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mercoledì 6 luglio 2016

Ratatouille al forno con zucchine gialle ed il rave party in cascina.


Lo scorso fine settimana è partito Arc. Partito con altri 60 ragazzi per due settimane di college in Inghilterra.
Valigia preparata assieme, raccomandazioni infinite del tipo:
- sii ordinato perché altrimenti non trovi nulla
- attento ai soldi ed al telefonino
- mangia a mensa e non fuori pasto
- chiamaci se puoi
- divertiti...
Arrivati in aeroporto i saluti mentre si avviava a fare il check-in con gli insegnanti.
Visto che io ed il Martirio eravamo liberi, ho pensato di prenotare una cenetta in agriturismo ed un'offerta di un gruppo di acquisto in WEB, è capitata a proposito.
Nell'offerta era compreso anche un pernottamento in quelle che il sito dell'Agriturismo indicava come camere ristrutturate. 
Ussignur, Pavia non era poi così lontana da Milano, ma per una volta ho pensato che, se avessimo voluto bere del buon vino senza contarne i bicchieri, beh, sarebbe stata la soluzione ideale. 

Il tutto era nato nei miei progetti nel mese di Maggio quando ... non potevo sapere che alle 21.00 avrebbe giocato l'Italia agli EUROPEI di calcio!

domenica 1 maggio 2016

Sfogliata di Patate con ricotta e verdure e la mia festa del 1° Maggio.



Di solito il I° Maggio lo passavo nella Casetta Gialla, in quel mondo fatato e un po' surreale che la circonda.
E' il momento delle fioriture del glicine, del rododendro rosa e degli iris di Van Gogh che crescono nel mio giardino.
I cervi cominciano a brucare l'erba appena spuntata nel nostro prato e tutto questo ci ricarica dallo stress della nostra Milano.
Quest'anno invece nulla. La stufa della sala a piano terra ci ha lasciati un paio di settimane fa facendoci scappare dal gelo. Il tempo non era previsto bello ma umido e freddo (a Bielmonte ha persino nevicato...) e quindi siamo rimasti a Milano con un tempo nuvolo e freddo che pare quasi il mese di Novembre. 
Il Martirio a "pasticciare" nel suo atelier ed io a far ricerche su Firenze con Arc.
Fuori una pioggia che va e viene e in casa umidità e freddino.
Ci sarebbe stato bene un dolce, magari con la frutta profumata comperata ieri in un nuovo punto vendita all'ingrosso che ha aperto vicino a casa nostra, ma Arc ha finito quasi tutte le fragole e solo il kiwi non mi ispirava.
Per colorare questa domenica ci voleva un piatto colorato che desse l'impressione della bella stagione. Quindi perché non riproporre un esperimento riuscito della settimana?

domenica 17 gennaio 2016

I CARCIOFI DI ZIO FULVIO SONO MIGLIORI DEI TUOI E LA LORO RICETTA.



Ogni tanto Arc gode dell'ospitalità di mio fratello, e della sua cucina.
Capita quando i nonni hanno impegni ospedalieri, ed Arc passa così il pomeriggio con Zio e Nonno.
Di solito si limitava a vantare quanto tecnologico fosse lo zio e che era riuscito a scaricare, o a parlarmi dei racconti di Nonno di quando era prigioniero in Germania, o di quanto sia bravo ancora a scrivere e a far disegni tecnici il Nonno ultra novantenne, ma ora... beh, ora mi decanta le doti culinarie di zio.
Lo zio cucina un arrosto strepitoso. Perché non ti fai dare la ricetta? 
Lo zio mi ha fatto le bistecche con le erbe aromatiche. Perché non ti fai dare la ricetta?
Da ieri c'è un altro ritornello: lo zio fa dei carciofi strepitosi. Perché non ti fai dare la ricetta?
Insomma, visto che lo zio è così bravo, mi sono fatta dare la ricetta dei carciofi.
Anche perché sul mercato ne avevo comperato 10 bellissimi dei quali ho sfruttato persino il gambo.

lunedì 30 settembre 2013

Un tesoro nel bosco e ....le cotolette di funghi.


