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Visualizzazione post con etichetta crostata. Mostra tutti i post
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venerdì 27 gennaio 2023

CROSTATA CIOCCOLATO E NOCI PER "RICARICARE" LO STUDENTE DI CASA.



Da sempre la mia passione per i dolci è risaputa. Mi piace farli e (soprattutto!) mangiarli. 

Il mio cavallo di battaglia è la crostata che era una delle pochissime ricette che venivano bene a mia mamma. 

Di crostate ne ho fatte a centinaia con gli ingredienti più disparati partendo dalle confetture fatte da me, alla frutta, alla frutta secca, con la crema frangipane...

Il segreto di una buona crostata è innanzitutto la qualità degli ingredienti. 

E' indubbio che una confettura fatta in casa ed un burro di malga facciano la differenza ma anche la lavorazione "veloce" che impedisce al burro di scaldarsi troppo trasformando il dolce appena sfornato in un guscio durissimo e non friabile (caratteristica principale della pasta frolla) ha il suo perché.

lunedì 9 novembre 2015

Una crostata ai marroni con cioccolato e ricotta per un'estate di San Martino.


Lo so che sono in anticipo sull'Estate di San Martino.
Lo so perché mio padre è nato proprio l'11 Novembre: il giorno di San Martino.
Il fatto è che questo ultimo fine settimana siamo finalmente tornati nella Casetta gialla ed abbiamo trovato delle temperature meravigliose.
Un sole caldo ti permetteva di star all'aperto in maniche di camicia. 
Il colore delle foglie, di un oro intenso, quasi rame, ti scaldava il cuore.




Vedere poi la mia pianta di cachi piena di frutti ancori acerbi ma già coloratissimi poi mi ha messo un'allegria tale che ho pensato di festeggiare con un dolce.

Non vi dico come era contento Arc! Lui che vivrebbe di dolci (buon sangue *materno* non mente!) ma che al momento è stato messo un po' a stecchetto perché non aumenti troppo di peso, quando mi ha visto togliere dalla dispensa farina, zucchero, crema di marroni e cioccolato... si è subito proposto di aiutare.


Anche il Martirio non ha osato brontolare perché adora le castagne e la crema di marroni.

martedì 13 ottobre 2015

Crostata profumata con crema di ricotta alla fava tonka con composta di ciliege e lime, per un viaggio surreale.



Entra trafelata quando già le porte del vagone si stanno chiudendo.
Le mani strette all'involto tenuto in bilico, la borsa di sghimbescio ed un ciuffo dispettoso negli occhi.
La metropolitana riparte a scossoni ed è giocoforza agganciarsi con una mano ad un sostegno.
Una fitta alla spalla la fa sussultare e comincia a sentire caldo, ma non si può permettere di mollare la presa, ne' dell'involto ne' del sostegno, pena un ruzzolone.
Dal riflesso del finestrino intravede un posto libero e, con mosse da equilibrista che danza su un filo sospeso, riesce a guadagnare spazio.
Nonostante gli sforzi e la posizione seduta, non è ancora comoda. 
Il viaggiatore alla sua destra, una specie di Marcantonio, occupa anche parte del suo sedile costringendola ad appoggiare parte del gluteo sulla coscia del vicino. 
Saran cavoli suoi! Si farà in là.
Niente. 

