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Visualizzazione post con etichetta carote. Mostra tutti i post
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martedì 17 novembre 2015
Il mio spezzatino di manzo con funghi porcini e carote, le cotture lente e il camino.
Le prime nebbie che avvolgono le cime degli alberi nei boschi attorno alla mia casetta gialla e la sera che scende prima, quasi a voler cercare la compagnia dei focolari e delle luci che filtrano dalle finestre appannate, si riflettono sul menù che propongo alla famiglia riunita.
E' la stagione delle cotture lente, dei profumi che pian piano riempiono la casa.
Da tempo desideravo acquistare una pentola di ghisa ma i costi esorbitanti di marchi famosi mi fermavano sempre. Poi una mia cara amica mi ha fatto conoscere queste pentole, senza un design d'autore, senza colori alla moda; semplici pentole di ghisa nera, da poter usare anche su fuoco diretto; prezzi contenuti e ottima resa.
Sono state mie subito, causando borbottii da parte del Martirio che mi ricordava il numero spropositato di pentole e padelle che sono stipate nella casa di campagna.
Già dai primi esperimenti ho potuto capirne il potenziale e, un sabato umido e dorato, ho deciso di provare a cucinare come facevano le nostre nonne in tempo di guerra: sul camino.
L'occasione è stato l'acquisto di un pezzo di polpa di manzo mista, ed un cartoccio di funghi porcini che mi han sedotto dai banchi del mercato.
Al calar del sole dietro il campanile del crinale di fronte alla mia finestra, ho acceso il camino, che ha una bocca molto capiente, con bei ciocchi di legna secca, ho preparato gli ingredienti ed ho cominciato la prima cottura in forno per poi spostare la pentola fumante sul focolare che brillava di braci.
Arc mi guardava con sospetto chiedendomi se non avrei rovinato la pentola nuova appoggiandola così vicino al fuoco scoppiettante e pure il Martirio sembrava perplesso.
Niente paura, non solo la pentola non ne ha affatto sofferto, ma il profumo ed i sapori di questa cottura antica, hanno rivelato un gusto che avevamo perduto.
A fatica sono riuscita a trattenere i miei due curiosissimi XY, tanto che al pranzo della domenica, contrariamente al solito, si sono presentati al desco senza bisogno di insistenze da parte mia.
In tavola uno spezzatino che ha fatto esclamare al Martirio : *Mai mangiato uno spezzatino così buono!*.
Arc? Lui non parlava nemmeno e, pur non amando eccessivamente i piatti in umido, ha persino chiesto due volte il bis.
Per farla breve, ho ordinato un'altra pentola uguale per Milano perché il Martirio si rifiuta categoricamente di far il pendolare-con-pentola. Peccato solo che a Milano il camino non ce l'ho e che mi potrò accontentare di una cottura lenta in forno...
SPEZZATINO DI MANZO CON FUNGHI PORCINI E CAROTE COTTO NEL CAMINO.
Tagliate a tocchetti non troppo grossi la carne ed infarinatela leggermente.
Fate rinvenire i funghi secchi in una tazza di acqua calda e lavateli per eliminare eventuali residui di terra.
Tritate il lardo e mettetelo nella pentola con le carote ed il sedano tagliati a tocchetti non troppo piccoli, i due cucchiai di olio EVO e i funghi porcini freschi puliti e tagliati a pezzettoni.
Quando il lardo si sarà sciolto e le verdure cominceranno a soffriggere, aggiungete i funghi porcini e i pezzetti di carne che farete sbianchire per 5 minuti.
Sfumate con la Barbera e, quando si sarà ritirato il sughetto (ci vorranno circa 10 minuti a fuoco vivo) aggiungete la foglia di alloro, i pomodori pelati e i funghi secchi tritati grossolanamente.
Aggiungete pepe macinato fresco, e portate a bollore.
Accendete il forno e portatelo ad una temperatura di 120°C. Chiudete il coperchio della pentola e mettetela in forno a continuare la cottura per 45 minuti circa.
Spostate la pentola sopra le braci del camino e continuate la cottura per altri 45 minuti (attenzione, con quantitativi di carne più grossi i tempi di cottura si allungheranno).
Aggiustate di sale e lasciate sulle braci per altri 5 minuti.
Servite con una polenta, del riso pilaf o delle patate lessate.