Sbuffa Arc, e scivola sul mentre si inerpica nel sentierino del bosco.
Mamma è ben cocciuta! Si è fissata di fare una passeggiata nel bosco e nulla la sposta. Ad Arc il bosco non piace poi tanto perchè ha sentito parlare dei cinghiali ed a lui non piacciono affatto i cinghiali.
Teme di essere rincorso ed addirittura ucciso da questi bestioni.
Bestioni poi non saprebbe, visto che non ne ha mai visto uno da vicino vicino.
L'unico che si ricorda è quello che ha attraversato di notte la strada che corre verso l'autostrada e di come Papà e Mamma si spaventarono.
Questa volta però non può opporsi perchè a spasso con loro è venuta un'amica di Mamma, con la sua bimba di quattro anni ed Arc non vuole far spaventare la bimba...
Se solo Mamma fosse più ragionevole! La strada asfaltata è lì più sotto e sarebbe tanto comodo camminare sull'asfalto invece che in mezzo a tutte quelle foglie e quei rametti.
Ma Mamma NON è affatto ragionevole. Chissà poi che cosa penserà di trovare, nel bosco!
Non è più tempo di fragole e non ancora quello delle castagne. 
Solo qualche riccio verde cade ogni tanto dagli alberi. 
I funghi? Ma se Mamma non li vede nemmeno se la dovessero chiamare!

domenica 23 giugno 2013

Leggero come una vacanza, come un'insalata... come l'MTChallenge di Giugno.



Pronti, finalmente per una settimana di ferie… ma anche no.  Arc ha la bronchite… scoperta per caso, visto che non tossisce, non ha febbre, è vivace come sempre! Ma ha la bronchite e a dirlo sono gli esami medici che una pediatra solerte mi ha fatto fare con tanto di urgenza.

Un bello spavento per la sottoscritta ma… alla fine si conferma bronchite e … antibiotico.

Alla mini-vacanza (oramai ridottasi a pochi giorni di evasione) non ci rinunciamo e quindi, caricato il pullman all’inverosimile, si parte per la casetta gialla.

Arc si atteggia a povero malato, pretendendo tutte le attenzioni ma… ci sta: a dieci anni ci stanno pure gli atteggiamenti da vittima e, se consideriamo che è un XY… beh, credo di aver detto tutto.

Quindi, dopo aver contrattato con la pediatra le compresse e non lo sciroppo… avere fatto centomila storie perché *se le metto sulla lingua sono amarisssssssime*…. Insomma … dopo… si parte.

Trentotto gradi centigradi fuori, asfalto rovente, Martirio che inveisce per il numero imprecisato di borse da caricare (ho usato il sistema di mia madre…non tutte in anticamera ma un po’ per volta, almeno non si contano) e poche macchine per strada, prima dell’uscita dagli uffici siamo partiti.

Si parte con tante buone intenzioni: lavori che debbono essere fatti, buone letture e compiti nello zaino, una valanga di frutta e verdura per una dieta più equilibrata.

Il nastro dell’autostrada si srotola davanti a noi e, all’uscita, il verde brillante delle risaie ci sorride e sembra portare frescura. E’ l’imbrunire e gli uccelli acquatici si notano a decine nelle risaie allagate.

Mentre si sale Arc pretende di uscire a festeggiare la vacanza in una locanda vicino alla casetta gialla… e mi va pure bene: stanca dopo due giorni vissuti di corsa e l’apprensione per gli esiti degli accertamenti, le famose *gambe sotto il tavolo* mi sembrano la migliore medicina e la miglior vacanza.

Poi arriviamo e lì troviamo ad accoglierci un erba altissima che l’impavido Martirio affronta aprendo un varco verso la scala della casetta gialla. La scala è praticamente nascosta da un fitto intrico di rami dei rosai che la dovrebbero abbellire ma che la difendono meglio di ogni cancello.


E’ lì … con Verginia il nostro fantasma-custode… che ci aspetta e la porta aperta verso la sala buia ci rimanda il fresco di ben 22 gradi mantenuti dalle mura di pietra che ci isolano dal caldo soffocante che, pure qui ad ottocento metri di altitudine, ci circonda.

Scaricate le borse e acceso il frigorifero ci avviamo alla locanda dove, inevitabilmente, sacrifichiamo tutte le promesse di dieta morigerata, sul piatto di tagliolini fatti a mano con funghi e carciofi e su un arrosto ed un roast beef da urlo.

No da domani dieta … solo insalate, per mia fortuna l’insalata piace tantissimo anche ad Arc che comincia ad irrobustirsi un po’ troppo e poi ha bisogno di tante vitamine per combattere l’antibiotico.

Da qui a partecipare alla sfida di ogni mese del MTChallenge… il passo è breve.

