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Visualizzazione post con etichetta riso. Mostra tutti i post
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giovedì 24 agosto 2017

La paella mista di Sandra e le ricette della spiaggia.






Vacanza vuol dire anche tuffarsi in mare di mattina presto, quando la compagnia te la fa qualche (raro) bagnante,il vociare dei gabbiani che aspettano gli scarti lasciati dai pescatori, ed il sole caldissimo di questo Agosto.



Vacanza vuol dire anche tanti buoni propositi accantonati durante l'anno e ripresi ora. Tipo quello di camminare un po' la mattina presto, mangiare più verdura e pesce e fare movimento.

Noli si sveglia presto ed io sono in acqua alle otto.


Un'acqua limpida sopra la battigia di ciotoli e ferma come la lastra di uno specchio.



Il colore del fondale è una variante di tutta una gamma di blu e fa a gara con il cielo che lo sovrasta.

Piccoli pesci si rincorrono tra i piedi mentre mi tengo a galla e mi rinfresco. Peccato non poter fotografare dall'acqua la torre della Cattedrale che si rispecchia tra il largo e la riva. Meriterebbe.


E dire che non ho mai amato il mare! Qui mi sono dovuta ricredere. 
Intendiamoci: dopo le 10 la spiaggia viene invasa dalla solita orda di vacanzieri che colonizzano la spiaggia con teli, tende, ombrelloni,lettini e (persino) frigoriferi portatili pieni di schifezze, ma fino ad allora la spiaggia è vivibile e godibile.

Un telo mare in riva e le amicizie che la frequentazione assidua porta a consolidare.

Tra queste un gruppo di signore (ed un gentiluomo) con le quali (guarda a caso!) si finisce a parlare di cucina e ci si scambiano ricette e trucchi.

Sandra è diventata poi la mia mentore per quanto riguarda le ricette liguri. Ligure DOCG con alle spalle anni di cucina nel locale della figlia, mi indottrina sui principi ed i fondamenti della cucina locale. Quindi vai di ricette di verdure ripiene e pesce, liquori ma non solo! Da anni sto cercando una ricetta per la paella che mi permetta di dare un senso alla pentola che mi portò la suocera dalla Spagna i primi anni di matrimonio e che mi limito a spostare da un cassetto all'altro da Milano alla Casetta gialla ed ora a Noli.

domenica 5 febbraio 2017

Il RISOTTO ALLA MILANESE ovvero Valerio di Fiandra, Zafferano e un dispetto per amore.


E’ un’alba bellissima che colora di rosa il cielo di Milano in questo 8 Settembre 1574. Valerio di Fiandra, mastro vetraio artefice delle splendide vetrate che abbelliranno la Cattedrale gotica dedicata a S. Maria Nascente, si aggira nel cantiere del Duomo. Tra ponteggi e attrezzi lasciati incustoditi dai lavoranti, un velo di polvere si posa sui pavimenti ingombri, mentre la luce attraversa le porzioni di vetri già risplendenti di colori e di figure che paiono animarsi.
Sarà un giorno importante oggi e, prima della cerimonia delle nozze della sua figliola, Mastro Valerio vuol controllare che tutto sia a posto. Orgoglioso contempla il lavoro svolto dai suoi assistenti. 
Tra questi il più dotato è sicuramente Zafferano (il nome vero non se lo ricorda ancora, ma il soprannome, quello sì!): il suo tocco è d’artista, i suoi colori risultano i più brillanti, forse perché usa sapientemente questa polvere dorata e profumata (lo zafferano appunto) che gli è valsa un soprannome che ne ha addirittura fatto scordare il nome vero.

mercoledì 15 aprile 2015

La primavera in tavola ed il risveglio di Highlander ovvero il mio risotto con le primule.




