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domenica 24 settembre 2017

Trofie con vongole e pesto perché a volte succede ed é #MTC N.67


A volte succede. 
Succede che per colpa di una casa al mare, ti trovi coinvolta nuovamente in una sfida di cucina.
Sfida. 
Non sfiga. 
Avete capito bene. 
Anche se a pensarci bene... la sfiga è quella di non sapere se poi riuscirò a mantenerne il ritmo, che prevede di saltare solo due appuntamenti all'anno e con gli impegni vari di lavoro-scuola-circolo-anziani ultimamente è già "tanta roba" il pubblicare un paio di volte al mese.
Dicevo: a volte succede.
Succede che ho trovato una condomina che ha una casa letteralmente piena (e piena, credetemi, è un eufemismo!) di libri di ogni genere.
Anche di cucina.
Anche di cucina ligure e, precisamente: LA MENSA DEI LIGURI di Paolo Lingua, che ho appena iniziato a leggere ma sono già arrivata al pesto.
Pesto. Peccato non avere il basilico ligure. Quello che sa veramente di basilico e non di menta.

Poi succede che mi viene voglia di un bel piatto di trofie. Fresche. 
Non mi resta che farle. Dopo un inizio un po' tentennante è come andare in bicicletta: 400 g di farina di semola rimacinata, sale e 200 cc di acqua e un movimento per formare il "fuso" di pasta con il palmo della mano 




e quello dove si torna indietro pigiando leggermente sul "fuso" con il taglio della mano (da sinistra a destra) creandone una specie di spirale: la trofia (appunto!).




Detto: fatto!
Poi capita di continuare a vedere comparire paste con il pesce meravigliose nel gruppo che partecipa alla sopra menzionata sfida. 
MTChallenge: appunto!




Si. Perché questo mese guida le danze Christina del blog Poveri ma belli e buoni ed ha lanciato una sfida con i fiocchi ed i contro-fiocchi da vera velista quale è, ed ha scatenato mezzo web alla ricerca di tutti i tipi di pesce per presentare paste meravigliose.
Non ci credete? Andate a dare un'occhiata all'elenco degli sfidanti di MTC N.67! QUI. Non c'è pescatore o pescivendolo che non sappia che cosa sia MTC n. 67.

Ma io non partecipo più. Mi sono giocata tutti i "salti" possibili e ho gettato la spugna.

Già ma (dicevamo) capita che un sabato mattina (mentre rimpiango di non essere a far spesa tra i vicoli di Noli), trovo sul banco del pescivendolo una bellissima retina di vongole e (chissà perché) mi viene da pensare alle trofie.

Chi l'ha detto che le vongole vanno bene con gli spaghetti! 
Mi sa che con le trofie ci hanno confidenza e ci si sposerebbero volentieri. 
Unico dubbio: il prezzemolo. Non ce lo vedo con questa pasta delicata. Rischierebbe di rendere troppo amaro il condimento.
Bah un cucchiaio di pesto potrebbe esaltare il sapore delle vongole, basta non esagerare altrimenti si coprirebbe il sapore di mare dato dall'acqua di apertura delle vongole. Un pesto che prevede un basilico appena colto, pecorino, pinoli, aglio e un'emulsione di olio buono (magari di olive taggiasche giusto per rimanere in tema).

Così, a casa arrivano vongole, semola rimacinata e ... basilico.

Un primo delicato ma succulento che apprezza pure il Martirio tanto da farne il bis dopo essersi lamentato per avere aspettato che facessi le foto. Sì, perché ho ripreso in mano anche la reflex, ho allestito uno straccio di set e mi sono trovata con una ricetta da poter presentare. Non è sicuramente all'altezza di tutto quello che ho visto ma è un'alternativa delicata alle solite trofie al pesto con fagiolini e patate e la mantecatura con il pesto ed un po' di acqua di cottura rende il condimento cremoso e le vongole ci stanno benissimo. Solo tre ingredienti: trofie, vongole e un cucchiaio di pesto.
Basteranno per per questa sfida? 




