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lunedì 15 giugno 2015

Mia madre le chiamava *svizzere* ovvero #MTC49 American Burgers ed il mio burger Italiano.






Mia madre le ha sempre chiamate *svizzere* e da ragazzina me le proponeva spesso. 
Pure mia suocera le chiama così e le cucina per Arc quando si ferma a pranzo da lei.
Ci sono cresciuta a *svizzere*. Poi, da adolescente, sono comparsi quei locali American Style, che facevano tanto *Happy days* anche se io andavo contro-corrente e tifavo per Richie e non per Fonzie.
Ma a mangiare quei panini morbidi (il più delle volte mollicci) con le *svizzere* che chiamavano hamburger e le patatine fritte, insieme ai morosini dell'epoca, ci andavo ma non troppo spesso. Al di la della novità preferivo quella catena (che è sparita quasi subito) dove si potevano prendere delle mega insalate componendole da soli.
Poi sono arrivati i giorni di Oxford dove gli hamburger nei panini (mollicci anche qui, la catena era la stessa!) erano un'alternativa ai pasti in college (traumatizzanti) e alle fettazze di Apple Pie con crema che ci facevamo per sopravvivere.
Il fatto è che eravamo giovani e le calorie si smaltivano subito. Ora con le stesse calorie non passerei dalla porta dopo solo tre giorni.
Ora c'è Arc che vuole andare nella stessa vetusta ma incrollabile catena dei panini mollicci e delle patatine-che-non-sono-patate-vere fritte. 
Ci va alcune volte con l'amico del cuore all'uscita di scuola e ..... gli piace.....
Gli piace perchè ci sono gli Happy Meal con i giochini, perchè fa figo andare, perchè le patatine fritte piacciono a tutti.
Ma li faccio pure a casa, per far mangiare la carne ad Arc che non la adora particolarmente. Il pane lo compro in una panetteria ebraica vicino a casa di mio padre, che di mercoledì fa dei buns spettacolari.
Questa volta ci voleva Arianna del blog Saparunda's Kitchen che ha vinto lo scorso MTChallenge e che ha proposto come sfida *The American burger* con pane, salsa, polpetta, e tutta la compagnia cantante che compone il piatto completo, contorno compreso.
La scorsa sfida l'ho saltata perchè Maggio è stato un mese denso di avvenimenti, lieti e non, ed il tempo è volato prima di farmi venire un'idea decente e trovare il tempo di metterla in pratica.
Anche questo mese pensavo di *passare la mano*. Mi spiaceva per Arianna che ho imparato ad apprezzare da tempo e con la quale scambio a volte battute su FaccialiBro. Poi, complice qualche problematica che mi ha costretto a casa nel WE (ultima della serie si è rotta la tapparella della cucina e bisogna trovare la soluzione....) sono riuscita a farne una versione. Quella che mi si addice. Quella che parla del mio Paese, degli ingredienti che dovrebbero essere più facilmente reperibili in Italia ed è di un buono.... ma di un buono......

Curiosi? Eccolo qui di seguito il mio HAMBURGER ITALIANO.



Panini di Arianna. Semplici, con i semi di zucca e cotti alle tre del mattino per non morir dal caldo nella mia cucina blindata-
Carne di fassona tritata nel tritacarne di mia suocera (anni sessanta/settanta in plastica rossa con il disco per fare passare la carne e la lama che si monta a vite).
Ripieno Mozzarella di bufala (io Golino) e prosciutto di parma reso croccante in una padella antiaderente. 
Salsa di peperone giallo e aceto balsamico.
Contorno di fiori di zucca ripieni di crema di patate e prosciutto.



Con questa ricetta partecipo alla sfida numero 49 di MTChallenge.

I panini (dal blog di Arianna)

Ingredienti per 4 buns con lievito di birra:(Non li faccio molto grandi sono del diametro di 10 cm)
  • 250 g di farina (00 e Manitoba al 50%)
  • 130 g di latte 
  • 20 g di burro 
  • 10 g di zucchero
  • 5 g di strutto (per chi non potesse sostituibile con il burro)
  • 5 g di sale
  • 4 g di lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di miele  malto d'orzo


Intiepidite il latte, scioglietevi il lievito con il malto e lasciate riposare per una decina di minuti. 
In una ciotola di vetro capiente setacciate la farina, formate una fontana, versate il latte poco per volta e lasciatelo assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. 
Aggiungete lo strutto ed il burro a temperatura ambiente e il sale e lo zucchero. Impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Coprite con della pellicola e un panno e lasciar lievitare fino al raddoppio (1-2 ore). 
Prendete l'impasto,sgonfiatelo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete (più o meno come un asciugamano): dividetelo idealmente in tre parti, sovrapponete la parte di destra al centro ed idem con la sinistra (al centro, sopra la destra). Ora rigirate di 90° e fate lo stesso.
Fate riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta. 
Formate poi i buns (con queste dosi vengono 4 panini da circa 80-90 g l'uno). Poggiateli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciateli leggermente.
Fateli riposare coperti da pellicola per una mezz'oretta.
Spennellateli con 1 uovo battuto con un cucchiaio di latte e cospargeteli con i semi di zucca.

