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Visualizzazione post con etichetta mele. Mostra tutti i post
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lunedì 20 febbraio 2017

TORTA DI MELE DI NOLI ed i momenti che ti riempiono il cuore di buono



Ci sono piccoli momenti che ti riempiono il cuore di buono. 
Una passeggiata con chi ami dove si respira un'aria pulita, tra sassi che disegnano il selciato.

I colori di un mare che ti avvolge, nel riverbero del tramonto tra le frange delle palme.

domenica 10 gennaio 2016

Ricicliamo il pane con un BUDINO DI PANE E MELE che spopola in casa mia.

Ogni anno ci ricado.
Dopo ogni santissima festa comandata mi si riempie la dispensa di pane secco perché esagero nella produzione o nell'acquisto non considerando che i miei commensali fanno sempre più fatica a mantenere il ritmo delle *mangiate* di gioventù. 
Intendiamoci: il novantaduenne cardiopatico non molla un boccone e (forse) è l'unico che non riesce a non mangiare il pane.
Gli altri, suocera in testa, *'sagian* tutto e, se proprio devono rinunziare a qualche boccone, sacrificano il pane.
Ecco perché dopo l'Epifania, oltre a disfare albero e presepe, mi trovo a dovere smaltire pane secco in quantità industriali.
Da qui cominciano le varie divisioni: il pane casereccio spennellato con poco olio di oliva e tagliato a cubetti, viene messo a tostare in forno per farne crostini per le zuppe e le minestre; pani rustici vengono *riciclati* in canederli o torte di pane (come questa); altri pani più friabili in pangrattato.

martedì 2 giugno 2015

Una torta di mele dolce come il sorriso di un'amica.






Mi sono perduta in questo fine settimana che non finisce mai. 
Persa a cercare un perché che non esiste, che fa traballare ogni anima, prima o poi.
Non riuscire a sollevare un dito, a fare le cose normali, a muoversi come i giorni prima.
Il tempo che scorre e non ha senso. Qualsiasi cosa che faccio perde peso e misura. Non serve.
Perdersi.
E ritrovare in una foto, imprigionato in uno scatto,un sorriso pieno di Vita.
Capire che non ti avremo persa, che sorriderai sempre.
E ritrovare la voglia di ricordarti, sorridente e dolce. Dolce come le mele del tuo Alto Adige, che finiscono in una torta. Semplice. Come te.

giovedì 12 marzo 2015

Lonza di maiale arrosto con mele e sidro perchè senza arrosto non è domenica.



Una domenica senza arrosto NON è una domenica, a casa mia.
Quindi spesso e volentieri mi sbizzarrisco in arrosti diversi, approfittando spesso delle verdure di stagione. In questo caso, invece, mi sono trovata una bellissima cipolla Acquaviva che era finita nel mio carrello perchè mi *ispirava*. 
E' una varietà di cipolla che arriva a pesare anche 500 g. ed è dolcissima e mi ha conquistata al primo assaggio.
Anche il Martirio che non ama particolarmente le cipolle, ha mangiato con gusto quello che era il sughetto dell'arrosto.
A completare il tutto ho utilizzato delle mele regalatemi da un'amica che erano ancora un po' indietro di maturazione ed hanno contribuito alla riuscita dell'arrosto, ed una bottiglia di sidro secco che avevo dimenticato in dispensa.
Il risultato è stato superbo ed apprezzato da tutta la famiglia e, pur essendo ancora ko dai postumi dell'influenza, l'ho gustata volentieri anch'io.



Tagliare grossolanamente la cipolla di Acquaviva, versare olio EVO ed il burro in una teglia che resista anche al forno, far rosolare la lonza di maiale su fiamma vivace fino a che sia "sigillata" da tutti i lati.



Sbucciare le mele e tagliarle a grossi tocchetti.





Togliere la teglia dal fornello, aggiungere il sidro, le mele a tocchetti, aggiustare di sale e pepe.





Coprire la teglia con un foglio di carta da forno bagnato nel sidro e strizzato e infornare a 175/180°C per almeno 1 ora (il mio pezzo di lonza pesava meno di un chilo e 1 ora è bastata). Con un termometro per carni provare la temperatura al cuore dell'arrosto. Togliere dal forno quando arriverà a 65°C.