Sì, perché se non lo avete ancora capito, partecipo con questa ricetta alla Sfida n. 67 di MTC (anche fuori concorso ma mi mancava questo appuntamento mensile) e che Alessandra e Cristina mi perdonino questo piatto semplice.





Ingredienti per 3 porzioni abbondanti:



per le trofie:
400 g di semola rimacinata di grano duro
200 cc di acqua tiepida
pochissimo sale.




per il pesto (come da indicazione de "la mensa dei liguri")
basilico a foglia piccola (tre mazzetti)
pecorino fresco grattuggiato
sale grosso (poco visto che il pecorino è già salato)
1 spicchio di agio (non esagerate: coprirebbe il sapore delle vongole)
olio EVO (di olive taggiasche)

1 Kg vongole veraci
1 bicchiere di vino bianco secco
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio EVO (di olive taggiasche)



Per prima cosa fate spurgare le vongole in acqua salata e fredda per una notte. 
Sciacquatele sotto acqua corrente e picchiettatele contro un tagliere dalla parte dell'apertura.

Impastate velocemente farina acqua e sale. Lasciate riposare il panetto di pasta per 30 minuti coperto da una ciotola.




Ricavate dei cordoncini di pasta e tagliatene dei tronchetti di circa 1 cm., schiacciateli con il palmo della mano fino a ricavarne dei "fusi". Imprimente con il dorso della mano una pressione leggera su tutta la lunghezza del fuso per farlo arricciare ed ottenere così la forma di una trofia.
           Lasciatele riposare su un canovaccio pulito mescolate alla semola in 
           modo che non si schiaccino.



Preparate il pesto (meglio se in un mortaio) mescolando l'aglio, il basilico lavato ed asciugato bene, il pecorino ed i pinoli aggiungendo eventualmente qualche grano di sale grosso (non esagerate perché il pecorino è già abbastanza salato). Emulsionate con l'olio EVO e 
           conservatelo in un vasetto coperto da un velo di olio EVO.

Fate aprire le vongole facendo scaldare un paio di cucchiai di olio EVO in una padella, aggiungete lo spicchio d'aglio e coprite. Scuotete la padella delicatamente. Sollevate il coperchio e, quando saranno aperte , sfumate le vongole con il vino bianco. Spegnete scolatele con una 
           schiumarola e tenetele al caldo togliendo i gusci alla maggioranza e 
           tenendone intere solo alcune per guarnire il piatto. Filtrate il liquido di 
           cottura (due volte!!) e tenetelo da parte.



Fate lessare le trofie in abbondante acqua salata. Quando verranno a galla raccoglietele con la schiumarola e saltatele nella padella dove avete fatto aprire le vongole (dopo averla sciacquata per eliminare eventuale sabbia) con le vongole aperte, un cucchiaio di pesto e l'acqua 
           di cottura. 





Quando saranno ben amalgamate e il condimento sarà diventato cremoso ed avvolgente, impiattatele e portatele in tavola caldissime.




19 commenti:

  1. altro che perdonarti, ti ringrazio e gioisco per questa delizia e per il tuo rientro!! E hai fatto pure le trofie, bravissima!! ma sì che mi piace, vongole con un po' di pesto, l'hai calibrato bene, si vede dalle foto, il piatto non è verde di pesto. Brava!