Accendete il forno a 180°C.
infornate e cuocere fino a doratura (nel mio forno 20 minuti).
Sfornate e lasciar asciugare su una gratella.

Per la salsa

Ingredienti:
1 peperone grosso giallo
1 cucchiaino di aceto balsamico
sale e pepe q.b.

Accendete il forno a 250°C e mettete il peperone su una teglia rivestita di carta da forno.
Fate cuocere per 15/20 minuti circa (fino a che si sarà ben abbrustolito).
Toglietelo dal forno e fatelo raffreddare racchiuso in un sacchetto di carta del pane.
Una volta freddo togliete la pelle del peperone e riducetelo a falde. 
Mettetelo in un bicchiere alto conditelo con sale, pepe e 1 cucchiaino di aceto balsamico.
Frullatelo con un frullatore ad immersione sino a ridurlo in crema.

La carne.

Ingredienti:
500 g di polpa mista di fassona.
1 cipollotto fresco
1 cucchiaino di capperi (quelli piccolini) dissalati
Pepe.

Tagliate a pezzi piccoli la carne e passatela nel tritacarne. 
Mettetela in una ciotola con la cipollotta tritata finissimo assieme ai capperi.
Mescolate bene e formate 4 polpette che schiaccerete a mano per formare gli hamburger.

Cuocetele su una piastra rovente, girandole ogni minuto per 5/6 minuti (dipende dall'altezza dell'hamburger- l'interno deve rimanere rosato)



Farcitura:
1 mozzarella di bufala (io Golino)
4 fette di prosciutto di Parma all'osso
1 pomodoro ramato grosso

Tagliate la mozzarella a fette alte 1 cm e mettetela a scolare su un piattino
Scaldate bene una padella antiaderente e fate asciugare le fette di prosciutto sino a che diventeranno croccanti.
Tagliate a fette alte 1 cm. il pomodoro.

Il contorno?
Fiori di zucca ripieni di crema di patate e prosciutto cotto.



Ingredienti (per 4 persone)
12 fiori di zucca.
2 patate medie
30 g di burro
100 g di prosciutto cotto in una sola fetta
50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 uovo intero
sale, pepe, noce moscata
1 tazza di brodo di verdura

Togliete il pistillo ai fiori di zucca e lavate bene i fiori sotto l'acqua corrente.
Metteteli a scolare su uno strofinaccio pulito.
Fate bollire le patate in acqua salata. Riducetele in purè e aggiungete sale, pepe e noce moscata. 
Aggiungete il burro ed il Parmigiano Reggiano grattugiato.
Tagliate la fetta di prosciutto a dadini piccolissimi e mescolateli al purè. Aggiungete l'uovo leggermente battuto quando sarà freddato. 
Ungete una pirofila da forno con del burro o dell'olio EVO. 
Riempite ogni fiore delicatamente con un cucchiaio di purè. Chiudete bene le estremità e adagiateli nella pirofila.
Aggiungete mezza tazza di brodo, coprite con un foglio di alluminio e mettete in forno a 170°C per 15 minuti. 
Togliete il foglio di alluminio e fate gratinare scoperto per 10 minuti.

Composizione del piatto:



Disponete a raggiera i fiori di zucca (3 a persona).
Tagliare a metà il panino e fatelo leggermente scaldare sulla piastra (non deve tostare, basta farlo scaldare).
Versate un cucchiaio di crema sulla base del panino, adagiatevi la carne, la fetta di mozzarella, il prosciutto di Parma croccante, la fetta di pomodoro, la crema e chiudete il panino.

Servite caldissimo.