Servire con un contorno di patate arrostite o le mele cotte con l'arrosto e le cipolle, irrorando le fette con la salsa filtrata.






martedì 6 gennaio 2015

Crumble di mele *eretico* ovvero....aspettando l'Epifania ho ripreso a cucinare,


Prendersi una pausa a volte ci vuole. 
Serve a fare *il punto* della situazione che stava sfuggendo di mano.
Un anno intenso dal punto di vista lavoro, con l'ultima sfida vissuta pericolosamente ed intensamente. Un anno dal punto di vista personale molto difficile ed impegnativo tanto da non riuscire più a trovare giovamento nemmeno nel cucinare, tanto da non avere più voglia di scrivere.
Poi mi son resa conto di quanto sia facile suscitare invidia, tanto da istigar dispetti e polemiche stupide e, invece che mollar tutto come forse era nei desiderata di chi rosicava intorno, ho fatto il pieno di energie e sono tornata piena di idee anche se il tempo (purtroppo) resterà sempre un ritaglio delle mie notti, delle pause pranzo, dei sabati e delle domeniche .... quindi: pochino!
Poi ho scoperto di avere uno sparuto gruppo di sostenitori che attendono (pare) di leggere resoconti spiccioli della mia vita, delle favole che mi circondano, dei pensieri che saltano fuori dalle dita e si fissano su questo schermo. Non sia mai che li deluda! :-)
Poi ci sono i periodi difficili da superare, quelli dove bisogna trovare qualcosa da *fare* per non impazzire, per non farci dominare dagli eventi; per trovare uno spiraglio di luce in fondo a una galleria scura. 
La mia galleria di solito mi si para innanzi alla fine dell'anno, quando le mancanze si sentono sempre di più, quando gli anniversari cupi si concentrano, quando pare esserci una coalizione del caso perchè le brutte notizie o i problemi arrivino sempre in *quel* periodo.
Forse è anche per questo che non amo particolarmente il periodo di Natale. 
Nel senso che, potendo, salterei a piè pari dal primo Novembre (mese del mio compleanno....sarà un caso?) al 7 gennaio..... a riveder la luce....
Una luce che spesso è un profumo, un sapore che sa comunque di ricordi *buoni* di quelli che ti fanno pensare ad una via d'uscita, ad un miracolo, ad un'amicizia.
E ti trovi alla sera dell'Epifania, mentre tuo figlio appende una calza vuota alla porta di casa, e tu che vorresti mangiare un dolce ma non troppo dolce, mentre aspetti di far *la befana* riempiendo quella calza di dolcetti (pochi) per soddisfare quel golosastro.



Ti trovi a pensare ad un dolce che facevi con la tua amica d'infanzia, nei pomeriggi dopo lo studio, e che hai appuntato in foglio nascosto nel quadernetto di mamma.
Da quel dolce, da quei ricordi, improvvisi un dolce con le mele regalate da un'amica e con le spezie profumate e le mandorle..... e si ricomincia.....

CRUMBLE ERETICO DI MELE E SPEZIE.



Ingredienti:
300 g di mele (tre mele piccole)
100 g di farina 00
100 g di farina di mandorle
100 g di burro a pezzi
100 g di zucchero semolato
1 limone non trattato
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di uva passa
1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere
noce moscata (1/2 cucchiaino)
1 pizzico di sale







  • Scaldare il forno a 175°C.
  • Pelare le mele, tagliarle a tocchetti e metterle in una ciotola con il succo di 1/2 limone.

  • Aggiungere la scorza grattugiata di un limone non trattato, la noce moscata (circa 1/2 cucchiaino scarso), i pinoli, l'uva passa.

  • In un'altra ciotola mescolare velocemente la farina, la farina di mandorle, lo zucchero semolato, il cucchiaino di cannella ed il pizzico di sale.
  • Aggiungere il burro ridotto a tocchetti e lasciato leggermente ammorbidire e mescolare velocemente con la punta delle dita formando delle briciole.
  • Imburrare una pirofila e stendere il composto di mele sul fondo.
  • Coprire con le briciole di pasta pressando leggermente ed avendo cura di non lasciare nemmeno un angolino di mela libero.
  • Infornare e cuocere fino a che la superficie assumerà un colorito dorato.
  • Togliere dal forno, lasciare intiepidire e..... buona Epifania!!!!






sabato 15 novembre 2014

Milano, Merini, Muffins e... #MTCHALLENGE



Mai anno passato più veloce
mai tanti eventi mi travolsero.
Frenetici e concatenati tanto da togliermi il fiato.
Quando sembrava quiete, di nuovo il ciclone.
Quando pensavo pace, di nuovo guerra dei nervi.
Un uragano la mia Vita.
Una sfida continua.
Nell'uragano pochi momenti di quiete
tra le pagine di un libro
tra le righe di versi che amo,
dove trovo un suggerimento 
per la quiete della gola,
per un dolce che mi consoli e mi conforti.
Per accettare una sfida:
un guanto gettato.
Quando credevo di non aver più forza e musa,
trovare ancora l'entusiasmo per raccoglierlo
ed il tempo per indossarlo
mentre tolgo dal forno i dolci
che portano lungo i margini dei sensi.

