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venerdì 3 ottobre 2014

TRECCIA DOLCE CON UVETTA E ZENZERO PER I MAGNIFICI 6 DI GIROLIO D'ITALIA.



Pane come alimento base della nostra tradizione. 
Pane come elemento indispensabile della nostra dieta. 
Pane per accompagnare pietanze ma anche come dolce, una coccola inaspettata semplice come una carezza.
Impastare il pane è da sempre una delle pratiche di cucina che mi danno soddisfazione. Mi tengono in allenamento muscoli e sentimenti.
Perchè impastare il pane, per me, è prima di tutto un'azione quasi liberatoria.
Quando sono piena di pensieri, preoccupazioni, dubbi, tolgo la spianatoia dal suo angolino, l'appoggio sul tavolo e comincio ad impastare.
I gesti ritmati, antichi, sapienti, mi aiutano a far tornare chiarezza e a prendere a volte decisioni difficili.
Massaggiare l'impasto apparentemente inerte, metterlo a riposare, vederlo crescere, mi fa riprendere le misure con la mia vita.
Così uno degli scorsi sabati sera, mentre la famiglia si dilettava con quanto proposto dalle reti televisive nazionali, ho messo le *mani in pasta* e, con la calma che regnava in una sera umida di Settembre, davanti al camino acceso, ho cominciato a formare una treccia dolce per la colazione della domenica mattina.
Gli ingredienti li ho trovati nella dispensa, semplici, come il pane.

Anche la forma, quella di una treccia a sei capi, mi è parsa la forma più consona a legare i sapori, come si legano le nostre vite.
Quando l'ho visto gonfiarsi, arrotondarsi, colorire in forno mi sono ricordata di una bellissima iniziativa dell'Associazione Italiana Food Blogger che ha proposto un contest bellissimo per recuperare quello che dalle nostre cucine, dalle nostre (e non solo nostre, si pensi ai pani dolci del Sabato della tradizione ebraica) tradizioni, viene spesso dimenticato o ritenuto meno importante di piatti stellati.
Tradizione, cultura, tutto si sposa con queste ricette che spesso restano nelle pagine dei quadernetti di cucina delle nonne e delle mamme, tradizioni fatte di ingredienti semplici, sani, che fanno stare bene.
Condividerle in un contest è un modo di continuare quelle tradizioni che si stanno piano piano perdendo.
Quindi, con la mia modesta produzione, partecipo al contest di AIFB *I MAGNIFICI 6* GIROLIO D'ITALIA.





TRECCIA DOLCE ALLO ZENZERO ED ALL'UVETTA.



350 g farina 00
250 g farina Manitoba
250 g latte intero
150 g di uvetta (io mista)
100 g di zucchero semolato
50 g di burro fuso
50 g di zenzero candito
30/40 g di granella di zucchero
10 g di lievito di birra fresco
2 uova 
1 cucchiaino di miele di castagno
1 pizzico di sale
Olio EVO per ungere la ciotola (1 cucchiaio circa)


  • Intiepidire il latte e, in una ciotola, sciogliere il lievito di birra con due cucchiai di latte (prelevati dal totale) e 1 cucchiaino di miele di castagno.


  • Far rinvenire l'uvetta in una ciotola con un poco di acqua calda. Tagliare lo zenzero candito a piccoli pezzettini.


  • Sulla spianatoia setacciare le farine, unite lo zucchero e formare una fontana. Aggiungere il lievito ed iniziare ad incorporare la farina e lo zucchero. Aggiungere il resto del latte e continuare ad amalgamare. Unire il burro fuso ed impastare fino ad incordatura ottenendo un impasto morbido e liscio.


  • Fare una croce sul panetto e farlo lievitare in un luogo al riparo dalle correnti d'aria, in una ciotola unta con un cucchiaio di olio EVO, coperto da pellicola o da un panno umido. A seconda della temperatura ci vorranno 2 ore o più.


  • Riprendere la pasta lievitata, sgonfiarla sulla spianatoia e lavorare vigorosamente ancora per 10/15 minuti.


  • Dividere l'impasto in 6 parti uguali. Da ognuna delle parti ricavare un cilindro di pasta circa 30/40 cm.


  • Appiattire ogni cilindro e farcirlo con l'uvetta rinvenuta e lo zenzero candito tritato (trattenete 1 cucchiaio di uvette e 1 cucchiaio di zenzero per la guarnizione). Richiudere e ri-formare i cilindri avendo l'accortezza di non fare fuoriuscire il ripieno.


  • Unire i 6 cilindri in cima e formare la treccia a sei capi come da foto. Partire dai due capi estremi ed incrociarli ad X passandoli sopra gli altri. Riprendere gli altri due rimasti all'esterno e ripetere l'operazione sino alla fine della composizione della treccia.


  • Disporre su una placca rivestita da carta da forno la treccia così composta. Spennellarla con un uovo sbattuto e cospargerla con le uvette, lo zenzero tenuti da parte e con la granella di zucchero.


  • Coprire con un panno e far lievitare in un luogo lontano dalle correnti d'aria per almeno 1 ora.


  • Accendere il forno a 220°C. Infornare a forno caldo e cuocere per 10 minuti a 220°C. Al termine abbassare la temperatura a 180°C e continuare la cottura per 30 minuti circa. Al termine verificare la cottura della treccia battendo con le nocche sul fondo della stessa, se il suono sarà *vuoto* il pane sarà pronto da sfornare.


  • Far raffreddare su una gratella.





2 commenti:

  1. Impastare come medicina per l'anima... hai ragione Nora, quante volte ho ritrovato tra lievito e farina la prospettiva giusta; quante volte le lacrime, la rabbia, la delusione, le preoccupazioni si sono fatte da parte mentre impastavo.
    E se è vero che non basta impastare per risolvere i problemi, almeno vedere la pasta lievitata, soffice, profumata, che cresce e diventa dorata in forno è un piccolo miracolo casalingo che mi fa sempre sorridere.
    Un abbraccio
    Claudette

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  2. Mamma mia che soddisfazione vedere quei salamotti cicciotti diventare trecce!

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