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venerdì 29 settembre 2017
Confettura di fichi e zenzero per ricordare i sapori semplici dell'infanzia
Quest'anno ho mangiato pochissimi fichi e un po' me ne dispiace.
Sui banchi del mercato ne trovavo ma a che prezzi!
Quindi ne ho presi proprio pochini e contati ma avevo un voglia di una confettura buona per iniziare bene la giornate nelle fredde mattine invernali.
Era la voglia di ritornare bambina quando con i miei tutti i sabati si partiva per il Lago Maggiore dove avevamo in affitto un appartamento.
Un muraglione di pietre ed un cancello di ferro battuto erano il confine di un piccolo mondo, dove un terreno con piante da frutta e filari di uva era il regno del gioco di un piccolo manipolo di bambini.
Ho imparato ad arrampicarmi sugli alberi, a prendere i conigli per le orecchie, a scansare gli alveari con le api che, se disturbate, pungevano.
Capriole nei prati, ortiche che pungevano, le albicocche piccole e dolcissime come non ne ho più mangiate, di un albero in un angolo del cortile sono i ricordi che mi restano nel cuore con lo sfondo del castello di Angera che si staglia dal lato opposto del lago.
domenica 11 settembre 2016
Ricominciamo con scuola e merende con un rotolo alla confettura di lamponi.
E' ufficiale: vacanze finite!
A dire la verità quest'anno sono state "vacanze" da dimenticare.
Tolta la settimana passata con Arc a Firenze girando tra chiese e musei; quadri e statue; assaporando la compagnia del mio cucciolo, fintanto che era ancora contento di passare una settimana con mamma, il resto delle vacanze è trascorso tra corse al PS con il figlio febbricitante, poi con la sottoscritta febbricitante ed infine con due bei focolai di polmonite che mi hanno finita.
Fiacca come mai mi ricordavo, con la schiena a pezzi per le notti intere passate a tossire come una foca ed a dormire sul divano, quello che riuscivo a cucinare era prosciutto-e-melone, dove il melone veniva preparato da qualcun altro.
Per fortuna Arc (che si è ripreso a tempo di record - beata gioventù), se la cava in cucina, a far la spesa, e pure come infermiere (come prepara le aerosol lui non lo sa fare nessuno).
lunedì 31 agosto 2015
Una confettura di albicocche con una *marcia in più* e quel che resta delle mie vacanze.
Quel che resta di queste mie ultime vacanze è il caldo soffocante nei pomeriggi pigri, leggendo pagine e pagine di innumerevoli libri, viaggiando con la mente per paesaggi di carta. Perennemente in gara con Arc che si è *bevuto* qualcosa come 9 libri letti in meno di due mesi...e le vacanze scolastiche non sono ancora finite!
E' il profumo salmastro del mare che arriva di sera, con la frescura.
E' l'amabilità dei Romagnoli,un po' sorniona ma che ti mette a tuo agio e ti fa sentire tra amici.
E' il conoscere persone diverse che arrivano da tutto lo stivale, una o due piazzole dalla tua, in un campeggio dove si parlano tutti i dialetti e diverse lingue straniere.
E' ricominciare ad andare in bicicletta, ogni anno più dondolante (la bicicletta), e sfilare tra i campi crepitanti di cicale.
E' resistere al sole quel tanto che basta a far cambiare in miele il colore latteo della mia carnagione, nascosta da un cappello a tesa larga, alla vana ricerca di un lato d'ombra.
E' scambiarsi ricette e assaggi di cena, conditi con risate e birra ed allegria, conoscere gente nuova, diversa ogni anno.
E' dormire in un letto da fachiro, nella mansarda del nostro camper, dove scendere e salire diventa ogni anno un po' più difficile (o dimagrisco o ringiovanisco.....) e dove solo le vasche in piscina ti fan ritrovare la posizione da homo erectus, affinché non si inneschi l'involuzione della specie.
Questa è stata un'estate senza troppi contatti sui *social* ma con degli interessanti numeri di contatti da questo piccolo blog, di nuove idee e di nuove sfide da accettare.
Questa è stata un'estate senza troppi contatti sui *social* ma con degli interessanti numeri di contatti da questo piccolo blog, di nuove idee e di nuove sfide da accettare.
Poi il rientro nel solito tran-tran di una Milano svuotata dei Milanesi. Con sparuti gruppi di turisti a chiedere informazioni, taxi, suggerimenti; gli ultimi bicchieri di granita in un piccolissimo negozio siciliano scoperto vicino a casa.
Restano i profumi di frutta maturata al sole, i colori regalo immenso di questa stagione, ed i sapori che si vorrebbero imprigionare per sempre....
Restano i profumi di frutta maturata al sole, i colori regalo immenso di questa stagione, ed i sapori che si vorrebbero imprigionare per sempre....
Da qui nasce questa confettura, che ha una *marcia in più* regalata dall'aroma del lime.
Resterà chiusa nei barattoli che si apriranno quando la nostalgia del sole si farà sentire.
CONFETTURA DI ALBICOCCHE E LIME
Mettetele in una pentola e mescolatele con lo zucchero, il succo e la scorza dei lime e lasciatele coperte a macerare per un'ora circa.
Accendete il fuoco e, appena prendono bollore, abbassate al minimo continuando a rimestare con un cucchiaio di legno e lasciate cuocere (schiumando se necessario) per almeno 45 minuti.
Frullate con un frullatore ad immersione il composto e continuate a cuocere sino ad arrivare alla temperatura di 105°C (se non avete un termometro, utilizzate il vecchio trucco del piattino di ceramica: versate una goccia di composto caldo sul piattino ed inclinatelo. Se la goccia si
ferma, la confettura è pronta).
ferma, la confettura è pronta).
Se l'invasamento è stato correttamente eseguito, una volta girati i vasetti avranno creato il vuoto.
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