21 commenti:

  1. Anche in casa Fiordisambuco si usava e si usa ancora chiamarle svizzere e la mia nonna paterna, che amava comprare cianfrusaglie varie per la cucina, aveva ancheuna specie di stampino in modo che la svizzera fosse, appunto, una svizzera e non una banale polpetta. Io mangerei volentieri la tua versione (adoro i peperoni e stravedo per i fiori di zucca), mentre la Pulce ovviamente è un fan della famosa catena (il suo evento mondano estivo é una serata proprio lì. .), ma questo mese passo la mano. Come dici tu avrei bisogno di una giornata intera libera da dedicare alla ricetta, ma guardo desolata l'agenda e, tra ritiro pagella, torneo di calcio, cuginetta in arrivo e amici a cena, non riesco a vedere spazi liberi per la sfida n. 49. Buona settimana,
    Claudette

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    1. Noooooo!!!! Peccato non vedere cosa inventeresti! Sono certa che ci sarebbe da imparare (come per gli spaghetti).
      A presto
      Nora

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  2. Ma pure la mia nonna mi preparava le svizzere! Mi hai portato indietro di "qualche" anno!! Bella combinazione di sapori e fantastica l'idea dei fiori di zucca! A presto, Marina

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    1. Grazie Marina. L'idea dei fiori di zucca è stata suggerita da Arc che li ha apprezzati tantissimo durante il pranzo domenicale di settimana scorsa.
      A presto
      Nora

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  3. Che lavorazione!! Molto bello, ricco, succulento! Mi sa che Arc non andrà più in quel posto dei panini mollicci!

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    1. Per ora gli è stato interdetto (il posto dei panini mollicci) fino all'inizio della scuola.
      Poi, vedremo .... e visti i voti mi converrà NON legarlo ai risultati altrimenti diventerebbe la sua dieta.
      Vediamo se lo *incanto* con questi?
      A presto
      Nora

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  4. E mi ricordo il tritacarne di sua suocera, l'inglese a Londra, quando arrivarono le catene di hamburger in Italia....basta che poi mi viene una nostalgia spaventosa..... che solo il tuo burger potrebbe rimediare ...buon inizio settimana

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    1. Il tritacarne di mia madre invece era di ghisa (pesantissimo ed usato per lo più per tenere schiacciato il pollo alla diavola) ma non stata buona di trovarlo.
      Sarà per la prossima.
      Nora

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  5. A parte che in questo momento mi rendo conto di essere "vecchia", ma non più tardi di 1 anno fa avevo proprio intitolato un post "che fine ha fatto la svizzera" e non parlavo dello stato, ma proprio dell'odierno hamburger....
    ....e da oggi quando mio figlio mi chiederà di rifargli l'hamburger gli dirò che o lo chiama svizzera o dovrà trovare il modo (manco con le bombe) di convincere suo padre a portarlo in una di quelle catene americane dove il panino è sempre (non so perchè) molliccio!!!
    Complimenti per la ricetta

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    1. Grazie Mila, Come vedi io il mio figliolo cerco di educarlo...sono le compagnie che lo rovinano!
      Nora

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  6. Io invece ho imparato che si dice "svizzera" praticamente dieci anni fa, ai tempo dell'univeristà perché li chiamava così una mia coinquilina. Per me è sempre stato "hamburger" forse perché sono cresciuta in città e le mie nonne (un di campagna l'altra abitava in montagna) al massimo cucinavano uno spezzatino in bianco invece che al sugo per fare qualcosa di nuovo. Mai mangiate le svizzere/hamburger in casa loro. Mai neppure viste di sfuggita!
    Non sai quanto mi hai riempito il cuore di felicità riuscendo a partecipare questo mese! Il tuo hamburger parla decisamente italiano. Quell'orgoglio italiano che abbiamo tutti ma che ultimamente (almeno a me) fa fatica ad uscire fuori. I sapori sono perfettamente equilibrato, la mozzarella e il pomodoro danno freschezza, la salsa al peperone ha quel tocco acido quel tanto che basta a dare alla polpetta di carne il sapore perfetto.
    Perfezione italiana ad ogni morso.
    Perché ora saremo anche un'Italia sgarrupata, ma rimaniamo tra i paesi più belli con una ricchezza pari a pochi!
    Grazie mille Nora, ti lovvo!!!

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    1. Ti lovvo anch'io perfida (in senso buono neh!!!!) Mazzetta, che ero a dieta e mi hai fatto deviare......
      Baci
      Nora

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  7. Un panino con prodotti di tradizione,ma assemblati in maniera così particolare da creare un panino innovativo. Insomma, c'è l'essenza della tua cucina in questo panino: radici salde nel passato, ma ravvivate da ventate di creatività.

