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giovedì 9 luglio 2015

PANGASIO AL CARTOCCIO E LE VACANZE DI ARC




Tempo di ferie che arriveranno (se sopravviverò a questo periodo); tempo di vacanze scolastiche e di tempo che Arc ha da impiegare per recuperare tutto quello che ha accantonato per un anno.
Tempo per farsi nuovi amici, per giocare e scalmanarsi con l'oratorio estivo.
Gite in autobus, al mare ed in montagna, da dove torna senza voce e con le scarpe bucate.
Giornate in piscina da dove rientra rosso come un gambero perché la crema con la protezione *giusta* l'ha nello zaino, la mette appena arriva solo dove si ricorda, e poi fa il bagno.... e non la rimette.
Tempo di mare. Tempo per godersi la compagnia del suo amico del cuore, ospite suo, e senza la mamma al seguito.
Si sente grande. Si sentono grandi. Cominciano a fare i complici mentre vanno a prendersi il gelato da soli. Crescono.

mercoledì 1 luglio 2015

UNA PASTA TIEPIDA PER QUESTA ESTATE CHE CI AVVOLGE.




Estate finalmente! Con una miriade di primizie e frutta colorata. Con la voglia di mangiare più sano ma non per questo meno saporito.
E la dieta? Beh, basta non esagerare con le quantità e la pasta possiamo mangiarla lo stesso.
Non con il ragout, non come carbonara, ma una pasta semplicissima, con i pomodori che (finalmente) hanno sapore di sole, la possiamo mangiare anche noi che siamo a dieta.
Si, (il primo che ride me lo mangio!) da qualche giorno sia io che Arc siamo a dieta. Io perché, oramai, mi sono stabilizzata sulla linea tonda e vorrei evitare di voltare su quella ellittica, ed il cucciolo perché ha messo un po' di pancettina e l'ortopedico mi ha suggerito (piuttosto energicamente) di metterlo un po' a dieta.
TRAGGEDIA!!!! Ho dovuto nascondere la bilancia altrimenti si pesa ogni volta che ingurgita qualcosa. Cerca di stare alla dieta ma ogni tanto *scantona* e io mi arrabbio.
Gli mancano i gelati e allora vai di ghiaccioli con i pezzi di frutta dentro (Araba non mancherò mai di ringraziarti della genialata). Vorrebbe un dolce e io gli propongo lo yogurt greco (light) con un cucchiaino da caffè di marmellata fatta da me o con la frutta fresca.
I primi giorni sono riuscita a *venderglieli* ma poi.... sono restati solo i ghiaccioli con la frutta....
Ho provato a far leva sul suo trasporto per qualche ragazzina che al momento lo considera solo un amico, e qui ho forse trovato il tasto giusto.
Fortemente attratto dal fascino femminile, pur di compiacere le sue passioni (si, è indeciso al momento), si sacrifica a tavola.

domenica 21 giugno 2015

DUE PETTI PER DUE HAMBURGER ...ED E' ANCORA MTCHALLENGE #MTC49




Una settimana con la cucina sigillata.
Con il caldo che ha fatto per di più!
Il tutto successe sabato scorso, al ritorno dalla spesa, mentre il Martirio ritirava in box la macchina, io sono salita in casa per cercare di riporre la spesa e preparare una cena decente.
Mentre mi accingo a sollevare la tapparella di ferro della cucina, ovviamente elettrica altrimenti non ce la farei, la gatta mi si struscia tra le gambe con una prepotente richiesta di cibo. La serranda si alza sino a metà e Ariel continua ad entrare ed uscire miagolando quando, improvvisamente: un botto!
Mentre miracolosamente la micia rientra in casa incolume (ha ritirato i baffi proprio un nanosecondo prima che *cadesse la scure*)  la serranda precipita con un rumore assordante ed io rimango paralizzata con il dito sull'interruttore a guardare annichilita questo muro di ferro.
Ovviamente il Martirio rientra ed esordisce:
- Come cavolo hai fatto a rompere la tapparella?!
Io??????
Insomma: ha ceduto il sostegno di metallo che fissava il rocchetto dove si avvolge la serranda e .... patatrac!
Inutile pensare di chiamare chi le ha installate: Martirio vuole fare da se e da qui parte una serie (infinita) di supposizioni, nonché osservazioni del cassone aperto dall'alto della scala piazzata di fronte alla finestra. 
Io e la gatta ad osservare lui allibite (io, lei aspettava il turno per salire sulla scala per osservare).
Una settimana di tortura costretta a cucinare con le serrande che non lasciano passare un fiato d'aria. 

venerdì 19 giugno 2015

Tagliatelle alla finta carbonara estiva e lo scorrere del tempo.