Leo, vincitore dell’ultima sfida si deve essere messo una mano sulla coscienza e, pensando a tutte quelle squilibrate che si sono prodotte in più e più versioni delle ultime sfide, immanginandole rotonde e bolse spiaggiarsi come foche nella prossima stagione balneare… ha scelto di farci scendere in campo con le insalate. Proponendo due versioni  ci ha sfidate e…. e quindi, partiamo subito con la prima:

INSALATA CON TOPINAMBUR ARACHIDI E GALLETTE DI SEGALE.

 

Ingredienti (per tre belle bocche)
Un cespo piccolo di insalata Foglia di quercia
Un cespo piccolo di insalata Lollo
Due tuberi di topinambur grossi
15 arachidi da sgusciare (non salate)
Scaglie di Parmigiano Reggiano stagionato (il mio 24 mesi)
3 gallette di segale
Sale
Olio EVO (il mio aromatizzato al pepe Nora)
Aceto balsamico (pochissime gocce)

 

Lavate  bene l’insalata, lasciandola scolare su un panno pulito.

Pelate i tuberi di topinambur e affettateli sottilissimi con la mandolina (o con il pelapatate).

Sgusciate e pelate le arachidi e riducete a scaglie il Parmigiano Reggiano (calcolatene 1 cucchiaio abbondante a testa)

Preparate un’emulsione con 4 cucchiai di olio EVO, sale e un cucchiaino di aceto balsamico.

Condite all’ultimo momento aggiungendo le gallette di segale spezzettate grossolanamente.

Non esagerate con l’aceto balsamico altrimenti il sapore delicato dei topinambur verrà coperto dall’aroma del balsamico.

Con questa ricetta partecipo all’MTChallenge di Giugno.

 

domenica 16 dicembre 2012

PROVE TECNICHE PER IL NATALE 1 ovvero LE PATATE DI JAMIE ED IL RECORD DEGLI ACQUISTI… ON THE ROAD.


Ecco: vi ricordate che vi avevo accennato a come, durante la mia permanenza in suolo Inglese, non sia riuscita quasi a far acquisti per il susseguirsi frenetico delle attività con i ragazzi?
Sul quasi, dovreste avere cominciato a preoccuparvi.
Di tempo non ce n’era stato ma, durante il viaggio di ritorno, il pullman ci propose una sosta ad un Autogrill della Starbucks, dove un caffè espresso che più lungo non si poteva, fece sì che entrassimo nel giro vizioso delle corsie… sino alla cassa che, caso volle, essere all’angolo delle riviste e dei libri.
Provate ad immaginare cosa deve aver pensato la cassiera (una tonda biondina con un sorriso stampato ed  un paio di occhiali anni ’70 con le lenti spesse ed un improbabile twin-set anni ’20), quando mi ha vista esultare e togliere dalla rastrelliera l’ultima (GIURO…ASPETTAVA SOLO ME!) rivista di Jamie Oliver?! Colta da un raptus ho afferrato saldamente la rivista, il tutto mantenendo la fila in modo pseudo-ordinato.
Pago e la cassiera mi dice che sono fortunata: è l’ultima copia ,le altre sono andate a ruba e, se mi interessa, c’è pure il libro di Jamie in offerta (per la cronaca… quello che avevo acquistato a ben Euro 26,50 invece di £7.90…. da schiattare di rabbia!)

lunedì 3 dicembre 2012

IL FRITTO FA PUZZAR LA CASA MA NON LE FRITTELLE!!!


Mia madre ha sempre odiato gli odori forti in cucina. Raramente faceva le cotolette, mai il pesce fritto. Al massimo si lessava qualche trota, di quelle pescate dal nonno.
Altra eccezione era il cavolfiore, ma fatto rigorosamente in pentola a pressione e con le finestre spalancate, che fosse estate o inverno, e rigorosamente condito in insalata...sia mai che si impuzzolentisse l'aria con l'odor di fritto!!! Poi: il fritto fa male!

Ma mia madre era golosissima, non sapeva resitere ai dolci quindi, unica eccezione di frittura avveniva di Carnevale.
Nella settimana *grassa*, che per i Milanesi si prolunga fino al sabato prima della prima domenica di quaresima, un pomeriggio invitava sua cugina ed il figlio che ha pochi mesi di differenza con me, a casa nostra.
Faceva le frittelle di mele, quelle spolverizzate di zucchero a velo o zucchero semolato.
Era capace di produrne in quantità industriali, con me e mio cugino ai lati e mio fratello che sgomitava per crearsi il suo spazio. Lei friggeva e noi sbafavamo. Bollenti, piene di zucchero, goduriose.
E lei non riusciva quasi ad assaggiarle!

Le frittelle da sempre mi ricordano questa scena. La mamma, io, mio cugino e mio fratello .... e una goduria pazzesca.... ed il puzzo di fritto.

