mai tanti eventi mi travolsero.
Frenetici e concatenati tanto da togliermi il fiato.
Quando sembrava quiete, di nuovo il ciclone.
Quando pensavo pace, di nuovo guerra dei nervi.
Un uragano la mia Vita.
Una sfida continua.
Nell'uragano pochi momenti di quiete
tra le pagine di un libro
tra le righe di versi che amo,
dove trovo un suggerimento
per la quiete della gola,
per un dolce che mi consoli e mi conforti.
Per accettare una sfida:
un guanto gettato.
Quando credevo di non aver più forza e musa,
trovare ancora l'entusiasmo per raccoglierlo
ed il tempo per indossarlo
mentre tolgo dal forno i dolci
che portano lungo i margini dei sensi.
LUNGO I MARGINI DEI SENSI
(A. Merini)
Ci separammo
ancor prima di unirci.
Vagammo senza meta,
disidratando cuore e mente.
Imprigionammo sogni,
innalzando gabbie
di certezze.
Non ci fu luogo
in cui non ripensammo
al frutto del peccato,
non ci fu peccato
che facemmo mai
in nessun altro luogo.
Noi, lungo i margini dei sensi,
solo in compagnia
delle nostre grate coscienze.
Perchè A. Merini? Perchè i suoi versi han la lucida follia di chi folle non lo è mai stata.
Perchè non temeva di esprimere i propri sentimenti. Perchè era Milanese....dentro e fuori...