- A volte basta poco a smuovere Highlander! -
- Chi??? -
Arc è sbalordito, non ha visto nessuna spada in giro, nessuno strano tipo con il gonnellino scozzese, insomma: tutto sembra normale...eccetto la mamma che straparla. 
- Mamma, tutto bene? Con chi ce l'hai? -
- Col mio neurone Arc! Dicevo che basta poco trovare delle idee per il pranzo; oggi è bastata la Primavera. -
Il prato dei Cervi, quello sotto le finestre della sala, è pieno di primule. In alcuni punti è addirittura una macchia tutta gialla.
Son spuntate da poco (solo settimana scorsa, a Pasqua, nevicava ancora!) e si mostrano in tutto il loro splendore. 
Arrivati da poco dalla grigia Milano, vedere questi colori spettacolari è bellissimo e, considerato che tra poco sarà ora di pranzo, mi è venuta un'idea che so già manderà in confusione il Martirio ma è un po' di tempo che aspettavo di sperimentarla.
Mando Arc a cogliere le primule, raccomandandomi di non stringere troppo quei petali delicati e, nel frattempo, guardo in dispensa se ho una bottiglia di vino bianco da poter aprire per l'occasione.



L'ho trovata: Müller-Thurgau , un vino che mi piace tanto come aperitivo o per i primi un po' troppo delicati.
Mentre metto sul fuoco un po' di brodo vegetale stappo la bottiglia, ne recupero un bicchiere e, ritappata, la metto a rinfrescare in frigorifero.
Torna Arc con un cestino di primule bellissimo e quindi posso partire a cucinare il mio 

RISOTTO CON LE PRIMULE.






Tritate finemente lo scalogno e fatelo appassire in padella con 20 g di burro senza farlo colorire.

Appena sarà appassito aggiungete il riso e fate tostare fino a che si sarà scaldato bene il riso (non riuscirete a toccarlo) ed aggiungete il vino bianco facendo sfumare.

Aggiungete un paio di mestoli di brodo vegetale e continuate a rimestare aggiungendo brodo quando si sarà assorbito. Cuocete sempre mescolando per 10 minuti circa a fiamma moderata.

Aggiungete le primule che avrete sciacquato delicatamente nell'acqua fredda, tenendone da parte una manciata per la decorazione finale. Continuate a mantecare con delicatezza per 5/6 minuti.

Spegnete il fuoco, aggiungete il rimanente burro e chiudete con un coperchio.

Servite in porzione con la decorazione di qualche fiore fresco.


Note mie:

1 - Scegliete un vino delicato e fresco, non contrasterà il delicato sapore di questo riso.

2 - Usate una fiamma media e non troppo alta altrimenti si perderà il sapore di questi fiori.

3 - Il Martirio.... se l'è mangiato in silenzio...avevate dubbi?



Questa ricetta partecipa al contest  Rice blogger 2015

martedì 10 febbraio 2015

Panissa Vercellese a modo mio e gli acquisti in cascina.



Per arrivare alla *Casetta Gialla* attraversiamo le risaie del vercellese.
Distese che nel caldo di luglio hanno un colore bellissimo e nel crepuscolo si riempiono di uccelli che frugano nel terreno alla ricerca di rane ed insetti.
A volte ci fermiamo in qualche trattoria tipica dove si gustano pietanze semplici con i prodotti del luogo.
Nel nostro viaggio per raggiungere il nostro piccolo rifugio nascosto tra il verde dei boschi di castagno, ci fermiamo spesso a far acquisti in cascina.
Sulla strada ci sono innumerevoli aziende che espongono le indicazioni *vendita riso nostra produzione*.
Mi fermo quando posso: vuoi per un sacchetto di riso Carnaroli, vuoi per un sacco di riso SantAndrea. 
Poi, oltre al riso, nella zona si coltivano un tipo di fagioli borlotti (di Saluggia) che hanno una buonissima resa ed un sacchetto di quelli finisce spesso nella sporta assieme a farina di riso e, a volte ad un sacchetto di riso rosso o nero integrali.
Tutte le volte che ci fermiamo il Martirio inizia un suo speciale *rosario* che si allunga ogni volta di qualche Santo, visto che ho scoperto una cascina che ha anche allevamento di pollame e conigli.
L'ultima volta mi ha persino seguito all'interno dello spaccio con un cipiglio da far paura e un *marcamento a uomo* che nemmeno Baresi dei bei tempi....
Mentre io, con fare furtivo inserivo nella sporta un sacco di riso, uno di fagioli, della farina di mais e delle uova (le galline della mia solita spacciatrice erano entrate in *sciopero*) sempre seguita dallo sguardo severo e vigile del Martirio, mi accordo che di colpo l'ho *perso*.
Credetemi perdersi in quello spaccio NON è possibile, visto che consta in una stanza non molto grande con scaffalature metalliche (di quelle per il vino in cantina, per intenderci) e che in un colpo d'occhio hai visionato tutta la produzione.
Lo scorgo dietro le scaffalature mentre ammira estasiato una filza di salamini e i famosi salamini nel grasso (detti salamini d'la duja) che gli ho sempre sfilato di mano nei negozi locali (per evitare di trovarmi troppo presto in pandan con il mio cognome).
A questo punto, mentre era distratto, ho provveduto a comprar anche un bel pollo ruspante, rimpiangendo di non avere un congelatore sufficientemente capiente per aggiungerci anche coniglio, anatra, e magari una mezza oca.

