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lunedì 21 ottobre 2013

UN FUTURO IN DIPLOMAZIA. E LA ZUPPA DI LEGUMI AL CURRY.


Il telefonino squilla ed è il numero della maestra quello che lampeggia sul display. 
Panico: sarà successo qualche cosa ad Arc? 
Mi allontano dalla scrivania ed il cuore mi balza mentre scene apocalittiche scorrono sullo schermo del film che mi sto facendo.
Ebbene confesso di essere la mamma tipica Italiana, quella che gli corre appresso perchè ha dimenticato la merenda sul tavolo in cucina e ... NON MANGERA' nulla mentre i compagni sbaferanno le loro merendine!!! *o* 
Quella che gli impone la felpa pesante perchè ho freddo IO.
Quella che se piove DEVE avere l'ombrello, che quando esce da scuola ecco di nuovo la merenda, sia mai che deperisca!
Quella che se ha il mal di gola lo imbottisce di propoli tanto da rischiare gli spuntino le ali ed il pungiglione.
Quella che non si fa il bagno prima di tre ore, che non si beve la CocaCola prima di andare a letto *altrimenti* non dormi.
Intanto il telefonino squilla.
*Pronto?!*
Balle!
Pronta non sono.
*Mamma?!*

giovedì 12 aprile 2012

Primavera ma non troppo!



*Mammaaa! Dov'è finita la Primavera?*
Arc ha nuovamente centrato il problema!
Fa un freddo barbino, piove, non fosse per l'erba verde che si intravede dalla finestra sembrerebbe di esser ritornati a Novembre!
Eppure ieri è stata giornata di mercato e la mamma ha comprato una borsata di piselli freschi, buoni!
E' pure stata furba... ha visto il banco in chiusura e ha chiesto al proprietario se le faceva un super sconto e... così è stato!
Ora, in un cesto sul balconcino, ci sono due bei chili di pisellini feschi e Arc da volentieri una mano alla mamma a toglierli dal bacello per farne...
Giusto: *Maaamma! Che ci fai con i piselli??*
*Crema di ramarro!* risponde la mamma seria seria.
Cheeee? Crema di ramarro ????
*Scherzi vero mamma?!*
Panico. Nel silenzio carico di aspettativa, la mamma alza lentamente gli occhi, inquadra lo sguardo attonito di Arc e... scoppia a ridere!
*Ma ti pare! Prima devi prenderli (e quelli sì che scappano!) e poi... non è stagione.*
La mamma è sempre stata strana... ma, ultimamente, con questa cosa del Blog di cucina: fa esperimenti, scrive fino a tardi, fotografa tutto!! Anche mentre lui e Papi aspettano con le posate in mano ed una fame nera! Papi ogni tanto si inquieta e minaccia di chiudere a chiave la cucina... dice che è l'età.
Non ancora convinto Arc gironzola per un poco in cucina e, con la scusa di aiutare, la tiene d'occhio.

Toglie dalla dispensa:
600 gr. di piselli sgranati
1 scalogno piccolo
1 patata media
1 pezzetto di porro
1/2 litro di brodo vegetale
100 gr. di ricotta fresca
olio EVO
pepe nero macinato fresco
Sale nero di Cipro
Semi di Nigella.



Quindi mette sul fuoco una pentola con due cucchiai di olio EVO, trita finemente lo scalogno, il porro e taglia a tocchetti piccolini la patata.
Mette tutto nella pentola e fa soffrigere sino a che porro e scalogno diventano trasparenti.
Aggiunge i piselli sgranati, gira un momento affinchè si insaporiscano e... li copre con il brodo di verdura fatto scaldare.
Fa cuocere piano piano per circa 20 minuti lo passa poi con il frullatore ad immersione, rimette sul fuoco e .... lascia ritirare un po' (se il brodo fosse evaporato tutto ne aggiunge ancora poco).
Spegne il fuoco, aggiunge la ricotta e ripassa con il frullatore per amalgamarla bene bene.
Chiamiamo Papi e... la mamma ce la serve nelle scodelle con una spruzzata di semi di Nigella, una grattugiata di pepe nero e di sale di Cipro...



E' tornata la Primavera!

