Questo sito utilizza i cookie per gestire e migliorare la tua esperienza di navigazione del sito. Proseguendo con la navigazione accetti l’utilizzo dei cookies. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie e su come rimuoverli, consultate la nostra politica sui cookies.
Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post

venerdì 27 gennaio 2023

CROSTATA CIOCCOLATO E NOCI PER "RICARICARE" LO STUDENTE DI CASA.



Da sempre la mia passione per i dolci è risaputa. Mi piace farli e (soprattutto!) mangiarli. 

Il mio cavallo di battaglia è la crostata che era una delle pochissime ricette che venivano bene a mia mamma. 

Di crostate ne ho fatte a centinaia con gli ingredienti più disparati partendo dalle confetture fatte da me, alla frutta, alla frutta secca, con la crema frangipane...

Il segreto di una buona crostata è innanzitutto la qualità degli ingredienti. 

E' indubbio che una confettura fatta in casa ed un burro di malga facciano la differenza ma anche la lavorazione "veloce" che impedisce al burro di scaldarsi troppo trasformando il dolce appena sfornato in un guscio durissimo e non friabile (caratteristica principale della pasta frolla) ha il suo perché.

lunedì 23 ottobre 2017

CANNONCINI DI SFOGLIA ALLA CREMA DI NOCCIOLA E ALLA CREMA DI LAMPONE CON CAVIALE DI LAMPONE E LIQUIRIZIA PER MTC#68




Purtroppo sto pubblicando pochissimo in questo periodo. Non che non abbia salvato ricette, ma ho pochissimo tempo.
Per fortuna che c'è MTChallenge, la sfida che mi spinge a mettere le mani sui tasti del computer dopo avere maneggiato pentole, padelle e teglie varie!
Questo mese è Francesca del blg 121 gradi a lanciare il guanto della sfida:
cannoli di sfoglia alla crema. 
Purtroppo non ho i cilindretti per arrotolare i cannoli ma, un po' d'ingegno, i rametti del mio melo tagliati dal Martirio (non gli è sembrato vero di potersela cavare senza altri acquisti in Amazon!) un po' di foglio di alluminio e sono "attrezzata" anch'io (country, ma attrezzata).


Bello!
La sfoglia l'ho fatta tante volte e non ho avuto grandi problemi.
Appunto. Questa sfoglia è quella del Maestro Iginio Massari, e non mi è riuscita subito (.sarà perché lui è Grande e io solo Grossa?)
Diciamo che (probabilmente) è stata colpa della mia "mania" delle sostituzioni e, quando ho letto -vino bianco secco- mi è "venuta in mano" la bottiglia della grappa di Chardonnay (e poi quella del rum!).
Insomma: un fine settimana nella Casetta gialla tra pieghe e riposi che si è conclusa con un flop.

mercoledì 5 aprile 2017

FROLLINI ALLE NOCCIOLE PROFUMATI ALL'ARANCIA PER CONTRASTARE LA MAREA.


Ultimamente mi sta assalendo ad ondate.
E' una marea che mi trascina lontano dalla terraferma.
Come l'acqua torbida che si alza fino a sollevarmi dalla stabilità del terreno che mi ha sempre sostenuto; i piedi sfiorano il fondale stabile ma non fanno presa.
Mi pare di continuare a camminare ma di rimanere sempre nello stesso punto o peggio, di indietreggiare.
Non un ramo per aggrapparmi; non un segno del paesaggio che muti; non un'idea di percorso che "avanza".
Indietreggio e vedo la terraferma allontanarsi e mi assale un misto di rabbia e angoscia per non riuscire a superare l'ostacolo. Forse perché non ci sono ostacoli, ma solo questa forza che mi trascina indietro.
Nel mio cammino ho dovuto spesso "cambiare passo" e, confesso, ultimamente ho scoperto di essere meno "elastica" di prima. 
Faccio fatica ad assorbire i cambiamenti.
Sarà perché ho già fatto il "giro di boa" e mi sono guadagnata il diritto di essere più esigente e con i piedi per terra. Non sopporto più il pressapochismo, gli ignoranti quando fa comodo, l'alterigia, la supponenza e non ne faccio mistero. 
Ho imparato che la famosa "parete frontale", che da giovane mi faceva evitare i contrasti ed essere un poco più diplomatica, beh! ora è caduta (come dice la mia amica Lucia) e vien fuori tutto il mio disappunto. Senza filtro. Nero come il caffè che amo.
Nonostante tutto però cerco di tenere il passo. 
Accetto ancora una sfida dopo l'altra anche se il periodo di adattamento ai cambiamenti si allunga ogni volta.
Quello che poi mi manda fuori di testa è vedere quanto il tempo necessario per il "fare" diventi sempre più lungo, giorno, dopo giorno, dopo giorno.
Quindi mi perdo il gusto di dedicarmi alle cose che mi piace fare. 