Ho chiesto poi al titolare come faceva la famosa *panissa vercellese* un piatto di riso (molto) all'onda con il suddetto salamino e, qualche sera fa, con una nevicata in corso che aveva bisogno di caldo e di casa, ecco che mi ci sono cimentata in una versione *a memoria* che è piaciuta tanto a tutti e tre, anche se inizialmente ha suscitato rumorosissime proteste da parte del proprietario del salamino che pensava (lui tapino) di gustarselo *in purezza*.
Dalle foto infatti noterete mancare sia il grasso sia la prima parte del salume ma.... sono arrivata in tempo!!!!



In tempo per la mia

PANISSA VERCELLESE .... a memoria.





venerdì 26 settembre 2014

ANNALENA, L'MTCHALLENGE E LA COLAZIONE DI MIO FIGLIO.



La mattina, in casa mia, è una corsa contro il tempo.
Da quando Arc va alla scuola Media, ci si alza sempre prima. 
Già per farlo scendere dal letto ho da penare, per non parlare del convincerlo ad entrare (ed a uscire!) dalla doccia; poi comincia la *manfrina* dell'*Io-non-faccio-colazione*.
Per fargli bere un bicchiere di latte, e mangiare un biscotto, ho da penare parecchio.
Passo dalle preghiere alle minacce e, nonostante abbia provato a variare la colazione (frullati, yogurt, dolcetti fatti in casa per non dire del salato da proporgli) lui si ostina a dire *Io la mattina NON HO FAME!*.
E lo dice con un cipiglio che non ammette repliche, ed anche quando cede, lo fa facendomi sentire un'aguzzina.

martedì 23 settembre 2014

LA MIA SECONDA PROPOSTA PER MTCHALLENGE...TORTA SALATA PORRI E PANCETTA IN CROSTA DI RISO.


Ancora riso (dopo i 7 chili acquistati nel vercellese, mi sa che andremo avanti sino a Pasqua!) ed ancora MTChallenge.

Questa volta ho pensato di usarlo dopo avere scelto la cottura per assorbimento come spiegato da Annalena.

Bisogna dire che la ricetta è stata realizzata pensando ad una torta salata simile che avevo mangiato una ventin...trentin...beh, tanti anni fa, a casa di un'amica.
Io ho scelto di ripetere l'esperienza facendone una crosta molto spessa ma, dopo averla assaggiata, vorrei provare a creare un guscio sottile sottile, quindi: preparatevi che prossimamente ci riprovo. Tanto di riso ne ho ad abuntantiam!

Debbo anche dire che il Martirio inizialmente non si è lamentato poi, vedendo che di risotti non se ne vedeva nemmeno l'ombra ha cominciato a brontolare che facevo le cose *strane* come sempre....


Ovviamente non mi sono fatta intimorire o preoccupare e quindi sono andata avanti per la mia strada, evitando di *dargli corda*.