Non si sposta di un centimetro e rimane avvinto alle immagini rimandate dallo schermo dello Smartphone che ha in mano. 
Nemmeno gli riesce di vedere che faccia abbia, coperto com'è dal cappuccio della felpa; solo qualche ciocca di capelli rossicci ed un accenno di barba che spunta dal fondo del cappuccio.
Dalle cuffie del I-Phone De Andre le parla della Guerra di Piero. De Andre avrebbe dovuto cantare anche della guerra dell'ora di punta, ma forse non ne sarebbe uscita una ballata.
Stringe la borsa tra i piedi mentre con una mano riesce a sbottonare la giacca perché il caldo nel vagone e la menopausa fan comparire delle goccioline di sudore sulla fronte.
Non molla l'involto e rischia nuove manifestazioni dolorose alle spalle, da tanto è contratta.
Duomo: fermata Duomo.
Ecco sciamare un po' di gente ed il senso di soffocamento da *carro bestiame* si dilata.
Qualcuno la osserva e lei SA che sono gli occhi del suo ingombrante vicino che si sono spostati dal telefonino alla sua persona. 
Rigira con noncuranza l'anello di sua madre che porta al dito, potrebbe aver preso di mira il piccolo brillante, pegno d'amore di suo padre.
Lo sguardo è pungente, lo sente su di se. O meglio, sull'involto che regge spasmodicamente sulle ginocchia.
Per un po' finge indifferenza ma la percezione dello sguardo diventa sempre più indisponente. Si volta e sfoderando il suo sguardo più severo, fissa il suo vicino.
Non aveva sbagliato: riccioli biondo-rossicci, barba rossiccia, un aspetto un po' da orco, ma le sorride.
*Mandi un profumo buonissimo!* 
Da severo il suo sguardo è diventato attonito. 
Non le passa nemmeno per la testa che l'Orco voglia azzardare delle avances, ma un approccio di questo genere non se lo aspettava proprio.
Il tempo di mormorare un *Cosa?* a mezza voce e questo continua:
*Sai di buono, di casa, di dolce. Della merenda che si porta a scuola. Buona giornata!*
Nemmeno il tempo di ribattere e l'Orco si alza. E' gigantesco. Per scendere deve piegare la testa perché altrimenti picchierebbe con la fronte nel contorno della porta. 
La vettura riparte con un senso di spazio dilatato (il posto libero le da modo di potersi finalmente sedere in maniera comoda) e, mentre la metropolitana sfreccia verso la prossima fermata, finalmente un sorriso le sfugge mentre l'Orco la saluta dalla banchina.

martedì 27 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY ALE


A te che sfidi le leggi della scienza e della medicina e riesci ad essere sempre attiva e pimpante con un'energia che andrebbe studiata al Cern di Ginevra.
A te a cui avrò scritto e detto almeno un migliaio di volte: 
*Ma chi sei? Wonder Woman?!* (e ti valse pure una coroncina!!!).
A te che hai idee brillanti e le sai mettere in pratica, che hai una Vita: incasinata, interessante, in continua evoluzione .... ma una Vita.
Una Figlia, una Moglie, una Mamma ed un Sorella ma, soprattutto una Donna in gamba e che non si arrende mai; che si fa riflettere e non vive di riflesso o di adulazioni.
A te che non mi sognerei mai di adulare, perchè mi parrebbe un insulto.
A te, amica lontana, i migliori auspici per una nuova Vita, una nuova Avventura, piena di idee travolgenti, ritrovati amori, tempo per goderti ogni istante.
Per festeggiarti ho rifatto quella torta che è diventata da anni tra le più richieste dalle mie conoscenze e che chiamiamo *la torta di Alessandra*: la Stupendissima (ussignur, *stra-figa* andrebbe anche meglio ma non è Old Fashioned e (soprattutto) da Lady)!

lunedì 7 aprile 2014

La ricerca della serenità ed una torta al cioccolato per il mio bimbo.


A volte il cioccolato serve.
Serve a raddrizzare le giornate storte, a consolar un animo deluso, a far passare dimenticare i nervosismi di una giornata intensa in ufficio.
Per rilassarmi da anni mi chiudo in cucina, mi metto ai fornelli e, quando sono proprio *inversa*, mi metto a far dolci.
(Ricordo ancora una sera di qualche anno fa, che feci ben quattro crostate e, una volta finite, mi chiesi cosa ne avrei fatto...)
Mi metto a far dolci anche per il mio bambino, per le merende di scuola, per le riunioni di fine scuola e per le merende con gli amici.
Giorni fa Arc è stato invitato dall'amico del cuore e, per merenda mi chiese un dolce al cioccolato, una crostata.

domenica 8 settembre 2013

Una crostata velocissima per una passione dolce come un fico!



I fichi! La mia passione, da sempre.
Da quando, ancora bambina, mi affacciavo dalla finestra del bagno della casa di campagna ed allungavo la mano... lì a due passi, a togliere la vista del lago, una pianta maestosa me ne regalava di enormi, dolci e verdi.
Io e la mamma eravamo sempre con le mani tese e, quando quelli dei rami vicini finivano, bastava scendere nel prato e sporgersi tra le fronde più basse.
Fino a terra arrivavano le fronde, brillanti delle loro foglie, all'interno un rifugio per me bambina che spesso mi ci rifugiavo sporcandomi la faccia, le mani, i vestiti con quei frutti goduriosi.