LUNGO I MARGINI DEI SENSI
(A. Merini)

Ci separammo 
ancor prima di unirci. 

Vagammo senza meta, 
disidratando cuore e mente. 

Imprigionammo sogni, 
innalzando gabbie 
di certezze. 

Non ci fu luogo 
in cui non ripensammo 
al frutto del peccato, 

non ci fu peccato 
che facemmo mai 
in nessun altro luogo. 

Noi, lungo i margini dei sensi, 
solo in compagnia 
delle nostre grate coscienze.

Perchè A. Merini? Perchè i suoi versi han la lucida follia di chi folle non lo è mai stata.
Perchè non temeva di esprimere i propri sentimenti. Perchè era Milanese....dentro e fuori...

lunedì 20 ottobre 2014

La passione per i libri e una Apple Pie speciale.



Ho una passione sfrenata per i libri. 
Libri di narrativa ma, soprattutto, libri di cucina che acquisto e, spesso, nascondo al Martirio.
Ultimamente, complice un libro di Arc che non trovavo, ho aggiunto un bellissimo libro di dolci all'elenco di Amazon. 
Ovviamente l'ho fatto per risparmiare i costi di spedizione, visto che non avrei raggiunto il minimo ordinabile per avere la consegna gratuita, ho *dovuto* fare un'aggiunta....
Appunto! 
Un libro di cucina. 
Di dolci americani per giunta!
Me lo sono trascinato per una settimana avanti e indietro nel tragitto per andare al lavoro e poi....mi sono lanciata.
Ho trovato l'occasione per mettermi all'opera per ringraziare e salutare le colleghe con le quali ho collaborato negli ultimi cinque mesi e che, ahimè, mi tocca salutare per imbarcarmi in una nuova avventura lavorativa.
Ovviamente, come mio solito, ho cambiato alcune parti della ricetta adattandola alla mia fantasia e, soprattutto, alla mia dispensa.
Il risultato? Alle colleghe è piaciuta e, per fortuna, sono riuscita a fare una foto alla fetta prima di portarla in ufficio. Non è restata nemmeno una briciola!.




CRAN-APPLE PIE
(libera interpretazione di omonima ricetta del libro CALIFORNIA BAKERY di Alessio Baù)


Per la crosta
150 g di farina 00 setacciata
75 g farina manitoba setacciata 
75 g farina di grano saraceno setacciata
225 g di burro a pezzetti freddo di frigorifero + 1 noce per la tortiera
40 ml di latte freddo di frigorifero
40 ml di acqua fredda di frigorifero
5 ml di aceto di mele
2 g di sale
20 g di zucchero di canna

per il ripieno
400 g di mele 
75 g di cranberries esiccati
45 g di maizena
50 g di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di noce moscata
2 g di sale
2 tuorli
2 cucchiai di miele
i semi di un baccello di vaniglia
1 tazzina di rum
1 tazzina di acqua
25 g di yogurt bianco non zuccherato



Procedimento:

  • Ungere accuratamente la tortiera con 1 noce di burro e riporre in frigorifero
  • Far rinvenire i cranberries in una ciotola con 1 tazzina di acqua e 1 tazzina di rum.

Per la crosta:
  • Mettere nel bicchiere del mixer le tre farine setacciate, il sale, lo zucchero ed il burro a pezzetti (freddo da frigorifero) e azionare la manopola sulla funzione *pulse* fino ad ottenere un impasto sbriciolato.
  • Aggiungere il mix di acqua, latte ed aceto e, sempre usando la funzione *pulse*, mescolare sino ad ottenere un panetto di impasto (attenzione, risulterà sicuramente molto morbido, non preoccupatevi, si compatterà poi in frigorifero).
  • Avvolgere il panetto in un foglio di pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Per il ripieno:
  • In una ciotola mescolare le mele sbucciate e tagliate a tocchetti grossi, i cramberries rinvenuti nel rum strizzati, la maizena, lo zucchero di canna, la noce moscata ed il sale.
  • Mescolare con una frusta od una forchetta i due tuorli con il miele ed i semi del baccello di vaniglia ed aggiungere alle mele.
  • Aggiungere lo yogurt e amalgamare bene.



