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lunedì 20 febbraio 2012

TRIPPA DI NONNA GINIA



Da un anno e mezzo ho cambiato casa. Ho cambiato perché l’appartamento di due locali, dove avevo vissuto per vent’anni, era diventato troppo stretto. Dopo tanto penare era finalmente arrivato il mio piccolo terremoto e, per i primi anni, ci siamo organizzati con il lettino in camera nostra prima e un divano letto in sala, dopo.

Finchè il Cucciolo andava alla scuola materna, ci si era arrangiati convivendo con una caterva di giocattoli che mi ritrovavo sempre nei posti più impensati e che mi trasformavano la casa intera in una sala giochi piena di peluches e macchinine. Passi per i peluches, le costruzioni e compagnia cantante, ma le macchinine erano quelle causavano i maggiori danni. Diverse cadute del Martirio e mie sono da imputarsi a qualche mezzo lasciato incustodito nei punti di passaggio…. senza contare i rischi corsi dalla nonna che si è salvata spesso per un soffio dal rompersi un femore.

Quindi urgeva trovare una sistemazione un poco più *confortevole* per la privacy dei genitori e per la sicurezza *strutturale* degli stessi e del parentame.  Quindi ci trasferimmo nel nuovo appartamento che aveva una camera tutta dedicata al piccolo guastatore.

Oltre alla camera in più la sottoscritta ci guadagnava uno spazio considerevole con la cucina. Mobili più capienti, un’armadiatura intera dedicata alla *Dispensa* (volutamente con D maiuscola!) nonché un piano di lavoro più grande.

Ci abbiamo guadagnato anche uno spazio enorme come libreria, puntualmente occupato dai libri di narrativa ma anche da parte dei miei libri di cucina, parte di questi ereditati da parenti, amici, ma molti (MOLTISSIMI) acquistati dalla sottoscritta in 20 anni di matrimonio.

Da questi libri, nei giorni scorsi, è uscito un quadernetto giallo, tenuto assieme da un elastico. Il quadernetto in questione è tutto ciò che mia mamma aveva *registrato* negli anni delle ricette di famiglia.

Bisogna dire, ad onor del vero,che mia madre non amava cucinare. Lo faceva per dovere e, alle volte, la cosa era più che evidente. Ma alcuni dei piatti da lei riportati nel quadernetto, erano fatti per ricorrenze di famiglia e riuscivano sempre…

Tra le sue indicazioni, spesso mezze cancellate dal tempo, ho ritrovato una ricetta calda, *di casa* che mi ricordato certe domeniche invernali, quando il freddo assomigliava tanto a quello patito in questi giorni. 

Quindi, in occasione di una *domenica a pranzo da me*, ho voluto riproporla e ora la giro a voi perché di sicura riuscita da tanta è la semplicità- Alla fine troverete alcune note volte ad agevolarvi.

LA TRIPPA DI NONNA GINIA

Ingredienti:
Trippa Kg. 1 (io mista,  *ciapp e fogliolo*
Fagioli secchi gr. 150 (se fagioli  freschi gr. 500)
Pancetta  gr. 100
Cipolla (1 media)
Sedano  (3 gambe un po’ grosse)
Carote 2 (medie)
Patate 1 (media)
Brodo di carne (1lt.)
Salsa pomodoro 2 o 3 mestoli
Olio EVO
Burro
Salvia e Rosmarino (2 rametti)
Sale
Pepe.

Procedimento:

Mondare, tagliare, lavare bene la trippa.
Fare un soffritto con olio, burro, pancetta, cipolla. Aggiungere la trippa asciutta e infarinata.
Rosolare tutto adagio, mescolando perché attacca poi aggiungere brodo, tanto da coprire la trippa, salsa, sedano, carote, fagioli bianchi e 1 patata da schiacciare.
Sale, pepe, salvia e rosmarino.
Cuocere adagio per 3 ore circa.

Note Mie:
-          Io ho usato fagioli corona detti a volte -*bianchi di Spagna* secchi. Purtroppo quelli che sono riuscita a reperire al supermercato NON erano belli e *polposi* come quelli che usava la mamma…
-          Cuocere la trippa nella pentola di coccio che mio figlio chiama *pentolone della strega* non solo non ha prezzo, ma da quel tocco in più che ci vuole su una cottura lenta lenta lenta come questa.



Con questa ricetta partecipo al contest di Sabrina di Les madeleines di Proust