Con il passare degli anni la mia passione è restata, consolante, con il sapore dolce dell'infanzia un po' selvaggia spesa in una casa di campagna in estati calde e afose.
Una passione che mi ha portato a farne indigestione e starne lontana per alcuni anni... per poi ricadere in questa dipendenza.
Mi piacciono in purezza, accompagnati a salumi e formaggi, in marmellata, nel gelato (splendido quello che mangiai alle Isole Tremiti), insomma in tutti i modi.

domenica 9 dicembre 2012

UNA PRINCIPESSA NEL PIANETA DELLE DUNE E ... UN GIVEAWAY


Natale è Natale, ovunque…. tranne che in mezzo alle dune.
Arc non ci crede e chiede alla mamma se stanno parlando di un pianeta lontano, come quello del Piccolo Principe, che sta leggendo a scuola.
Perché il Piccolo Principe veniva da un altro pianeta ed Arc lo sa benissimo. La mamma glielo leggeva da quando non aveva nemmeno tre anni e, ogni volta che lo ri-legge, prima assieme a mamma ed ora in classe con i compagni, trova e scopre sempre nuove meravigliose avventure.
Quindi Arc è sicuro: *le dune* è il nome di un altro pianeta!
E su queste dune non c’è un Principe, ma una Principessa: l’Araba.
Questa Principessa è Felice…in Arabia: contenta lei!
E’ felice e furrrrrrbissima. Furbissima con le sue trovate, le torte o i biscotti fatti addirittura con 2 soli ingredienti, nelle teglie, non sporcando nulla.
E’ felice e fa ridere la mamma con i racconti delle sue feste in giardino con tanti invitati stravaganti e mangioni.
Ma a volte però la fa anche arrabbiare. E’ quando ci racconta che le donne del suo pianeta, non sono libere.
Libere di ridere, di ballare, di colorarsi le unghie, camminare per strada da sole…. e sarebbe già grave così…. ma nemmeno libere di studiare, di guidare la macchina, di lavorare per quello che hanno studiato (le poche che l’hanno potuto fare lontano).
In quel pianeta delle dune le donne non sono libere di pensare, di parlare, di farsi visitare da un medico in ospedale.
Non sono libere di curarsi, di vincere l’ignoranza, la segregazione… non sono libere di vivere.
Ad Arc non piace  questo pianeta dove le donne non si vedono… non si sentono… non SONO.
Ma la Principessa è furba, furbissima…. è riuscita a trovare una grotta, segretissima a tutti quelli che guardano, dove le donne vanno a fare ginnastica con lei, a suon di musica… dimenticavo nel Pianeta delle dune la musica è proibita, è peccato.
Ma la Principessa ha il suo antro segreto, e le donne che la frequentano capiscono che *il peccato* non è la musica non sono le note, sono le menti chiuse di uomini che vogliono trovare una scusa… perché le donne siano costrette al silenzio e si senta solo la loro voce e nessuno li smascheri.  

Nel pianeta delle dune non esiste nemmeno il Natale, è proibito, è peccato...
La Principessa muove le donne a suon di musica, festeggia il Natale di nascosto, con la sabbia che non è neve ma se, socchiude i suoi occhi celesti e magici,  si trasforma.
Arc e la mamma fanno il tifo perché questa magia della Principessa, cominci a danzare, attorno al Pianeta e metta in moto le menti, i cuori, le bocche, le mani e le gambe di tutte le donne di tutti i pianeti.
Perché sono tante le donne, sono forti e decise, perché la religione non deve essere paura e frustrazione. La religione, TUTTE LE RELIGIONI, sono un contatto con Dio pur, chiamandolo con tutti i nomi di tutte le religioni, e si arriva a capire che il peccato che il cielo punisce, è dove lo si VUOLE vedere a tutti i costi.
Ecco che ad Arc ed alla mamma piace la Principessa e decidono di far uscire dal loro forno dei Pie piccolissimi ripieni di marmellata.

Decidono di farli per dire alla Principessa tre cose fondamentali che sono come tre desideri espressi ed esauditi:
1 -  che è bello leggere del Pianeta delle Dune, raccontato da due occhi furbi e vivaci come quelli della Principessa, dove pure le brutture subiscono l’incantesimo delle parole,
2 – che  arrivarci è semplice, come seguire il ponte che lei crea tutti i giorni (o quasi) e che viaggia con le parole, con i commenti, con le risposte… e unisce tanti posti e tanti mondi;
3 – che è dispensatrice di incantesimi, furbi, furbissimi che saziano il cuore e la pancia e che fanno esaltar la mamma e godere Arc con le sue merende.
Per andare a trovar la Principessa il biglietto lo si fa qui, con una specie di concorso, per festeggiare il tre anni di questo Pianeta delle dune… e dirle
Si andrà ad estrazione e se non si vincerà… ci sarà stata un’ottima scusa per aver scoperto una favola… ed un nuovo Pianeta.
MINI PIE DI MARMELLATA PERE E ZENZERO.



