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domenica 5 ottobre 2014
ARC E LE TORTINE LIGHT DI FRANCESCA #therecipetionist
C'è baruffa nell'aria... e non è una réclame.
Brontola. Sbuffa. Mugugna.
Arc sta decisamente affrontando un periodo tosto e, per giunta, a dieta.
Merende meno golose hanno sostituito le tortine ed i dolcetti di Mamma, a volte una mela che, si dice, tolga il medico di torno ma non fa nemmeno gustare l'intervallo.
Intervallo poi! Pochi minuti in corridoio in mezzo ad una moltitudine di altri ragazzi più grandi che non conosce....
Insomma, gira per casa ripetendo la lezione e arrabbiandosi con Ariel, la micia che, incurante del suo disagio, continua a miagolare ed a condurlo alla ciotola....vuota....
*Ariel, BASTA! Hai appena mangiato, non puoi volerne ancora.... è fame falsa!*
Insomma: a dieta anche la micia.
No.
Così non va bene.
Debbo intervenire ma se ricomincio con i dolci, i due chili faticosamente persi con due mesi di attenzioni, vanno in fanteria.
Del resto Arc è a dieta non solamente per problemi estetici. Il peso è frutto si di un sano e robusto appetito ma, anche dalle sue ossa che sono più grosse del normale e alla genetica purtroppo non si può porre rimedio solo con una dieta.
Tento nuovamente di concentrarmi leggendo il post di Flavia di Cuocicucidici, c'è una nuova vincitrice del contest THE RECIPE-TIONIST....Francesca di Burro e Zucchero.
lunedì 2 aprile 2012
Morbidi cupcakes pere e cioccolato fondente ... ed il ladro di frutta..
Lo scorso anno,in autunno, nel terreno attorno alla casa, recintato dalla rete verde dove la mamma faceva arrampicare le rose, ci furono delle incursioni misteriose.
Durante l’estate i rami degli alberi si erano riempiti di frutti. Piccoli, perché mamma e papà non usavano concimi chimici ma solo il letame (puzzolente) che il signor Carmelino dava loro quando portava le mucche a pascolare nel terreno scosceso vicino a quello della casa gialla.

Il Melo Carmelo aveva i rami pieni di piccole mele gialle punteggiate di macchiette marroni , come da punti di ruggine. Il pero invece era stato appena piantato e ancora non aveva nome (ad Arc piaceva Piero ma non era ancora convinto) ed i suoi rami erano più piccini e fragili ma qualche pera l’avevano prodotta.Gli alberi di susine poi, di frutti ne facevano tanti, ma erano troppo piccoli e poco polposi. I susini erano troppo vecchi e da sostituire (così diceva il papà) ma poi non si decideva mai a tagliarli per piantarne di nuovi. Così, ogni anno, alla stagione della raccolta, le susine erano sempre più piccole e con un sapore sempre più di frutta selvatica. Ma ad Arc ed al nonno piacevano lo stesso.
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