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    1. Le trofie sono state una scoperta e, a parte l'inizio lento, poi è stato tutto più semplice.
      Per quanto riguarda il pesto è stata una scelta dovuta al fatto che non amo troppo il prezzemolo e che aggiungerlo alle trofie mi pareva di rendere troppo amara la preparazione con il rischio di "coprire" il sapore di mare dato dalle vongole e dalla loro acqua. Il basilico resta più delicato ed aggiungendone un solo cucchiaio la preparazione resta più "legata" ed equilibrata (a mio parere!)
      Grazie per il Challenge!
      Buona giornata
      Nora

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  2. A me piace tantissimo e confesso di non resistere a soffermarmi sui blog dove si producono i formati di paura regionali che mi,affascinano...per le trofie è essenziale il movimento che non riesco a capire fino in fondo mannaggis! Me lo ha spiegato anche la Patty ma dipende dalla pressione che non è uguale sempre, vero ? Mi ci devo mettere e basta...ciao !

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    1. Come promesso proverò a fare un video con l'aiuto del fotografo di famiglia (Arc) ma, se vai in rete trovi diversi video esaustivi.
      Si tratta di "prenderci" la mano e, dopo le prime che vengono un po' stortignaccole, maniman che procedi diventa tutto più semplice.
      Devo ancora tarare il calibro (le mie sono un po' grossine per i miei gusti) ma confido nella pratica.
      Buona giornata anche a te.
      Nora

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  3. Un piatto gustosissimo con delle trofie sono un vero spettacolo devo capire meglio il movimento è sicuramente provo a prepararle
    Grazie mille e ben tornata
    😉

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    1. Il movimento viene con la pratica ed io ho fatto pratica per tutta una mattina.
      Tolto il fatto che devo ri-adeguare il calibro delle trofie (a me piacciono piccoline ma questa erano più lunghette), credo di avere capito.
      Si tagliano dei cilindretti, con il palmo della mano spingi in avanti l'impasto e formi il fuso. Poi con la parte del taglio della mano, premi leggermente e torni indietro da sx a dx. Non premere troppo altrimenti le "spetasci" (azz... non mi viene un termine Italiano ma credo che spiaccichi renda).
      Se riesco faccio un video con l'aiuto del mio piccolo fotografo e lo pubblico in calce (ma non garantisco).
      Grazie dei complimenti.
      Nora.

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    1. Il dito a Banana colpisce ancora!!!! Ho cancellato il commento ma ... ho kiulo! Avevo ancora la mail e l'ho recuperato da lì.
      ++ Nora, e cosa c'è di meglio della semplicità?? Hai fatto un piatto principesco, pieno di sapore, complimenti e bentornata, e non sai quanto sono contenta della tua rentrée. Giuliana ++

      Quindi spero mi perdonerai dei casini e ti ringrazio del "bentornata"... Baci
      Nora

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  5. Bentornata mia cara Nora, di solito ti seguo in silenzio, ma questo tuo ritorno meritava anche una parola.
    Sono felice che la Liguria ti abbia adottata, così oltre che a raccontarci del cibo di terra che fai nella casetta gialla, ci racconterai quello di mare.
    Apprezzo tantissimo il tuo piatto, io che stavolta ho scelto il famolo strano, amo in realtà i piatti semplicissimi, se poi profumano leggermente di basilico, allora mi conquistano.
    Le trofie fatte a mano sono da provare.

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    1. Grazie del bentornata anche se sarà dura tenere il passo con tutti gli impegni e la vostra impareggiabile bravura.
      Dopo il Piemonte anche la Liguria per imparare a trattare materie prime che non conosco ancora bene.
      Per ora mi tengo sul semplice...
      Buona giornata
      Nora

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  6. Che bella la foto delle vongole nell'acqua! E che pazienza fare le trofie, io formati cosi' non li reggerei. Pero' li mangerei: le vongole sono la cosa di mare che meglio si sposa con la pasta e effettivamente il pesto con la morbidezza e la dolcezza delle trofie si sposa perfettamente. Quindi ottime!