Ingredienti per la pasta frolla:
(dal libro TORTE E CROSTATE - Mondadori):
250gr farina OO
65 gr. di zucchero semolato
150 gr di burro freddo a cubetti
1 uovo grosso
2 cucchiai di panna fresca
un pizzico di sale.

NB. Con questa dose vengono circa 10 mini-pie da 8/9 cm. di diametro.

Mettere la farina, lo zucchero ed il sale in un robot da cucina con le lame, fino ad ottenere un granuloso.
Aggiungere l'uovo e la panna e frullare il tutto finchè si formerà un impasto.
Rovesciare l'impasto su un foglio di pellicola trasparente. Dargli la forma di un disco del diametro di 18 cm. avvolgerlo nella pellicola e tenere in frigorifero per almeno 30 minuti (max 48 ore).
Stendere la frolla nelle formine (io ho usato quelle in silicone dei muffin) riempirla di marmellata di pere e zenzero (ricetta qui)  e ricoprire con un dischetto di frolla sigillando bene i bordi.

Infornare a 175° forno statico per 15/20 minuti (dipende dallo spessore della *crosta*) quando cominceranno a scurire togliere dal forno.

Lasciare raffreddare su una gratella e servire con un poco di cioccolato amaro fatto sciogliere a bagnomaria con un cucchiaino di brandy.

domenica 28 ottobre 2012

RINCORRENDO UNA CROSTATA...COLORATA.


Credo di avere confessato più volte la mia passione per i dolci. La mia linea tonda sottolinea la veridicità di quanto affermo. Passione è dire poco, è quasi una malattia...
E' indubbio ed universalmente noto che amo mangiarli ma, come in questo caso, amo farli.... inventarli... adattare un dolce assaggiato al mio gusto personale, re-inventarlo.
Altra cosa risaputa è che, tra i dolci che amo più fare (ed assaggiare) c'è la crostata. 
In occasione di un compleanno di un'amica, ho assaggiato una crostata di pasticceria molto scenografica e che mi è piaciuta, anche se molto dolce.
Non sapendo in quale pasticceria era stata ordinata, il tarlo della ricetta che NON si riesce ad estorcere... ha lavorato.
La frolla era scura, al cacao, ma un po' troppo dolce per i miei gusti.
Il ripieno era una crema rossa (anche questa dolce) con pistacchi tritati distribuiti sulla superficie, da dove facevano capolino lamponi freschi.
Ora, direte voi, non sarebbe stato più semplice chiedere l'indirizzo della pasticceria e parlare direttamente con l'artefice? 
Seeee, troppo facile!
Pensando alla crema, mi è venuto in mente il lemon curd di Alessandra di Menuturistico, quello leggero leggero....senza burro. Se avessi sostituito il limone con un passato di lamponi...ecco fatta la crema rossa. Per la frolla mi è venuto in mente che, da qualche parte, avevo salvato una ricetta di frolla al cacao di Knam... trovata! Non c'è nemmeno troppo zucchero! 
Poi non è stato subito ossessione.... ma è montata piano piano... solo che mancava l'occasione.
Quand'ecco: L'OCCASIONE! 
Una collega ottine il trasferimento in uno stabilimento più vicino a casa e... si fa festa! 
Quale migliore occasione di far assaggiare una novità a palati diversi e far un augurio di buona fortuna alla collega.
Prima cosa ho fatto il curd che ho chiamato LAMPO CURD... (da lampone ... in English Flash Curd...hihihihi). Dubitavo del risultato ma... MI SBAGLIAVO!!!
Buono da gustare anche da solo tanto che, per evitare di doverlo rifare, ho dovuto nascondermelo dalla vista in un angolo alto del frigorifero.
Poi sono passata alla frolla utilizzando un cacao amaro per non rendere la preparazione troppo stucchevole.
Finalmente ho montato la torta (era circa l'una di notte... così il guscio non si sarebbe inumidito troppo).... e l'indomani un successo.
Una torta da MAIALA EFFIGE.... unica modifica che farei... una pennellata cioccolato amaro al 70% sul fondo ed i bordi della frolla, a staccare di netto il dolce/aspro del curd ed a far da impermeabilizzazione del guscio.

CROSTATA AL CACAO CON LAMPO-CURD SCAGLIE DI PISTACCHI E LAMPONI FRESCHI.

