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Visualizzazione post con etichetta merende. Mostra tutti i post
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giovedì 2 febbraio 2017
TORTINE MORBIDE ALLE NOCCIOLE ED I CORI DA STADIO
Nove mesi.
Nove mesi da che ho iniziato con il telelavoro e posso dire di essere molto contenta per diversi motivi.
Al di là della comodità di non uscire di casa fine a se stessa, ho scoperto che riesco a rendere molto di più a casa che nel marasma di un ufficio open-space.
Oltre al fatto che, se devo dedicare del tempo in più per finire un lavoro, posso farlo senza l'angoscia di correre a prendere la metropolitana, l'autobus, il tram mentre mi organizzo per la spesa o mi carico la soma della spesa fatta nella pausa pranzo.
Maggior concentrazione, miglior resa, lontananza dalle macchiette che distribuiscono snack, insomma: tanti vantaggi.
Inizialmente ero stata messa in guardia dall'impigrirmi e non voler più uscire di casa, destinata ad una vita di giornate passate al computer in pigiama e bigodini in testa.
E' un rischio sicuramente ma, ho visto che si supera la voglia di "star comodi" con delle regole precise che io seguo con una logica ferrea.
Mi vesto come se andassi in ufficio. Magari non mi trucco sempre e non metto le scarpe con il tacco ma, evito di ciondolare in pigiama.
Poi mi sono imposta di uscire tutte le pause pranzo (cosa che in ufficio non facevo quasi mai, approfittando delle pause per scrivere sul blog, controllare posta et similia); quindi un giorno si va in tintoria; il successivo a far la spesa, dal panettiere o al mercato che ho la fortuna (e la sfortuna quando mi borseggiano!) di avere di fronte a casa.
Una mezzora di "aria" ed il cervello si stacca dal computer (e ci guadagna pure la vista!).
Pasticcio di meno a casa che in ufficio e mangio un po' più sano visto che devo cucinare il pranzo per il figliolo che arriverà quando ormai ho già ripreso il mio lavoro.
Poi la mattina fino alle 8.00 ho pure il tempo di far partire la lavatrice (ed a volte pure di stenderla) e tutte le mille piccole cose di ogni casalinga-lavoratrice-disperata.
Il problema (semmai) è quello di voler fare troppe cose tutte assieme.
Come settimana scorsa quando ho cucinato il pesce per Arc prima di iniziare il lavoro, mentre caricavo la lavatrice, pulivo la lettiera della gatta, rassettavo il bagno e ... iniziavo a lavorare.
Una pausa caffè me la prendo di solito a metà mattina e, fino a quel momento, non torno in cucina.
Quella mattina invece, dopo un'ora che stavo combattendo con i clienti, ho cominciato a sentire odore di fumo...
lunedì 30 marzo 2015
FRUSTINE DI SEMOLA CON OLIVE TAGGIASCHE E LE MERENDE CHE SPARISCONO IN UN VOLO,
Tante volte ho avuto modo di presentare ricette preparate per variare le merende di Arc.
Quelle merende che, da piccolo, divideva (o barattava) a metà con i compagni delle elementari e che ora, che è a dieta, mi supplica di rifare.
Anzi, a dirla tutta, spesso mi chiede di dargliene una o due porzioni in più perché i compagni vogliono assaggiarle.
Avendo cominciato ad utilizzare il lievito madre gentilmente offerto da una collega che lo usa da tempo, ho pensato di cercare una ricetta salata che potesse essere diversa dalla solita focaccia.
Ho trovato queste frustine alle olive sul libro di Sara Papa "Tutta la bontà del Pane" ed ho voluto provare. Bene: mi sono piaciute tanto e le ho fatte per una merenda con un amichetto di mio figlio pensando di avanzarle... Seeeee!!!!
S P A R I T E! Giusto il tempo di assaggiarne una riuscita un po' stortina e poi sono evaporate tutte!
Mi toccherà rifarle di sicuro in doppia dose (una rigorosamente nascosta per poterne godere con il Martirio, visto la bocca di mio figlio e dei suoi amichetti.....)
Dalla ricetta originale ho apportato delle piccole modifiche per quanto riguarda la farcitura visto che il figliolo non ama particolarmente le olive e mi parevano una dose troppo grossa.
Vi metto in rosso le mie modifiche così potrete scegliere.
FRUSTINE DI SEMOLA CON OLIVE TAGGIASCHE
Sciogliete il lievito con l'acqua, aggiungetelo alla farina setacciata e impastate leggermente; poi incorporate il sale e l'olio; lavorate l'impasto per il tempo necessario ad ottenere una consistenza omogenea. Versate l'impasto in una ciotola unta di olio, copritela con un canovaccio umido e lasciate lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio del volume iniziate.
In un pentolino fate soffriggere a fuoco basso nell'olio, l'aglio in camicia con il rosmarino, facendo attenzione a non farli bruciare: lasciateli rosolare solo il tempo necessario ad estrarre gli oli essenziali.
Eliminate l'aglio ed il rosmarino, unite le olive tritate finemente e fate insaporire per qualche minuto. Togliete dal fuoco e fate raffreddare.
