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Visualizzazione post con etichetta fagiolini. Mostra tutti i post
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giovedì 24 agosto 2017

La paella mista di Sandra e le ricette della spiaggia.






Vacanza vuol dire anche tuffarsi in mare di mattina presto, quando la compagnia te la fa qualche (raro) bagnante,il vociare dei gabbiani che aspettano gli scarti lasciati dai pescatori, ed il sole caldissimo di questo Agosto.



Vacanza vuol dire anche tanti buoni propositi accantonati durante l'anno e ripresi ora. Tipo quello di camminare un po' la mattina presto, mangiare più verdura e pesce e fare movimento.

Noli si sveglia presto ed io sono in acqua alle otto.


Un'acqua limpida sopra la battigia di ciotoli e ferma come la lastra di uno specchio.



Il colore del fondale è una variante di tutta una gamma di blu e fa a gara con il cielo che lo sovrasta.

Piccoli pesci si rincorrono tra i piedi mentre mi tengo a galla e mi rinfresco. Peccato non poter fotografare dall'acqua la torre della Cattedrale che si rispecchia tra il largo e la riva. Meriterebbe.


E dire che non ho mai amato il mare! Qui mi sono dovuta ricredere. 
Intendiamoci: dopo le 10 la spiaggia viene invasa dalla solita orda di vacanzieri che colonizzano la spiaggia con teli, tende, ombrelloni,lettini e (persino) frigoriferi portatili pieni di schifezze, ma fino ad allora la spiaggia è vivibile e godibile.

Un telo mare in riva e le amicizie che la frequentazione assidua porta a consolidare.

Tra queste un gruppo di signore (ed un gentiluomo) con le quali (guarda a caso!) si finisce a parlare di cucina e ci si scambiano ricette e trucchi.

Sandra è diventata poi la mia mentore per quanto riguarda le ricette liguri. Ligure DOCG con alle spalle anni di cucina nel locale della figlia, mi indottrina sui principi ed i fondamenti della cucina locale. Quindi vai di ricette di verdure ripiene e pesce, liquori ma non solo! Da anni sto cercando una ricetta per la paella che mi permetta di dare un senso alla pentola che mi portò la suocera dalla Spagna i primi anni di matrimonio e che mi limito a spostare da un cassetto all'altro da Milano alla Casetta gialla ed ora a Noli.

martedì 19 novembre 2013

Una torta sul fornello e #MangiareMatera




Le torte salate sono quella preparazione che mi salva spesso da inviti improvvisi.
Le ho fatte con quello che avevo in frigorifero, con quello che regalava l'orto, a volte con pochissimi ingredienti arrangiati.
Mi hanno fatto fare sempre una bella figura ma, a volte, mi trovavo a non avere tempo per cuocerle in forno.
Quindi ho adottato (da tempo) un metodo che ho imparato da un amico Genovese, per cuocerle le torte salate sui fornelli.
Semplici accorgimenti e vengono tanto gustose quanto quelle cotte in forno e, soprattutto si possono cuocere anche quando il forno è occupato da altre preparazioni.
Quindi, tornando a noi, ho deciso di presentare un'altra ricetta per questa bellissima iniziativa di #MangiareMatera.
Mi sono preparata, con la semola arrivata con il pacco dei prodotti lucani, una pasta al vino morbida ed elastica e l'ho farcita con quanto mi offriva il frigorifero.
Ne è uscito un secondo alternativo per una cena con la famiglia, ma farebbe sicuramente la sua bella figura anche su un buffet di un aperitivo.
Ora, sul fil di lana del limite del Contest, arrivo con la mia torta salata per il blog Scatti golosi e per #MangiareMatera.



TORTA SALATA DI FAGIOLINI AL FORNELLO 




















Ingredienti 

per la pasta al vino:
150 g di semola rimacinata
1/2 bicchiere circa di vino bianco secco
1 cucchiaio di olio EVO
sale

per il ripieno:
2 fette di prosciutto crudo
200 g di fagiolini già lessati
100 g di ricotta
50 g di quartirolo sbriciolato
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato 
1 rametto di timo fresco
1 spicchio di aglio
Olio EVO
sale e pepe q.b.

