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lunedì 1 settembre 2014

A VOLTE RITORNANO...COME I RICORDI DI PESCHE ED AMARETTI.



Ferie: agognate, desiderate, sognate...finite.
Restano al ritorno: la sabbia,che si è infilata negli angoli della borsa da spiaggia; gli asciugamani *da mare* che sanno di salsedine; i copricostume macchiati di crema solare.
Restano le conchiglie raccolte sulla spiaggia, in un barattolo di vetro e sul fondo di una scatola da scarpe, con il progetto di collane e orecchini da fare con Arc.
Restano un'infinità di elastici colorati e braccialetti fatti dal cucciolo di casa.
Resta il ricordo delle piadine, quelle vere, mangiate nel baretto di fianco al canale, mentre si guardano le barche con le vele colorate.
Resta il ricordo delle chiacchiere da campeggio, le quattro frasi scambiate con l'anziana coppia di tedeschi nella piazzola vicino mentre apro con fatica il cassettino della memoria *auf Deutsch* e scopro che non tutto è perduto.
Resta la cucina parca del campeggio, quella che con due fuochi ci fai tutto, anche l'arrosto alla birra con le patate in un pomeriggio nuvoloso e lento.

giovedì 12 settembre 2013

DEL PERCHE' FUI SOPRANNOMINATA IRPINIA E DI UNA MARMELLATA AZZECCATA PER CASO.


Oramai tutti si sono rassegnati. 
Amici e famigliari sanno che sono maldestra e che dal nulla potrò far nascer Entropia...
Tanto maldestra che gli amici, nel vedere i guai che combino ed i danni che provoco con la mia disattenzione, mi hanno soprannominata *Irpinia*... come il terremoto.
Mio suocero poi ha trascorso interi pomeriggi a riattaccar pomelli di antine che mi *sono rimasti in mano....* o a riparar oggetti e elettrodomestici che *mi sono sfuggiti di mano....*
Questa mia attitudine a crear guai l'ho sempre manifestata e se ne accorse il Martirio quando, appena sposati, dopo aver visto che ancora dopo sei mesi il novello sposino non accennava a montare il riloga delle tende del bagno, presi in mano io la situazione.
Mentre lui beato si faceva la passeggiata del sabato sul mercatino dell'usato preferito, io, munita di scala, pennarello, riloga e trapano, mi arrampicai sino alla finestra.
Il tutto nacque dal Suocero che mi aveva istigata, dicendomi che non si può dire di non saper far una cosa se non si prova: Detto? Fatto!
Presi il riloga e, ancora agile vista l'età, in bilico sull'ultimo piolo della scala con il riloga in una mano ed il pennarello (ROSSO...INDELEBILE...sia mai che non veda) nell'altra, cominciai a segnare i punti dove praticare i fori per i tasselli.
Preso il trapano poi cominciai a forare nei punti segnati (grossi pois rossi che spiccavano allegramente sul soffitto appena dipinto di bianco)
Risalii con il riloga, i tasselli e le viti puntando i primi 4 tasselli, avvitai e fin lì tutto bene. Feci per avvitare il resto e.... NON COLLIMAVANO I FORI!
Giovane ingenua (direbbe il buon Guccini) non persi la testa... tornai a far segni rossi dove spostare i tasselli.
E vai di altri fori...