lunedì 20 febbraio 2017

TORTA DI MELE DI NOLI ed i momenti che ti riempiono il cuore di buono



Ci sono piccoli momenti che ti riempiono il cuore di buono. 
Una passeggiata con chi ami dove si respira un'aria pulita, tra sassi che disegnano il selciato.

I colori di un mare che ti avvolge, nel riverbero del tramonto tra le frange delle palme.

giovedì 2 febbraio 2017

TORTINE MORBIDE ALLE NOCCIOLE ED I CORI DA STADIO


Nove mesi. 
Nove mesi da che ho iniziato con il telelavoro e posso dire di essere molto contenta per diversi motivi.
Al di là della comodità di non uscire di casa fine a se stessa, ho scoperto che riesco a rendere molto di più a casa che nel marasma di un ufficio open-space.
Oltre al fatto che, se devo dedicare del tempo in più per finire un lavoro, posso farlo senza l'angoscia di correre a prendere la metropolitana, l'autobus, il tram mentre mi organizzo per la spesa o mi carico la soma della spesa fatta nella pausa pranzo.
Maggior concentrazione, miglior resa, lontananza dalle macchiette che distribuiscono snack, insomma: tanti vantaggi.
Inizialmente ero stata messa in guardia dall'impigrirmi e non voler più uscire di casa, destinata ad una vita di giornate passate al computer in pigiama e bigodini in testa.
E' un rischio sicuramente ma, ho visto che si supera la voglia di "star comodi" con delle regole precise che io seguo con una logica ferrea.
Mi vesto come se andassi in ufficio. Magari non mi trucco sempre e non metto le scarpe con il tacco ma, evito di ciondolare in pigiama.
Poi mi sono imposta di uscire tutte le pause pranzo (cosa che in ufficio non facevo quasi mai, approfittando delle pause per scrivere sul blog, controllare posta et similia); quindi un giorno si va in tintoria; il successivo a far la spesa, dal panettiere o al mercato che ho la fortuna (e la sfortuna quando mi borseggiano!) di avere di fronte a casa.
Una mezzora di "aria" ed il cervello si stacca dal computer (e ci guadagna pure la vista!). 
Pasticcio di meno a casa che in ufficio e mangio un po' più sano visto che devo cucinare il pranzo per il figliolo che arriverà quando ormai ho già ripreso il mio lavoro.
Poi la mattina fino alle 8.00 ho pure il tempo di far partire la lavatrice (ed a volte pure di stenderla) e tutte le mille piccole cose di ogni casalinga-lavoratrice-disperata.

Il problema (semmai) è quello di voler fare troppe cose tutte assieme.
Come settimana scorsa quando ho cucinato il pesce per Arc prima di iniziare il lavoro, mentre caricavo la lavatrice, pulivo la lettiera della gatta, rassettavo il bagno e ... iniziavo a lavorare.
Una pausa caffè me la prendo di solito a metà mattina e, fino a quel momento, non torno in cucina.
Quella mattina invece, dopo un'ora che stavo combattendo con i clienti, ho cominciato a sentire odore di fumo...

giovedì 26 gennaio 2017

BACI DI DAMA SENZA GLUTINE E L'ANNO CHE VERRA'