  • Dividere la pasta in due porzioni, due terzi per la base ed un terzo per la copertura.
  • Tirare la pasta della dose più grande sulla spianatoia infarinata e ricoprire la teglia imburrata tolta dal frigorifero.
  • Riempire la base con il ripieno.
  • Chiudere con la restante dose di pasta tirata sulla spianatoia infarinata.
  • Chiudere bene i bordi e praticare tre incisioni al centro.
  • Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 40/50 minuti.
Sformare il pie, attendere che si sia freddato e trasferirlo sul piatto di portata.


























NOTE mie:

  1. Ho usato le mele degli alberi della mia amica Angela, mele diverse per qualità ma con un sapore stupendo. Le consistenze diverse non hanno affatto guastato il risultato.
  2. La ricetta parlava di panna acida. Non avendola a disposizione ho sostituito con lo yogurt e non me ne sono pentita.
  3. Lo stesso vale per la farina integrale che ho sostituito degnamente con la farina di grano saraceno macinata a pietra.



Gustata tiepida con una pallina di gelato o un ciuffo di panna montata è 

spettacolare, anche fredda ha il suo *perchè*

lunedì 21 luglio 2014

UN LUGLIO AUTUNNALE E LO STRUDEL DI MELE....



Un vento insistente ha portato via nella notte il caldo soffocante di una domenica afosa.
La mattina si presenta velata da un cielo grigio di nuvole gonfie di pioggia.
Più che Estate che ci si aspetta dal mese di Luglio, pare l'annuncio di un piovoso e mesto Autunno.
Alla fermata del bus gente in attesa in una strana combinazione di abbigliamenti. 
C'è la ragazzetta che esibisce degli shorts decisamente da spiaggia, che si dondola sui piedi calzati da sandaletti aperti, per far passare la sensazione di freddo che questi venti gradi di mattina, fanno sentire.
C'è il distinto signore in giacca e cravatta che, dietro il rosa del *Sole24Ore* quasi rialza il bavero per allontanare la stessa raggelante sensazione.
Poi ci sono due altre signore che, sopra un abito colorato e sgargiante, indossano il classico golfino di lana, a celare le spalle scoperte ed a evitare un colpo di freddo.
Poi, a ben guardare, ci sono altre due signore un po' più attempate, coperte da un'impermeabile lungo, con tanto di ombrello sotto braccio a scongiurare docce fredde che il cielo minaccia.
Saliti sul bus, vuoto dei soliti studenti ormai in vacanza, un soffio gelido ci accoglie: nessuno, NESSUNO, deve aver informato l'autista della temperatura esterna pertanto, implacabile, resta acceso il dispositivo che fa circolare l'aria condizionata sulle spalle dei poveri passeggeri. 
A voler ben pensare, potrebbe essere un'azione di saving proposta dall'INPS per tramortire e far piazza pulita dei pochi anziani che si muovono con i mezzi per la città. 
La metropolitana non è da meno. Le carrozze sono un'accozzaglia di strani abbinamenti: dal maglione di lana, al giubbotto pesante, alla canottiera portata con disinvoltura ma con la pelle scossa da brividi.

venerdì 14 febbraio 2014

PACE FATTA CON LA FRUTTA COTTA.



Ho sempre odiato la frutta cotta.
Mi ricorda l'ospedale, l'odore dei disinfettanti, i purè che non san di nulla... tantomeno di patate.
Ecco la frutta cotta mi provoca incubi.
Poi subentrano gli anni che passano, le diete che ti tolgono tutto quello che di dolce amo ed adoro. 
Tutto. 
Grassi, zuccheri, creme ....
No.
Un dolce ci vuole! 
Altrimenti divento come cattiva e ringhio invece di parlare, mi si allungano i canini e potrei mordere chiunque.
Quindi si impone una soluzione che sia sana...ma gradevole.
Ho sinceramente provato a sgranocchiare quegli snack salutari fatti di mele essiccate. Quelle che come le addenti ti sembra di addentare il rotolo di cartone dove è avvolto lo scottex (e sono fine.....) 
Non ce la faccio. QUELLO NON E' UN DOLCE!
Poi ti capita di ricordare le mele al forno che faceva la nonna, quelle che di ospedale non sapevano per nulla. Solo che non posso ripeterle. Zucchero,

lunedì 1 aprile 2013

Una torta con mele e birra allo sciroppo d'acero ... e un inizio settimana di corsa.