 "Sed fugit interea fugit irreparabile tempus" scriveva Virgilio ai miei tempi... 
Scherzi a parte il tempo non basta mai (e soprattutto non mi aspetta) e mi ritrovo a far la spesa come si corre una staffetta. 
Scendo dalla metropolitana e mi fermo alla prima tappa: Pane.
Mi infilo sull'autobus e, facendomi largo tra una decina di ragazzetti brufolosi ed allampanati con gli occhi appiccicati al cellulare ed attaccati come scimmiotti ai sostegni quelli alti (quelli che io raggiungo in punta di piedi, nel migliore dei casi); scendo e c'è il Super quello che accetta i buoni pasto: frutta, latte, una bellissima orata e le pile dell'orologio di cucina che è fermo da un mese circa....
Risalgo per una fermata. 
Si: UNA FERMATA, perchè con le scarpe ai piedi dalla mattina alle sette, alle sette di sera non ce la farei a farmi nemmeno tre metri con le borsine appese al braccio, i piedi gonfi, il pane in mano (mannaggia a me che non chiedo mai le buste di plastica), le perle al collo e gli orecchini che mi stanno massacrando il lobi. 

lunedì 15 giugno 2015

Mia madre le chiamava *svizzere* ovvero #MTC49 American Burgers ed il mio burger Italiano.






Mia madre le ha sempre chiamate *svizzere* e da ragazzina me le proponeva spesso. 
Pure mia suocera le chiama così e le cucina per Arc quando si ferma a pranzo da lei.
Ci sono cresciuta a *svizzere*. Poi, da adolescente, sono comparsi quei locali American Style, che facevano tanto *Happy days* anche se io andavo contro-corrente e tifavo per Richie e non per Fonzie.
Ma a mangiare quei panini morbidi (il più delle volte mollicci) con le *svizzere* che chiamavano hamburger e le patatine fritte, insieme ai morosini dell'epoca, ci andavo ma non troppo spesso. Al di la della novità preferivo quella catena (che è sparita quasi subito) dove si potevano prendere delle mega insalate componendole da soli.
Poi sono arrivati i giorni di Oxford dove gli hamburger nei panini (mollicci anche qui, la catena era la stessa!) erano un'alternativa ai pasti in college (traumatizzanti) e alle fettazze di Apple Pie con crema che ci facevamo per sopravvivere.
Il fatto è che eravamo giovani e le calorie si smaltivano subito. Ora con le stesse calorie non passerei dalla porta dopo solo tre giorni.
Ora c'è Arc che vuole andare nella stessa vetusta ma incrollabile catena dei panini mollicci e delle patatine-che-non-sono-patate-vere fritte. 

mercoledì 10 giugno 2015

LA FINE DELLA SCUOLA E UN CLAFOUTIS ESTIVO PIENO DI CILIEGE CON LA RICETTA DI UN'AMICA.


Fine della scuola. E poi, pensare di finire le lezioni di lunedì, così *salta* l'inizio dell'oratorio estivo, ci incasina la settimana..... 
Certo deva averla pensata uno che si chiama Eu-GENIO!
Lunedì quindi ho accompagnato il figliuolo a scuola per l'ultima giornata della sua prima media.
A parte l'ultima lite mattutina perchè Arc, pur all'ultimo giorno, si è scammellato una cartella pesantissima e, alla mia perplessità perchè lui avesse tutti quei libri al seguito l'ultima lezione, ha risposto:
- Non si può mai sapere........
Fine quindi delle litigate perchè si dilunga troppo, perchè tergiversa, perchè dimentica le cose di scuola.
Ultima *chicca* (sua e del Martirio) è stato lo smarrimento della cartelletta di tecnica che, volendo polemizzare, ingombrante com'è non è facile da *perdere*.
Settimana scorsa, complice del fatto che il Martirio tornava da una commissione in zona scuola, è passato a prendere Arc a fine lezioni.
La sera stessa, a casa, mentre lo spronavo (con tono dittatoriale a detta del Martirio) a far ordine in camera, mi accorgo che non si vede *in giro* la cartelletta di tecnica.
- Che fine ha fatto la cartelletta Arc? L'hai lasciata a scuola?
Interviene il Martirio deciso:
- No. Me l'ha piazzata in mano all'uscita.
.....
- .... e quindi?
SILENZIO. 

domenica 7 giugno 2015

Un buffet di una Cresima e le feste famigliari.

