Ci sono profumi che caratterizzano la nostra infanzia, ci ricordano episodi lontani e piacevoli.
Per me è il profumo del ragout di nonna Maria.
Ogni vigilia di Natale nonna Maria preparava il ragout per l'indomani. Iniziava presto e, quando con mamma si andava a trovarla per aiutarla nei preparativi, già dal ballatoio ci salutava un profumo meraviglioso, di quelli che ti fan sentire *a casa*.
Nella pentola di coccio, per almeno sei ore, borbottava quello che per me resta un capolavoro della cucina di nonna.
Ogni famiglia ha la sua versione e quella di nonna Maria comprende un piccolo tocco...personale... le creste trifolate aggiunte all'ultimo momento, per arricchire un misto di carne di vitello, di maiale e di manzo che nonna faceva cuocere lentamente, quasi fosse uno spezzatino e che poi tritava con la mezzaluna per non *rovinare* la carne.
Ci si condivano i ravioli, le tagliatelle o si farcivano le lasagne (sempre molto generosamente) ed era una goduria assaggiare quella salsa ricca, profumata, mentre nonna fingeva di aver bisogno di un parere....
Ci si litigava questo onore in tre: io, mio fratello ed il nonno, e finiva sempre con la nonna Maria che rimproverava nonno di finire tutto il ragout a furia di assaggiarlo.
Ci si litigava questo onore in tre: io, mio fratello ed il nonno, e finiva sempre con la nonna Maria che rimproverava nonno di finire tutto il ragout a furia di assaggiarlo.
