Quando penso al Natale, penso ai profumi.
Ai profumi che si spandono in tutta la casa sino dai giorni precedenti.
Non nella casa di mia madre, che non ha mai amato cucinare, nemmeno per le feste.
Il Natale si è sempre festeggiato dai nonni, nella lunga tavola vestita a festa, apparecchiata tra il buffet e controbuffet della sala, con i piatti *buoni* ed i bicchieri di cristallo.
Quei bicchieri i cui reduci sono al sicuro nella mia vetrinetta nella casa di campagna, quelli che si sono salvati dall'opera di asciugatura di Nonno Peppino, sempre troppo *materiale* quando voleva aiutare ad asciugarli.
Nonna Maria cominciava il giorno del mio compleanno, il 30 di Novembre, a concordare il menù con la famiglia.
C'erano ogni anno nuovi piatti da provare, ma alcuni MUST sono sempre stati presenti, come il salmone in bellavista ed il vitello tonnato.
Il nonno, titolare di una torrefazione che forniva i locali più vecchi di Milano, riceveva sempre regali dai fornitori e spesso c'erano delle *novità*.
Come quella volta che ricevette in regalo due bellissime aragoste. VIVE! Che noi bambini ammiravamo da lontano ed alle quali avevamo pure dato un nome.