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Visualizzazione post con etichetta pesto. Mostra tutti i post
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domenica 24 settembre 2017

Trofie con vongole e pesto perché a volte succede ed é #MTC N.67


A volte succede. 
Succede che per colpa di una casa al mare, ti trovi coinvolta nuovamente in una sfida di cucina.
Sfida. 
Non sfiga. 
Avete capito bene. 
Anche se a pensarci bene... la sfiga è quella di non sapere se poi riuscirò a mantenerne il ritmo, che prevede di saltare solo due appuntamenti all'anno e con gli impegni vari di lavoro-scuola-circolo-anziani ultimamente è già "tanta roba" il pubblicare un paio di volte al mese.
Dicevo: a volte succede.
Succede che ho trovato una condomina che ha una casa letteralmente piena (e piena, credetemi, è un eufemismo!) di libri di ogni genere.
Anche di cucina.
Anche di cucina ligure e, precisamente: LA MENSA DEI LIGURI di Paolo Lingua, che ho appena iniziato a leggere ma sono già arrivata al pesto.
Pesto. Peccato non avere il basilico ligure. Quello che sa veramente di basilico e non di menta.

domenica 16 luglio 2017

CREPES AL FORNO CON PRESCINSEUA,RICOTTA, ZUCCHINE E PESTO PER FESTEGGIARE UN MESE DALL'USCITA DI UN NUOVO LIBRO.





Una ricetta per festeggiare un "mesiversario".
Si: un mese è passato. Anzi: ad essere precise un mese e 4 giorni dalla pubblicazione del sesto libro della raccolta MTC.


Elegante, pieno di suggerimenti su variazioni o preparazioni simili alle crepes è l'ennesimo fiore all'occhiello di quella community di Mtchallenge che continua a proporre raccolte di ricette alla portata di tutti, semplici e (soprattutto) che riescono sempre!
Il tutto ha origine da un gioco, una passione e non si conclude sugli scaffali di una libreria ma continua con un fine buono


Crepe is the New Black sostiene i nostri amici di Piazza del Mestieri, di Torino e di Catania: se volete contribuire con una donazione liberale (deducibile dalle tasse), qui trovate tutti i riferimenti, in attesa di qualche prossimo progetto sul territorio, assieme ai ragazzi e ai loro insegnanti.
Non è una ricetta del libro ma uno spunto preso da questo libro.
Immaginatevi una serata calda di questo torrido inizio estate. 
Immaginate una serata di un giorno di ferie trascorsa sdraiata su una spiaggia di ciotoli, fino a che l'ombra del campanile della Cattedrale di Noli si è allungata a coprire il sole.
Una coppia di ex colleghi ed amici, una cena in terrazzo e tante chiacchiere.
Un primo piatto leggero e dai sapori liguri (anche se so che i miei amici liguri D.O.C.G. rabbrividiranno al pensiero di far cuocere in forno il pesto) ed un po' di fantasia.
Un esperimento decisamente riuscito e che ripeterò presto complice il fatto che i fine settimane al mare continuano e che occasioni per stare in compagnia a pranzo ed a cena continuano a presentarsi.
Tra gli ingredienti un formaggio che trovo solo in liguria (la prescinseua) e che posso pensare a sostituire con uno stracchino dolce o con una robiola mescolata ad uno stracchino. Il pesto, salsa sublime da foglie di un basilico profumato come solo in Liguria si trova.
Ed eccole le mie

CREPES AL FORNO CON PRESCINSEUA, RICOTTA, ZUCCHINE E PESTO


Preparate 12 crepes come da ricetta indicata qui.


Lavate e grattugiate le zucchine. Fatele saltare in una padella con lo scalogno tritato, 2 cucchiai di olio EVO, sale e pepe sino a che cominceranno ad ammorbidirsi (ma non a spappolarsi).

In una terrina mescolate la prescinseua, il pesto e la ricotta. Aggiustate di sale.


Ungete una pirofila resistente al forno, adagiatevi uno strato di crepes. Spalmate qualche cucchiaiata di composto facendone uno strato sottile. Cospargete la superficie con qualche cucchiaiata di zucchine ed una spolverata abbondante di parmigiano grattugiato. 

Continuate adagiandovi un altro strato di crepes, di formaggio aromatizzato, di zucchine e di parmigiano formando almeno 5/6 strati. Terminate con il composto di formaggio, una spolverata di parmigiano grattugiato guarnendo poi con alcune foglie di basilico ed i fiocchetti di burro.

Infornate a 170°C per 30 minuti circa (sino a che si formerà una crosticina dorata).