Ho appena ricominciato a scrivere e condividere pensieri (pochi e confusi) e ricette (che andavo accumulando). 
Ho appena intravisto la luce alla fine del tunnellellelle delle corse di fine anno con le chiusure clienti; visite parenti; appuntamenti scolastici; regali; cene; aperitivi; influenze et similia,  e già mi crogiolavo ignara nella ferma convinzione che l'annus horribilis (quello funesto e bisesto per intenderci), fosse finito.
Nemmeno finito di esprimere questa speranza e già sono rotolata dentro una nuova sequenza di congiunzioni astrali negative.
Che poi io nemmeno ci credo tanto, agli oroscopi!
Mi ricordo ai primordi della mia esperienza lavorativa, quando ancora si usavano le macchine da scrivere meccaniche e le veline e le carte carbone (ed i maledetti nastri che ti marchiavano le impronte quando cercavi di sostituirli), una vecchia segretaria che non muoveva un passo senza avere consultato prima l'oroscopo. 
Ogni giorno dileggiava me ed una collega con il vediamo-che-consiglia-l'oroscopo ed era la prima ad acquistare ASTRA ogni inizio anno ed a farci una testa tanta su cosa ci aspettava e non ci aspettava nel futuro.
Ho sempre preferito l'incognita de "l'anno che verrà".
Rotolata (dicevo) dentro questo anno che nulla ha da invidiare al suo predecessore quanto a situazioni ansiogene.

sabato 3 dicembre 2016

Tronchetto di Natale perché si sente aria di festa.

Comincio a sentire "aria" di Natale e, come tutti gli anni, comincio a sentirne anche la pressione.
Fine anno lavorativo e tante situazioni da chiudere, da sistemare, da rendicontare e poco tempo davanti.
Poi ci sono le vacanze di Sant'Ambrogio, che per noi Milanesi vuol dire addobbare l'albero, fare il presepe, fare le prime impastate di biscotti o i primi pacchettini da mettere sotto l'albero. Ussignur: quando ero giovane voleva dire (soprattutto) rimettere gli sci ai piedi e riaprire la stagione tra piste innevate e punch al mandarino nei rifugi.
Da madre di famiglia credo siano giusto 14 anni che non rimetto ai piedi gli sci... e mi dispiace. A dire il vero, ogni anno mi viene la malinconia ma poi, pensando alle cadute ed alla mia tenerà età, mi passa la malinconia quasi subito!
Quindi a fine novembre, generalmente dopo il pranzo del mio compleanno, comincio a stilare il menù di Natale col quale far contenti tutti i commensali.
Quest'anno mi piacerebbe un dolce scenografico ma non "esagerato". Qualcosa che ricordi il periodo e cosa, quindi, meglio di una "buche di Noel" o Tronchetto di Natale? Non è troppo difficile e fa bene anche agli occhi.

Quindi ho pensato di far subito una prova per vedere il risultato e... mi è piaciuto!!! A dire il vero è piaciuto anche ai miei commensali, tanto che non sono riuscita a fare una foto di una fettina. Il ripieno comunque si vede bene anche dalla torta montata.

La ricetta? Eccola qui.

TRONCHETTO DI NATALE AL PISTACCHIO


Ingredienti per il rotolo di bisquit:
4 uova medie
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina

Ingredienti per il Cremoso al pistacchio:
(ricetta di L. Di Carlo-rivisitata)
100 g di latte intero
88 g di panna fresca
10 g di glucosio 
6 g di gelatina in fogli
210 g di cioccolato bianco
250 g di mascarpone fresco
2 cucchiai di pasta di pistacchio.
+ 40 g di pistacchi tritati per guarnizione

Ingredienti per la ganache al cioccolato:
200 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di panna fresca



Dividete i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ferma.
Unite, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto, i tuorli uno alla volta.




Aggiungete lo zucchero e la farina sempre mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non far smontare il composto.




Foderate il fondo di una teglia cm. 36 x 26 con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato.




Versate il composto e livellatelo con una spatola cercando di avere una superficie liscia ed uniforme.
Infornate a 150°C con forno statico per 10/15 minuti (dipende dal vostro forno) o fino a che la superficie comincerà a brunire.





Sfornate il bisquit su uno strofinaccio inumidito e lasciare raffreddare.
Una volta raffreddato, bagnate il foglio di carta da forno e staccate con attenzione lo stesso dallo strato di bisquit.




Preparate a questo punto il cremoso. Ammollate la gelatina in acqua fredda e
spezzettate il cioccolato bianco.


Portate i primi tre ingredienti ad ebollizione, unite la gelatina strizzata, versate sul cioccolato bianco ed emulsionate bene con il frullatore ad immersione. 


Aggiungete il mascarpone leggermente scaldato al microonde (solo per qualche secondo), mixate ancora per un minuto.
Unite la pasta di pistacchio e  trasferite in un contenitore, coprite con la pellicola a contatto e lasciate in frigorifero per tutta la notte.

