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Visualizzazione post con etichetta ricotta. Mostra tutti i post
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domenica 16 luglio 2017

CREPES AL FORNO CON PRESCINSEUA,RICOTTA, ZUCCHINE E PESTO PER FESTEGGIARE UN MESE DALL'USCITA DI UN NUOVO LIBRO.





Una ricetta per festeggiare un "mesiversario".
Si: un mese è passato. Anzi: ad essere precise un mese e 4 giorni dalla pubblicazione del sesto libro della raccolta MTC.


Elegante, pieno di suggerimenti su variazioni o preparazioni simili alle crepes è l'ennesimo fiore all'occhiello di quella community di Mtchallenge che continua a proporre raccolte di ricette alla portata di tutti, semplici e (soprattutto) che riescono sempre!
Il tutto ha origine da un gioco, una passione e non si conclude sugli scaffali di una libreria ma continua con un fine buono


Crepe is the New Black sostiene i nostri amici di Piazza del Mestieri, di Torino e di Catania: se volete contribuire con una donazione liberale (deducibile dalle tasse), qui trovate tutti i riferimenti, in attesa di qualche prossimo progetto sul territorio, assieme ai ragazzi e ai loro insegnanti.
Non è una ricetta del libro ma uno spunto preso da questo libro.
Immaginatevi una serata calda di questo torrido inizio estate. 
Immaginate una serata di un giorno di ferie trascorsa sdraiata su una spiaggia di ciotoli, fino a che l'ombra del campanile della Cattedrale di Noli si è allungata a coprire il sole.
Una coppia di ex colleghi ed amici, una cena in terrazzo e tante chiacchiere.
Un primo piatto leggero e dai sapori liguri (anche se so che i miei amici liguri D.O.C.G. rabbrividiranno al pensiero di far cuocere in forno il pesto) ed un po' di fantasia.
Un esperimento decisamente riuscito e che ripeterò presto complice il fatto che i fine settimane al mare continuano e che occasioni per stare in compagnia a pranzo ed a cena continuano a presentarsi.
Tra gli ingredienti un formaggio che trovo solo in liguria (la prescinseua) e che posso pensare a sostituire con uno stracchino dolce o con una robiola mescolata ad uno stracchino. Il pesto, salsa sublime da foglie di un basilico profumato come solo in Liguria si trova.
Ed eccole le mie

CREPES AL FORNO CON PRESCINSEUA, RICOTTA, ZUCCHINE E PESTO


Preparate 12 crepes come da ricetta indicata qui.


Lavate e grattugiate le zucchine. Fatele saltare in una padella con lo scalogno tritato, 2 cucchiai di olio EVO, sale e pepe sino a che cominceranno ad ammorbidirsi (ma non a spappolarsi).

In una terrina mescolate la prescinseua, il pesto e la ricotta. Aggiustate di sale.


Ungete una pirofila resistente al forno, adagiatevi uno strato di crepes. Spalmate qualche cucchiaiata di composto facendone uno strato sottile. Cospargete la superficie con qualche cucchiaiata di zucchine ed una spolverata abbondante di parmigiano grattugiato. 

Continuate adagiandovi un altro strato di crepes, di formaggio aromatizzato, di zucchine e di parmigiano formando almeno 5/6 strati. Terminate con il composto di formaggio, una spolverata di parmigiano grattugiato guarnendo poi con alcune foglie di basilico ed i fiocchetti di burro.

Infornate a 170°C per 30 minuti circa (sino a che si formerà una crosticina dorata).