Con questa ricetta partecipo al contest *I colori della primavera* di Ti cucino così.



sabato 25 febbraio 2012

La zuppa di farro e legumi…. ed il caldo di casa mia




Questo inverno il freddo non dava tregua, e la morsa terribile del ghiaccio stringeva le sue fauci attorno alla città.
Alzavi le tapparelle su quella neve che, fino a qualche giorno prima, sembrava il tuo piumone: caldo, lieve, accogliente quasi, e trovavi una massa compatta e grigiastra, dura ed infida da attraversare. 
Ricopriva i giardini di fronte, i marciapiedi delle strade, i tetti delle macchine ferme da giorni.
Facevi colazione di corsa, come tutte le sante mattine. Mettevi in cartella la merenda del Cucciolo e, intanto, mettevi a mollo i legumi secchi per la sera.
Non volevi uscire dal tuo nido caldo. 
Non volevi far uscire nessuno dei tuoi e guardavi con invidia la gatta carogna che reclamava già a gran voce le sue crocchette. Lei avrebbe dormito sul tuo letto, sul tuo divano, mentre la giostra della giornata tornava a girare beffarda e ti catapultava in strada.
Le lacrime ti rigavano il viso  mentre ti spostavi in una città che non si ferma mai, dove la gente guarda fisso verso il vuoto e non si accorge di quello che succede intorno.
Uscivi di casa la mattina presto, ti incanalavi nella moltitudine che scendeva le scale della metropolitana dove finalmente ti sembrava di riprendere un poco di calore. Riuscivi a trovare posto e la vaga sensazione di claustrofobia si smuoveva solo quando riprendevi a leggere il libro che ti porti sempre dietro.
Poi , dopo un tempo che pareva interminabile, arrivavi alla tua fermata e … via di nuovo tra il gregge infreddolito raggiungevi infine il posto di lavoro.
La giornata scorreva tra i ritmi soliti ma con sul capo la spada Damocle dell’uscita a fine turno. La pausa pranzo non uscivi, piuttosto un cappuccio alla macchinetta basta che fosse al caldo!
Veniva l’ora di tornare a casa e rifare la strada di tutte le mattine, di tutte le sere, di tutti i giorni. Con un freddo che feriva e non pungeva e che ti faceva lacrimare di nuovo, mentre nemmeno osavi entrare al supermercato vicino a casa per non perdere tempo e non prendere ulteriormente freddo.
Entravi in casa. Gatta e bimbo ti investivano di coccole … calde di strofinamenti e di baci. Il Martirio arrivava e accompagnava la nonna in macchina, per schivare il gelo che sceso come una lamina di nuovo, assieme al buio.
Avevi desiderato tutto il giorno questo calore, questo tepore che ti scalda l’anima … e pensato di premiare anche la famiglia con quello che ti riesce bene, di solito: cucinare. Cosa? 


LA ZUPPA DI FARRO E LEGUMI
(dosi per 3 persone)






Apri la dispensa e fai l’appello:

75 gr. di speck tagliato a stricioline
50 gr. di porro tagliato a rondelle sottili
100 gr. farro perlato,
75 gr. cannellini                (fatti ammollare per  12 ore)
75 gr. ceci decorticati (fatti ammollare per  12 ore)
75 gr. fagioli borlotti (fatti ammollare per  12 ore)
75 gr. fagioli dell’occhio. (fatti ammollare per  12 ore)
1 l, Brodo
1 Rametto rosmarino fresco, (tolto dal vaso che ho appena ricoverato in casa dal balcone.)
Olio EVO , sale, pepe q.b

Scaldi  due cucchiaiate di olio EVO in una pentola di coccio, sul fuoco basso, con la retina spargifiamma per non bruciare o per non far attaccare il tutto.
Fai appassire le rondelle di porro e rosolare appena appena lo speck tagliato a striscioline, intanto in un’altra casseruola, scaldi il brodo.
Scoli i legumi secchi fatti rinvenire dalla mattina, e li sciacqui nell’acqua corrente. Li unisci al soffritto e copri con i brodo. Aggiusti di pepe e, eventualmente, di sale, unisci il rosmarino, copri e fai cuocere per 45 minuti. Aggiungi il Farro e cuoci per altri 15/20 minuti circa.
Assaggi la minestra e chiami tutti , mentre riempi le scodelle.
E’ ora di cena … di caldo … di casa mia!!!