Come crescono in fretta i nostri ragazzi! Sembra trascorso un battito di ciglia da quando Arc mi ha strizzato l'occhio avvolto in un telino blu della sala operatoria.
Tutto impastato con un ciuffo di capelli scuri (più di quelli di suo padre, in verità!).
Ora siamo arrivati al momento della Cresima e vederlo avanzare verso l'altare compunto e convinto, come sempre, mi ha aperto i rubinetti delle lacrime.
Quelle lacrime di gioia. Quelle che immancabilmente scendono ogni volta che lo vedo cimentarsi in qualcosa, dalla prima poesia e canzoncina natalizia bofonchiata all'asilo nido (apriti cielo! ho persino fatto il video....tutto tremolante con l'eco dei miei singhiozzi!!!!), all'ultima recita dopo il corso di teatro.
Cresima, dicevamo.
Una cerimonia che è il momento in cui noi genitori incominciamo a vedere i nostri figli un po' più cresciuti, pronti ad affrontare la vita, con l'aiuto del Cielo e delle nostre preghiere.
Cresima anche per ritrovarsi in famiglia, a festeggiare un *passaggio*, per far festa assieme, per ringraziare di questo Miracolo che la Vita ci ha fatto.
Festa.
Con la Comunione era stato facile: un bellissimo Ristorante a Milano, con un cortile nascosto tra le mura di vecchie case, un angolo di campagna in città; trovare (per una volta) tutto pronto e dover provvedere solo con la torta, scelta e disegnata assieme ad Arc.
Questa volta è stato più complicato. La cerimonia sarebbe stata alle 15.00 e quindi il pranzo è stato subito fuori discussione.
Cena? Con il mio papi 91enne e altri problemi di digestione in famiglia.... beh, rischiosa....
Un buffet.

martedì 2 giugno 2015

Una torta di mele dolce come il sorriso di un'amica.






Mi sono perduta in questo fine settimana che non finisce mai. 
Persa a cercare un perché che non esiste, che fa traballare ogni anima, prima o poi.
Non riuscire a sollevare un dito, a fare le cose normali, a muoversi come i giorni prima.
Il tempo che scorre e non ha senso. Qualsiasi cosa che faccio perde peso e misura. Non serve.
Perdersi.
E ritrovare in una foto, imprigionato in uno scatto,un sorriso pieno di Vita.
Capire che non ti avremo persa, che sorriderai sempre.
E ritrovare la voglia di ricordarti, sorridente e dolce. Dolce come le mele del tuo Alto Adige, che finiscono in una torta. Semplice. Come te.

giovedì 21 maggio 2015

UMBRIA E SAGRANTINO, IL VINO *DEI SACRAMENTI* E L'ASSOCIAZIONE DEL FOOD BLOGGER ITALIANI




Un vino che conquista al primo sorso: il Sagrantino di Montefalco.
Un territorio ricco di risorse: l'Umbria
La competenza e la passione di un produttore coraggioso.
Ne avevo già parlato qui ed oggi anche sul sito AIFB.

martedì 5 maggio 2015

LA FATA DEL GLICINE E LA BALLERINA...E LA CIAMBELLA BOLOGNESE DI NONNA GINIA.






E' tornata! O meglio: si è svegliata!!! 
Chi?! Ma la Fata del Glicine!
Arriviamo a sera, all'imbrunire e, prima dei colori del suo manto, ci accoglie il suo profumo. Un profumo dolcissimo che stordisce e accarezza i sensi.
Passiamo carichi borse e sfioriamo appena il suo vestito lilla.


Arc bisbiglia: - Mamma, è tornata hai visto?-
Rispondo con il fiatone per le borse che sto trascinando verso l'entrata della Casetta Gialla: - Si, ho visto e sentito il suo profumo che ci saluta. -
Non contento il monello insiste: - Dici che ha scoperto che un uccellino ha fatto il nido nascosto dagli intrecci dei rami?-
Sicuramente l'avrà notato al risveglio, ma  potrà sempre chiederglielo domattina quando andrà a salutarla. Le chiederà se la *ballerina* che ha fatto il nido potrà restare al riparo dai rami.