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    1. Le foto sono (in gran parte) merito di Arc che ha un "punto di vista" diverso dal mio e che apprezzo molto.
      La pasta devo dire che mi è riuscita ancora un po' troppo grossina ma, con il tempo e la pratica, riuscirò a calibrare meglio la misura.
      Ed il pesto è stato un'alternativa al prezzemolo che, secondo me, sarebbe stato troppo forte da coprire il sapore del mare.
      Ma... a parte i complimenti ... quando riusciremo ad averti ospite nella casetta al mare?
      Baci
      Nora

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    2. Guarda quando vuoi. Noli è bellissima e voi ospiti meravigliosi.

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  7. Questa casetta al mare (che mi sembra di capire ha ormai sostituito la famosa casetta gialla) è stata una manna anche per la cucina e per il blog! Questo piatto è perfetto per fare felice il Sig. Darcy... peccato che le vongole fresche qui si trovino solo nella pescheria del supermercato con la consonante lunga e non appena pescate dal pescatore ligure che ti aspetta sulla spiaggia. ...
    P.s. : ma è consentito un rientro una tantum nel girone dell'MTC? Perché anch'io sono uscita per incapacità organizzativa ma, a volte, mi piacerebbe, impegni permettendo, fare una rapida incursione nella gara più gustosa del web. ...

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    1. Ciao Claudette. La casetta al mare è stata una manna per introdurre il pesce nelle mie preparazioni abituali per allestire il desco familiare. Poi non ha sostituito la Casetta gialla ma solo ne è diventata un naturale complemento.
      Quanto al "rientro" in MTChallenge: si presuppone che tu possa partecipare a tutte le sfide (sempre con il "bonus" di 2 all'anno ma credo convenga chiedere conferma ad Alessandra).
      Nella speranza di vederti di nuovo alle prese con questo Challenge, baci
      Nora

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    2. Rispondo qui a Claudette. Un rientro a spot non è consentito. Abbiamo una community che sa anche fare opera di persuasione, di sostegno psicologico, di tifo da hooligans per far trovare anche alle super impegnate l'energia per poter cucinare ed è questo il "programma speciale" che abbiamo preparato per Nora :) Se ti fa piacere, entra in Comunità anche tu :) :) e li troverai tante motivazioni per partecipare. Aggiungo anche che più la ricetta è semplice e più la apprezziamo.

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  8. Io ti tirero' giù il fiato con tutte le cose che devo fare ma te ne li tiri giù con queste meravigliose trofie! Sono rimasta a bocca aperta. Per farle, l'impasto non è un problema....ma farle...e schiaccia e gira...no no, mi piacerebbe farle insieme a te!
    "Semplice" il sugo, senza tante menate di accostamenti. Semplice ma gustoso vero? Poi con quella meraviglia di pasta che hai fatto...brava Nora! Complimenti e complimenti all'oall'ormai grande Arc.

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    1. Fidati! Nelle numerose sfide abbiamo fatto ben di più complicato.
      Qui si tratta di imparare il ritmo della "sonata"... e tu di ritmo te ne intendi sicuramente più di me!!!
      Buona giornata
      Nora

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  9. Pensa che quando dovevamo decidere il tipo di pasta da abbinare al pesce, in un primo momento avevamo scartato la pasta fresca. E poi ho pensato alle troffiette e a quanto stanno bene col pesce... ed ecco qui la realizzazione dei miei desideri, pure nella forma più alta, con la pasta fatta a mano. Una precisazione linguistica. Le trofie a Genova sono gli gnocchi di patate. Queste si chiamano troffiette. Lo sanno in pochi, ormai, ma una ligure di adozione deve saperlo. Specie se le prepara meglio di migliaia di liguri di nascita, a cominciare dalla sottoscritta. Faccio piccolissimi progressi, un po' alla volta, ma se uno non ha manualità, hai voglia a farsela venire. E comunque, Nora, non vedevo l'ora che rientrassi. Scusa il commento sconclusionato, ma sono davvero contenta che tu sia di nuovo all'MTC. la community ti aspetta, adesso ci sono i cannoli e sono sicura che tu ed Arc farete onore alla sfida, come ai vecchi tempi. Felice, felice, felice.

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