Sono in ritardo. Al solito la mattina del lunedì è tremenda: nulla che vada liscio!
Ma è martedì!!! :-/ Sveglia Highlander che poi ti perdi!
Intanto cerco le chiavi dell'ufficio e non le trovo... se non dopo avere rovesciato tutto il contenuto della borsa sul letto.
Rimetto tutto dentro, alla rinfusa, prendo la borsetta, la *borsa appresso* che oggi pesa più del solito e via, fuori di qui.
Attraverso la strada di corsa che sta arrivando l’autobus e mi accorgo solo ora che non ho il Badge e gli occhiali… ma ho la borsa che pesa. Qualcosa mi dice che sarà una giornata tremenda.
Autobus pieni; salgo sul secondo visto che il primo aveva la gente quasi appesa fuori. 
Pieno è un eufemismo non un aggettivo. Mi reggo al sostegno spostando letteralmente un ragazzo che vi si appoggia indolente, non mi risponde perchè il mio sguardo fulminante era eloquente.
Mi manca l'aria! Gocce di sudore *nervoso* mi imperlano la fronte. Se non scenderà qualcuno alla prossima fermata.. scenderò io: non respiro.
La signora cingalese dietro di me si fa faticosamente spazio per scendere: meno male! Ma ancora non respiro.
La mia fermata è dietro l’angolo: dai che ce la posso fare!
Arrivo, scendo, cerco la tessera davanti ai tornelli… nooooo! L’ho lasciata a casa!
Quindi coda all’edicola e finalmente riesco a scendere in banchina… piena.
Due Metropolitane lasciate passare e poi, a spinta, si entra… direzione Sesto FS.
Le orecchie mi fischiano, ho le palpitazioni ma resisto: cerco di pensare ad altro.. e la borsa pesa.
Conciliazione, Cadorna: due ragazze di fianco a me parlano del corso da ostetrica che stanno frequentando spettegolando sulla docente e le sue manie.
Cairoli, Cordusio: di fronte a me una ragazza legge con attenzione un libro, la testa riccioluta coperta dal cappuccio per isolarsi dalla massa e con le cuffiette dell’I-Pod nelle orecchie; come darle torto? In questa baraonda meglio isolarsi.
Seduto di fianco un ragazzo gioca compulsivamente con la tastiera del telefonino. La signora di fianco a lui ha delle occhiaie tremende, quasi peggio delle mie che si intravedono dal vetro del finestrino… sigillato: non respiro!
Ecco che torna l’ansia. Il respiro che manca e la borsa pesa.

lunedì 3 dicembre 2012

IL FRITTO FA PUZZAR LA CASA MA NON LE FRITTELLE!!!


Mia madre ha sempre odiato gli odori forti in cucina. Raramente faceva le cotolette, mai il pesce fritto. Al massimo si lessava qualche trota, di quelle pescate dal nonno.
Altra eccezione era il cavolfiore, ma fatto rigorosamente in pentola a pressione e con le finestre spalancate, che fosse estate o inverno, e rigorosamente condito in insalata...sia mai che si impuzzolentisse l'aria con l'odor di fritto!!! Poi: il fritto fa male!

Ma mia madre era golosissima, non sapeva resitere ai dolci quindi, unica eccezione di frittura avveniva di Carnevale.
Nella settimana *grassa*, che per i Milanesi si prolunga fino al sabato prima della prima domenica di quaresima, un pomeriggio invitava sua cugina ed il figlio che ha pochi mesi di differenza con me, a casa nostra.
Faceva le frittelle di mele, quelle spolverizzate di zucchero a velo o zucchero semolato.
Era capace di produrne in quantità industriali, con me e mio cugino ai lati e mio fratello che sgomitava per crearsi il suo spazio. Lei friggeva e noi sbafavamo. Bollenti, piene di zucchero, goduriose.
E lei non riusciva quasi ad assaggiarle!

Le frittelle da sempre mi ricordano questa scena. La mamma, io, mio cugino e mio fratello .... e una goduria pazzesca.... ed il puzzo di fritto.

Le ho ritrovate, le frittelle di mela, in Trentino, che accompagnavano il pollo arrosto... le ho messe da parte, e mangiate dopo, zuccherate!

Oggi, pensando al contest di Mariella del blog Mariella cooking, il Contest sul FRITTO ALL'ITALIANA mi sono venute in mente le frittelle di Mamma.
In mente ma non solo e, tornata a casa da una giornata pesante, ho pensato bene di tirar fuori il libricino giallo e di cercare, assieme a mio figlio, la ricetta di mia madre.

Le ho rifatte, con Andrea attaccato al fianco, ad impuzzolentirsi di fritto e a rubare quelle *meno belle* dal mucchio... che diminuiva!

Ho salvato le migliori per le foto, ma debbo far in fretta altrimenti mi *salta* anche il set fotografico visto che al cucciolo si è aggiunto il Martirio.... quello che non ama i dolci ;-) e rischio di perdere la mia cena.... ho saltato le altre portate per ritornar bambina!!!!!