Ingredienti per la frolla (ricetta Knam)

300 gr farina
50 gr cacao
3 tuorli
170 gr burro
150 gr zucchero


Nel bicchiere del tritatutto inserire la farina, il cacao, lo zucchero e azionare 2 o 3 volte la funzione *pulse*.
Aggiungere il burro freddo (di frigorifero) e azionare la funzione pulse sino a che si forma un composto sbriciolato.
Aggiungere i tuorli (uno alla volta) sempre utilizzando la funzione pulse per max 10 secondi per volta.
Quando il composto comincerà a formare briciole più grosse, versare sulla spianatoia leggermente infarinata (io a volte uso un vassoio di metallo freddo di frigorifero) e, con le mani raffreddate sotto l'acqua fredda ed asciugate, cominciare a compattare il tutto in una palla.
Stendere velocemente la pasta su un foglio di carta forno e foderare la teglia (io ho usato una teglia quadrata da 30cm.) e mettere in frigorifero per almeno 1 ora (se avete premura ed avete già pronto il curd, vi basteranno 10/15 minuti di freezer).
Cuocere *in bianco* il guscio di frolla a 175° forno statico per 10 minuti, coprendo il fondo con carta da forno appesantita da fagioli secchi.
Trascorsi 10 minuti, togliere la carta da forno e i *pesi* e terminare la cottura in bianco per altri 10/15 minuti.
Lasciare raffreddare bene (potete prepararla anche il giorno prima)

Ingredienti per il Lampo-Curd all'olio 
(da una ricetta di Alessandra blog Menuturistico).
3 vaschette di lamponi maturi e puliti.(tot. 375 gr.)
2 tuorli e 2 uova intere
1 1/2 2 cucchiaio di maizena
200 g di zucchero
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva. 

Frullare con un frullatore ad immersione, le tre vaschette di lamponi.

A freddo, in una casseruola dal fondo spesso, ho mischiato tutti gli ingredienti, ad eccezione dell'olio, amalgamandoli bene con una frusta. Ho messo sul fuoco a fiamma medio bassa e, sempre mescolando, ho portato ad ebollizione. Ho abbassato la fiamma al minimo, ho fatto bollire per due minuti e poi ho filtrato il tutto in un colino a maglie molto strette. In ultimo ho aggiunto UN cucchiaio di olio EVO leggerissimo e ho subito invasato e conservato in frigorifero. 

Per guarnire 
50 gr. di cioccolato da copertura fondente al 70%
50 gr. di pistacchi sgusciati e tritati grossolanamente
1 vaschetta di lamponi maturi e puliti.(gr 125)

Per montare la crostata:

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente. Spennellare l'interno del guscio di frolla. Lasciare solidificare il cioccolato. (NOTA: la prima volta non l'ho fatto... questa della foto NON aveva il cioccolato... per me MERITA una PENNELLATA!!!)
Versare il Lampo-curd livellando bene la superficie.
Spargere i pistacchi tritati in maniera uniforme sulla superficie.
Distribuire i lamponi freschi sulla crema a mo di decorazione.

Se non consumata subito, conservare in frigorifero (1 giornata) coperta da una pellicola.


martedì 16 ottobre 2012

CROSTATA D'INVERNO

Il mio compleanno capita sempre sul margine dell'inverno e questo fatto è un limite. 
Capita tutti gli anni... e questo è Storia (a questo punto antica).
Di solito festeggio con la famiglia, gli amici; magari faccio una torta.
Amo le crostate ma i colori, i sapori, le alternative della bella stagione sono lontane, quasi dimenticati. 
Ma amo le crostate. :-(
Frutta fuori stagione non se ne parla, non sa di molto e costa un botto, la marmellata poi è così scontata!
La torta me la merito e sono seccata!
Seccata... seccata... 
Poi, un bel giorno trovo questa ricetta, tra le pagine di un giornaletto di quelli che si leggono dal parrucchiere, tolto il guscio che indicava solo 350 gr. di pasta frolla, per il ripieno è stato un amore a prima vista.
Da quel dì la faccio per ogni compleanno, a volte più volte durante l'inverno e ha sempre un gran successo.
Negli anni ha subito svariate modifiche dovute a continue sperimentazioni.... tutte ugualmente apprezzate!
Questa volta arrivo un po' in anticipo, grazie al simpatico Contest di Emanuela di Arricciaspiccia con i prodotti di Noberasco.