Per il ripieno ho usato un vasetto di Prescinseua portatami da un'amica al ritorno dalle vacanze (un paio di settimane fa), che avevo congelato (io ho tante amiche che mi conoscono BENE e mi portano pensierini UTILI).
Inizialmente volevo fare un ripieno con spinaci e prescinseua ma...di domenica il mio supermercato è chiuso e quindi ho dovuto arrangiarmi come potevo con quello che avevo in frigorifero.

Il risultato mi ha soddisfatto anche se il Martirio ha nuovamente ribadito:
*Ma.... un bel risotto mai?*

Intanto ha mangiato la sua porzione senza lasciare nemmeno un chicco.
Per farlo smettere di borbottare ho deciso: da domani risotto tutti i giorni e, se si dovesse lamentare.....crema di riso!




Quindi: bando alle ciance e.... (rullo di tamburi) .... rieccomi a cimentarmi con la 41ma sfida dell'MTCHALLENGE.





TORTA SALATA PORRI E PANCETTA IN CROSTA DI RISO 




Ingredienti:
(per una tortiera di 17 cm)

200 g di riso SantAndrea
100 g di formaggio che fonda in cottura (io Asiago)
1 uovo intero
1 vasetto di Prescinseua da 250 g.
2 cucchiai di olio EVO
80 g di porro (anche un po' di più non sarebbe male ma... io quello avevo!)
50 g di pancetta dolce a quadretti


  • Ho versato il riso in una ciotola capace, coprendolo con circa il doppio di acqua fredda e l’ho “sprimacciato” tra le dita e roteandolo nell'acqua e massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua è risultata praticamente bianca.
  • L’ho scolato aiutandomi con un colino, l’ho sciacquato sotto un getto gentile di acqua corrente, rimesso nella ciotola lavata ed ho ripetuto lo stesso procedimento per altre tre volte, fino a che l’acqua è risultata limpida.

  • Ho versato di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempita  con abbondante acqua  limpida, ed ho lasciato riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti.
  • Dopodiché ho scolato e sciacquato di nuovo bene il riso, versandolo in una pentola di acciaio dal fondo spesso. L’ho coperto con acqua a temperatura ambiente in pari volume o poco più in modo che superasse il riso di circa 2 cm ed aggiunto un goccio di olio EVO per rendere più lucidi i chicchi.Ho messo la pentola sul fuoco e portato a leggero bollore.A bollore ho coperto la pentola con un coperchio pesante ed ho abbassato la fiamma e per lasciar cuocere senza mai aprire per 10 minuti (scarsi).
  • Ho lasciato riposare con il coperchio chiuso per almeno 10 minuti (anche di più, credo, visto che ho preparato nel frattempo la farcia...)
  • Ho scolato e messo da parte a raffreddare.
  • Ho tagliato a rondelle il porro e l'ho fatto stufare con la pancetta ed un goccio d'olio EVO per 5/6 minuti (non deve scurire ma solo stufare leggermente).
  • Ho salato (poco perchè c'è la pancetta) e lasciato raffreddare. 
  • Ho unito al composto la prescinseua ed un tuorlo d'uovo, mescolando per bene con una forchetta. Aggiustato di sale e di pepe.
  • Al riso oramai freddo ho unito l'albume leggermente battuto (la prossima volta provo a montarlo a neve) ed il formaggio asiago grattugiato finemente.
  • Ho ricoperto una teglia da 17cm. con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato, distribuito il riso per fare *il guscio* della torta salata e l'ho fatto cuocere a forno caldo a 200°C per 15 minuti.
  • Tolto dal forno ho versato l'impasto con porri e formaggio e rimesso a cuocere per almeno 10 minuti a 170°C. Quando la torta ha cominciato a scurirsi l'ho tolta dal forno e fatta raffreddare 5/10 minuti prima di sformarla con attenzione.



domenica 21 settembre 2014

Sono testarda e ci riprovo: MTChallenge 41 Fiori di zucchina con riso rosso integrale, zucca e taleggio su pesto di carote e curcuma.