FRITTELLE DI MELE.

Ingredienti:

7 mele belle grosse e sode (io GrannySmith)
2 uova medie
3 cucchiai di zucchero
300 gr. di farina 00
1 cucchiaio di olio
1/2 bustina di lievito
1 pizzico di sale,
latte
olio per friggere (EVO o arachidi, tanto, si frigge con olio profondo!)

Sbucciare le mele. Togliere il torsolo con l'attrezzo apposito o con un coltellino affilato (io ho l'attrezzo... della nonna!) e tagliatele a fettine rotonde alte poco meno di mezzo centimetro.
Battete le uova con lo zucchero, incorporatevi lentamente la farina e aggiungete l'olio, il sale ed il latte sufficiente per ottenere una pastella morbida. Per ultimo unite il lievito.
Asciugate le mele, immergetele nella pastella e fatela aderire bene. Friggetele poche alla volta nell'olio bollente.
Cospargete le ciambelline con zucchero a velo o semolato ... servitele tiepide... se ci riuscirete!

Con questa ricetta partecipo al Contest Fritto all'Italiana del blog Mariella Cooking di Mariella!!!




venerdì 9 novembre 2012

It’s tea-time…. Till November 15th!!!

Immagine da web
 

In viaggio, verso l’Inghilterra, con una classe scatenata di 25 bambini di nove anni le maestre e altre due martir… mamme come accompagnatrici.
Partiamo sabato per questa bellissima avventura che coinvolge la classe di mio figlio e di altre nazionalità in una specie di scambio culturale per un progetto, COMENIUS, che ingloba diversi Paesi Europei.
Una bellissima opportunità per i ragazzi per confrontarsi (rigorosamente IN ENGLISH) con altre culture ed abitudini. Senza contare poi l’opportunità di comunicare in una lingua *comune*!
Il tutto poi proposto dalla *scuola pubblica* con un margine di spesa accessibile e tanto entusiasmo. Un entusiasmo che hanno manifestato tutti quanti dall'inizio del progetto ad ora. Parlo delle Insegnanti, della Dirigente, di tutti i genitori e dei ragazzi che si sentono investiti dell'onore e dell'onere di rappresentare l'Italia.
Quindi dall’inizio dell’anno i nostri ragazzi sono stati sottoposti ad un bombardamento di informazioni per apprendere i termini inglesi che utilizzeranno sia per la sopravvivenza , sia per giocare con Francesi, Inglesi e Polacchi che divideranno con noi questa esperienza.
In casa nostra oramai  è tutto un pliiiiis ed un denkiù… con richieste di cuukiis e sam bred al padre che, avendo ormai dimenticato quel poco che aveva memorizzato in gioventù, ha deciso di rimettersi almeno alla pari del figliolo per non farsi bagnare il naso.
Quindi, pensando agli ettolitri di te che mi toccherà consumare (perché di espresso… nemmeno a parlarne)… ho pensato ad una torta carina, leggera leggera ma buona da pucciare... per lasciarvi le mani impegnate mentre aspetterete le risposte ai vostri commenti.... a fine settimana.

Poi vi saluto...Betty is waiting.... it's tea time!....


immagine da web!


TORTA MELE E PISTACCHI.
Ingredienti (per una tortiera dia cm. 20)


gr. 100 farina 00
gr. 100 fecola di patate
gr. 70 pistacchi sgusciati
gr. 50 burro
1 mela grande (o 2 piccole)
3 uova medie
5 cucchiai di zucchero + 1 per le mele
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
Succo di limone q.b. (per non far ossidare le mele)

Sbucciare le mele e tagliarle a tocchetti bagnandole con il succo di limone.
Tritare finemente i pistacchi e tenerli da parte.
Imburrare ed infarinare una teglia di circa 20 cm. Di diametro.
In una ciotola capiente, montare con la frusta elettrica, le uova e lo zucchero molto lungamente sino a che saranno diventati gonfi e spumosi.
Aggiungere il burro liquefatto e continuare a montare.
Setacciare assieme farina, lievito e pizzico di sale. Aggiungerle al composto di uova, un paio di cucchiai alla volta, sempre con le fruste elettriche.
Aggiungere i pistacchi tritati amalgamando aiutandosi con un cucchiaio di legno.
Versare nella tortiera il composto in maniera uniforme (se serve, battere leggermente sul tavolo la tortiera, serve a livellarlo).
Accendere il forno a 170° modalità statica.
Aggiungere i pezzetti di mela inserendoli nella pasta spolverare leggermente con 1 cucchiaio di zucchero semolato.
Far cuocere per 40/45 minuti circa (dipende dal forno) e togliere quando dorata se, alla prova stecchino, questo uscirà asciutto.