Qualora non aveste un camino dove cuocere lo spezzatino, continuate la cottura per lo stesso tempo nel forno. Il sapore ed il profumo saranno lo stesso intensi.
giovedì 9 aprile 2015
Fantozzi, il Venerdì di passione e uno spezzatino di capriolo da URLO!
Arrivare a destinazione e scoprire che..... Fantozzi non è nessuno!
Cominciare con lo scoprire di non avere le chiavi della cantina (dimenticate a Milano dal Martirio) dove, è risaputo, c'è il rubinetto centrale dell'acqua.... chiuso.
Scoprire che l'impeto del vento dei giorni precedenti aveva fatto letteralmente *volare via* i colmi dei tetto rifatto dal Martirio e dalla sottoscritta ben 15 anni fa (e mai cementati dal Martirio).
Scoprire che: il Martirio aveva perso le UNICHE chiavi del lucchetto che chiudeva la porta del fienile; che il flessibile che sarebbe servito a tagliare la catena era spirato tra le mani del Martirio; che la scala allungabile del Martirio era rimasta a Milano nell'Atelier....
Come preambolo niente male, direi!
Niente male come il rosario recitato tra i denti dal Martirio, che ha fatto pronunziare una sequenza abbastanza lunga di ora-pro-nobis a me ed alla Suocera (per onorare questo venerdì di passione).
Tornare a Milano non era la soluzione, visto che l'indomani doveva arrivare il tavolo da ping-pong regalo per il cinquantesimo compleanno dell'orante....
Improvvisamente, mosso dalle orazioni, Highlander (mio ultimo neurone) si è animato e ricordato che i nostri amici di Vallemosso avevano forse una chiave della cantina.
Telefonata concitata e: miracolo! La nostra angelica amica ci ha salvati dal rifornirci di acqua alla fontana di pietra, con i secchi...
Emergenza idrica rientrata.
Il tetto rimaneva un'altra emergenza, avvicinandosi nuvole grigie che non promettevano nulla di buono.
Il flessibile diede un gemito....e smise di funzionare. Il lucchetto restava al suo posto. I colmi no.
Corsa al paese sotto per recuperare il primo flessibile cinese per poter finalmente entrare nel fienile. Flessibili cinesi finiti. Unico flessibile un AEG che costava quanto una casseruola Creuset ... quella grande.(inutile dire che abbiamo un nuovo flessibile e non la casseruola).
Si rientra, si taglia il lucchetto, si recupera una scala dal vicino.
Troppo corta, mancavano una cinquantina di cm. per poterla *puntare* alla trave e riuscire a raggiungere i punto scoperchiato.
Recuperiamo un tavolo, delle assi da ponteggio ma non la pazienza (l'eco degli ora-pro-nobis si rincorre ancora per le valli).
Martirio legava la scala, si assicurava in vita con una corda da scalatore e la cintura di sicurezza e, tra un Santo e l'altro, recuperava colmi, sostituiva quello rotto, e chiudeva (finalmente) il vuoto.
A cementarli ci penseremo uno dei prossimi sabati (si accettano scommesse circa l'anno in cui cadrà *quel* sabato....)
Bene. Non restava che cucinare per scacciare il senso di disagio iniziale.
Visto le nuvole grigie incombenti e le temperature per niente primaverili, ho pensato di mettere a marinare il capriolo acquistato dal mitico macellaio del paese vicino, per imbandire la tavola di un Sabato di Pasqua decisamente di sapore montano.
SPEZZATINO DI CAPRIOLO CON CAROTE, PISELLI E PATATE.
Mettete la carne di capriolo in una ciotola capiente, aggiungete 1 rametto di rosmarino, salvia, alloro e ginepro (le bacche leggermente schiacciate perchè insaporiscano meglio la marinata) copritela con il vino e lasciatela marinare coperta in luogo fresco tutta la notte.
L'indomani toglietela dalla marinata (che non riutilizzerete), asciugatela, tagliatela a piccoli bocconcini ed infarinatela.
Preparate una brunoise con una carota, la cipolla, il sedano. Versate l'olio EVO in una casseruola a bordi alti (meglio se di ghisa o di terracotta) e fatela rosolare senza che prenda troppo colore.Aggiungete i pezzetti di carne e fate rosolare a fiamma bassa. Bagnate con del vino rosso (io Barbera) e aggiungete del brodo, il cucchiaino di estratto di pomodoro. Incoperchiate e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per almeno 1 ora.