La mia prima proposta per MTChallenge è fallita miseramente.
Ho proposto una ricetta di famiglia ma non ho lavato il riso: ERRORE!
Intendiamoci: non è stato un errore per la ricetta visto che l’amido DEVE fare da collante altrimenti, rimettendo in forno il riso cotto nel latte per formare la torta, si sarebbe disfatta subito al momento di sformarla. Ma le regole sono regole…sigh!
Quindi: fuori gara.
Ed ora? Ora mi sono studiata la parte delle regole di cottura e, neurone (Highlander) permettendo ho pensato di riproporre un’altra ricetta per questa gara che, malgrado ogni volta mi faccia tentare di desistere dal partecipare (visto il livello di tutti gli altri partecipanti) mi coinvolge, e mi fa ostinatamente mettere alla prova.
Per dirla come direbbe la mia milanesissima Nonna Maria: sono una *Crapona* (trad: testona)!
La mia ostinazione mi viene dal carattere, dal fatto che tutti gli ostacoli che mi trovo di fronte mi servano di lezione e mi aiutino a non fossilizzare la mia Vita su standard *piatti* dove la scelta di vivere o lasciarsi vivere fa la differenza.
Ussignur…sono diventata filosofa? Naaaaa, alla mia età è normale rimbambire!
Scherzi a parte: il riso e le sue cotture.
Partiamo dal riso.
Io di riso (da buona lombarda) ne mangio tanto anche se quasi sempre lo preparo come risotto.
Poi c’è il fatto che, mentre sono in viaggio per la mia piccola oasi della *Casetta gialla*, passo dalle risaie del Vercellese e lì, credetemi, ho fatto interessanti incontri.



Dalla trebbiatrice che mi si para dinnanzi all’improvviso mentre viaggio spedita verso i miei monti fatati, alla miriade di uccelli che si aggirano nelle risaie quando queste sono appena state inondate o al tappeto di rane che attraversano l’asfalto nella penombra della sera quando rientro nella caotica Milano.
Ed i colori? Quelli del riso sono splendidi. Vi ricordate *quel* tipo di verde acceso delle matite Caran d’Ache  che par quasi fluorescente? Quello che tutti ci chiedevamo dove potesse comparire in Natura? Ecco: nelle risaie! Poco prima della maturazione queste distese sono di QUEL colore!

lunedì 15 settembre 2014

PANICO DA INIZIO SCUOLA E DA MTCHALLENGE E LA TORTA DI RISO DI MAMMA GINIA.



L'anno nuovo per me inizia a Settembre, con l'inizio della scuola.
E' così da un po' di anni, da quando c'è Arc.
Quest'anno però l'inizio è stato un po' travagliato.
Arc affronta l'avventura della prima media e la cosa, nonostante sia uscito con dei voti fantastici ed una bella preparazione dalle elementari, questo nuovo ruolo lo ha un po' messo a dura prova.
In tre giorni abbiamo avuto:
problemi di colite la sera del primo giorno;
febbre e mal di testa il secondo giorno;
crisi di pianto il terzo.
Gli mancano i suoi soliti riferimenti. In classe ha una sola compagna delle elementari (con la quale han *fatto quadrato* nello stesso banco) e gli altri amici sono in altre classi.
Il rapporto con i professori poi è la sua grande incognita. Vuole far bella figura ma non sa ancora come approcciarsi. Il fatto stesso di chiamarli *prof* invece che *maestra* lo destabilizza.
Quindi abbiamo avuto un lungo fine settimana di training autogeno per convincerlo che, come tutti, avrà bisogno di tempo per abituarsi e, visto che è un ragazzino socievole, credo non ci saranno problemi veri e propri.
Tante materie nuove tra le quali anche una nuova lingua da imparare: il Tedesco.
Proprio a proposito della lezione di Tedesco, alla mia richiesta di raccontarmi come si era svolta e che impressione gli aveva fatto l'insegnante, vedo che diventa rosso e mi dice:
*Mi sa che ho fatto una figura da stupido....*
Gli chiedo che cosa ha detto o fatto per avere quella sensazione e lui, agitatissimo, mi racconta:
*Sai, la Prof ci ha chiesto se conoscevamo dei vocaboli in Tedesco ed io ho alzato la mano*