Poche settimane fa, nel cuore pulsante di Milano, la Noberasco ha aperto un nuovo negozio dove si possono trovare frutta secca (praticamente TUTTO l'inimmaginabile) e quella disidratata. Cercavo un ingrediente per un altro dolce e, inutile dirlo, QUI l'ho trovato!! L'ho trovato assieme a cento mille altre idee per regali golosi e gratificanti da fare ad amici e conoscenti... e qualche peccato di gola personale... e alcuni ingredienti per questo dolce, grazie ai consigli e la pazienza di chi mi ha servita.
Insomma, tra poco sarà il mio compleanno.... quello del giro di boa... e ho bisogno di conforto, beh! questa torta (credetemi) lo è!

CROSTATA DI FRUTTA SECCA E DISIDRATATA

Ingredienti

Per la frolla
300 gr. farina
150 gr. burro 
100 gr. zucchero
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 presa di sale
1 cucchiaio di acqua
2 tuorli
scorza di limone grattugiata.

Per la farcia:
200 gr. di ricotta fresca 
80 gr. di zucchero a velo
1 tuorlo
10 amaretti
2 cucchiai (abbondanti) di Brandy
40 gr. di uvetta ammollata nel Brandy
25 gr. di mandorle sgusciate
25 gr. di nocciole sgusciate
25 gr. di noci sgusciate
25 gr. di pinoli 
25 gr. di pistacchi
30 gr. di cranberries
40 gr. di mango disidratato
40 gr. di ananas disidratato
25 gr. di lamelle di cocco disidratato
1 cucchiaio di farina di cocco per guarnire.

Preparare la frolla versando la farina a fontana, aggiungere lo zucchero, la vaniglia, i tuorli, la scorza di limone e l'acqua, lavorando con una forchetta.
Aggiungere il burro ammorbidito a pezzi e lavorare velocemente con la punta delle dita.
Formare una palla e metterla in frigorifero a riposare per almeno 30 minuti.

Trascorso questo tempo, stendere la pasta frolla in una tortiera da 24/26 cm. 

In una ciotola lavorare il tuorlo con lo zucchero. Unire la ricotta con 2 cucchiai di Brandy e sbattere ancora.
Distribuire sul fondo della pasta gli amaretti pestati, poi la crema alla ricotta.
Mescolare frutta secca e disidratata e distribuirla sulla crema.
Cuocere a forno caldo per 35 minuti (statico) poi, appena tolta dal forno, spolverarla con la farina di cocco. 
Lasciare raffreddare e toglierla dalla tortiera quando ben fredda.

Note mie: se non avete voglia di recuperare singolarmente gli ingredienti, o non avete abbastanza tempo, potete utilizzare una confezione di frutta esiccata mista della Noberasco.... viene buona buona buona lo stesso!

Con questa ricetta partecipo al contest WOW che dolce! primo contest di Arricciaspiccia.

giovedì 13 settembre 2012

Come ti intorto il cuoco, una ricetta rubata e la crostata della Val Rendena


Vi è mai capitato di volere volere volere una ricetta di un piatto, una torta, una pietanza *particolare* che avete assaggiato in un ristorante, una trattoria, un pub?
A me capita spesso e, dato che il Martirio afferma che ho una faccia da schiaffi (non è propriamente il termine usato da LUI, ma questo lo posso scrivere… l’altro no), spesso chiedo la ricetta ai camerieri.
Debbo dire che spesso mi vengono riferite a voce e, essendo poco fine prendere appunti stenografando mentre si è comodamente seduti in un locale, attorniati da altri commensali non particolarmente interessati a quante uova e se vanno *sbattute leggermente* o *montate a crema*, cerco di mandare a mente.
Lo stato dei miei neuroni è notoriamente provato (dall'età, dal logorio della vita moderna, fate vobis) pertanto: una volta pagato il conto, chiusa alle spalle la porta del locale, ecco già venirmi i dubbi. Inutile chiedere concitatamente al Martirio *Ti ricordi se il burro era a temperatura ambiente o liquefatto?*. Ti guarderà esterrefatto, a malapena ricorderà di che cosa stai parlando e... persa. La ricetta è persa (come i tuoi neuroni, del resto).
Magari ci provi, tentando di ripetere esperimenti che fanno di te novella Marie Curie, alle prese con bilancini e varie, ma nulla. Persa.
Questa estate, invece, sono riuscita ad estorcere una ricetta tipica della Val Rendena, amena zona in provincia di Trento, al cuoco di un ristorante tipico.
Da qualche anno Andrea ed i nonni, trascorrono almeno un mese in un campeggio vicino a Pinzolo.
Erbetta verde, ambiente famigliare, aria pulita e fresca. A questi ingredienti si somma anche la piacevole abitudine di cenare fuori con la famigliola e gli amici quando andiamo a trovarli il sabato sera.

