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Visualizzazione post con etichetta primi piatti. Mostra tutti i post
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sabato 18 febbraio 2023

CALAMARATA A MODO MIO ED IL MIO RAPPORTO CON LA TECNOLOGIA.

 


Io e la tecnologia siamo incompatibili. 

Ci provo ad essere tecnologica ma, nel momento cruciale, devo chiedere aiuto. A chi chiedere se non all'adolescente di casa, quello nato e cresciuto con il digitale: ed Arc qui mi supporta sì ma mi fa sentire un incapace.

Condendo i suoi suggerimenti con frasi del tipo: "Dammi qua che faccio prima a farlo io..." oppure "Ma come si fa a non capire...". Il risultato è che la mia autostima cala, e di molto.

venerdì 22 gennaio 2021

Il tempo ritrovato ed i miei spaghetti al sugo di carne e pioppini



Il bello di poter decidere (FINALMENTE!) del mio tempo, è anche potersi organizzare per fare le compere al mercato del Mercoledì, senza sacrificare la pausa pranzo e tirarsi il collo per rientrare in tempo. 

E' così che posso procedere con un passo che non sia da bersagliere e mi posso concedere pure di dilungarmi a conversare con la titolare del banco del Pane (dove compro sempre un pezzo di pane cotto a legna che fa resuscitare!) che si è accorta che ho "cambiato orario" e che non sono più trafelata quando arrivo da lei.

Poi potrei anche attardarmi sui banchi di abbigliamento, se non fosse che siamo in zona Rossa e non possono vendere 😕.

domenica 24 settembre 2017

Trofie con vongole e pesto perché a volte succede ed é #MTC N.67


A volte succede. 
Succede che per colpa di una casa al mare, ti trovi coinvolta nuovamente in una sfida di cucina.
Sfida. 
Non sfiga. 
Avete capito bene. 
Anche se a pensarci bene... la sfiga è quella di non sapere se poi riuscirò a mantenerne il ritmo, che prevede di saltare solo due appuntamenti all'anno e con gli impegni vari di lavoro-scuola-circolo-anziani ultimamente è già "tanta roba" il pubblicare un paio di volte al mese.
Dicevo: a volte succede.
Succede che ho trovato una condomina che ha una casa letteralmente piena (e piena, credetemi, è un eufemismo!) di libri di ogni genere.
Anche di cucina.
Anche di cucina ligure e, precisamente: LA MENSA DEI LIGURI di Paolo Lingua, che ho appena iniziato a leggere ma sono già arrivata al pesto.
Pesto. Peccato non avere il basilico ligure. Quello che sa veramente di basilico e non di menta.

lunedì 31 luglio 2017

Bucatini con cipolla di Acquaviva e briciole di pane e una faticosa mattina di vacanza