Preparate la ganache di cioccolato spezzattando il cioccolato fondente. 
Fate scaldare la panna sino a quando comincerà a fremere. Versatela sul cioccolato spezzettato e mescolate sino a che si sarà sciolto il cioccolato. Fate riposare a temperatura ambiente per almeno 1 ora.



Montate la torta spalmando il cremoso al pistacchio all'interno del bisquit. Cospargete il cremoso con i pistacchi tritati e arrotolate strettamente aiutandovi con lo strofinaccio. 
Fate riposare il rotolo in frigorifero avvolto da carta da forno per almeno 1 ora.

Tagliate le due estremità del rotolo trasversalmente in modo da creare due pezzetti più piccoli che utilizzerete come "rami" o "nodi" nella composizione.


Formate la struttura del tronchetto e ricopritela con la ganache che si sarà raffreddata e leggermente solidificata. Eseguite le venature del tronco utilizzando i rebbi di una forchetta.


Guarnite con palline di zucchero argentate o foglioline di zucchero.

Fate riposare il dolce almeno 1 ora in frigorifero per consentire alla "corteccia" di stabilizzarsi. 


domenica 27 novembre 2016

PAN BRIOCHE AL KEFIR CON ZUCCA E MARMELLATA DI LIMONE PER PANISSIMO #44



Sono emozionata! Partecipo ad un contest con un gruppo di "panificatori" veramente eccezionali. 
Io che amo tantissimo i lievitati, sto seguendo in sordina, da tempo, questo gruppo che produce meraviglie che io nemmeno potrei sognare.
Da questo gruppo è partito, qualche settimana fa, un invito a mandare i dati per un contest promosso da una ditta che produce marmellate e confetture, PURE STAGIONI.
Di solito io produco direttamente le confetture che poi utilizzo per produrre crostate, merende per Arc, oppure spalmo direttamente sul pane (quando non trangugio a cucchiaiate!!!)
Mi piace tuttavia provare confetture che posso acquistare su mercato (la confettura di mirtilli che trovo in Alto Adige, in vasetti di plastica, non ha eguali!!) o che ha abbinamenti "diversi dai soliti".
Quindi ho agito d'istinto: mi sono lanciata ed ho comunicato i miei dati senza ragionarci particolarmente su. Non mi è venuto in mente che mi sarei confrontata con dei mostri della panificazione! Nooooo!!!
Poi, quando mi sono arrivate le confetture mi è preso il panico: e adéss se fém?
(trad. ed ora che facciamo?)
Ad essere sincera quella al peperoncino mi attirava tantissimo ma, essendo in famiglia l'unica che apprezza il piccante, ho dovuto scartarla a priori (ma me la sbaferò da sola con i formaggi!!!!) perché tendo a cucinare quello che il desco famigliare può apprezzare e consumare.
Quindi ho identificato una ricetta che non ho testato più e più volte in famiglia ma non ho ancora pubblicato, e che ha riscosso abbastanza successo anche con i colleghi (che spesso mi fanno da assaggiatori).
Ma questa ricetta volevo fosse legata al periodo autunnale che io amo tanto per i colori e per i doni di Madre Natura. Tra questi la zucca la fa da padrona in casa mia e la "infilo" in quasi tutte le preparazioni.

domenica 11 settembre 2016

Ricominciamo con scuola e merende con un rotolo alla confettura di lamponi.


E' ufficiale: vacanze finite!
A dire la verità quest'anno sono state "vacanze" da dimenticare.
Tolta la settimana passata con Arc a Firenze girando tra chiese e musei; quadri e statue; assaporando la compagnia del mio cucciolo, fintanto che era ancora contento di passare una settimana con mamma, il resto delle vacanze è trascorso tra corse al PS con il figlio febbricitante, poi con la sottoscritta febbricitante ed infine con due bei focolai di polmonite che mi hanno finita.
Fiacca come mai mi ricordavo, con la schiena a pezzi per le notti intere passate a tossire come una foca ed a dormire sul divano, quello che riuscivo a cucinare era prosciutto-e-melone, dove il melone veniva preparato da qualcun altro.
Per fortuna Arc (che si è ripreso a tempo di record - beata gioventù), se la cava in cucina, a far la spesa, e pure come infermiere (come prepara le aerosol lui non lo sa fare nessuno).

venerdì 2 settembre 2016

VACANZE DA DIMENTICARE, NUOVA VESTE DEL BLOG E COME HO DOMATO I PROFITEROLES!