Rovesciate l'impasto lievitato su una superficie spolverizzata con la semola, sgonfiatelo e formate un rettangolo di circa 35 x 70 cm, dello spessore di mezzo centimetro. Versatevi sopra l'olio con le olive e con le mani distribuitelo in maniera omogenea. Spolverizzate con l'origano (se utilizzate la 'nduja distribuitela a fiocchetti sull'impasto).
Con una rotella tagliapizza ricavate dal lato corto dell'impasto delle strisce larghe circa un centimetro. Ripiegate ogni striscia su se stessa, premendo per far aderire bene le due superfici a contatto, poi attorcigliatela in modo da dare la tipica forma della frusta.
Adagiate le frustine su una teglia foderata di carta da forno e fatele cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 15/20 minuti, o finché non saranno dorate. Sfornate e lasciate raffreddare.
mercoledì 29 febbraio 2012
Una frittata di mele magica per due bambini speciali
Arc è tornato dall’ospedale. E’ stanco, spaventato ed
arrabbiato.
Stanco di dovere sempre finire in quel letto in mezzo a tutti quei
dottori che scherzano con lui ma, intanto, lo riempiono di aghi, poi lo
tagliano, lo cuciono… Spaventato da tutti gli aghi e dal male che sa già che
dovrà patire… Arrabbiato, sì arrabbiato che tutto ciò debba sempre capitare a
lui!
Anche quando c’era di mezzo la visita al dietro le quinte del teatro,
quello Vero, o la festa di carnevale con il costume che gli era costato tanta
fatica!
In ospedale, la mamma non lo aveva mollato un attimo ed il
papà lo aveva assecondato in tutti i capricci.
I momenti brutti erano passati
ed il ritorno a casa era stato una liberazione per tutti, lui per primo, e
finalmente poteva ritrovare i suoi giochi, i suoi programmi preferiti.
Finalmente la mamma potrà riposare e far sparire quelle brutte occhiaie che la
facevano sembrare triste ed arrabbiata.
La paura di muoversi e di sentire male è piano piano passata
ma ancora i movimenti sono un po’ impicciati. Non viene tanta fame a stare
spalmati sul divano tutto il giorno e … lui vorrebbe solo veder passare il
tempo e tornare a giocare con i suoi amici!!
Mamma allora si è messa al computer e lo ha chiamato per
chiedergli aiuto. Aiuto? A lui che fa fatica ad infilare le pantofole?
Sì, gli
ha fatto leggere una specie di articolo di una sua amica di rete che si chiama
come lei: Eleonora. Anche questa Eleonora ha un bimbo (veramente la mamma dice
che ne ha tre, ma nell’articolo ne presenta solo uno) Matti, che è triste
perché ha appena cambiato scuola e non ha ancora tanti amici.
La sua mamma ha inventato una specie di gara
(i grandi la chiamano Contest… bah) per giudicare la miglior merenda, con
bevanda inclusa, da proporre a Matti che sarà il giudice di questa gara.
Arc è perplesso. Ha capito che la mamma ci tiene tanto a
farlo partecipare ma… mica può mettersi a cucinare, ora poi che ha difficoltà a
muoversi! Mamma ride e dice che per assaggiare basta aprire la bocca ed i
sensi. Così Arc si mette a tavolino e comincia a decidere con la mamma quale
merenda proporre a questo bimbo che abita lontano,
Nel libricino giallo delle
ricette della nonna, la mamma sceglie una pagina con un ritaglio di giornale
quasi sbiadito pinzato in un angolo. La mamma ridendo dice che è come il libro degli incantesimi che le streghe si tramandano
da madre e figlia.. e questa è una ricetta stregata. Sii è una frittata dolce
con le mele.
Una coccola calda che ad ARC è sempre piaciuta.
Macchè streghe
questa è una roba da fate!!!
Per la bevanda? Mah, sarà che lui in questi giorni
ha un gran sete e che la spremuta è la cosa che gliela fa passare prima….
Quindi perché non abbinarla ad una spremuta rinforzata ?
Riporto fedelmente:
FRITTATA DI
MELE (dal libro magico della nonna Ginia)
Grande
premio per bambini molto molto molto buoni!
Sbattere un uovo con due cucchiai di zucchero, aggiungere
farina (un cucchiaio circa) e latte (1 /2 bicchiere scarso) per avere una
pastella piuttosto densa e, infine una mela (o una pera) a fettine e un pizzico
di lievito.
Cuocere come una frittata in un pentolino antiaderente e
spolverare di zucchero (semolato). Sarà un vero trionfo!
SPREMUTA
MELARANCIA SPRITZ
(invenzione di Arc)
Frullare con uno spicchio di mela con il succo di 2 arance
succose e mezzo limone. Versare in un bicchiere guarnito di zucchero e con una
fetta di arancia e…. la sete passa e pure la tristezza e le labbra restano
zuccherose!!
Con questa ricetta di famiglia partecipo al Contest *Fare merenda mi piace da ... Matti* di Eleonora di Burro e Miele !
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