Servire calde. 

giovedì 11 maggio 2017

CHEESECAKE MONOPORZIONE IN VASOCOTTURA OVVERO MI E' TORNATA LA VOGLIA DI CUCINARE


Sembra mi sia tornata la voglia di cucinare.
Quasi non ci volevo credere ma, è bastato poco!
Mi ha preso alla sprovvista mentre sfogliavo riviste di cucina per cercare un'idea per una cena con amici.
Volevo qualcosa di "diverso", qualcosa da poter preparare in anticipo perché, bene o male, le millemila cose da fare mi relegherebbero a preparare tutto solo pochi minuti prima della cena e quindi giusto un piatto di pasta e via, oppure un risotto che significherebbe non poter dare ascolto agli ospiti per seguire la cottura e la mantecatura del riso.
Ho trovato alcune idee carine e poi mi sono lasciata tentare dalla "vasocottura",
un sistema che sfrutta il fatto di cuocere tutto in porzioni singole, in un vaso di vetro da proporre ai commensali al posto del solito piatto e (cosa ancora più importante) più veloce da cucinare che con il metodo tradizionale. 
Un paio di vasetti li avevo già in casa ma mi mancavano quelli piccoli per il dolce, visto che avevo deciso di provare prima con un dolce piccolino. Al massimo, se avessi incontrato difficoltà, avrei buttato poca roba...
Quindi, approfittando del fatto che ero riuscita a convincere il Martirio a fare "l'ultimo salto all'IKEA" per gli ultimi accessori per la casetta al mare (oramai si è rassegnato, se non ci andiamo almeno ogni due settimane gli viene l'ansia), ho messo nel carrello anche tre vasetti piccolini, di quelli con l'anello di gomma, con la molletta di ferro per chiuderli. 

giovedì 23 giugno 2016

Una torta alla ricotta e un'agenda ereditata.


Facendo pulizia in cucina, di quella "di fino" e, spostando dei libri sulla scansia, è caduta "L'Agenda".
Una normalissima agenda verde, in similpelle con il bordo delle pagine oro. 
La copertina ha un taglio sulla costa ed il dorso si stacca leggermente. 
L'anno che riportato è il 1980 ma so per certo che quanto contenuto è il frutto della trascrizione fedele di mille ed una ricette annotate negli anni.
In ogni pagina, con una scrittura chiara ed elegante, sono trascritte tutte le ricette di Marisa.
Marisa era una cugina di mamma, che ho sempre chiamato zia dato che erano coetanee.
E' lei che mi ha segnalato la vendita dell'appartamento vicino al suo quando, più di venticinque anni fa, cercavo casa con il mio fidanzato.
E' lei che ha vegliato sui nostri passi come giovani sposi. Lei che apriva la porta per salutarmi quanto mi sentiva rientrare dal lavoro. Lei che era sempre disponibile e presente. Lei che condivideva con me una passione per la cucina e che aveva sempre una fetta di dolce da farmi assaggiare, un piatto di chiacchiere a carnevale e ricette e segreti da condividere.
A volte le nostre torte finivano a metà: metà della mia e metà della sua.
Quando mancò, suo marito mi regalò tortiere, riviste come alcune edizioni de La Cucina Italiana degli anni 60/70 da lei sottolineate o con un "orecchia" a fondo pagina per trovare una ricetta che le era piaciuta.

lunedì 9 novembre 2015

Una crostata ai marroni con cioccolato e ricotta per un'estate di San Martino.


Lo so che sono in anticipo sull'Estate di San Martino.
Lo so perché mio padre è nato proprio l'11 Novembre: il giorno di San Martino.
Il fatto è che questo ultimo fine settimana siamo finalmente tornati nella Casetta gialla ed abbiamo trovato delle temperature meravigliose.
Un sole caldo ti permetteva di star all'aperto in maniche di camicia. 
Il colore delle foglie, di un oro intenso, quasi rame, ti scaldava il cuore.




Vedere poi la mia pianta di cachi piena di frutti ancori acerbi ma già coloratissimi poi mi ha messo un'allegria tale che ho pensato di festeggiare con un dolce.

Non vi dico come era contento Arc! Lui che vivrebbe di dolci (buon sangue *materno* non mente!) ma che al momento è stato messo un po' a stecchetto perché non aumenti troppo di peso, quando mi ha visto togliere dalla dispensa farina, zucchero, crema di marroni e cioccolato... si è subito proposto di aiutare.


Anche il Martirio non ha osato brontolare perché adora le castagne e la crema di marroni.

martedì 13 ottobre 2015

Crostata profumata con crema di ricotta alla fava tonka con composta di ciliege e lime, per un viaggio surreale.



