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lunedì 29 settembre 2014

PRIMA CHE ARRIVI IL GELO UN GELATO ALLA BIRRA ROSSA




Prima che l'Autunno diventi inverno.

Prima che il sole non scaldi più i cuori.





Prima che si abbia voglia solo di latte caldo e zuppe.
Prima che le foglie cadano ai nostri piedi.



Prima che ci si dimentichi che una volta era l'Estate.
Ecco un gelato che è uscito da un esperimento e che è piaciuto tanto, ma tanto da doverlo rifare più e più volte.

giovedì 26 luglio 2012

Se mia nonna avesse avuto la gelatiera....ovvero il secondo gelato per MTC.





Il primo gusto di gelato proposto per la sfida dell'MTChallenge è stato un azzardo. 
Non avendo grandi capacità di inventiva ho giocato *pesante* (anche se l'ho usata ... *leggera*) e l'ho buttata sul ridere... e meno male che ho postato come seconda, altrimenti avrei gettato la spugna!


Devo dire che le ricette che Mapi ci ha proposto sono veramente speciali, riuscite anche a me che non sono una gelataia provetta e che mi sono sempre limitata alle ricette da manuale d'istruzione, quelle a prova di dummies...


La crema mi aveva sempre spaventato un po': troppo lunga; troppo complicata.


Mi sono ricreduta. Solo che adesso il problema è smettere! Il Martirio si è scoperto un estimatore del gelato.... quanto a me: inutile l'appello accorato della mia bilancia, la mattina, faccio veloci incursioni al freezer dove ho stivato le porzioni o le vaschette.


Il piccolo, invece, non ha ancora avuto il piacere ma, se non si sbriga a tornare, dovrò rifare gli esperimenti e... non oso pensare cosa avverrà allora del mio girovita.
Pur apprezzando il gelato cioccolatoso *da sballo*, il Martirio ha espresso il desiderio di provare un'alternativa. Come deluderlo?! 
Solo che, dopo avere visto tutto ciò che hanno inventato gli altri sfidanti, era deciso: lo faccio di nascosto, magari quando tornerò dalle vacanze... 


Da qui, per associazione di idee mi sono tornate alla mente le pesche di mia nonna Maria, quelle della ricetta precedente con tutti i ricordi che mi tornano alla memoria ogni volta che le assaggio. A questo punto: chi mi teneva più?


Avevo già provato a fare il gelato con gli amaretti ma ... senza crema inglese.
Riprovo ora e... ci farcisco le pesche ... come quelle di nonna Maria ed è amore al primo cucchiaino. Mia nonna era golosa come me ma non aveva la gelatiera.
Se l'avesse avuta? Avrebbe sicuramente rifatto le sue pesche così!!!






Quindi ho pensato di proporre anche questo gusto un po' vintage ma, tant'è... sono vintage io pure!


GELATO DI AMARETTO NELLE PESCHE DI NONNA MARIA



Per il gelato agli amaretti 
resa 800 ml (partendo dalla ricetta pubblicata da Mapi)
300 ml latte

300 g zucchero semolato250 ml panna fresca45-50 g tuorli (da 3 uova grandi)1 baccello di vaniglia80 gr. di amaretti sbriciolati grossolanamente











Tagliare a metà il baccello di vaniglia e metterlo in un pentolino insieme al latte e a metà dello zucchero. Mescolare per sciogliere lo zucchero, poi mettere sul fuoco e portare fin quasi a ebollizione. Togliere la pentola dal fuoco, coprire e lasciare in infusione per almeno 15 minuti per estrarre tutto l’aroma della vaniglia.Nel frattempo montare i tuorli con il restante zucchero finché il composto “scrive”.Riportare il latte quasi a bollore e versarlo a filo sulle uova montate mescolando continuamente con una frusta. Versare in un polsonetto protetto da frangifiamma e fare addensare la crema inglese fino a quando non velerà il dorso di un cucchiaio e avrà raggiunto la temperatura di 85 °C. Non superare questa temperatura o lo stadio della velatura del cucchiaio, altrimenti la crema si coagula e impazzisce. Toglierla immediatamente dal fuoco e immergere la base della pentola in una ciotola contenente acqua e ghiaccio mescolando continuamente, altrimenti si raffredda solo quella a contatto coi bordi del recipiente, mentre il resto rimane caldo. Se l’acqua si intiepidisce sostituirla con altra acqua fredda e ghiaccio per abbatterne rapidamente la temperatura. Quando la crema sarà fredda trasferirla in un barattolo a chiusura ermetica (lasciandoci ancora dentro il baccello di vaniglia) e far riposare in frigo almeno un’ora, anche tutta la notte (io sino alla sera dopo): il composto deve essere freddo di frigorifero prima di passare alle fasi successive della lavorazione. Estrarre il baccello di vaniglia e aiutandosi con la lama liscia di un coltello raschiare tutti i semini e mescolarli alla crema; unire la panna liquida al composto e amalgamarla benissimo.
A questo punto versare nella gelatiera e avviare per 20 minuti circa. Quando il composto comincerà a solidificare (a metà della lavorazione, dopo 10 minuti circa), versare gli amaretti sbriciolati grossolanamente e terminare la lavorazione in gelatiera.