venerdì 11 aprile 2014

Riso bruscandoli e speck per il #GFFD



Sabato mattina, due ore e mezza solo per me prima di vestire i panni della filippina di turno e ribaltare la casa.
Finalmente uno sprazzo di sole e i fiori che colorano gli alberi ed io che faccio?
Vado al mercato. 
Non il mercato vicino a casa, quello ormai non da soddisfazione, attraverso la città con ben 23 fermate di tram, carrellomunita e sicura di trovare un po' di primavera e qualche bella maglia colorata da indossare.
Niente da fare.
Tutto troppo attillato, troppo corto, troppo sbracciato.
Uffa che nervi!!!
Mi sa che dovrò veramente decidermi a mettermi a dieta altrimenti potrò trovare abiti solo alla Boutique Togni (leggesi tende da circo ed affini, ndr).
Ma per fortuna ci sono i banchi delle verdure che traboccano di primizie e di colori e, in un angolino tra due banchi enormi, uno piccolino, con le erbe di campo. Rughetta selvatica e... I BRUSCANDOLI!!! 

venerdì 21 febbraio 2014

UN MASTERCHEF PRIVATO ED UN RISO CON I CARCIOFI



Il fatto che io abbia un blog di cucina, è noto a quasi tutti i miei amici.
Per questo motivo, spesso, ricevo SMS o WAPP con richieste di aiuto dell'ultimo momento, del tipo *scusa ho la pentola sul fuoco mi sta attaccando il sugo che cosa posso fare*..
Poi ci sono gli amici che si ricordano di me mentre sono in viaggio e mi portano spezie e *robe strane* visto che *tanto tu saprai sicuramente che farne!*.
Ho anche amici chef che mi danno spiegazioni tecniche quando sono in difficoltà e mi spronano a continuare con le sperimentazioni in cucina.
Poi c'è Lui: P. Un ex collega e marito di una mia collega, che è tra i miei sostenitori più accaniti (anche se difficilmente mi commenta sul blog). 
Un buongustaio, un amante dei prodotti all'eccellenza. Il mio spacciatore di cioccolata Gobino, per intenderci!
Pochi giorni fa, mi ha inviato un messaggio sulla mia bacheca di FaccialiBro.
Il tenore era questo:
  • Giochiamo al nostro personale Masterchef: Lunedì L. ti porterà un ingrediente apparentemente banale, molto diffuso ed utilizzato ma che fisserà un nuovo ed irraggiungibile standard a cui non potrai più rinunciare. Non sto esagerando, ma lascio a te professionista dei fornelli l'ultimo giudizio. Io non pensavo che - tra le mille varietà che in vita mia ho assaggiato- ce ne potesse essere una che si discostasse così tanto ( in positivo) dai prodotti che pensavo fossero i migliori. Non ti resta che aspettare....,,e cercare di indovinare!
Indovinare non è il mio forte ma, quando ho visto l'ingrediente mi è venuto da sorridere.



Lo conosco il riso Acquerello! E' un Carnaroli invecchiato che è molto ma MOOOOOLTO versatile. Tiene la cottura, non si spappola, esalta perfettamente i condimenti che abbini.
Quindi, con un certo ritardo, ho pensato di proporre il piatto che di *invention* ha poco, ma che ha prodotto tantissimi consensi in famiglia (due piatti a testa sia il Martirio, sia Arc ed ho dovuto difendere strenuamente la mia mezza porzione!).

Quindi, caro il mio P. che vorresti prendere il posto di Bastianich, eccoti qui il mio 

RISOTTO AI CARCIOFI.



Ingredienti (per 4 persone)

400 g di riso Acquerello
3 carciofi (anche il gambo!!!)
1 bicchiere di vino bianco (io Glicine)
1 l di brodo di verdura (io ho usato il mio estratto di verdure)
1 scalogno 
3 cucchiai di olio EVO
1 noce di burro
1 cucchiaio di prezzemolo tritato (fresco!)
Pepe di Sichuan a mulinello.