Le ho ritrovate, le frittelle di mela, in Trentino, che accompagnavano il pollo arrosto... le ho messe da parte, e mangiate dopo, zuccherate!

Oggi, pensando al contest di Mariella del blog Mariella cooking, il Contest sul FRITTO ALL'ITALIANA mi sono venute in mente le frittelle di Mamma.
In mente ma non solo e, tornata a casa da una giornata pesante, ho pensato bene di tirar fuori il libricino giallo e di cercare, assieme a mio figlio, la ricetta di mia madre.

Le ho rifatte, con Andrea attaccato al fianco, ad impuzzolentirsi di fritto e a rubare quelle *meno belle* dal mucchio... che diminuiva!

Ho salvato le migliori per le foto, ma debbo far in fretta altrimenti mi *salta* anche il set fotografico visto che al cucciolo si è aggiunto il Martirio.... quello che non ama i dolci ;-) e rischio di perdere la mia cena.... ho saltato le altre portate per ritornar bambina!!!!!

FRITTELLE DI MELE.

Ingredienti:

7 mele belle grosse e sode (io GrannySmith)
2 uova medie
3 cucchiai di zucchero
300 gr. di farina 00
1 cucchiaio di olio
1/2 bustina di lievito
1 pizzico di sale,
latte
olio per friggere (EVO o arachidi, tanto, si frigge con olio profondo!)

Sbucciare le mele. Togliere il torsolo con l'attrezzo apposito o con un coltellino affilato (io ho l'attrezzo... della nonna!) e tagliatele a fettine rotonde alte poco meno di mezzo centimetro.
Battete le uova con lo zucchero, incorporatevi lentamente la farina e aggiungete l'olio, il sale ed il latte sufficiente per ottenere una pastella morbida. Per ultimo unite il lievito.
Asciugate le mele, immergetele nella pastella e fatela aderire bene. Friggetele poche alla volta nell'olio bollente.
Cospargete le ciambelline con zucchero a velo o semolato ... servitele tiepide... se ci riuscirete!

Con questa ricetta partecipo al Contest Fritto all'Italiana del blog Mariella Cooking di Mariella!!!




giovedì 6 settembre 2012

Le bistecche di Adriana… un tesoro di altri tempi.



Estate caldissima ed afosa.
Milano si scioglie assieme al suo asfalto sotto un sole che pare lanciare fiammate su chiunque si muova.
Si scappa in campagna, Arc ed i nonni, per trovare refrigerio.

Anche qui un sole inclemente la fa da padrone ed appiattisce tutto all’orizzonte ma, per lo meno, l’afa non è così incombente e le frasche della Fata del glicine regalano un poco di refrigerio.
Si nasconde il lilla dei fiori tardivi tra le fronde rigogliose e Arc  trova un poco di refrigerio.
La Natura si contorce sotto le frustate del sole, ma resiste. 
Le spighe e le erbacce infestano tutto lo spazio dell’orto e il papà ha deciso di passare con il decespugliatore per ridar un poco di ossigeno ai vasi di piante grasse che, a primavera inoltrata, aveva lasciato al sole e che ora sono sommersi dalle erbe grame.
Arc fa appena in tempo ad avvertire la mamma che presto il filo tagliente del decespugliatore, farà scempio di tutto nel piccolo orto. Lei svelta si mette il cappellino di paglia, raccoglie un cestino ed un paio di forbici e gli intima di seguirla veloce. Nel piccolo triangolo dell’orto si fanno largo, tra le spighe di un’erba infestante, le foglie di  borragine con i loro piccoli fiorellini azzurri .
Svelta e decisa, la mamma taglia le foglie carnose e pelosette, scartando quelle tormentate e bucherellate dalle formiche.
Appena in tempo. Arriva papà con gli occhiali protettivi, i guanti da lavoro e la macchina infernale che comincia a sminuzzare tutto ciò che incontra.
Si rientra in casa, nella frescura delle spesse mura di pietra, e mamma comincia a raccontare che, nelle campagne, i contadini non erano poi così ricchi da potersi permetter sempre la carne. Quindi, per ingannar lo stomaco che brontolava per la fame, avevano scoperto che le foglie della borragine impanate e fritte, somigliavano molto alle cotolette.
Quella ricetta aveva sempre sfamato tanta povera gente e, con il passare del tempo, si era tramandata nelle generazioni e fino ai giorni nostri dove, fortunatamente, la carne la si mangia più spesso e questa pietanza semplice è diventata uno *sfizio* gradito a grandi e piccini.