Entra trafelata quando già le porte del vagone si stanno chiudendo.
Le mani strette all'involto tenuto in bilico, la borsa di sghimbescio ed un ciuffo dispettoso negli occhi.
La metropolitana riparte a scossoni ed è giocoforza agganciarsi con una mano ad un sostegno.
Una fitta alla spalla la fa sussultare e comincia a sentire caldo, ma non si può permettere di mollare la presa, ne' dell'involto ne' del sostegno, pena un ruzzolone.
Dal riflesso del finestrino intravede un posto libero e, con mosse da equilibrista che danza su un filo sospeso, riesce a guadagnare spazio.
Nonostante gli sforzi e la posizione seduta, non è ancora comoda. 
Il viaggiatore alla sua destra, una specie di Marcantonio, occupa anche parte del suo sedile costringendola ad appoggiare parte del gluteo sulla coscia del vicino. 
Saran cavoli suoi! Si farà in là.
Niente. 

Non si sposta di un centimetro e rimane avvinto alle immagini rimandate dallo schermo dello Smartphone che ha in mano. 
Nemmeno gli riesce di vedere che faccia abbia, coperto com'è dal cappuccio della felpa; solo qualche ciocca di capelli rossicci ed un accenno di barba che spunta dal fondo del cappuccio.
Dalle cuffie del I-Phone De Andre le parla della Guerra di Piero. De Andre avrebbe dovuto cantare anche della guerra dell'ora di punta, ma forse non ne sarebbe uscita una ballata.
Stringe la borsa tra i piedi mentre con una mano riesce a sbottonare la giacca perché il caldo nel vagone e la menopausa fan comparire delle goccioline di sudore sulla fronte.
Non molla l'involto e rischia nuove manifestazioni dolorose alle spalle, da tanto è contratta.
Duomo: fermata Duomo.
Ecco sciamare un po' di gente ed il senso di soffocamento da *carro bestiame* si dilata.
Qualcuno la osserva e lei SA che sono gli occhi del suo ingombrante vicino che si sono spostati dal telefonino alla sua persona. 
Rigira con noncuranza l'anello di sua madre che porta al dito, potrebbe aver preso di mira il piccolo brillante, pegno d'amore di suo padre.
Lo sguardo è pungente, lo sente su di se. O meglio, sull'involto che regge spasmodicamente sulle ginocchia.
Per un po' finge indifferenza ma la percezione dello sguardo diventa sempre più indisponente. Si volta e sfoderando il suo sguardo più severo, fissa il suo vicino.
Non aveva sbagliato: riccioli biondo-rossicci, barba rossiccia, un aspetto un po' da orco, ma le sorride.
*Mandi un profumo buonissimo!* 
Da severo il suo sguardo è diventato attonito. 
Non le passa nemmeno per la testa che l'Orco voglia azzardare delle avances, ma un approccio di questo genere non se lo aspettava proprio.
Il tempo di mormorare un *Cosa?* a mezza voce e questo continua:
*Sai di buono, di casa, di dolce. Della merenda che si porta a scuola. Buona giornata!*
Nemmeno il tempo di ribattere e l'Orco si alza. E' gigantesco. Per scendere deve piegare la testa perché altrimenti picchierebbe con la fronte nel contorno della porta. 
La vettura riparte con un senso di spazio dilatato (il posto libero le da modo di potersi finalmente sedere in maniera comoda) e, mentre la metropolitana sfreccia verso la prossima fermata, finalmente un sorriso le sfugge mentre l'Orco la saluta dalla banchina.

venerdì 17 aprile 2015

Casoncelli con ricotta e borragine al burro fuso e rosmarino ovvero la grande risorsa delle erbe spontanee.