Stendendo un pietoso velo sul periodo di ferie funestato da problemi di salute per tutti i componenti della famiglia, ora che si riprende con la routine, posso dire che sono quasi contenta.
Contenta perché finalmente sono riuscita a mettere un po' di ordine tra l'elenco delle ricette pubblicate in questi anni. Mancano ancora alcuni controlli sul funzionamento di tutti i link ma dovrei esserci.
Contenta per avere avuto anche tempo per cambiare la veste del mio spazio cercando di dare un'immagine semplice ma rinnovata a questa pagina.
Considerate le mie notevoli difficoltà a gestire tutto quello che è "tecnologico" posso dirmi abbastanza soddisfatta del risultato.
Ma la soddisfazione più grande è stata vedere finalmente domata la mia "bestia nera": la pasta choux! 

giovedì 23 giugno 2016

Una torta alla ricotta e un'agenda ereditata.


Facendo pulizia in cucina, di quella "di fino" e, spostando dei libri sulla scansia, è caduta "L'Agenda".
Una normalissima agenda verde, in similpelle con il bordo delle pagine oro. 
La copertina ha un taglio sulla costa ed il dorso si stacca leggermente. 
L'anno che riportato è il 1980 ma so per certo che quanto contenuto è il frutto della trascrizione fedele di mille ed una ricette annotate negli anni.
In ogni pagina, con una scrittura chiara ed elegante, sono trascritte tutte le ricette di Marisa.
Marisa era una cugina di mamma, che ho sempre chiamato zia dato che erano coetanee.
E' lei che mi ha segnalato la vendita dell'appartamento vicino al suo quando, più di venticinque anni fa, cercavo casa con il mio fidanzato.
E' lei che ha vegliato sui nostri passi come giovani sposi. Lei che apriva la porta per salutarmi quanto mi sentiva rientrare dal lavoro. Lei che era sempre disponibile e presente. Lei che condivideva con me una passione per la cucina e che aveva sempre una fetta di dolce da farmi assaggiare, un piatto di chiacchiere a carnevale e ricette e segreti da condividere.
A volte le nostre torte finivano a metà: metà della mia e metà della sua.
Quando mancò, suo marito mi regalò tortiere, riviste come alcune edizioni de La Cucina Italiana degli anni 60/70 da lei sottolineate o con un "orecchia" a fondo pagina per trovare una ricetta che le era piaciuta.

domenica 17 aprile 2016

Mojito e sablé per #MTC56 e perché sono "agile" e festeggio!!!



Sono "agile". In Italiano, perché in Inglese sarei "smart".
No, non sono uscita di senno. 
Sono solo felice. 
Felice di avere ottenuto di poter lavorare da casa, risparmiando due ore e mezza di tragitto ed potendo farlo mentre Arc studia nella stanza accanto.
Sono tre settimane che ho iniziato questa avventura ed i risultati sono molteplici: dallo esser più concentrata a vedere rendere di più la mia giornata.
Per non contare che ho ri-guadagnato due ore e mezza della mia vita e veder rientrare mio figlio a casa e poter far la "pausa caffè" mentre lui fa merenda, non ha prezzo.
Se mi capita di dovere finire un lavoro oltre orario? Nessun problema a "far tardi", non devo più pensare a fare un percorso poco "simpatico" al buio o dover aspettare mezzi pieni di gente.  
Insomma: mi par di essere rinata.
Riesco persino ad essere meno nervosa e se ne sono accorti pure Arc ed il Martirio!
Quindi festeggiamo e festeggiamo con un'altra ricetta per la sfida lanciata da Dani & Juri del blog Aqua e Menta : I biscotti di frolla per #Mtc56.

Una ricetta con la frolla l'ho già proposta qui, ora mi sono cimentata con i sablé.

martedì 23 febbraio 2016

La mia infanzia con le api, le gelatine di miele camomilla e lemon grass ed è ancora #MTC54.