giovedì 22 marzo 2012

Ci sono un Turco, un Ungherese, un Austriaco, un Italiano e ... un Francese




Sembra l'inizio di una di quelle barzellette da caserma, condite con una manciata di doppi sensi, tanto campanilismo e una buona dose di banalità ... ed invece no.  E', semplificata, la storia di un dolce da tutti ritenuto vessillo del nostro Trentino-Alto Adige, ma che nasce da un invenzione nientepopodimeno che turca. 
Deriva da una sorta di sfoglia contenente mele e frutta secca e che, nei vari passaggi in Ungheria e Austria, si è ulteriormente arricchito di spezie ed ingredienti fino ad approdare nel Nostro Tirolo, e tra le rupi dolomitiche, diventarne quasi il simbolo.
Da qui avrete capito la mia passione per questo dolce che poi, a voler ben guardare, tanto dolce non è. 
Resta ancora un mistero da risolvere.... che cosa ci fa un Francese alla fine di questo peregrinare?
Intanto è UNA Francese di adozione, e si chiama Giuseppina. Ci ha regalato una bellissima ricetta per le crèpes che sta facendo letteralmente impazzire tutti i Foodbloggers. Si vedono crèpe piccole, medie, enormi. Oppure traforate, montate, chiuse, aperte... insomma: Crèpe a iosa.
Il fatto è che si fanno in un volo e sono così versatili che.... svaniscono subito.
Per dire: io le ho già fatte ben tre volte e... non me ne sono ancora stancata.
Quindi, per ritornare a bomba.... eccoci a pensare che, tutto sommato, non ci starebbe così male un ripieno come quello Turco-Ungherese-Austriaco-Trentino!
Detto? FATTO! Con immensa soddisfazione mia e del mio Andrea che in questi esperimenti mi segue sempre a ruota... o meglio a forchetta!!!
Ed eccomi quindi a presentarvi una rielaborazione sprint del notissimo Strudel,
il tutto grazie (o per colpa, vedete voi) di quelle tre scatenate di MenùTuristico e del loro MTChallenge!


Strudel di Crèpe


La ricetta base per le crèpes di Giuseppina


Per  10/12 crèpes

150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale
30 gr di burro chiarificato per cuocere

Questa é la ricetta che uso sempre e con la quale ottengo delle crèpes sottili , leggere e dal gusto irresistibile . Tra gli ingredienti trovate l'acqua ( serve a rendere la  crèpes più sottile) e il burro chiarificato per cuocerle : la sua particolarità é di avere un punto di fumo simile all'olio extravergine di oliva quindi non brucia e dona un sapore delizioso alla crèpe.
Rompete le uova in una terrina, sbattetele un po con la frusta , cominciate ad aggiungere alternando la farina setacciata e il latte/acqua ,mischiate bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungete il sale,mischiate e lasciate riposare almeno un'ora .
Fate sciogliere 30 gr di burro chiarificato in un pentolino , scaldate bene la padella per le crépes ,ungetela con il burro usando un pennello ( possibilmente in silicone) versate la quantità di pastella necessaria per una crépe ( per una padella di 22 cm io metto 30 ml di pastella) Il consiglio che posso dare é di prepararvi un misurino ed avere cosi la dose esatta da versare , in modo da poterla gettare in un colpo solo. A questo punto fate " ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, fate cuocere fino a che sarà ben dorata , quindi giratela e finite la cottura dall'altra parte. E importante cuocerle a puntino perché é questo che dona loro il sapore .


Una volta ottenute le crèpe procedere con la farcitura prevedendo 2 crèpe a persona.


Ingredienti
1 mela renetta bella soda
4 cucchiai di zucchero di canna
2 noci di burro
1 bicchierino di succo di arancia (oppure di Grand Marnier)
4 cucchiai di pinoli (circa 100gr)
3 cucchiai di uvetta.
Cannella in polvere
Zucchero a velo per decorare


In un padellino sciogliere il burro. Gettarvi lo zucchero di canna, i pinoli, le mele e lasciare sciogliere bene lo zucchero.
Aggiungere le uvette che assorbiranno il liquido rinvenendo e una spolverata di cannella (io tanta, mi piace tantissimo!).
Quando le mele saranno caramellate e un poco ammorbidite, toglierle dal fuoco. 



Nel frattempo scaldare il forno a 180° e foderare una teglia con la carta da forno.