Nel mixer mettere la farina setacciata, ed avviare le lame.
Aggiungere un pizzico di sale, e incorporare il vino bianco a filo, fino a che si formerà una palla di pasta elastica.
Far riposare almeno mezz'ora la pasta ottenuta coperta a campana da una pentola calda rovesciata.
Nel frattempo tagliare i fagiolini a tocchetti saltarli in padella con un cucchiaio di olio EVO, sale e 1 spicchio di aglio. Farli raffreddare e mescolarli alla ricotta setacciata,al quartirolo sbriciolato, alle foglioline di timo fresco e al parmigiano. Aggiustare di pepe e di sale ed aggiungere un uovo (piccolo).

Stendere la pasta in 2 dischi sottilissimi aiutandosi con un foglio di carta da forno.

Ungere una padella antiaderente con un velo di olio EVO , adagiarvi il disco di pasta e, bucherellandolo sul fondo, ricoprire il fondo con una o due fette di prosciutto cotto e riempirla con la farcia. Chiudere con l'altro disco di pasta al vino e sigillare bene i bordi.

Mettere la padella sul fuoco più piccolo al minimo e con uno spargifiamma.

Adagiare sulla cima un foglio di carta da forno e chiudere con un coperchio.

Dopo circa 15 minuti controllare che la pasta stia cuocendo muovendo delicatamente la padella come quando si vuol saltare la frittata.

Capovolgere (mantenendo il foglio di carta da forno per non far attaccare) la torta sul coperchio (o su un piatto) e farla scivolare nuovamente nella padella che avrete nuovamente unto con un filo di olio EVO.

Continuare la cottura per altri 15 minuti coperta.

Togliere dal fuoco e sformarla in un piatto piano.

Mangiare calda, tiepida o a temperatura ambiente tagliata a spicchi.

lunedì 23 settembre 2013

Una bestia in soffitta e la crostata salata di fagiolini in verde




- Mamma! Corri!! C'è una bestia in soffitta! -
Arc è quasi senza fiato per la paura e si rintana dietro il mio grembiule.
Cerco di capire meglio e, dalla descrizione, sommaria (vola ma non cinguetta)
deduco che potrebbe esser un pipistrello.
Ecco. Proprio stasera che il Martirio è fuori per vedere la partita al bar ed i vicini sono sicuramente andati a cena fuori! 
Io che ho paura dei topi (ed i pipistrelli, scusate, sono topi con le ali!) potrei bloccare la botola della soffitta e lasciarlo lì, sino al rientro dell'Uomo di casa.
Però un po' mi dispiace e non amo dimostrarmi pavida con il mio piccoletto.
Quindi, con un foulard in testa (so che non è certo che si attacchino ai capelli ma... non si sa mai), munita di una scopa, mi avventuro in soffitta seguita a debita distanza da Arc.
- Mamma Attenta! - scatta il piccolo che vede un ombra furtiva far un tratto di volo dalla trave all'angolo dietro un armadio.
Eccolo lì, impastato in un angolo buio troppo in alto per arrivare anche con la scopa e per vedere se mi nota... Non so che fare, la luce della lampada al neon fa sembrare irreale la scena.
La soffitta, con il divano ricolorato e coperto da un vecchio lenzuolo, il tavolo coperto da un telo e pieno di colori, pennelli che io e il Martirio usiamo per dipingere... i quadri appesi alle pareti e i mobili ricoperti da un velo di polvere, danno un aspetto spettrale alla scena. So che il nostro fantasma Verginia, è lì che ci studia, e per me ridacchia a vedere la scena.
Una mano mi tira per la sottana... URLO!!! Ma è Arc che si è avvicinato per sentirsi più protetto e urla anche lui per simpatia.
- OK calma, non vedi come è piccolo? Ha più paura di noi sicuramente!-
Come autoconvincimento non sono poi così brava!
Riprende a volteggiare attorno alla lampada, in tondo, per tornare di nuovo in un angolo ma ancora troppo in alto per raggiungerlo.
Ad un tratto guardo fuori, verso la valle, buio pesto tranne la luce del piccolo lampione che rischiara la stradina dietro la casa....e due altri pipistrelli che girano illuminati a tratti dalla luce del lampione.
Ok, forse ci sono! Spalanchiamo la porta finestra che da verso il balcone, spengo la luce e mi stringo in un angolo lontano con Arc.
Restiamo al buio, in silenzio, per almeno un quarto d'ora. Quando, in controluce, notiamo che Nello (il Pipistrello) si è mosso di nuovo e in cerchi sempre più stretti punta la finestra...