Le erbe spontanee sono una ricchezza della nostra Terra che molti non conoscono. La mia fortuna è stata quella di conoscere una signora che abita nella frazione dove sorge la mia Casetta Gialla e che mi ha fatto scoprire alcune di queste erbe.
Debbo essere sincera, da sola ne riconosco solo alcune e spesso le utilizzo in cucina con buona pace e soddisfazione dei miei commensali.
A parte i danni che fa il Martirio che spesso interviene drasticamente nel nostro prato e mi estirpa alcune di queste piante (vedi qui), per fortuna nei prati limitrofi al mio ne crescono parecchie e, con la collaborazione di alcuni vicini pietosi (grazie Mario!), ho provveduto a ripiantare alcune radici di borragine (pianta infestante ma che si presta a tanti usi in cucina) nell'angolo del prato dove il Martirio è stato bandito.
Con le foglie recuperate, ho pensato di convincere il mio consorte a non intervenire più ed ho preparato un primo da un costo irrisorio e con una soddisfazione grandissima dei miei due affamatissimi XY.
Un etto di farina, un uovo freschissimo, due etti di ricotta (anche questa freschissima) e ho preparato tutto.
Risultato? Il Martirio, non solo ha apprezzato il piatto, ma mi ha anche aiutato a trapiantare le radici di borragine!
Direi che ho raggiunto l'obbiettivo. Voi che ne dite?

CASONCELLI DI BORRAGINE AL BURRO FUSO E ROSMARINO.






Mondate la borragine togliendo le foglie più dure, le coste più spesse e fatela bollire per 5 minuti in acqua salata. Scolatela e lasciatela raffreddare.



Strizzate bene la borragine ormai fredda, e fatela insaporire in una padella per 5 minuti con 20 g di scalogno, e 2 cucchiai di olio EVO. Tritatela finemente con un coltello e mescolatela alla ricotta. Aggiustate di sale, e aggiungete una grattugiata di noce moscata.

Preparate la pasta versando la farina a fontana sulla spianatoia, rompete l'uovo al centro e, aiutandovi prima con una forchetta e poi con le mani, impastate energicamente fino ad ottenere un panetto compatto ed elastico. Coprite con la pellicola e lasciate riposare la pasta almeno 30    
           minuti prima di stenderla con un mattarello.

Aiutandovi con un coppapasta (in mancanza di questo con un bicchiere) ritagliate tanti tondi di pasta.





Disponete al centro di ogni tondo di pasta, un cucchiaino abbondante di ripieno. Chiudete a mezzaluna avendo l'accortezza di fare uscire bene l'aria e di schiacciare bene i bordi per non far uscire il ripieno in cottura.





Passate i casoncelli nella semola di grano duro e disponeteli in un vassoio o su un piatto rivestito di carta da forno cosparsa di semola di grano duro. Attenzione non sovrapponeteli altrimenti rischierete di farli appiccicare e rompere.

Mettete a bollire una pentola capiente con abbondante acqua salata. Quando bollirà l'acqua versate i casoncelli e abbassate la fiamma in modo che possano sobbollire senza aprirsi.

Fate sciogliere il burro in un pentolino con il rametto di rosmarino (attenzione a non farlo bruciare altrimenti il burro prenderà uno sgradevole sapore di amaro).

Scolate i ravioli, disponeteli su un piatto, cospargeteli con abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato e fiori di rosmarino. Versate il burro fuso e servite caldissimi.


Con questa ricetta partecipo al contest La macchia nel piatto dell'Associazione Italiana Food Blogger in collaborazione con  La Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi e il Comune di Castagneto Carducci - 