Se il gelato non deve essere servito immediatamente, trasferirlo subito in un contenitore in polipropilene riempiendolo fino a 6 mm dal bordo, poi coprirlo con un rettangolo di carta forno che deve aderire perfettamente alla sua superficie. Tappare, etichettare e mettere in freezer: così facendo limiteremo la presenza di aria umida nella vaschetta del nostro gelato e impediremo la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla sua superficie. Fare indurire il gelato dai 30 ai 60 minuti e trasferirlo in frigorifero per 20-30 minuti prima di servirlo, perché sia morbido al punto giusto.

Per le pesche da usare come contenitore per il gelato:(Dose per 4 persone)
2 belle pesche bianche sode

1 noce di burro
1/2 bicchierino di Amaretto di Saronno
1/2 bicchierino di acqua.
qualche mandorla pelata per guarnire e degli amaretti.









Lavare bene le pesche e tagliarle a metà togliendone il nocciolo.
Scavare un po le cavità per contenere più gelato.
Metterle in una padella con il liquore, l'acqua e la noce di burro.
Cuocere lentamente a fuoco bassissimo (se possibile con il frangifiamma) coprendo con un coperchio.
Togliere le pesche quando saranno morbide ma non sfatte (15 minuti circa).


Servire le pesche nel loro sughetto con l'incavo riempito di gelato all'amaretto e guarnire con mandorle e amaretti.


Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Luglio.... ancora.... perchè sarà pure un gusto molto comune ma... è proprio buono!!!

venerdì 13 luglio 2012

IL GELATO DI BOB MARLEY … UNA SOLENNE FIGURA DI PALTA… E L’MT CHALLENGE DI LUGLIO.



Pensare che non volevo partecipare a questa tornata dell’MT Challenge! Non perché non mi piaccia il gelato, intendiamoci, ma perché non mi sono mai spinta oltre a quello al fiordilatte, con la ormai giurassica gelatiera regalatami per le mie nozze. Fiordilatte, melone, crema wiskey, caffè… sulla base del fiordilatte… mai oltre.
Già l’introduzione fatta da Alessandra di MenùTuristico mi aveva lasciata dubbiosa per la paura di non riuscire a ricordarmi le regole.
Poi leggo la ricetta proposta da Mapi e… mi sembra complicatissima con tutti gli schemi, le proporzioni, e compagnia cantando.
Quindi: passo… mi sa che passo, era stata la conclusione più ovvia.
Finalmente arriva il fine settimana, dove finalmente riesco a trovare qualche minuto per riposare leggere e… mi cade l’occhio sulla ricetta di Mapi… la rileggo e comincio a passare *al sodo* e quindi alla ricetta vera e propria senza quelle complicatissime tabelle sui grassi, gli zuccheri… che mi avevano spaventata.
Non è semplice ma, impegnandomi, potrei provare. Mi mancano però le idee sul tipo di gusto da realizzare. Su Facebook incomincia il carosello di *io ho due idee… io ne ho tre.. poi ho l’accompagnamento…io ne ho due* e lì mi areno. Fantasia evaporata! Fino a quanto Fabio di Assaggi di viaggio mi esce con una battuta…. su *sniff*… e io avevo cominciato a far l’inventario dei varii cioccolati, cacao ed affini…
Avere tra le mani questa tavoletta e la relativa *sua* busta di preparato per cioccolata… una folgorazione!

Se qualcuno si sta chiedendo chi è il mio pusher… beh, mi sa che resterà deluso. Gli *ingredienti* li comprai lo scorso dicembre in un negozio vicino a casa mia che tratta vini pregiati e prodotti molto *di nicchia* (adesso si dice così…).
Da una mia amica venni a sapere che vendevano questa cioccolata in dosi già preparate, e pensai di farne dono ai miei schizzatissimi colleghi. Solo che, quando ne chiesi dodici bustine, non ce ne erano a sufficienza.
Il padrone del negozio, gentilissimo, mi  propose di procurarmente per il fine settimana.
Ora, immaginatevi la scena: periodo pre-natalizio con la gente assiepata davanti alle vetrine; il negozio strapieno di gente che stava ordinando cassette di vini per amici e conoscenti; il proprietario mi vede entrare e, ad alta voce (è un po’ sordo), rivolto alla figlia  chiede:
·       Maria (non è uno scherzo…si chiama proprio così!), c’è la signora della cannabis! E’ già arrivata la consegna?

