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giovedì 21 giugno 2012

Un fantasma per custode... e insalata di patate alla tedesca.



Arc si muove in silenzio per le scale buie.
Il rumore lamentoso degli scalini di legno gli fa gelare il sangue.
Forse sarebbe stato meglio accendere la luce delle scale ma, un po’ perché addormentato, un po’ perché non voleva svegliare i nonni che dormono accanto, non ha osato accendere e ha sfruttato il riverbero della luna che fa capolino dalla finestra del pianerottolo.
Che ombre inquietanti che disegna la sua figura sul pavimento! Sembra un gigante che striscia piano piano e senza rumore… a parte lo scricchiolio.
Arc fa tutto di corsa: va in bagno, si sciacqua la faccia con l’acqua gelida del lavandino, tentenna ancora un po’, poi riprende la traversata delle scale per tornare a dormire nel suo letto.
Si infila sotto le lenzuola e se le tira persino sulla testa per non sentirsi osservato… ci impiega un po’ e poi crolla di nuovo addormentato, rilassando finalmente le membra nell’abbraccio dei sogni.
La mattina arriva presto e, quando si sveglia, sente già la mamma e la nonna che chiaccherano in cucina davanti alla prima tazza di caffè della giornata.
Ora è giorno fatto e la discesa dalle scale non gli fa più così paura. Il chiarore della mattina rende tutto più *morbido*, meno spigoloso della luce della luna questa notte.

- Ciao Mamma! Ciao Nonna! Lo sapete che stanotte, quando sono sceso al bagno, mi sembrava ci fosse qualcuno?-
Lo dice un po’ titubante, temendo di essere preso in giro dai grandi.
La mamma invece, lo guarda sorridendo un po’ complice e subito risponde:
- Sarà stata Verginia, che passeggiava in casa.
Già: Verginia, il loro fantasma.
- Mamma, mi racconti di nuovo come ha fatto a sapere che c’era e conoscere Verginia?

La nonna smette subito di bere il caffè e sembra un po’ a disagio. A lei le storie di fantasmi non sono mai piaciute. Le fa paura l’idea di incontrare un fantasma a spasso per casa e, a dirla tutta, tanto normale non è! Mamma però le ricorda sempre che temere i vivi, e non i morti.
Poi il nostro fantasma è innocuo.

Mamma comincia a raccontare che, quando comprarono la casetta gialla, vennero a fare pulizia di tutto il ciarpame che i proprietari precedenti avevano abbandonato.
Una caterva di giornali vecchi, una moltitudine di bottiglie vuote che riempiva quasi tutta la seconda parte della cantina, armadi dove le tarme avevano fatto scempio di capi di lana e di una vecchia pelle di pecora che doveva essere stata uno scendiletto, in origine.
Tra le varie cose che, con fatica, avevano portato alla discarica, trovarono in anticamera, una pietra tombale di marmo bianco con una scritta mezza cancellata.
Segnava un nome: Verginia Mello Grand in Guelpa, morta il 9 Aprile 1895, di anni 24.



Questa scoperta a più di cento anni di distanza, fece restare allibita la mamma. Mai e poi mai aveva visto portare nelle case le pietre tombali!

Parlando con la gente del posto, venne a sapere che, ai primi dell’ottocento, le lapidi costavano tanto per cui spesso, venivano *riciclate* o comunque tenute da conto.

A questo punto cominciarono i vari pareri: Nonna voleva portarla in chiesa, Papà voleva portarla in discarica… a Mamma pareva brutto sfrattarla da casa sua..alla fine convennero che nel garage, dove c’era tanto posto, poteva non dare fastidio a nessuno. Così fecero.

Da quel giorno: ogni volta che qualcosa non si trova, ogni volta che si sentono dei rumori, si parla di Verginia, spirito discreto che si aggira per quella che fu la sua casa.
Verginia però non è uno spirito dispettoso e, se nascondo qualcosa, te lo fa ritrovare quasi subito e, quel che è più strano, nel posto esatto dove doveva essere…
Mamma, poi, quando arriva grida sempre:
- Ciao Verginia! Bentrovata!
Quando poi chiudiamo la porta per tornare a Milano, la mamma si volta sempre, alza la mano in segno di saluto e sussura:
- Arrivederci Verginia, cura tu la casa!



Arc si diverte sempre a sentire questo racconto e, una volta vestito, va a cercare la pietra nel garage. Giace appoggiata alla parete in fondo, dove una lama di luce entra dalla finestrella.
Arc ha imparato così a convivere con gli spiriti e con gli spiritelli che questo luogo fatato in mezzo al verde, nasconde e protegge.

Oggi è una giornata calda e Arc si precipita fuori a giocare, senza dimenticarsi di rubare una rondella di wurstel dall’insalata di patate che mamma sta preparando… e voltandosi a salutare, mentre passa davanti al garage, l’amica discreta che di notte lo guarda.

INSALATA DI PATATE ALLA MODA TEDESCA.

Ingredienti (per 3 persone):
2 patate grosse lessate con la buccia
2 wurstel grossi lessati per 2 minuti
3 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
1 cucchiaio di capperi dissalati (quelli piccolissimi)
100gr di formaggio provolone piccante
1 cucchiaio di senape (io dolce, altrimenti Arc non la mangia)
1 tazza scarsa di maionese (meglio se fatta in casa!)
1 cucchiaio di olio EVO
3 uova sode


Pelare le patate quando fredde e tagliarle a quadrotti (1cm. circa di lato).
Tagliare a rondelle i wurstel quando freddi.
Tagliare il formaggio a quadrotti come le patate.
Aggiungere i capperi, le olive.
Stemperare la senape con il cucchiaio di olio EVO, mescolarla alla maionese e condire l’insalata.
Farla riposare in frigorifero almeno 30 minuti.
Guarnire con fettine di uovo sodo.