Impastare il pane, per me, è sempre stata un'operazione che mi gratifica.
Per esigenze di tempo, il più delle volte, il primo impasto lo faccio con il Kenwood (il gancio è più semplice e veloce) per poi proseguire a mano con il secondo.
Quando sono nella casetta gialla, però, non ho a disposizione l'attrezzatura tecnologica di Milano, ed il portarla appresso non è cosa, visto che il Martirio *sgionfa* già per due borse in croce e rischierei, prima del divorzio, un lancio di oggetti contundenti.
Quindi, sull'asse di legno che mi ha preparato il suocero, mi sfogo ad impastare scaricando tutte le ansie e le rabbie accumulate nelle giornate cittadine.
Impasto e sogno. Sogno un forno a legna da costruire, nel sottoscala del fienile, che una volta era adibito a ripostiglio e che ora, inutilizzato, è tana di gatti randagi e di ragni operosi. Il fatto è che il Martirio, ogni volta che accenno a questo mio desiderio, mi guarda storto perchè, secondo lui, il forno a legna NON SERVE. Il pane fatto in casa lo posso cucinare anche nel forno a gas (secondo lui) e le pizze ingrassano.....