Tritare finemente lo scalogno. Pulire i carciofi scartando le foglie più dure, togliendo le spine ed affettandoli finemente. Dai gambi di carciofi (se freschissimi) togliere il *cuore* e tagliarlo a rondelle sottili.
Far appassire carciofi e scalogno in padella con i 3 cucchiai di olio EVO.
Aggiungere il riso, tostare finchè i chicchi prenderanno una parvenza traslucida, ed aggiungere il vino bianco.


Far sfumare il vino sempre rimestando con un cucchiaio di legno.
Aggiungere un mestolo di brodo di verdura, abbassare la fiamma e cuocere mescolando ed aggiungendo altro brodo via via che verrà assorbito dal riso.
Dopo circa 15/20 minuti, spegnere la fiamma, aggiungere la noce di burro, il prezzemolo tritato e la macinata di pepe.



Coprire con un coperchio e lasciare riposare per 5 minuti.
Mantecare con il cucchiaio di legno e servire....

Io ho evitato di aggiungere il Parmigiano perchè volevo si sentisse preponderante il sapore dolce/amaro del carciofo.

Con questa ricetta partecipo a #GFFD 



Partecipo inoltre al contest Risate e Risotti 2014 VII edizione


martedì 21 maggio 2013

UNA TIELLA E LE LITI IN CORTE.... MARIA SI INGEGNA...

 



Stamattina c'è una confusione in corte! Maria non capisce cosa sia tutta quella *russia*! Voci, grida, e tutte le donne sono fuori sulla ringhiera a godersi lo spettacolo de *la purtinara* che litiga con la signora del primo piano, quella nuova arrivata due mesi fa con il marito dal Salento. 
Certo che *la purtinara* litiga sempre con tutti ... non ne fa scappare una! Ha sempre da ridire, da criticare, da insegnare insomma si impiccia e non le va mai bene niente!
Ha da ridire su tutti perchè la cucina fa odore, nessuno sa far da mangiare bene come lei, tutti cucinano storpiando le ricette che solo LEI conosce...
Ed a tutte chiede cosa ci mette in questo, come fa quell'altro ma... solo per dire che: no lei sola ha la vera ricetta!
Maria non sa nemmeno perchè ci sia stata rissa ma, messo via il grembiule , scende le scale e va a bussare alla porta di Mari (si chiama così la signora del primo piano) ed è quella che ha voluto sapere come faceva le lasagne Maria. Simpatica ed il marito.... udite udite... sa cucinare!!!
Maria bussa alla porta e Mari le apre inviperita! Comincia a sfogarsi parlando in un dialetto fitto fitto che Maria non riesce a capire.
*Calma sciùra Mari, che ghe ven el sciopun!* (trad. si calmi che le prende una sincope)
Intanto un profumo buonissimo viene dal cucinino... Maria cerca di calmare la comare ma, non riesce a concentrarsi per il profumo spettacolare.
Finalmente l'amica si cheta e le spiega che proprio il profumo è stata la causa del litigio in corte! La purtinara aveva sentito quel profumino e le ha chiesto che aveva cucinato. La taieddhra con risopatatecozze....ma a cucinarla era stato Cristian (che nome strano, a Milan non ne conosce di mariti con quel nome lì). 

mercoledì 28 novembre 2012

PER LA RUBRICA *L'ERBA DEL VICINO*: I CROCHE’ E ARANCINE SU LA LINGHERA***….