La mamma sorride osservando la faccina attenta di Arc che la guarda preparare questa *novità* e gli racconta che la ricetta l’ha avuta da Adriana, una loro vicina che da anni regala la sua compagnia e le sue *ricette* alla mamma mentre chiacchierano tranquille all’ombra di un albero facendo roccolo con gli altri abitanti della frazione.
Adriana ha un viso sempre sorridente, incorniciato da tanti riccioli candidi.  Da giovanissima ha lavorato nelle risaie e da adulta in filanda. Racconta fatti che sembran favole a chi, cittadino come noi, vive tra cemento e macchine, con una voce fresca, quasi da bambina. Scambia volentieri ricette dei suoi territori con chi non le conosce e, la mamma sempre attenta, le sperimenta volentieri.
Questa ricetta del *Boraso* è una delle più riuscite e Arc, mordendo la crosta croccante di farina di polenta, ripensa ai contadini, alle risaie, alla fame che lui, bimbo fortunato, non ha mai conosciuto.

BORRAGINE IMPANATA E FRITTA



Ingredienti:
per 5 *bistecche*

10 foglie grandi di borragine
5 fette di prosciutto cotto (io non ne avevo…. Ho usato i quadretti)
Scaglie di formaggio morbido Tipo toma o Fontina (io Maccagno non stagionato)
2 uova grandi
Farina di mais (quella che si usa per la polenta)
Olio EVO per friggere. (in alternativa olio di arachidi)


Lavare le foglie di borragine sotto l’acqua corrente.

Scottarle in acqua salata per 2 minuti, scolarle in una ciotola di acqua fredda (per mantener il verde brillante) e metterle ad asciugare su un telo pulito o su alcuni fogli di carta da cucina.

Quando si saranno asciugate , grattugiare con la mandolina alcune scaglie di formaggio, metterne un cucchiaio al centro di una foglia, aggiungere il prosciutto cotto (nel mio caso i cubetti), sovrapporre un’altra foglia e chiuderla con 2 stuzzicadenti.
Passare le foglie nell’uovo leggermente sbattuto (come per le cotolette) e poi nella farina di mais.
Cuocere in olio caldissimo, scolare su una gratella e servire calde.

ATTENZIONE: erbe di campo come borragine e ortiche, sono sconsigliate per i bimbi piccoli. Potrebbero manifestare un’infiammazione del cavo orale. Meglio somministrarle dopo il compimento dei 6/7 anni.


giovedì 30 agosto 2012

RIENTRO IN LEGGEREZZA… E LE MIE FERIE A SORPRESA!



Ferie finite per me ed il Martirio. Arc invece si gode gli ultimi giorni prima dell’inizio della scuola combattuto tra la voglia di rivedere gli amici e l’incombere di un nuovo anno scolastico e di nuove sfide e nuove prove da superare.

Dopo una partenza *alla cieca* siamo finiti nella bellissima Toscana, a Cecina, dove abbiamo riposato alla grande e ci siamo ripresi da un periodo pesante per tutti.

Sulla via del ritorno, sono riuscita anche a convincere un riluttante Martirio (Amo’…fa caldo!) e un ancor più riluttante pargolo (Mà… fa caldo, TROPPO!) a visitare la Piazza del Miracoli di Pisa.


Sono anni che ci passo di fianco sull’Aurelia, la vedo lì, ergersi dai tetti con la cupola del Duomo e far capolino, quasi timida, per ricordarci che la Toscana è uno scrigno di bellezze e di tesori. Noi, imperterriti, proseguiamo nella corsa verso le spiagge, la sabbia, il sale attaccato alla pelle, le chiacchere da ombrellone, sordi e ciechi a questo invito.
Sono pure anni che, per evitar il solito tira-e-molla del *ci passiamo?* *non ci passiamo?* *Beh, ci ripasseremo!* il Martirio cerca le strade più impossibili pur di non fermarsi.




Quest’anno invece no. Stranamente riposato dalla vacanza *spiaggiata* e da giri in bici fatti nella bellissima pineta che costeggia il mare, il Martirio ha ceduto. Quindi, lasciato il camper sul Lungarno, ci siamo avventurati per le strade strette e lastricate del centro storico di Pisa.