Un silenzio di gelo segue quelle parole. Tutte (nessuna esclusa) le teste presenti si voltano a fissarmi con un’espressione attonita. Io mantengo la calma, mi sbottono leggermente il cappotto e con lo sguardo più serio ed innocente che mi riesce di imitare, replico:

·       E’ per consumo personale….

Ovviamente la figlia fa una solenne lavata di testa al povero omino che credo si stia domandando ancora oggi che avesse fatto di male, ma la figura di *palta* resta… indelebile… nella mia memoria… e penso anche in quella di coloro che erano presenti nel negozio.

La ricetta è copiata paro paro qui dalla presentazione fatta da Mapi di La Apple Pie di Mary Pie r modificato con i miei *ingredienti* scritti in rosso

GELATO AL CIOCCOLATO AL LATTE ALLA CANNABIS...


Dalla ricetta pubblicata da Mapi...le mie modifiche in rosso

375 ml latte fresco intero
250 ml panna fresca
100 g di cioccolato fondente col 50% di cacao  Io cioccolata al latte alla cannabis…
80 g zucchero semolato
45-50 g tuorli (da 3 uova grandi)
3 cucchiai rasi di cacao amaro in polvere (cucchiai-misurini da 15 ml)
   io preparato per cioccolata alla cannabis.
1 cucchiaino raso di estratto naturale di vaniglia (cucchiaino-misurino da 5 ml)

Versare in una ciotola il preparato per cioccolata alla cannabis e metà dello zucchero e mescolare bene per togliere i grumi. Unirvi un pochino di latte prelevato dal totale. Scaldare sul fornello protetto da frangifiamma il resto del latte e portarlo quasi a bollore. Versarlo a filo sul composto di cacao mescolando vigorosamente con una frusta per impedire la formazione di grumi. Ritrasferire tutto nella pentola e portare a bollore a fuoco dolcissimo, mescolando continuamente per non far bruciare il cacao. Far bollire per 6 minuti. Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato alla cannabis tritato, mescolando molto bene con una frusta perché si sciolga alla perfezione.
In un altro recipiente montare i tuorli con il rimanente zucchero finché il composto “scrive”. Versarvi a filo il composto al cioccolato sbattendo vigorosamente con un cucchiaio di legno e rimettere nella pentola. Portare la crema alla temperatura di 85 °C (il dorso di un cucchiaio immerso nella crema si velerà e passandoci sopra il dito vi rimarrà una traccia decisa fortunatamente per me ho potuto finalmente inaugurare il termometro!!!!) mescolando continuamente, poi togliere dal fuoco, aggiungere l’estratto di vaniglia (io ho usato quello preparato da me con le dosi consigliate da L. Evans ), mescolare e abbattere la temperatura immergendo la base della pentola in un contenitore con acqua fredda e ghiaccio (io acqua ghiacciata cambiata 3 volte), mescolando perché la crema si raffreddi uniformemente. Versarla in un barattolo a chiusura ermetica e riporla in frigo a raffreddare per un’ora, o per tutta la notte (io tutta la notte e pure la giornata successiva….).
Amalgamare a questo punto la panna, poi trasferire la miscela nella gelatiera (la mia quella giurassica…):  e farla addensare per 20 minuti, finché raggiunge la consistenza della panna montata.
A questo punto ci sono ben 3 modus operandi:

Primo, quello da bravi ragazzi:
Trasferirlo velocemente nelle vaschette in plastica basse e larghe riempiendole fino a 6 mm dal bordo, coprire con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla superficie del gelato, tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per almeno 2 ore. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20-25 minuti.

Secondo, quello da fulminati:
Trasferirlo all'interno di un cannolo gigante, ottenuto arrotolando una striscia alta 5 cm di pasta sfoglia (mi era avanzata un po' da un'altra preparazione e.. l'avevo surgelata...previdente!!) su di un'anima costruita con un foglio di alluminio. Spennellare la superficie con il bianco d'uovo rimasto dalla ricetta precedente e cospargere di zucchero. Infornare a 250gr ventilato per 10/15 minuti.... servire subito… pena crisi di astinenza!

Io, quello che ho utilizzato, non ve lo dico… J… ma, se ricordo bene, è piaciuto!


La cioccolata ed il preparato da me utilizzato per questa preparazione SONO PERFETTAMENTE LEGALI... prodotti da una nota ditta. NON danno effetti allucinogeni... le mie allucinazioni sono congenite! :-) Ovviamente NON l'ho fatto assaggiare a mio figlio!

E, visto che oramai sono in S-ballo…. concorro anche con questa ricetta all’MT Challenge di Luglio.