Tagliate le carote e le patate a pezzi grossi. Scottate i piselli in acqua salata bollente per 5 minuti.
Dopo 1 ora di cottura dello spezzatino, aggiungete le carote e continuate a far cuocere per 30 minuti coperto. Poi aggiungete le patate ed il rametto di rosmarino e lasciate cuocere per un'altra ora a fuoco bassissimo.
Aggiungete i piselli, pepe e noce moscata a vostro gusto, e finite di
cuocere per un'altra mezz'ora.
cuocere per un'altra mezz'ora.
martedì 14 gennaio 2014
Dar da mangiare agli *affamati*..... e il primo spezzatino per l'MTC!
Gennaio.
Si riprende (o meglio) chi è riuscito ad avere una pausa dalla frenesia del periodo natalizio, riprende. Chi, invece, come me non ha staccato mai.... si trova di nuovo in corsa. Casa, scuola, lavoro, impegni sportivi... insomma:la solita minestra.
Unica cosa positiva: RICOMINCIA L'MTCHALLENGE!
Questo mese poi è una sfida che mi piace proprio: LO SPEZZATINO delle Sorelle Calugi di La cucina spontanea!
Semplice. Tradizionale. Toscano.
Semplice. Tradizionale. Toscano.
Quando ho letto la ricetta della sfida ho tirato un sospiro di sollievo e sono corsa a comunicarlo al Martirio.
Risposta: *Finalmente qualcosa che mangio!*
Risposta: *Finalmente qualcosa che mangio!*
Mi premuro di tranquillizzare i lettori.
Non ha MAI saltato un pasto! Ha sempre pulito i piatti pur mugugnando che non faccio mai nulla che piaccia a lui ma che ormai cucino solo per il blog.
Non ha MAI saltato un pasto! Ha sempre pulito i piatti pur mugugnando che non faccio mai nulla che piaccia a lui ma che ormai cucino solo per il blog.
Tranquilli. Ho contato fino a 1000, preso un bel respiro e l'ho lasciato alle sue convinzioni.
La sfida sta nel variare la ricetta principale e le regole impongono una cottura lenta...
Così, ho cominciato con il pensare di rifare questo spezzatino, mio cavallo di battaglia che mi ha risolto più di una cena.
Poi mi riguardo le regole e... NON cuoce con la verdura!
Quando finalmente decido come perfezionare la ricetta per non finire fuori gara... ho finito il pepe rosa!
Gravissimo!!!! Soprattutto se lo spezzatino è alla panna e pepe rosa.
Quattro supermercati ho girato, prima di trovare *per miracolo* un vasetto di pepe rosa in salamoia.
La carne l'ho presa nella solita macelleria dove il macellaio di fiducia ha voluto sapere per cosa volevo il fusello di vitello. Non per curiosità (come dice lui) ma perchè lo riconcilio con il suo mestiere, a suo dire, comprando carne per *cucinare*. Quindi, mentre una signora cinese acquistava due chili di ali di pollo (sono dovuti andare a prendergliele nei frigoriferi che fungono da magazzino), io spiegavo come volevo cucinare lo spezzatino.
Dite che se gliene portassi una porzione, forse potrei ottenere uno sconto?
Poi ho pensato a che pane accompagnarlo e, mentre ci pensavo, ho scoperto di avere avuto un invito a Genova per la presentazione di un libro sulla focaccia.
FOCACCIA! Ma quella genovese poteva sembrare una *lisciata* alle giudici Zeneisi.... e quindi: scura, ai cereali, come questa.
Per giunta è una delle merende preferite di Arc, che ho dovuto tener lontano dalla produzione, e che ha implorato l'assaggio per tutto il pomeriggio.
Alla fine l'assaggio da parte del povero Martirio affamato da Mtc e da blog.
Com'è andata? Ho chiesto un voto all'affamato ed è stato un OTTO... detto ovviamente mentre puliva il fondo del tegame con l'ultimo pezzo di focaccia sottratto di nascosto a suo figlio.
Quindi, care le mie sorelle Calugi, vi propongo senza indugi....
SPEZZATINO DI VITELLO CON CAROTE, PANNA E PEPE ROSA.