Crescere in mezzo alle api è stato affascinante nonché istruttivo.
Dalla finestra della mia cameretta nella casa di campagna sul Lago Maggiore, vedevo il Castello d'Angera, il lago e... le arnie del Sciur Pierino: il padrone di casa che curava il giardino, la vigna ed aveva una vera e propria passione per le api.
Aveva costruito personalmente le arnie, le aveva dipinte di verde e le aveva collocate nel mezzo del frutteto, proprio sotto le mie finestre; tante villette verdi che vedevano le operaie andare e venire con il loro dolce carico per tutta l'estate.
Il loro ronzio operoso mi aveva accompagnato nelle calde domeniche d'agosto, mentre leggevo un libro all'ombra del mio melo preferito, quello che produceva quelle mele piccole piccole, verdi e rosse, brusche e croccanti che ad Ottobre rubavo senza vergogna direttamente dai rami.
Ho imparato a conoscerle ed a non temerle da subito. Bastava non infastidirle e loro non pungevano. Il problema (semmai) erano i miei capelli, lunghi e folti che tenevo sciolti; lì ogni tanto restava impigliata un'operaia di ritorno dalla raccolta e, nel goffo tentativo di districarla dai capelli, capitava che mi pungesse.
Ogni tanto nasceva una Regina Nuova e parte dell'alveare scappava in sciame. Per noi bambini era divertentissimo perché, per fermarle, ci si armava di pentole, coperchi, campanacci e si faceva un tal baccano per costringerle a fermarsi su uno degli alberi da frutta del nostro giardino. 

sabato 13 febbraio 2016

LE CHIACCHIERE DI DORA PER IL CARNEVALE E...GRAZIE SANT'AMBROES!


Ormai credo sia universalmente noto che io sia Milanese e pure DOCG.
Questo lo si desume dalle mie ricette, dove la mia Milano e le sue tradizioni si manifestano spesso, dai miei discorsi, da tante cose insomma.
Per questo motivo io, il carnevale, lo festeggio più tardi di tante altre colleghe blogger che hanno già pubblicato bellissime ricette di chiacchiere, tortelli e tutti i dolci grassi che il periodo che precede la Quaresima ci regala.
Tutto perché a Milano la Quaresima inizia non con il Mercoledì delle Ceneri, ma la domenica successiva.
Anche qui la leggenda vuole che, essendo il Vescovo Ambrogio lontano per un pellegrinaggio, e non riuscendo a tornare per il Mercoledì delle Ceneri per iniziare i riti legati alla Quaresima, venne aspettato dai suoi concittadini ai quali non parve vero poter prolungare di qualche giorno i bagordi ed i baccanali del Carnevale.
Fatto è che da quel dì, noi della Diocesi di Milano, iniziamo a *far Quaresima* (e quindi penitenza) solo dalla domenica successiva alle Ceneri.
Ecco spiegato il perché della mia ricetta di oggi. 

lunedì 1 febbraio 2016

BISCOTTI MANDORLA E LIMONE MY WAY...PERCHE' DA UNA RICETTA FARLOCCA PUO' VENIRE ANCHE DEL BUONO.


Sarà capitato anche a voi...
No. Non è la canzone della Vartan (e qui mi rivelo d'antan, giusto per far rima) e
non è nemmeno la versione di Mina.
E' il mantra che mi ripeto da quando, in rete, ho trovato una ricetta di biscotti di una blogger di spicco e mi sono decisa a farli.
Senza se e senza ma ho preso nota di dosi ed ingredienti e...via! Si comincia!
Poi mi sono ritrovata con un impasto molle e colloso che NON si riusciva a gestire. 
Per cui, proprio perché odio dover buttare il tutto, ho cominciato ad aggiungere ingredienti (con uno ho dovuto addirittura raddoppiare la dose - ça va sans dire!) nonché, visto che modificare dovevo modificare, aggiunto altri ingredienti per rafforzarne il sapore.

domenica 10 gennaio 2016

Ricicliamo il pane con un BUDINO DI PANE E MELE che spopola in casa mia.