Aprire 2 crèpe e farcirle al centro con le mele, arrotolarle e ripiegarne le estremità per non farne uscire il contenuto.
Posizionarle sulla teglia adagiandole sulla chiusura e spolverandole di zucchero a velo, infornarle per una decina di minuti fino a che si seccheranno leggermente in superficie.
Infornarle a 180° per 10 minuti circa.


Toglierle delicatamente dalla teglia, adagiarle in un piattino spolverando ulteriormente di zucchero a velo.






Servire tiepide.


Con questa preparazione partecipo all'MTC di Marzo..... e tre!







mercoledì 29 febbraio 2012

Una frittata di mele magica per due bambini speciali



Arc è tornato dall’ospedale. E’ stanco, spaventato ed arrabbiato. 
Stanco di dovere sempre finire in quel letto in mezzo a tutti quei dottori che scherzano con lui ma, intanto, lo riempiono di aghi, poi lo tagliano, lo cuciono… Spaventato da tutti gli aghi e dal male che sa già che dovrà patire… Arrabbiato, sì arrabbiato che tutto ciò debba sempre capitare a lui! 
Anche quando c’era di mezzo la visita al dietro le quinte del teatro, quello Vero, o la festa di carnevale con il costume che gli era costato tanta fatica!
In ospedale, la mamma non lo aveva mollato un attimo ed il papà lo aveva assecondato in tutti i capricci.
 I momenti brutti erano passati ed il ritorno a casa era stato una liberazione per tutti, lui per primo, e finalmente poteva ritrovare i suoi giochi, i suoi programmi preferiti. 
Finalmente la mamma potrà riposare e far sparire quelle brutte occhiaie che la facevano sembrare triste ed arrabbiata.
La paura di muoversi e di sentire male è piano piano passata ma ancora i movimenti sono un po’ impicciati. Non viene tanta fame a stare spalmati sul divano tutto il giorno e … lui vorrebbe solo veder passare il tempo e tornare a giocare con i suoi amici!!
Mamma allora si è messa al computer e lo ha chiamato per chiedergli aiuto. Aiuto? A lui che fa fatica ad infilare le pantofole?
Sì, gli ha fatto leggere una specie di articolo di una sua amica di rete che si chiama come lei: Eleonora. Anche questa Eleonora ha un bimbo (veramente la mamma dice che ne ha tre, ma nell’articolo ne presenta solo uno) Matti, che è triste perché ha appena cambiato scuola e non ha ancora tanti amici.  
La sua mamma ha inventato una specie di gara (i grandi la chiamano Contest… bah) per giudicare la miglior merenda, con bevanda inclusa, da proporre a Matti che sarà il giudice di questa gara.
Arc è perplesso. Ha capito che la mamma ci tiene tanto a farlo partecipare ma… mica può mettersi a cucinare, ora poi che ha difficoltà a muoversi! Mamma ride e dice che per assaggiare basta aprire la bocca ed i sensi. Così Arc si mette a tavolino e comincia a decidere con la mamma quale merenda proporre a questo bimbo che abita lontano,
Nel libricino giallo delle ricette della nonna, la mamma sceglie una pagina con un ritaglio di giornale quasi sbiadito pinzato in un angolo. La mamma ridendo dice che è come il libro  degli incantesimi che le streghe si tramandano da madre e figlia.. e questa è una ricetta stregata. Sii è una frittata dolce con le mele. 

Una coccola calda che ad ARC è sempre piaciuta. 
Macchè streghe questa è una roba da fate!!! 
Per la bevanda? Mah, sarà che lui in questi giorni ha un gran sete e che la spremuta è la cosa che gliela fa passare prima…. Quindi perché non abbinarla ad una spremuta rinforzata ?

Riporto fedelmente:
FRITTATA DI MELE (dal libro magico della nonna Ginia)
Grande premio per bambini molto molto molto buoni!



Sbattere un uovo con due cucchiai di zucchero, aggiungere farina (un cucchiaio circa) e latte (1 /2 bicchiere scarso) per avere una pastella piuttosto densa e, infine una mela (o una pera) a fettine e un pizzico di lievito.
Cuocere come una frittata in un pentolino antiaderente e spolverare di zucchero (semolato). Sarà un vero trionfo!


SPREMUTA MELARANCIA SPRITZ
 (invenzione di Arc)


Frullare con uno spicchio di mela con il succo di 2 arance succose e mezzo limone. Versare in un bicchiere guarnito di zucchero e con una fetta di arancia e…. la sete passa e pure la tristezza e le labbra restano zuccherose!!

Con questa ricetta di famiglia partecipo al Contest *Fare merenda mi piace da ... Matti* di Eleonora di Burro e Miele !