Servire calde. 

mercoledì 8 ottobre 2014

RAVIOLI DI BORRAGINE AL PESTO SVELTO DI NOCI NUOVE per #imagnifici6



Il Martirio rischia grosso! 
In un momento di sacro fuoco di sistemazione terreno, ha pensato bene di sistemare quell'angolo dietro casa dove una volta c'era l'orto e dove, in un angolo, crescevano mazzi di borragine.
Non so che gli ha preso ma me l'ha estirpata tutta e, quando l'ho scoperto ho tentato di salvare il salvabile ripiantando in un angolino alcune delle radici strappate al terreno.
Mi sembra di vedere mio padre tantissimi anni fa mentre, tentando di aiutare il padrone di casa a tenere pulite dalle erbacce le prose con le piantine di pomodoro appena piantate, le estirpò tutte quante! 
Inutile dire che gli fu interdetta l'entrata nella zona dell'orto per diverso tempo.
Tornando al Martirio, mi guardava incredulo ripiantare quanto da lui faticosamente strappato. Non capiva.
Poi, mentre furibonda lo investivo con una raffica di parole per tentare di fargli capire il danno che aveva fatto e che, quelle piante pelosette e quasi urticanti con i fiorellini blu/viola erano un ingrediente prezioso per la mia cucina, tentavo di ripiantare le radici come facessi una rianimazione ad un moribondo.
Qualche cosa sono riuscita a salvare ma, in confronto alla precedente produzione, mi sono dovuta accontentare di un magrissimo raccolto, in attesa che le piantine si consolidino.
Ancora non sembrava convinto, quel *contadino della domenica* che è il Martirio. Quello che con il decespugliatore ha fatto strage delle uniche piante di ribes che avevamo al confine del terreno, o che ha tranciato di netto i fusti delle piante di zucca che erano stoicamente resistite all'assalto delle lumache!
Ho dovuto dimostrare che cosa vale questa pianta spontanea e l'ho fatto una domenica dove mi sono trovata a dover imbastire un pranzo con quel che avevo in casa.
Per un piatto della festa non sempre servono ingredienti costosi o particolarmente pregiati.
A volte basta sapersi guardare attorno e, da una pianta spontanea che cresce nell'orto, dalle uova fresche e da qualche pugno di farina, nascono piccoli capolavori che gratificano senza danneggiare la salute con un eccessivo condimento.

lunedì 23 settembre 2013

Una bestia in soffitta e la crostata salata di fagiolini in verde




- Mamma! Corri!! C'è una bestia in soffitta! -
Arc è quasi senza fiato per la paura e si rintana dietro il mio grembiule.
Cerco di capire meglio e, dalla descrizione, sommaria (vola ma non cinguetta)
deduco che potrebbe esser un pipistrello.
Ecco. Proprio stasera che il Martirio è fuori per vedere la partita al bar ed i vicini sono sicuramente andati a cena fuori! 
Io che ho paura dei topi (ed i pipistrelli, scusate, sono topi con le ali!) potrei bloccare la botola della soffitta e lasciarlo lì, sino al rientro dell'Uomo di casa.
Però un po' mi dispiace e non amo dimostrarmi pavida con il mio piccoletto.
Quindi, con un foulard in testa (so che non è certo che si attacchino ai capelli ma... non si sa mai), munita di una scopa, mi avventuro in soffitta seguita a debita distanza da Arc.
- Mamma Attenta! - scatta il piccolo che vede un ombra furtiva far un tratto di volo dalla trave all'angolo dietro un armadio.
Eccolo lì, impastato in un angolo buio troppo in alto per arrivare anche con la scopa e per vedere se mi nota... Non so che fare, la luce della lampada al neon fa sembrare irreale la scena.
La soffitta, con il divano ricolorato e coperto da un vecchio lenzuolo, il tavolo coperto da un telo e pieno di colori, pennelli che io e il Martirio usiamo per dipingere... i quadri appesi alle pareti e i mobili ricoperti da un velo di polvere, danno un aspetto spettrale alla scena. So che il nostro fantasma Verginia, è lì che ci studia, e per me ridacchia a vedere la scena.
Una mano mi tira per la sottana... URLO!!! Ma è Arc che si è avvicinato per sentirsi più protetto e urla anche lui per simpatia.
- OK calma, non vedi come è piccolo? Ha più paura di noi sicuramente!-
Come autoconvincimento non sono poi così brava!
Riprende a volteggiare attorno alla lampada, in tondo, per tornare di nuovo in un angolo ma ancora troppo in alto per raggiungerlo.
Ad un tratto guardo fuori, verso la valle, buio pesto tranne la luce del piccolo lampione che rischiara la stradina dietro la casa....e due altri pipistrelli che girano illuminati a tratti dalla luce del lampione.
Ok, forse ci sono! Spalanchiamo la porta finestra che da verso il balcone, spengo la luce e mi stringo in un angolo lontano con Arc.
Restiamo al buio, in silenzio, per almeno un quarto d'ora. Quando, in controluce, notiamo che Nello (il Pipistrello) si è mosso di nuovo e in cerchi sempre più stretti punta la finestra...