli, arrivata per un contest e centellinata per non sprecarla.
Ora, perchè non impiegarla saggiamente e dar una fine degna ad una giornata devastante?
Poi c'è un bellissimo contest di Sandra che prevede la pasta fresca con l'utilizzo di farine più disparate (ma ASSOLUTAMENTE NON farina 00!) e, quindi, quale miglior fine per una delle migliori semole che io abbia mai utilizzato!
Poi il solito macellaio mi spolpa un pezzo di coniglio e mi viene una voglia di ragù *svelto* di coniglio.... le uova? Quelle delle galline della collega!
Ecco che la cena è fatta, e la giornata raddrizzata.






PAPPARDELLE CON RAGU' SVELTO DI CONIGLIO 



Ingredienti per 4 porzioni:

(per la pasta)
300 g di semola rimacinata di grano duro (io Senatore Cappelli)
3 uova medie
2/3 cucchiai di farina 00 per la spianatoia

(per il ragù)
300 g di polpa di coniglio tritata
1 scalogno medio
1 rametto di rosmarino
olio EVO
1/2 bicchiere di vino bianco secco (io avevo aperto uno Chardonnay)
1 mestolo di brodo di verdura
Sale e pepe bianco q.b.
40 g di parmigiano grattugiato.

Per prima costa versare la semola e fare una fontana. Rompere nel centro le uova e, aiutandosi con una forchetta, cominciare ad amalgamare gli ingredienti.
Procedere poi ad impastare energicamente sino a che si sarà formato un panetto compatto ed elastico. Far riposare la pasta per almeno 30 minuti coperta con una ciotola di coccio o di vetro.


Nel frattempo tritare finemente lo scalogno e farlo appassire in padela con 2 cucchiai abbondanti di olio EVO.
Aggiungere il rametto di rosmarino e la carne di coniglio tritata non appena lo scalogno comincerà a diventare trasparente.
Saltare ed aggiungere il vino bianco e far sfumare a fiamma vivace.
Bagnare con il brodo e coprire.
Far cuocere per 30 minuti a fuoco bassissimo coperto con un coperchio aggiungendo al caso un poco di brodo. 



Riprendere la pasta e stenderla su una spianatoia di legno infarinata ad uno spessore sottile.

A spessore raggiunto spolverare di farina la sfoglia e arrotolarla in rotolo largo circa 4 dita.



Tagliare le pappardelle della larghezza di 1,2 cm. circa farne matassine e farle riposare su di un canovaccio pulito o in un vassoio infarinato (oppure anche sulla spianatoia infarinata).




Far bollire in abbondante acqua salata per pochi minuti (la pasta fresca si cuoce subito, praticamente dai 3 ai 5 minuti dalla ripresa del bollore, deve solo rassodarsi).
Scolare con una pinza per spaghetti (o con una schiumarola) direttamente nella padella dove è cotto il ragù e far saltare la pasta molto velocemente a fuoco basso.
Servire caldissima con una spolverata di pepe bianco macinato al momento.

11 commenti:

  1. vengo a cena da te, se mi fai queste pappardelle però!!! grazie tesoro, come raddrizzare la giornata impastando... per me impastare è curativo..... inserisco subito nella griglia! ringrazia le galline della tua amica, il senatore cappelli e il coniglio e guarda di dormire dieci minuti di più!
    Sandra
    p.s. coraggio che mancano pochi giorni alla fine della scuola e dopo un po' meno corse si possono fare!

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    1. Hai ragione, la scuola sta finendo ma poi ci sarà il dramma vacanze. Il cucciolo sarà lontano (in Sicilia.....) per ben 3 settimane.
      Ho già nostalgia ora!
      A presto
      Noa
      PS Se vieni te le rifo eccome, le tagliatelle!

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  2. che favola... oggi giornata di MMMM quasi quasi tiroo fuori le farine e provo a verificare questa terapia alternativa che non prevede né medici né parcelle, non ho il tacchino ma potrei fare un saltino dal macellaio, sisisisis, quasi quasi, favolose!

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    1. Grazie Lara! Più che terapeutico!
      Stasera ho impastato per una frolla e per la sfoglia.... e non ho nemmeno finito!
      Ma mal di testa e nervoso mi sono passati......
      Buonanotte
      Nora

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  3. Buondì sbirciavo sulla bacheca di Sandra e quando ho visto la foto delle tue pappardelle sono corsa da te..mi sto divorando questa pasta con gli occhi..brava!

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    1. Grazie Paola, un'alternativa al solito ragout canonico.....
      A presto
      Nora

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  4. E insomma buona buona. Quelle paste nutrienti che ogni tanto ci vogliono, per rinvigorire in queste stagioni né frede né calde, ma stancanti. Brava come sempre! E Arc avrà apprezzato sia Andorra sia le tagliatelle :-) Baci, P

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    1. Arc è tornato rauco e felicemente sfinito dalla settimana con la classe al mare.
      Le tagliatelle sono un modo di farlo sentire *a casa*-
      Baci
      Nora

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  5. Benedetto l'oratorio estivo che però- ahimè - viene in soccorso solo per il mese di giugno! e allora altra corsa per l'iscrizione al CRES comunale (del paese dove io lavoro e lui va a scuola) per il mese di luglio, in attesa che arrivi agosto quando - se non sarò in ferie io - almeno per un paio di settimane sarà a casa il signor Darcy. E per tirarmi su il morale e "tenermi su di tono", impasterò anch'io!
    Claudette

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  6. secondo me questa lasagne fanno risorgere, l'ideale per le giornate intense

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