lunedì 13 aprile 2015

Il mio Mojito solido per un'amica e #MTC47



Della mia Pasqua un po' movimentata ho avuto modo di parlare già nell'ultimo post. In tutta quella confusione mi sono dimenticata che era il 5 Aprile, la data della proclamazione della ricetta della sfida MTC n. 47 da parte di Caris del blog Cooking Planner.
Me ne sono ricordata la sera, quando ho scoperto che era una ricetta dolce: il Pan di Spagna.
Gulp! Primo pensiero: con tutto quello che ho mangiato oggi come faccio a mettermi a fare un dolce? 
Secondo pensiero: il Martirio mi sigilla il forno con la fiamma ossidrica!!
Terzo pensiero: Arc ne sarà felicissimo (la pediatra meno....)
Bah, in fondo il Pan di Spagna è un dolce "leggero" (al Martirio gliela "vendo" di sicuro,mica gli devo dire quante uova ci vogliono!) quanto poi a cosa fare, nessuna idea!
Ho fatto diverse torte con il Pan di Spagna, anche se la ricetta non era quella di Iginio Massari (urka, tutto pesato, uova comprese), alcune pubblicate ed erano quelle con la glassatura di pasta di zucchero ma qui non erano contemplate le lavorazioni con la pasta di zucchero.
Ho archiviato (credevo) la ricerca di una ricetta da presentare anche perchè il mese di Aprile si presentava carico di impegni e pochissimo tempo a disposizione.
Poi arriva il primo fine settimana dopo Pasqua, questo fine settimana. Ritorno alla Casetta Gialla con l'intenzione di riprendermi dallo stress della settimana, fare un po' di giardinaggio, restaurare un comodino, cogliere le erbe aromatiche e la menta e..... mi viene voglia di bere un Mojito. 
Il lime l'ho comprato ieri, il rum l'ho nel mobiletto dei superalcolici, a farlo me l'ha insegnato Fabiana una cuoca con gli attributi (!) che ha pure un blog sensazionale Tagli ed Intagli (andate a scorrere quelle immagini, vedrete cose che noi umani....) e quindi che mi manca?




Il ghiaccio! Mannaggia al frigorifero vecchio e lento a raffreddare! La vaschetta del ghiaccio è al suo posto ma, sotto il velo di ghiaccio superficiale: acqua!
Uffa!! Ed io che il Mojito lo volevo proprio! Mica posso farlo solido.... forse...
perchè mi viene in mente la sfida n. 47 di Mtchallenge?
Insomma, l'idea alla fine mi è venuta ma, in campagna le attrezzature (ed il forno) sono quelle della nonna, della zia, insomma: un po' empiriche.
Gli ingredienti però ci sono e le uova sono ancora quelle delle galline della collega che me le porta dal Veneto (l'ultima volta erano ben 30!)
Dopo un pomeriggio a far lavori di giardinaggio, la sera mi attrezzo con la bilancia, le attrezzature della nonna, una preghiera al Santo dei forni ed ecco finalmente la mia ricetta per la sfida n. 47 di MTChallenge che dedico a chi mi ha insegnato a far questa bevanda e che partirà per una nuova avventura. Buena suerte Amica mia!




A proposito: è piaciuto al Martirio ed anche ad Arc (la sua versione ovviamente con pochissimo liquore, fatto scaldare per tenere solo l'aroma e non l'alcol!)


 Il mio Mojito solido



Partiamo con gli ingredienti!




Procedimento:
Montate con un frullino: uova intere, zucchero, sale lime per circa 20 minuti a media velocità ( se diminuite la quantità basta anche meno tempo). 
Setacciate due volte la farina bianca e la fecola e incorporate delicatamente a pioggia mescolando dal basso verso l'alto con un tarocco (io ho dovuto disfare una spatola di silicone, non avevo a disposizione un tarocco) molto lentamente per non smontare la massa. 
Mettete in stampi imburrati e leggermente infarinati (senza livellare, si livellerà da sola cuocendo) e cuocete a 170°-180° per circa 20-25 minuti.

Fate raffreddare e ritagliate con un coppapasta (io non lo avevo ed ho dovuto utilizzare un bicchiere!) due dischi uguali di Pan di Spagna.
Tagliatele a metà e preparate la crema per farcirle.

 Procedimento:

Passate la ricotta al setaccio, tritate la menta finemente ed aggiungetela alla ricotta con lo zucchero e la scorza grattugiata del lime.

Mescolate fino ad amalgamare tutti gli elementi. Aggiungete 1 cucchiaino di succo di lime.

In un pentolino fate sciogliere lo zucchero di canna nel succo di lime e, quando sarà pronto lo sciroppo, toglietelo dal fuoco e fatelo raffreddare.

Aggiungete il rum e componete il dolce.