Ingredienti per lo spezzatino:
(dosi per 4 persone)
400 g di fusello di vitello
150 ml di panna fresca
50 g di pancetta tesa
3 carote grosse
3 cucchiaini di pepe rosa (io in salamoia, lavato sotto acqua corrente)
5 cucchiai di farina 00 (per infarinare la carne)
1 mestolo di brodo di verdura caldo
2 cucchiai di olio EVO
1 bicchierino di Brandy
sale q.b.
Far rosolare in un tegame di coccio, la pancetta tagliata a piccoli quadratini, con 2 cucchiai di olio EVO.
Quando sarà croccante, levarlo dalla padella e tenerlo da parte (io l'ho usato assieme alle patate saltate che ho servito assieme allo spezzatino)
Tagliare il fusello a bocconcini di 2/3 cm di spessore. Infarinare i bocconcini e metterli a rosolare nel tegame da dove avete tolto la pancetta rosolata.
Quando si sarà formata una crosticina dorata, sfumare i bocconcini con il bicchierino di Brandy.
Pelare e tagliare le carote a grossi pezzi.
Appena evaporato, aggiungere 1 mestolo (scarso) di brodo di verdura, le carote a pezzettoni, abbassare la fiamma e far cuocere per 45 minuti coperto.
Scoprire il tegame e, se l'intingolo è ancora molto liquido, cuocere ancora per 15 minuti scoperto.
Aggiungere il pepe rosa e la panna e cuocere a fuoco bassissimo per 60 minuti (se i bocconcini sono piccoli, anche 40 minuti) senza coperchio avendo cura di mescolare spesso (tende ad attaccare al tegame).
Aggiustare di sale (assaggiate prima se avete utilizzato il pepe rosa in salamoia!).
Servire caldo. Io l'ho accompagnato con patate scottate e saltate in padella con Olio EVO, pangrattato e la pancetta croccante tenuta da parte.
FOCACCIA AI SETTE CEREALI
Con questa ricetta partecipo alla 35a edizione di MTCHALLENGE
La sfida sta nel variare la ricetta principale e le regole impongono una cottura lenta...
Così, ho cominciato con il pensare di rifare questo spezzatino, mio cavallo di battaglia che mi ha risolto più di una cena.
Poi mi riguardo le regole e... NON cuoce con la verdura!
Quando finalmente decido come perfezionare la ricetta per non finire fuori gara... ho finito il pepe rosa!
Gravissimo!!!! Soprattutto se lo spezzatino è alla panna e pepe rosa.
Quattro supermercati ho girato, prima di trovare *per miracolo* un vasetto di pepe rosa in salamoia.
La carne l'ho presa nella solita macelleria dove il macellaio di fiducia ha voluto sapere per cosa volevo il fusello di vitello. Non per curiosità (come dice lui) ma perchè lo riconcilio con il suo mestiere, a suo dire, comprando carne per *cucinare*. Quindi, mentre una signora cinese acquistava due chili di ali di pollo (sono dovuti andare a prendergliele nei frigoriferi che fungono da magazzino), io spiegavo come volevo cucinare lo spezzatino.
Dite che se gliene portassi una porzione, forse potrei ottenere uno sconto?
Poi ho pensato a che pane accompagnarlo e, mentre ci pensavo, ho scoperto di avere avuto un invito a Genova per la presentazione di un libro sulla focaccia.
FOCACCIA! Ma quella genovese poteva sembrare una *lisciata* alle giudici Zeneisi.... e quindi: scura, ai cereali, come questa.
Per giunta è una delle merende preferite di Arc, che ho dovuto tener lontano dalla produzione, e che ha implorato l'assaggio per tutto il pomeriggio.
Alla fine l'assaggio da parte del povero Martirio affamato da Mtc e da blog.
Com'è andata? Ho chiesto un voto all'affamato ed è stato un OTTO... detto ovviamente mentre puliva il fondo del tegame con l'ultimo pezzo di focaccia sottratto di nascosto a suo figlio.
Quindi, care le mie sorelle Calugi, vi propongo senza indugi....
SPEZZATINO DI VITELLO CON CAROTE, PANNA E PEPE ROSA.