Bellissima: oltre ogni immaginazione! Foto, documentari e film non sanno trasmettere sicuramente la grandiosità di questa piazza. Arriviamo da una via stretta e lastricata e, una volta sul limitar della piazza…. l’estasi, da togliere il fiato, ci prende tutti Martirio e cucciolotto recalcitrante pure. Incredibile distesa che trasmette un’immagine che *respira* (non saprei tradurla in altro modo) nonostante i quaranta gradi alle 13.30, la moltitudine di giapponesi, e i due brontoloni al seguito (Martirio e figliolo ribattezzato per l’occasione: Rognolo l’ottavo nano!).

Le mie scarse capacità di fotografa non rendono sicuramente l’effetto ma, volendo parafrasare un *grande*, credetemi: Pisa val pure un’insolazione! Mi era stata concessa solo un’ora per far tutto e le file per entrare nei monumenti, mi hanno fatto desistere (per questa volta…) dal visitarli negli interni. Ho rubato e portato nel cuore le immagini esterne, sensazionali, che mi faranno compagnia aspettando di ritornare.



Va da se che sono riuscita a fare una rapida incursione in una bancarella e a farmi regalare una bellissima borsa di cuoio dal Martirio….ma questa è tutta una questione di anni ed anni di esercizio all’acquisto *al volo*, dato che il tempo per gli acquisti, secondo *Lui* è tempo perso.

Tornando a recuperare camper e strada del rientro… si passeggiava silenziosi, pensando ancora a quali meraviglie l’uomo sia capace di innalzare per celebrare la magnificenza di Dio.

Io e mio figlio,probabilmente tormentati un poco dai morsi della fame, pensando alle costruzioni bianche che si stagliavano sul prato, abbiamo immaginato entrambi a quelle torte nuziali di zucchero bianco, con tutti i ghirigori attorno…



Torniamo a parlare di cibo, quindi. Come anticipato nell’ultimo delirante post, siamo partiti in camper dove, come si sa, a disposizione si hanno solo due miseri fuocherelli, il frigorifero della Barbie e quindi non ci sono molte alternative per cucinare pietanze particolarmente elaborate. Metteteci inoltre tutto l’Inferno Dantesco mobilitato per scaldarci i piedi… ecco fatto il patatrac! Cucina veloce, sana e, soprattutto fuochi utilizzati SOLO di sera.

Tra quel (poco) che ho cucinato, questo contorno è stato parte integrante della nostra dieta, anche perché non è difficile da cucinare ed è gradevole da gustare anche freddo.

ZUCCHINE GRIGLIATE AL PESTO DI BASILICO.
Ingredienti :


4 zucchine (grandi e sode)
1 mazzetto di basilico appena colto
50/60 gr. di pinoli
1 piccolo spicchio d’aglio (io MEDIO)
Olio EVO
Sale e pepe q.b.


Lavare e spuntare bene le zucchine. Tagliarle a fette alte circa 1 cm.
Far scaldare bene sul fuoco la piastra di ghisa.
Cuocere le rondelle di zucchina da entrambi i lati e metterle in una ciotola a raffreddare.
Lavare ed asciugare bene il basilico. Sbucciare l’aglio.
Mettere basilico, aglio, pinoli nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullare aggiungendo l’olio a filo sino ad ottenere un *pesto* non troppo liquido. Aggiustare di sale e di pepe.
Condire le zucchine ormai intiepidite con questo pesto.
Sono ottime tiepide ma pure a temperatura ambiente.
Si possono usare anche come condimento per una pasta fredda, .... alla prossima puntata!



giovedì 21 giugno 2012

Un fantasma per custode... e insalata di patate alla tedesca.



Arc si muove in silenzio per le scale buie.
Il rumore lamentoso degli scalini di legno gli fa gelare il sangue.
Forse sarebbe stato meglio accendere la luce delle scale ma, un po’ perché addormentato, un po’ perché non voleva svegliare i nonni che dormono accanto, non ha osato accendere e ha sfruttato il riverbero della luna che fa capolino dalla finestra del pianerottolo.
Che ombre inquietanti che disegna la sua figura sul pavimento! Sembra un gigante che striscia piano piano e senza rumore… a parte lo scricchiolio.
Arc fa tutto di corsa: va in bagno, si sciacqua la faccia con l’acqua gelida del lavandino, tentenna ancora un po’, poi riprende la traversata delle scale per tornare a dormire nel suo letto.
Si infila sotto le lenzuola e se le tira persino sulla testa per non sentirsi osservato… ci impiega un po’ e poi crolla di nuovo addormentato, rilassando finalmente le membra nell’abbraccio dei sogni.
La mattina arriva presto e, quando si sveglia, sente già la mamma e la nonna che chiaccherano in cucina davanti alla prima tazza di caffè della giornata.
Ora è giorno fatto e la discesa dalle scale non gli fa più così paura. Il chiarore della mattina rende tutto più *morbido*, meno spigoloso della luce della luna questa notte.