Composizione:

In un piattino da servire posate un disco di Pan di Spagna e bagnatelo con la bagna facendo attenzione a non inzupparla troppo per non far "cedere" la base.

Distribuite uno strato di crema alla ricotta ed alternate con un altro disco imbevuto e altra ricotta terminando con la ricotta.

Infilzate una cannuccia al centro della torre ottenuta (servirà da decorazione ma anche per far restare tutto assieme) e decorate con un ciuffetto di menta fresca.











lunedì 2 marzo 2015

GLI STROZZAPRETI ALLE BIETOLE ED UNA INFLUENZA CHE NON CI VOLEVA.


Erano anni che non facevo un'influenza. 
Intendiamoci: forme influenzali di quelle che durano due giorni, con qualche linea di febbriciattola ne ho fatte, ma una tosta come quella che mi sta mettendo a terra in questi giorni, non me la ricordo dai tempi delle medie.
Febbre a 40 che non scende al di sotto dei 38 nemmeno con 4 somministrazioni di antifebbrile; uno stato che più che catatonico sembra uno stato vegetativo.
Non riesco ad alzarmi dal divano dove resto rintanata per ore nascosta da coperte e circondata da cuscini. Evado solo per caricare e scaricare le lavatrici, rifare le camere, cercare di *star dietro* alla casa, perchè le mamme hanno compiti che non possono disattendere (e risorse che nemmeno immaginano!)
Il clou è stato poi la domenica mattina, quando un fortissimo mal di orecchie mi ha resa sorda da quello destro e mi ha costretta a far uscire la guardia medica per farmi prescrivere un antibiotico per un otite che si è dimostrata pure a rischio perforazione timpano.
Insomma: io le cose quando le faccio, le faccio bene.
Per salvare i miei due uomini (e sicuramente anche i miei nervi) mi sono autoinflitta la quarantena in camera di mio figlio.
Da quattro giorni convivo con il suo disordine, anche se Arc ha cercato a modo suo di ricreare una parvenza di ordine e di farmi spazio tra le sue cose. Il tutto consta nel ammucchiare in un angolo tutto il suo disordine e liberarmi un piano del comodino e una parte della sua scrivania, ma in questo momento direi che la cosa mi destabilizza ma, riuscendo a chiudere gli occhi, ci posso pure passare sopra (in attesa di costringerlo a fare realmente ordine prima che passi sopra a lui!).
Il Martirio si è prodotto in numerose varianti di uova al burro, carne ai ferri et similia ed il piccolo mi ha pregato di fare una pasta alla carbonara per evitare l'ennesima pasta in bianco *di Papi*.
A parte la carbonara fatta di corsa solo per loro, ieri sera ho pensato di utilizzare il pane secco che avevo avanzato settimana scorsa e, con l'aiuto di Martirio che mi ha procurato gli ingredienti.... ho potuto fare (e per fortuna anche gustare) questi buonissimi strozzapreti.
Le foto sono quello che sono, avendo chiesto aiuto ai due XY per immortalarli e loro si sa hanno poca pazienza. Del resto nemmeno io sono un genio dell'obiettivo....

Eccovi quindi la mia ricetta per 

STROZZAPRETI DI BIETOLE AL BURRO FUSO.




Lavare le bietole e farle appassire in una padella antiaderente con 2 cucchiai d'olio EVO e 1 spicchio d'aglio.
Mettere le bietole a raffreddare eliminando l'aglio.

In un tritatutto tritare finemente le bietole saltate, aggiungere la ricotta, le uova, il parmigiano reggiano grattugiato, la noce moscata, aggiustare di sale, pepe e aggiungere la farina. Travasare l'impasto in una ciotola.


Portare ad ebollizione una pentola d'acqua salata e lasciar cadere a cucchiaiate (o se preferite a quenelle) l'impasto preso dalla ciotola. Gli strozzapreti saranno cotti appena saliranno in superficie (come gli gnocchi).




Scolarli con delicatezza, cospargerli di Parmigiano Reggiano grattugiato ed irrorarli con il burro fuso.