Ingredienti per lo spezzatino:
(dosi per 4 persone)
400 g di fusello di vitello
150 ml di panna fresca
50 g di pancetta tesa
3 carote grosse
3 cucchiaini di pepe rosa (io in salamoia, lavato sotto acqua corrente)
5 cucchiai di farina 00 (per infarinare la carne)
1 mestolo di brodo di verdura caldo
2 cucchiai di olio EVO
1 bicchierino di Brandy
sale q.b.
Far rosolare in un tegame di coccio, la pancetta tagliata a piccoli quadratini, con 2 cucchiai di olio EVO.
Quando sarà croccante, levarlo dalla padella e tenerlo da parte (io l'ho usato assieme alle patate saltate che ho servito assieme allo spezzatino)
Tagliare il fusello a bocconcini di 2/3 cm di spessore. Infarinare i bocconcini e metterli a rosolare nel tegame da dove avete tolto la pancetta rosolata.
Quando si sarà formata una crosticina dorata, sfumare i bocconcini con il bicchierino di Brandy.
Pelare e tagliare le carote a grossi pezzi.
Appena evaporato, aggiungere 1 mestolo (scarso) di brodo di verdura, le carote a pezzettoni, abbassare la fiamma e far cuocere per 45 minuti coperto.
Scoprire il tegame e, se l'intingolo è ancora molto liquido, cuocere ancora per 15 minuti scoperto.
Aggiungere il pepe rosa e la panna e cuocere a fuoco bassissimo per 60 minuti (se i bocconcini sono piccoli, anche 40 minuti) senza coperchio avendo cura di mescolare spesso (tende ad attaccare al tegame).
Aggiustare di sale (assaggiate prima se avete utilizzato il pepe rosa in salamoia!).
Servire caldo. Io l'ho accompagnato con patate scottate e saltate in padella con Olio EVO, pangrattato e la pancetta croccante tenuta da parte.
FOCACCIA AI SETTE CEREALI
Ingredienti per una teglia grande e una media.
500 gr. farina di cereali mista (io ai 7 cereali)
400 gr. di acqua tiepida
50 gr. di lievito madre secco (o 6 gr. di lievito di birra)
2 cucchiai di olio EVO per l'impasto
1 cucchiaino di malto d'orzo (o di miele)
1/2 cucchiaio di sale fino (scarso)
1 cucchiaio di sale grosso
Per la salamoia:
50gr. di acqua
50gr. di olio EVO
In una ciotola sciogliere il lievito con il cucchiaino di malto e l'acqua. Coprire la ciotola e lasciar attivare il lievito per 15 minuti circa.
Setacciare la farina nella ciotola dell'impastatrice.
Montare la foglia a K e, mentre gira, al minimo, versare lentamente il liquido e far amalgamare bene. Quando si staccherà dalla parete della ciotola montare il gancio e continuare a lavorare per 10 minuti. Aggiungere i 2 cucchiai di olio EVO, il sale e i semi di girasole. Continuare a lavorare per 10 minuti a media velocità e per altrettanti al massimo della velocità (a questo punto l'impasto sarà liscio, ed incordato).
Infarinare l'asse di legno, togliere l'impasto dall'impastatrice e dar due pieghe in un senso e due nel senso opposto.
Oliare una ciotola ampia, riporvi la palla dell'impasto con la chiusura delle pieghe in basso. Incidere una croce e coprire con la pellicola.
Lasciare a lievitare in frigorifero almeno 6 ore (io tutta una notte).
Dopo il riposo togliere dal frigorifero e lasciare a temperatura ambiente per 1 ora.
Sgonfiare l'impasto sull'asse infarinata, dividerlo in due pezzi da 1/3 e 2/3.
Stendere l'impasto nelle teglie oleate e lasciar lievitare coperti da un canovaccio per 1 ora circa (dipende dalla temperatura.. in inverno anche 1 ora e mezza).
Accendere il forno a 220°.
Finita la seconda lievitazione, creare con le dita le fossette nella superficie della focaccia e distribuire i semi di zucca. Creare una emulsione con acqua, sale grosso e olio EVO e distribuirla su tutta la superficie della focaccia.
Abbassare il forno a 200° e infornare per 15 minuti circa a metà altezza. Curare a vista. Togliere dal forno quando sarà evaporata la salamoia e scurita la superficie.
Far raffreddare e tagliare a piacere.
Si conserva anche nel congelatore. Far scongelare in frigorifero oppure a temperatura ambiente.