Tra le varie possibilità per cenare fuori, c’è questo Maso vicino al campeggio dove si mangia molto bene e cibi tipici trentini.
Questa volta, al momento del dolce, ho chiesto che offriva il *carrello*: la crostata d’erbe, mi è stato risposto.
Non fatevi domande: l’ho ordinata subito e, dopo averla assaggiata ho chiesto come sempre se mi passavano la ricetta.
La cameriera mi ha detto che l’avrebbe chiesta al cuoco ma che era solitamente restio a *girarle* agli avventori.
Me ne sono dimenticata sino a quando, una volta pagato il conto, arriva la cameriera trafelata con un foglietto minuscolo e mi comunica, allibita *Non so cosa sia successo ma questa è la ricetta!*

Firmata!
So che sapete già che mi sono fiondata in cucina a salutarlo, Giambattista, a fargli i complimenti per tutto il desinare e soprattutto per il dolce. Gli ho anche detto che avrei pubblicato il dolce su queste pagine, dove mi diverto a *tirarmela* e a pasticciare di cucina.
La ricetta pare sia una ricetta di famiglia (la famiglia che gestisce sia il camping sia il Maso) ed è un bellissimo regalo che dedico a Francesco, Jurika ed a Giambattista.
L’ho rifatta al rientro dalle ferie e l’ho proposta ai colleghi, che hanno apprezzato… pare: che ne dite?


Quindi: bando alle ciance ed eccovi

La Crostata d’erbe della Val Rendena



Ingredienti.
Pasta frolla
240 gr. burro
200 gr. zucchero
200 gr. farina 00 + 50 gr. fecola
3 tuorli

Per il ripieno
1 gamba di biete (un mazzetto)
1 bicchierino di grappa
3 chiare d’uovo
50 gr. amaretti
25 gr. uvetta

Impastare velocemente la frolla con la punta delle dita.
Stendere i 2/3 della pasta nella tortiera unta ed infarinata (io l’ho ricoperta con la carta da forno).
Farla riposare in frigorifero (io 30 minuti).
Nel frattempo lavare e mettere a bagno l’uvetta nella grappa.
Sbriciolare gli amaretti.
Lavare, asciugare e tagliare sottili le biete.
In una ciotola capace, unire tutti gli ingredienti (l’uvetta CON la grappa), unire le chiare d’uovo (io montate leggermente a neve).
Versare il ripieno sopra la frolla. Con la pasta rimasta formare le griglie.
Infornare a 150° per 40 minuti con forno ventilato.
Fare la prova stecchino (se esce asciutto…è pronta!) e far raffreddare bene prima di sformare.
Il giorno dopo è ancora più buona (come quasi tutte le crostate).

giovedì 31 maggio 2012

Una torta a modo mio e ... una fiaba a sorpresa

Torta della nonna a modo mio!


- Mamma?! -
- Dimmi Arc! -
- Ti viene facile scrivere quelle fiabe strane con i tuoi animali? - è una domanda strana fatta da un bimbo di otto anni e mezzo ma, tutto sommato, essendo figlio mio, strano DEVE esserlo davvero!
- Facile: dipende! A volte so dove parto ma non so dove vado a finire con i miei amici. Vado avanti camminando con loro su un foglio dove le parole compongono le bricioline per seguire il percorso e tornare... alle ricette, alle cose di sempre. -
Sono curiosa. Sono curiosa come una gatta ma la torta è nel forno ... e Arc mi sbircia di sguincio ... e non ha finito. Devo sfornare o si brucia.... accidenti mi brucio quasi nello stesso posto di sempre (mano destra, lato esterno... fetente!) ma ce la faccio. Ecco la torta in salvo ma Arc non si muove ancora.
- Ok: spara! Che è successo a scuola? - 
Fa un passo indietro e non sa se ridere o rispondere o ... boh!
- Ma PERCHE' sai sempre tutto?! - suona quasi come un'accusa.
Rido, sotto i baffi e il guanto-forno con la faccia da gatto ma rido.
- Tu non preoccuparti e PARLA! - lo convincerò?
- A scuola ci sarà una verifica per Italiano e la Maestra S vuole che si scriva tutti una favola o una fiaba. Io so come cominciarla e che personaggi voglio (un Grifone sai'!), ma non so come finirla! - silenzio... 
- Fai come me, fatti guidare dai personaggi, ma non perdere la strada... passo-dopo-passo-dopo-passo fino a una conclusione logica. - avrà capito? 
Gira le spalle il novello Fedro e poi torna in camera dove sento che gioca sereno.