Arc mi guarda di soppiatto, come avessi detto chissà che fesseria.... non riconosce ancora le magie che vedo? Strano!
Ma si, Arc, quell'uccellino era una ballerina di cui si era innamorato un mago cattivo e che, per invidia delle sue movenze aggraziate e perchè si era innamorata di un altro, trasformò.
Pensando di condannarla a finire in bocca a qualche gatto, la trasformò in uccellino ma.... si dimenticò ti far sparire anche la *grazia* dalla ballerina.
Così, questo uccellino minuto, con un piccolo collare di piume bianche attorno al collo, si muove con grazia tra un ramo e l'altro, come se ballasse, ed incanta tutti coloro che la vedono. 
Questa ballerina ha trovato rifugio tra i rami contorti della Fata del Glicine. Ha costruito un nido ben riparato, dove un ramo di edera fa da nascondiglio alla nidiata appena dischiusa. Ed ora, per ricompensare la Fata che la protegge e le da asilo, danza tra i rami e tra i sussurri dei fiori lilla.
Non sembra convinto Arc.
Un ultimo sguardo alla sua ombra ormai nel buio della sera, mentre accosto le imposte della camera del mio cucciolo e respiro ancora una boccata di quel profumo.

L'indomani la giornata è bigia, pioviggina e la veste leggera della Fata è un poco appesantita, come le altre foglioline che cominciano a spuntare.


E' più bella con il sole, così maestosa. 
Sotto la pioggia si ritrae come intirizzita; la spio dalla finestra mentre all'interno il camino acceso toglie un po' di umidità nella stanza.
Arc è nervoso, gli amichetti che aspettava non sono arrivati e si annoia.
Gironzola in cucina e non sa che fare...e comincia a curiosare tra i quadernetti delle ricette che giacciono sul tavolo.
Ho un'idea: - Che ne dici di far una torta tutto da solo? Così la potrai mangiare in compagnia della Fata questo pomeriggio! -
E' titubante; non sa che fare ma è tentato....
Ok. Deciso per il dolce e scegliamo una vecchissima ricetta trascritta da mia mamma sul quadernino giallo: Ciambella Bolognese. La scrittura è un po' troppo fitta ed Arc ha bisogno di aiuto per decifrarla ma esegue tutto da solo la ricetta di Nonna Ginia.
La forma di Nonna Maria, quella per la ciambella, è perfetta per questa dose e gli zuccherini finiscono sulla torta e sulla tavola (prima) ed in bocca al monello (poi).



Via: si inforna!
Si alzerà? Si gonfierà a dovere? Sarà buona?



Quante domande mi fai Arc! Abbi pazienza! La cucina è pazienza.... anche...
Finalmente è il momento di sfornarla e, aprendo la porta del forno la cucina e la casa tutta si riempie di un profumo di buono, di casa, di calma...ed anche questo è un po' *Magia*.
La poso sul davanzale di pietra a raffreddare e Arc non ha pace finchè non ne taglia un pezzo e lo assaggia. 
Corre fuori in giardino perchè è comparso un barlume di sole e dalla finestra lo sbircio, mentre sgranocchia la sua merenda sotto il mantello benevolo della Fata del Glicine. 
D'improvviso si ferma. Immobile fissa un punto. Non vedo le labbra ma sono sicuro che sta parlando a qualcuno. 
Vedrete che starà salutando la ballerina...magari con qualche briciola di torta.

CIAMBELLA BOLOGNESE DI NONNA GINIA


Accendete il forno a 180° funzione statica.



In una terrina capace impastate la farina con lo zucchero, il burro liquefatto, le uova, il latte, il lievito e la scorza di un limone Bio. 


Ungete bene una teglia, cospargetela di farina e versateci la pasta formando una ciambella.


Ungete la superficie con un po' di latte e cospargetela con lo zucchero in granella.


Abbassate il forno a 170° e cuocete per 40 minuti circa. Sfornate il dolce e fate la prova stecchino. Se uscirà asciutto il dolce sarà pronto.


Fate raffreddare. Ottima torta per una merenda, per accompagnare un te o una una tazza di cioccolata.