- Ciao Mamma! Ciao Nonna! Lo sapete che stanotte, quando sono sceso al bagno, mi sembrava ci fosse qualcuno?-
Lo dice un po’ titubante, temendo di essere preso in giro dai grandi.
La mamma invece, lo guarda sorridendo un po’ complice e subito risponde:
- Sarà stata Verginia, che passeggiava in casa.
Già: Verginia, il loro fantasma.
- Mamma, mi racconti di nuovo come ha fatto a sapere che c’era e conoscere Verginia?

La nonna smette subito di bere il caffè e sembra un po’ a disagio. A lei le storie di fantasmi non sono mai piaciute. Le fa paura l’idea di incontrare un fantasma a spasso per casa e, a dirla tutta, tanto normale non è! Mamma però le ricorda sempre che temere i vivi, e non i morti.
Poi il nostro fantasma è innocuo.

Mamma comincia a raccontare che, quando comprarono la casetta gialla, vennero a fare pulizia di tutto il ciarpame che i proprietari precedenti avevano abbandonato.
Una caterva di giornali vecchi, una moltitudine di bottiglie vuote che riempiva quasi tutta la seconda parte della cantina, armadi dove le tarme avevano fatto scempio di capi di lana e di una vecchia pelle di pecora che doveva essere stata uno scendiletto, in origine.
Tra le varie cose che, con fatica, avevano portato alla discarica, trovarono in anticamera, una pietra tombale di marmo bianco con una scritta mezza cancellata.
Segnava un nome: Verginia Mello Grand in Guelpa, morta il 9 Aprile 1895, di anni 24.



Questa scoperta a più di cento anni di distanza, fece restare allibita la mamma. Mai e poi mai aveva visto portare nelle case le pietre tombali!

Parlando con la gente del posto, venne a sapere che, ai primi dell’ottocento, le lapidi costavano tanto per cui spesso, venivano *riciclate* o comunque tenute da conto.

A questo punto cominciarono i vari pareri: Nonna voleva portarla in chiesa, Papà voleva portarla in discarica… a Mamma pareva brutto sfrattarla da casa sua..alla fine convennero che nel garage, dove c’era tanto posto, poteva non dare fastidio a nessuno. Così fecero.

Da quel giorno: ogni volta che qualcosa non si trova, ogni volta che si sentono dei rumori, si parla di Verginia, spirito discreto che si aggira per quella che fu la sua casa.
Verginia però non è uno spirito dispettoso e, se nascondo qualcosa, te lo fa ritrovare quasi subito e, quel che è più strano, nel posto esatto dove doveva essere…
Mamma, poi, quando arriva grida sempre:
- Ciao Verginia! Bentrovata!
Quando poi chiudiamo la porta per tornare a Milano, la mamma si volta sempre, alza la mano in segno di saluto e sussura:
- Arrivederci Verginia, cura tu la casa!



Arc si diverte sempre a sentire questo racconto e, una volta vestito, va a cercare la pietra nel garage. Giace appoggiata alla parete in fondo, dove una lama di luce entra dalla finestrella.
Arc ha imparato così a convivere con gli spiriti e con gli spiritelli che questo luogo fatato in mezzo al verde, nasconde e protegge.

Oggi è una giornata calda e Arc si precipita fuori a giocare, senza dimenticarsi di rubare una rondella di wurstel dall’insalata di patate che mamma sta preparando… e voltandosi a salutare, mentre passa davanti al garage, l’amica discreta che di notte lo guarda.

INSALATA DI PATATE ALLA MODA TEDESCA.

Ingredienti (per 3 persone):
2 patate grosse lessate con la buccia
2 wurstel grossi lessati per 2 minuti
3 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
1 cucchiaio di capperi dissalati (quelli piccolissimi)
100gr di formaggio provolone piccante
1 cucchiaio di senape (io dolce, altrimenti Arc non la mangia)
1 tazza scarsa di maionese (meglio se fatta in casa!)
1 cucchiaio di olio EVO
3 uova sode


Pelare le patate quando fredde e tagliarle a quadrotti (1cm. circa di lato).
Tagliare a rondelle i wurstel quando freddi.
Tagliare il formaggio a quadrotti come le patate.
Aggiungere i capperi, le olive.
Stemperare la senape con il cucchiaio di olio EVO, mescolarla alla maionese e condire l’insalata.
Farla riposare in frigorifero almeno 30 minuti.
Guarnire con fettine di uovo sodo.


mercoledì 23 maggio 2012

Fiori di zucchine al forno.