Ogni anno ci ricado.
Dopo ogni santissima festa comandata mi si riempie la dispensa di pane secco perché esagero nella produzione o nell'acquisto non considerando che i miei commensali fanno sempre più fatica a mantenere il ritmo delle *mangiate* di gioventù. 
Intendiamoci: il novantaduenne cardiopatico non molla un boccone e (forse) è l'unico che non riesce a non mangiare il pane.
Gli altri, suocera in testa, *'sagian* tutto e, se proprio devono rinunziare a qualche boccone, sacrificano il pane.
Ecco perché dopo l'Epifania, oltre a disfare albero e presepe, mi trovo a dovere smaltire pane secco in quantità industriali.
Da qui cominciano le varie divisioni: il pane casereccio spennellato con poco olio di oliva e tagliato a cubetti, viene messo a tostare in forno per farne crostini per le zuppe e le minestre; pani rustici vengono *riciclati* in canederli o torte di pane (come questa); altri pani più friabili in pangrattato.

venerdì 8 gennaio 2016

DEVIL'S FOOD UNA TORTA TENTATRICE E LA FINE DELLE FESTIVITA'.


Anche l'Epifania è passata. 
Fine delle festività e dei baccanali a loro abbinati.
Per alcuni (come per me) è una fortuna, visto che con tutto quello che ho mangiato in queste festività, il mio colesterolo si sta trasformando in polistirolo... ed il mio giro vita ha deciso di chiamarsi giro, punto, perché la vita è solo un ricordo.
Questo anno è stato un Natale lontano da FaccialiBro, un po' perché ho potuto passare un po' di giorni nella Casetta Gialla dove non ho un collegamento Internet (e pure quello telefonico è pietoso!), un po' perché avevo bisogno di riposare in tutti i sensi.
Ho ricevuto la visita di tanti animali selvatici che, complice l'inverno mite e le primule spuntate nel mio prato, si sono spinti fin nel mio terreno per far razzia delle foglie tenere delle primule.
Ogni mattina, dal prato davanti casa, scendevano una coppia di cerbiatte (che ho battezzato le gemelle Kessler) che si spingevano fin quasi sotto le mie finestre. Fotografarle non è stato possibile perché si mimetizzavano tra i rovi spogli di foglie o dietro cespugli, ma una sbirciata riuscivo a dargliela ogni mattina.

E' stato un Natale dedicato alla famiglia, al posto del cuore, agli amici cari.

Un po' (poco) di riposo, cucinare come se non ci fosse un domani e sfogliare (finalmente!) i libri e le riviste di cucina che giacevano in stand-by da settimane, sono stati i miei passatempi preferiti.

Una lista di ricette da provare, sperimentare, cambiare che riempiranno questo blog nei prossimi mesi grazie a questa ultima attività con le riviste ed i libri di cucina.

lunedì 9 novembre 2015

Una crostata ai marroni con cioccolato e ricotta per un'estate di San Martino.


Lo so che sono in anticipo sull'Estate di San Martino.
Lo so perché mio padre è nato proprio l'11 Novembre: il giorno di San Martino.
Il fatto è che questo ultimo fine settimana siamo finalmente tornati nella Casetta gialla ed abbiamo trovato delle temperature meravigliose.
Un sole caldo ti permetteva di star all'aperto in maniche di camicia. 
Il colore delle foglie, di un oro intenso, quasi rame, ti scaldava il cuore.




Vedere poi la mia pianta di cachi piena di frutti ancori acerbi ma già coloratissimi poi mi ha messo un'allegria tale che ho pensato di festeggiare con un dolce.

Non vi dico come era contento Arc! Lui che vivrebbe di dolci (buon sangue *materno* non mente!) ma che al momento è stato messo un po' a stecchetto perché non aumenti troppo di peso, quando mi ha visto togliere dalla dispensa farina, zucchero, crema di marroni e cioccolato... si è subito proposto di aiutare.


Anche il Martirio non ha osato brontolare perché adora le castagne e la crema di marroni.

mercoledì 28 ottobre 2015

Una ciambella con i cachi per festeggiare i colori dell'autunno.


Belli i colori dell'autunno; caldi, allegri, che scaldano il cuore.
Contrapposizione alle giornate uggiose ed umidine come questa.
Frutti rotondi e carichi di colore. Zucche rotonde e piene, di tutti i toni dell'arancio, che finiscono in zuppe confortanti, in risotti e paste gratificanti, in dolci che sorprendono.
I funghi profumati, nascosti tra le foglie cadute, che si perdono in intingoli e sughi che appagano.
Le castagne nascoste nei loro scrigni acuminati, che regalano piatti imprevedibili e di una bontà che ricorda la Terra.