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Visualizzazione post con etichetta miele. Mostra tutti i post
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mercoledì 24 febbraio 2016

Come evitare uno uxoricidio e cucinare spalle di coniglio limone-timo-e-miele per #MTC54




Per tradizione famigliare e per abitudini alimentari del mio piccolo mondo (per dirla come Fogazzaro ... antico), nella mia cucina il miele si è sempre abbinato a preparazioni dolci. 
In rare occasioni si è accompagnato a formaggi, ed è stato apprezzato quasi solamente dalla sottoscritta che, per curiosità, ama fare *esperienze* nuove.
D'altro canto cosa ci si potrebbe mai aspettare dal Martirio che, in tempi non sospetti e (soprattutto) non bloggheschi (si dirà così?- e chissene, tanto ora i neologismi imperversano - blogghesco è meglio di fluffosa), si lamentò del continuo cambiare del menù casalingo con la famosa frase:
" ... ma tu, una frittata, una cotoletta normale o le polpette non le fai mai? "
Novella sposa ingollai il rospo (e la cotoletta) e cercai di spiegare che la dieta può variare e pure il menù.

lunedì 6 gennaio 2014

GLI STRUFFOLI DI NONNA FORTUNA E LE TRADIZIONI CHE INCONTRANO.


Amo la cucina tradizionale. Quella che si nasconde nelle pagine di vecchi quaderni di famiglia, scritti da tante mani diverse, tramandati dalle nonne alle madri ed infine a figlie e nipoti.
Chi ha la passione per la cucina viene influenzato dalle tavolate famigliari, quelle dove spesso si svolgono vere e proprie competizioni. 
La torta della zia che viene meglio di quella della nonna, la cotoletta che come la fa la mamma non ce n'è un'altra uguale...
Insomma tradizioni di famiglia che si passano di casa in casa, di cucina in cucina, trovando spesso alternative in altre cucine.
Io ho una serie di quadernetti appartenuti a mia nonna, a mia madre e pezzi di ricette dattiloscritte da una lontana parente del Martirio che è rimasta nei racconti di famiglia per le sue capacità culinarie.
Nelle pagine di questi quadernetti ci sono ricette scritte con la calligrafia minuta ed elegante di mia nonna, con la scrittura rotonda ed arzigogolata di una ormai dimenticata Zia Riccarda (che ricordiamo tutte le volte che mangiamo lenticchie) su pagine strappate da quaderni magari con qualche macchia di uno degli ingredienti, ma testimonianze VIVE.
Sono piccoli pezzi di storia, se si pensa da quanti anni si muovono tra famiglia e famiglia. Una di queste ricette è vergata sul retro di una tessera annonaria, quando la guerra e le ristrettezze facevano da padrone e dettavano la *dieta* di ogni famiglia. Un'altra è scritta sul centrino di una torta di una vecchissima pasticceria di Milano.

lunedì 9 dicembre 2013

PANE ALLE CASTAGNE E BIRRA BARBAR... E LE LEZIONI DI INGLESE


Tutte le mattine esco di corsa, perennemente in ritardo sulla mia tabella di marcia a tempi serrati che mi ostino a prefiggermi.
Tutte le mattine mi trovo alla fermata, salgo sul pullman affollato all'inverosimile e mi ritaglio un posto a fatica.
A volte sono pure tanto fortunata da trovare posto a sedere e, quella mattina, me ne capita uno accanto ad una ragazza.
Biondina, bel viso, con un piercing sul naso che non passa inosservato. Ha un libro aperto sulle ginocchia e sta bisticciando con un suo amico in piedi davanti a lei, giovane con una testa che par non conoscere l'uso del pettine, con un sorriso da *bello e dannato*.
Io nelle orecchie ho la Callas che infila un acuto dopo l'altro mentre loro continuano a questionare.
Non vorrei ma mi *scappa* di sentire che stan cercando di rileggere un testo in Inglese per una verifica e ... sono in disaccordo.
Non mi faccio i fatti miei ma chiedo di cosa stan discutendo.
Oggi avranno una verifica orale e non sono pronti, uno pronunzia in un modo il testo e l'altra non concorda.
Chiedo loro di rileggere e comincio a correggere le imperfezioni. Prova lei, prova lui poi faccio delle domande e loro rispondono correggendo anche qui le imperfezioni fonetiche.
Nell'aiutarli scendo la fermata dopo, anche questa vicina alla fermata della metropolitana, e li saluto con il classico augurio dei miei tempi * In c... alla balena*. Mi rispondono a tono e quindi mi par di avere evitato la figura di palta della tardona che vuol far la giovanetta.
Dimentico il fatto, passo la mia caotica giornata e l'indomani mi ri-avvio verso la fermata dell'autobus.
Ad una cinquantina di metri dalla fermata mi accorgo che i due ragazzi mi aspettano: panico.

mercoledì 27 novembre 2013

UNA NON-RICETTA CONTRO IL FREDDO



Il freddo ci è arrivato incontro di corsa.
Ha mandato avanti l'amico vento che ha scompigliato le chiome degli alberi,
ha sparso foglie per tutta la città.