Questa volta voglio far contenta un’amica. Un’amica che ha intrapreso da tanto una vera e propria guerra contro la disinformazione e la cattiva educazione alimentare.
Si, da anni soffre di una forma di Celiachia che le impedisce di mangiare quello che le piace e che, pur prestando attenzione a cosa mangia, spesso subisce gli effetti di quelle che si chiamano *contaminazioni*. In sostanza chi, pur cucinando alimenti permessi e senza glutine, lo fa utilizzando (ad esempio) le stesse attrezzature usate per cucinare alimenti con glutine, contamina i cibi *sicuri* provocando, in chi soffre di celiachia, attacchi di dissenteria e dolori addominali molto forti.
Quindi non basta utilizzare alimenti e preparati privi di glutine (vi sono delle liste di prodotti consultabili da tutti, che si possono utilizzare), ma bisogna essere certi che questi siano stati prodotti, imballati, trattati… lontano da quelle *contaminazioni* così pericolose per chi soffre di questa intolleranza.
Fin qui gli ostacoli, se si vuole cucinare per un celiaco, sono tanti ma, con pratica e grano salis, si possono superare.
Quel che non si supera è l’ignoranza della gente che spesso considera solo come *fisime* questo tipo di intolleranze o che cataloga come cibi sciapi e poco appetibili, quelli consumabili dai celiaci. Molti malati (è una malattia, NON una scelta) sono apostrofati come *poverino, non puoi mangiare* e, in molte occasioni, si trovano a dover rifiutare inviti perché chi li invita lo fa infischiandosene delle loro limitazioni alimentari.
Ora, oltre ad un’amica che soffre da anni di celiachia, recentemente ho conosciuto una strepitosa Foodblogger, Stefania del blog Cardamomo & Co, che da anni combatte questa battaglia. La combatte sul campo, pubblicando ricette meravigliose perfettamente in sintonia con i cibi che sono concessi a chi soffre di questa malattia. Ha insegnato a cucinare sano e gustoso  a chi si è trovato di colpo calato in questa brutta realtà, a chi ha un figlio, un fratello, un genitore o solo un amico che ne soffre.
Stefania ha scritto anche un bellissimo libro di ricette per celiaci (ma anche no!)



che potete acquistare qui.

Per questo oggi voglio pubblicare una ricetta che Stefania e tutti i celiaci possano rifare e godere appieno. Unico avvertimento è quello che, se cucinato per un malato di celiachia, TUTTI gli alimenti impiegati siano rigorosamente senza glutine e che tutti gli strumenti che si utilizzano per prepararli non siano stati contaminati. (Mi viene da pensare alle teglie di alluminio per infornare questi fiori… nuove… non contaminate piuttosto che i sacchettini per lessare le patate senza che vengano a contatto con le pentole dove ad esempio cuociamo la nostra pasta)…
Questo contorno l’ho preparato come accompagnamento ad un budino salato che pubblicherò tra qualche giorno  e… glutine o non glutine… sono veramente goduriosi.
Fiori di zucca ripieni al forno
(dosi per 4 persone)

8 fiori di zucca freschi e sodi
300 gr. di patate 
50 gr. pecorino fresco non stagionato
70 gr. prosciutto cotto in unica fetta.
1 noce di burro
3 cucchiai di parmigiano
sale, noce moscata.
1 bicchiere di brodo di verdura.


Sbucciare le patate e farle lessare in un pentolino con acqua salata.
Nel frattempo tagliare a piccoli dadini il formaggio ed il prosciutto cotti. 
Lavare delicatamente i fiori di zucca togliendone il pistillo e farli asciugare su un foglio di carta assorbente.
Appena le patate saranno cotte schiacciarle, ancora calde, con una forchetta riducendole ad un purè. Aggiustare di sale, aggiungere una generosa grattugiata di noce moscata, la noce di burro ed i dadini di prosciutto e formaggio.
Mescolare bene il tutto e, facendo attenzione a non non romperli, farcite delicatamente i fiori chiudendoli bene nella parte terminale.
Adagiare i fiori di zucca così farciti in una teglia imburrata, aggiungere un poco di brodo ed infornare a forno caldo 180° per 15/20 minuti, sino a che il brodo si sarà asciugato e si saranno coloriti in superficie.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette Grazie dei fiori. Le (st)renne gluten free di Stefania Cardamomo & Co.

ed al contest Ricette Ripiene di Cucchiaio e pentolone