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    1. Grazie Mariella. Sempre troppo generosa nei tuoi commenti.
      Radicata nel passato sicuramente, innovativa non saprei dire.... mi pareva un abbinamento un po' scontato ma (inizialmente) non mi era venuto altro in mente.
      A presto Mariè!
      Nora

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  8. Svizzera anche io! Praticamente fino a che non ho lasciato casa e mi sono sposata. Ma mia mamma la faceva nuda, stracotta perchè all'epoca detestavo che si vedesse il sangue e non avevo ancora scoperto la Chianina. Contorno di puré per lo più. Il primo hamburger è stato ai tempi dell'università nel primo negozio di quella catena di cui parli, aperta nella mia città nella piazza principale con grande scalpore (puoi immaginare). Ma non mi ha mai detto nulla.
    L'illuminazione anni dopo negli States. Ed è stato un viaggio di non ritorno.
    Il tuo burger, tanto italiano, è tanto bono! Lasciamelo dire, che il prosciutto croccante e la mozzarella di bufala hanno una relazione al limite del porno. La salsa di peperoni è il colpo finale. Per fortuna ti sei contenuta. Lo trovo un panino fantastico!
    PS - Esci da quella cucina blindata please!

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    1. Hai dimenticato un'aggettivo alla svizzera nuda.... dura come il disco di hockey.
      Anche mamma me la ammanniva così....
      Sarà per questo che non ho mai visto di buon occhio nemmeno gli hamburger perchè me la ricordavano troppo.
      Se Dio vuole ed il Martirio ce la farà, questo sabato toglieremo i sigilli dalla cucina e, se riuscirò a sopravvivere al Rosario, alla polvere ed al caldo, potrei riprovarci....
      A presto
      Nora

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  9. cara Nora, anche se sono vegetariana questi burger mi hanno rapita, per come sono stati realizzati (come dimenticare il tritacarne ... ) per l'amore che ci hai messo, per i fiori di zucca che mi fanno impazzire e per i ricordi che il tuo post ha evocato. E non ti passi neanche per l'anitcamera del cervello di poter passare la mano ... come faremmo senza la tua partecipazione? Un abbraccio Helga

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    1. Che bel complimento che mi hai fatto Helga!!!! I fiori di zucca te li potrei servire anche a colazione perchè li adoro e, sostituendo il cotto con delle carote saltate, i dei dadini di peperone.... mi sa che provo e ti dico.
      Passare la mano è un'idea costante visto che mi pare di non essere affatto paragonabile a quello che fate tutti voi.
      Per il momento la mia autosima regge, vediamo fino a quando.
      Baci
      Nora

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  10. ieri son passata davanti a un bar che fa anche ristorazione e che nel menu del giorno aveva scritto "svizzera". E ho pensato: "ioavrei scritto Hamburger". E' solo questione di nomi,ma a me la prima ha sempre messo tristezza, il secondo allegria. Colpa degli impiattamenti dei nostri tempi, del fatto che mia nonna la cuocesse come una fettina (grondava olio, quando me la metteva nel piatto), che all'epoca fosse inconcepibile la salsa sulla carne (ma ti ricordi, il rigore degli abbinamenti? Pesto&trenette, bistecca & insalata, cappuccino &....focaccia,ecco,meno male che noi qui un po' di trasgressione l'avevamo :-)
    Divago,come sempre- mentre invece dovrei stare piiù su questa ricetta, che presenta l'Hamburger Gourmand per eccellenza: perchè Fassona, Bufala, prosciutto di Parma sono una triade che toglie il fiato e fa sì che ci si accosti al simbolo del fast food in religioso silenzio, con un rituale "lento" quale si conviene a uno spettacolo del genere, che DEVE essere assaporato, piano piano.
    Le ultime due righe del commento di Helga sono le mie. già che mi tocca essere più distratta del solito, in questi mesi...che nn ti venga in mente di farci qualche scherzo... perchè è la volta che ti vengo a prendere, da qualsiasi parte mi trovi :-)

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    1. Cappuccino e focaccia (confesso.....anche con le cipolle....una maialata galattica) erano la mia *rivolta alimentare* nei confronti di mia madre quando da ragazzina venivo a Zena a trovare il moroso.
      La tua svizzera grondava d'olio, la mia era dura come un disco da Hockey.
      Quanto a *gettare la spugna* ti diro: è un po' che ci penso visto il livello delle proposte di chi, per attitudine o professione *arriva oltre* alle mie proposte banali da cucina di tutti i giorni.
      Vorrà dire che, per vederti prima, mi dovrò decidere..... ;-)
      Bentornata e a presto.
      Nora

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  11. Io che conosco gli American burger solo perché li si mangiano in quella catena famosa dai panini mollicci, non ero grande amante del genere. E invece.. invece con questa sfida mi sono dovuta ricredere. Perché partire dal bun e continuare con la carne, da preparare in casa, e finire con le salse anche queste rigorosamente homemade, è non solo divertentissimo, ma anche un bel modo per apprezzare un piatto che da junk food diventa un vero e proprio slow food :) Il tuo panino richiama la nostra Italia dal Nord al Sud. E mi piace che possa essere un'alternativa per il piccino di casa a quella catena dai panini mollicci :) Complimenti per la ricetta :)

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