Si era nascosto dietro le nubi gonfie di una pioggia insistente,ci ha ingannato con l'idea di un'arcobaleno.
Poi ci ha investito, pitturato di bianco le cime, ha spaventato i vecchi con il suo alito tagliente.

Mi avvinghia come un amante respinto, graffiando le carni ed il volto con le unghie del gelo.

Ferma alla fermata del bus attendo battendo i piedi a tempo di una musica sincopata come i polsi che pulsano sotto la maglia pesante.

Il collo nascosto dal bavero del cappotto pesante le labbra che cercano calore nel fiato che sfugge come fumo dietro la sciarpa arrotolata.

Le mani si rifugiano nelle tasche troppo piccole e gli occhi piangono lacrime vaghe che nemmeno asciugo mentre sciolgono il trucco frettoloso delle mie mattine fatte di corse.

Vedo mio figlio attraversare la strada mentre l'atrio caldo della scuola accoglie la sua voglia di imparare.
Vedo gli altri passanti, camminare rasente i muri, quasi a cercare un poco di calore nelle strade gelide.

E lui è lì, Mastro Freddo, che ti ride in faccia che ti minaccia e ti ammalia con l'illusione di quel cielo limpido, con il ricordo delle scivolate in montagna, quando l'acqua si pietrifica sotto il suo fiato letale.

Voglia di caldo, di dolcezza, del sole che non ci riesce più a scaldare, allontanato da questo freddo amante geloso. 
Si intravede, il sole, come per una promessa di calore, di vita... che dovrà aspettare i mesi dell'Inverno.

Mi scuoto, salgo nel caldo umido del bus, mi si appannano le lenti degli occhiali e mi pizzica il naso. 
Stasera. Stasera sarò di nuovo tra le mie mura, quelle che scaldano cuore e animi, non solo le membra intirizzite.

Penso al barattolo che ho preparato ieri, su suggerimento di Marisa, un'amica nuova e preziosa.
Penso alla dolcezza del miele del bosco, all'asprezza dei bellissimi limoni di Sicilia regalatimi da un'altra amica ed allo zenzero fresco che da una sferzata di energia alle mie giornate lunghissime.
Penso a questo semplicissimo connubio di sapori e semplicità che mi aiuterà a far sberleffi al freddo, e che mio figlio considera come un dolce e che è la *medicina* che pretende ogni mattina per correre fuori... a litigare con il freddo.

SCIROPPO AL MIELE













Ingredienti per un barattolo:

2 Limoni bio
1 pezzo di radice di zenzero fresco
Miele di Acacia o Mielata di bosco


Tagliare i limoni, dopo averli lavati, a fettine sottilissime.
Privare la radice di zenzero della scorza e tagliarla a fettine.
In un vasetto pulito distribuire a strati le fettine di limone e quelle di zenzero sino ad arrivare all'orlo.
Colmare il vasetto con il miele. Chiudere e lasciare riposare. Conservare in frigorifero ed usarne 2 o 3 cucchiaini in un tazza di acqua bollente.
Oppure assumerlo puro....

Non chiamatelo ricetta.... chiamiamolo COCCOLA.


sabato 25 maggio 2013

A VOLTE RITORNANO.... E I MUFFIN AL MIELE



Si: *a volte ritornano*! Sto parlando della mia partecipazione ad un contest che ho un po' abbandonato...
Ma mi riferisco anche alle vecchie abitudini.

Ora, chi se li ricorda telefilm di quando ero bambina : 1999 - UFO Allarme rosso attacco alla terra? Chi si ricorda la famosissima BASE LUNA? (Con questo mi sono datata.... ma GUAI a chi lo sottolineerà.. dixit) Ecco, se dovessi rivedere oggi i telefilm in questione, mi parrebbe di vivere non nel futuro ma ... OLTRE.
Viviamo attaccati alla tecnologia come le cozze ad uno scoglio. Se ci tolgono il telefonino siam finiti... (tranne mia suocera e il Martirio che si dimenticano persino di accenderlo).
Dalla *rete* scarichiamo di tutto: ricette, ricerche, ricette mediche...
Con la *rete* facciamo di tutto ... senza tomtom o siri o vattelapesca-dove-ti-porto-la-macchina.... non ci muoviamo (io ho pure seri problemi utilizzandoli... ma non faccio storia)
Passiamo ore attaccati ai video, per vedere le partite, per chattare (una volta si chiacchierava) con le amiche, per scrivere appunti, prenotiamo viaggi e vacanze e pure visite mediche, test clinici e vediamo a che punto è arrivato il nostro conto bancario.
Leggiamo notizie e racconti, libri interi....