*** linghera = Case di ringhiera (tipiche della Milano vecchia).


E' una bella giornata oggi a Milano, il sole entra dalle finestre ed illumina la cucina. Non pare nemmeno fine Novembre.
Maria canticchia mentre prepara la tavola. Il pranzo per il suo Peppino è già pronto in un piatto ed è tenuto in caldo sulla stufa economica.
Ma all'odor di fritto non si resiste. Riempie la casa ed alla fine nausea un po'.
Maria apre la finestra, per far *girar l'aria* e .... il profumo di fritto viene anche da fuori!
Dalla finestra che si affaccia alla *linghera* si sporge Maria e ... toh la Sciura Concetta che abita la porta accanto.
*Donna Maria i miei rispetti!*
*Riverisco Sciura Concetta! Che profumino viene dalla sua finestra!*
*Le arancine Palemmitane feci... ne volesse favorire? Ma dalla sua finestra viene lo stesso sciauro... che pure lei le fece?*
* No ho fatto i crochè de ris che piacciono tanto al mio Peppino, ne vuol due da 'saggiare?*
Ecco che avviene lo scambio e la cucina lombarda di Maria e quella siciliana di Concetta tra piatti del servizio, quello buono.
Ma ecco Peppino che sale le scale, fischietta allegro perchè il profumo di fritto di solito o è cotoletta, oppure i crochè de ris... Alza gli occhi e si ferma: la sua Maria che scambia un piatto con la vicina?! E ridono le due sposine... ridono anche se faticano a capirsi. In quell'Italiano un po' stentato perchè tradotto dai due dialetti.

Sorride Peppino e finisce la sigaretta mentre guarda le due donne che si salutano.

L'indomani Donna Concetta bussa all'uscio di Maria. Ha in mano il piatto di Maria, quello del servizio buono, con le rose, e un sorriso radioso in viso.

*Donna Maria, al mio Salvo i suoi crocchè sono piaciuti assai. Me la scrivesse la ricetta su un pizzino!*

Maria fa fatica a capire ma intuisce che i Crochè sono piaciuti e quindi, prende un libricino dal tirett (cassetto) del *bufè* e lo porge a Concetta aprendolo ad un segno.



Concetta la guarda perplessa ed esclama:

*Scusasse, Donna Maria, ma che ci trase il Francise con i Crocchè?!*
*Macchè Frances... l'è Milanes di un tal Giuseppe Fontana, adesso ce lo traduco. Si sieda qui, sulla cadrèga (sedia), che ce lo detto io in Itagliano!*

Maria toglie un foglio a righe da un quaderno nuovo e lo porge con una matita a Concetta che comincia a scrivere sotto dettatura.
*Con acqua e latte o brodo, ma buono neh, alla buona,
si fa cuocer tanto come mezzo chilo di ris,
in risotto per un bel quarto d'ora
tirato e bello asciutto asciutto. Poi lo si lavora
e lo si condisce con il burro, un paio di cucchiai,
ed un mezz'etto di grana ben grattato,
una tritata di funghi, se ci sono,
o anche di prosciutto o avanzi di carne bianca,
va bene tutto neh, ma di cappone è meglio.
ma tutto insieme a tocchettini.
Poi via dal fuoco, dentro un rosso d'uovo e con la marisa
(isomma, con la spatola)
vuotarlo in un piatto unto o nella tortiera
alto un dito, bello liscio e spianato.



Quando sarà freddo, con lo stampo più adatto,
tagliarlo giù a mezzaluna o a tondello,
o farlo giù con un coltello a bastoncino.
Passarlo nel rosso d'uovo e nel pan grattato,
e pressarlo ben in giro, ben impanato,
farlo andare secco nell'olio bel bollente.
Metterlo caldo su un tovagliolo con la frangetta
e (se piace) servirlo con la salsa di tomates pomodori ma lunghètta.*

Ecco fatto la ricetta era ben scritta chiara che si faceva da sola.



*E lei, Sciura Concetta, la mi darebbe quella delle sue arancine?*

Concetta piega il foglio e si affretta a rispondere *Certamente, Donna Maria, ci scrivo su un pizzino quella della mia amica, Roberta *Pupaccena* di Palemmo!*.

Per la rubrica l’Erba del Vicino di MTC,  da Milano l'è asè... (da Milano è tutto)
Maria Nora 


Con questa ricetta partecipo al Contest Fritto all'Italiana del blog Mariella Cooking di Mariella!!!