Due giorni dopo torna a casa raggiante e mi investe con un 
-EVVAI!!!! Ho preso due dieci e un nove nella verifica della Fiaba!!- lo dice tutto d'un fiato. Non si è mai esaltato per un risultato come per questo....
- Bravooooo!!!! Raccontami: che ha fatto il Grifone? - ... silenzio, un po' perplesso mi dice:
- Non ho potuto decidere io il tipo di personaggio. Ho dovuto scegliere tra quelli proposti dalla Maestra... e non c'era il Grifone quindi ho dovuto inventarmi altro.-  mitico! Ha cambiato tutto in corso d'opera!


Mi fa leggere la fiaba e resta a guardarmi: silenzioso, pieno di aspettative mentre i miei occhi corrono sul sentiero di bricioline e ... non si perdono ... e tornano a posarsi lucidi di lacrime e orgogliosi su di lui. La torta se l'è proprio meritata!!!


La Fiaba a sorpresa? Oggi NON l'ho scritta io.... e non ho cambiato una virgola o un a capo.


IL TESORO DELLA CAVERNA.


C'era una volta una volpe di nome Wervile. Aveva il pelo color rosso fuoco, era gentile e simpatica. Viveva in un bosco incantato, dove vivevano: il drago Filiberto, il mago Gigetto, e altre creature. 
Un giorno Wervile sentì dire che in una caverna c'era un tesoro incantato. Allora corse dalla sua amica Gipi la fata, e le disse che in una caverna c'era un tesoro.
Come loro anche un lupo di nome Anatomio cercava il tesoro.
Allora Wervile e Gipi si misero in viaggio.
Arrivate alle Gole dei giganti (un gruppo di montagne molto alte) decisero di accamparsi per la notte.
Intanto Anatomio, che le aveva precedute, cercò la caverna ma non la trovò e si perse.
Mentre camminavano Gipi si accorse di qualcosa, era Anatomio che esausto si era addormentato.
Allora Wervile e Gipi lo portarono a casa; Anatomio le ringraziò. Solo allora scoprirono di avere trovato un tesoro, non quello delle caverne, ma quello dell'amicizia.


                                                                                            A.R.C.





Ingredienti per la frolla all'aroma di limone:
300 gr. farina 00
100 gr. di zucchero
150gr. di burro morbido
2 tuorli 
2 cucchiai di acqua
2 cucchiaini abbondanti di scorza di limone (bio) esiccata 
1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema di limone:
(di Flavia di Cuocicucidici)

400 gr latte
100 gr zucchero
50 gr succo di limone
scorza di 1 limone grattugiata
80 gr farina
4 uova
1 pizzico di sale
Per decorare:
100 gr. pinoli
zucchero a velo q.b.

Versare la farina a fontana sul piano del tavolo, aggiungere zucchero, un pizzico di sale, i tuorli i cucchiai di acqua, ed il burro a tocchetti lasciato ammorbidire. Lavorare velocemente con le dita il tutto senza esagerare nella lavorazione (meno si impasta all'inizio, meglio verrà la frolla). Formare una palla con l'impasto, appiattirla, e metterla in frigorifero a riposare per 45 minuti.

Nel frattempo preparare la crema al limone.

In un robot passare per qualche secondo lo zucchero con la scorza di limone grattugiata. Unire il latte, la farina, le uova, il succo di limone e il sale...mescolare tutto e passare in un pentolino sul fuoco, mescolando fino a che la crema non si sarà formata.
Togliere il pentolino dal fuoco e far raffreddare coprendola con un foglio di pellicola per alimenti *a contatto* con la superficie della crema per non far creare la pellicina.

Togliere dal frigorifero la pasta frolla e ricoprire una teglia da 26 cm di diametro (meglio se con fondo amovibile) precedentemente imburrata ed infarinata.

Fare cuocere la base per una decina di minuti coprendo la superficie con carta da forno e legumi secchi, in forno pre-riscaldato a 180°.

Togliere la tortiera dal forno, rimuovere i legumi e versare la crema al limone livellandola bene con il dorso di un cucchiaio.

Versare i pinoli in modo uniforme sulla superficie della torta e finire la cottura in forno per altri 25/30 minuti.

Lasciare raffreddare bene prima di sformare.





Spolverizzare con zucchero a velo e... consumare con chi ti è più caro!