Con questa ricetta partecipo alla 35a edizione di MTCHALLENGE
lunedì 4 giugno 2012
I MIEI SPAGHETTI CINESI!
Mamma! ....
Mammaa!!..
Maammaa!!!
Ecco che questa escalation di frequenze nella pronuncia della *prima parola bella* (come si diceva quando ero piccola io. :-) ) da parte dei nostri figli fa crescere il senso di voglia di *pari opportunità*!
Spiego.
Di solito questo crescendo (in tono e acuti) avviene in momenti decisamente topici. Andiamo dalla doccia mattutina con i secondi contati (mentre spalmi il dentifricio direttamente sui denti sorridendo sotto il soffione... così fai prima che tanto grande lo volevi per questo... il soffione) , per passare per la *scolata* di pasta che se passa di cottura ti rinfacciano per tutta la vita(tze... e saresti una fudbloggher!) o per quando il Martirio aspetta in box inca@@ato perchè sei in ritardo e tu è mezz'ora che sudi come un cammello vestita davanti la porta e Arc non arriva...
E' qui che ti chiedi: ma Paapààààààà!!!!! mai?!
L'aveva imparata, quello te lo ricordi perchè la confondevi spesso con Papa ma ti faceva strano, o con pappa e quindi giù cucchiaini di frutta grattugiata (e ti chiedi perchè non apprezza particolarmente le pere....!:-/)
Oggi la cantilena la sta intonando proprio mentre cerco di mettere via la spesa, raccogliere i panni, dare le crocche alla Gatta e mettere in tavola qualcosa (in ordine sparso, ma indicativamente questo sto facendo) ... volevo cucinare gli *spaghetti cinesi* che fanno contenti tutti e piacciono tanto ma... devo controllare gli ingredienti.
- Maammaa!!! (Eccolo che arriva!)
- Dimmi Arc!
- E' tanto che non fai gli spaghetti cinesi...
Appunto!
I MIEI SPAGHETTI DI SOIA CON VITELLO E VERDURE.
PICCOLA Premessa: questa ricetta è il frutto di anni di piccole sperimentazioni fatte dalla sottoscritta con la collaborazione del Martirio (passiva... apriva la bocca ed ingurgitava... poi criticava). NON è la vera ed indiscussa ricetta degli spaghetti di soia... ma, secondo me, regge bene il confronto.
Ingredienti:
gr. 150 di spaghetti di soia (3 matassine secche di quelle comprate da Kathay)
gr. 400 di fesa di vitello tagliata a macchina (sottile)
1 carota grande
1 zucchina grande
1 manciata di fagiolini già lessati (ma croccanti!)
1/2 porro piccolo
1 cipolla rossa piccola
1 spicchio di aglio
1 manciata di prezzemolo fresco
50 gr. di germogli di soia freschi
1 estratto di carne (in alternativa 1/2 dado)
salsa di soia
olio EVO
Tagliare sottilmente (io uso il pelapatate oppure la mandolina) la carota, la zucchina.
Affettare la cipolla rossa, il porro.
Tritare l'aglio e metterlo nel wok con 2 o 3 cucchiai di olio EVO scaldandolo senza farlo brunire.
Aggiungere la verdura affettata e saltare continuando a mescolare per 4/5 minuti.
Unire la carne tagliata a listarelle (mezzo cm. di larghezza) e farla *sbianchire*. Aggiungere mezzo cucchiaio di estratto di carne casalingo (o mezzo dado) e continuare a cuocere mescolando (se siete capaci ... fate *saltare*). Aggiungere gli spaghetti e 2 bicchieri d'acqua calda 3/4 cucchiai di salsa di soia (attenzione, è salata, prima di aggiungerla tutta assaggiate!), abbassare il fuoco e cuocere coperti mescolando spesso.
Gli spaghetti assorbono molto liquido per cui fare attenzione a non far asciugare troppo il tutto.
Quando gli spaghetti risulteranno trasparenti, ma morbidi, aggiungere i germogli di soia e proseguire fino a cottura ultimata. Spegnere la fiamma e coprire con un coperchio.
Tritare finemente il prezzemolo e usarlo per guarnire al momento di servirli.
Servire in tavola con la salsa di soia a disposizione dei commensali per *correggere* secondo il gusto.
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