Non ho voglia.
Sono in ferie ed alzarmi presto per andare a camminare non rientra nei passatempi preferiti. Anzi (diciamocelo) al solo pensiero mi girano proprio le balle!
Poi, mentre tengo ostinatamente gli occhi chiusi nel vano tentativo di ripiombare in un un sonno pesante, mi ritorna la mia immagine riflessa dallo specchio mentre ieri mi preparavo per andare in spiaggia.
Costume intero (perché non solo non ho più l’età ma nemmeno il fisico per il bikini) cappello di paglia perché il sole mi fa venire l’emicrania, un cafkano larghissimo per camuffare le forme...
Cacchio!! Accidenti a chi ha inventato gli specchi ed accidenti pure al Martirio che continua ad insistere con devi-fare-movimento ... Accidenti!
Mi alzo. Capelli in piedi, occhi ancora gonfi di sonno.
Infilo una tuta leggera che (non so proprio perché) ho infilato in valigia prima di partire. Canottiera colorata coordinata (perché quando ce vò... ce vò), calzoncini alla zuava di maglina che accentuano maledettamente le graziose rotondità segnate dagli elastici delle mutande (per un attimo – un attimo solo – ho pensato di non metterle ma sono di una generazione che le usa, contenitive magari, ma le usa ancora).
Un paio di scarpe da tennis comode; cellulare; fazzoletti di carta; chiavi di casa; il tutto incastrato in una specie di borsello di tela impermeabile (perché portarmi uno zaino vorrebbe dire riempirlo di altre cianfrusaglie che potrebbero-servire e finirei per usare il trolley...)
Il Martirio che si rassegna ad accompagnarmi e non so ancora se per verificare che non debba schiattare sul percorso o se per verificare che non mi sieda sulla panca del forno in piazza mentendo poi spudoratamente sul percorso effettuato.
Usciamo dal portone e ci avviamo verso la passeggiata sul mare. Che poi, a dirla tutta, è la Via Aurelia dove le macchine, in settimana, sono pochine ed i gas di scarico vengono compensati dal mare che scorre sotto e ti da l’idea di respirare iodio e non piombo.
Abbiamo portato con noi gli asciugamani da mettere in spiaggia per ritagliarci tre posti decenti sui ciotoli della spiaggia libera.
Non siamo i soli deficienti in giro a quest’ora. Ci sono già i pescatori che vanno a riprendere le reti e qualche nonno che sta cominciando a piantare l’ombrellone in spiaggia (sempre per guadagnare un posto prima dell’assalto degli altri bagnanti).
Su quella striscia di marciapiede che collega Noli a Spotorno e più  in là a Savona, ci sono tanti personaggi che si incontrano.
Ci sono le due strafighe che se la tirano nei loro completini aderentissimi con pantaloncini neri lucidi e magliette fluorescenti di un rosa innaturale. Proseguono correndo con lo sguardo perso verso un orizzonte indefinito, sguardo da guardate-che-passiamo-noi, non sudano, sono magre da far spavento e la bottiglietta di acqua naturale sarà la loro colazione.
C’è il tipo figo, anche lui super accessoriato, con scarpe hi-tech e gli auricolari incastrati nelle orecchie e un sorriso che esce solo quando incontra le strafighe di prima. Viaggia in senso opposto e punta verso Savona doppiandoci e scansandoci perché gli siamo d’intralcio. Il tutto senza perdere il ritmo della corsa.
Ci sono i pensionati con il cane al guinzaglio. Canottiera della bocciofila; pantalone di maglina che potrebbe essere tranquillamente quello del pigiama; borsello a tracolla (cacchio! Come il mio! Domani non lo porto) ed il cane che ha un’aria confusa ma cammina ... cercherebbe un albero volentieri ma in quel tratto non ce ne sono...
Poi ci sono le due signore attempate (più di me!) che camminano bardate in tuta con i telefonini in mano e, mentre procedono a passo spedito stanno spettegolando della tizia che era col tizio ed ora ne ha un altro ma-come-fa-alla-sua-età-a-non-mettere-la-testa-a-posto. Se le incontri per due o tre volte di seguito riesci a seguire tutta la telenovela...
C’è la signora solitaria che passa correndo a passettini brevi, fa un tragitto simile al nostro ma in senso inverso perché al ritorno la troviamo che rientra in direzione Spotorno.
Ci sono due altre signore con tanto di borsetta sulla spalla, scarpe da tennis sotto due grembiuli di lino colorato. Potresti incontrarle tranquillamente in coda dal fornaio o al supermercato. Non tentano nemmeno di “tirarsela”. Camminano, chiacchierando amabilmente mentre io con il Martirio riesco a malapena a scambiare monosillabi (al massimo qualche grugnito). Non ho ancora capito se si vergogna di farsi vedere assieme a questa pazza in bermuda aderenti-suo-malgrado o se sta risparmiando fiato per eventuale rianimazione se dovessi schiattare.

Cammino velocemente (o meglio arranco) sul tratto che porta al paese vicino e, pur non essendo un tratto troppo lungo, ho tutto il tempo per confermare che mi girano le balle. E ho pure fame, visto che la colazione la farò al ritorno (sempreché sopravviva!).

Per fortuna il mare e la luce che riflette, rallenta un poco tale movimento rotatorio e (dopotutto) non è poi così male fare due passi di mattina.



Finalmente il cartello Spotorno.

Dietrofront e si torna. Il paese si è rianimato e la colazione è un premio per questo inizio di giornata che sa un po’ di ora-d’aria.


Intanto si ho pensato al pranzo di oggi. Una pasta. Ecchecavolo: devo pur nutrire questo corpo d’atleta anche se sono cominciate le vacanze!




BUCATINI CON CIPOLLA DI ACQUAVIVA E BRICIOLE DI PANE






Mettete a bollire una pentola con abbondante acqua salata.
Tritate finemente in un cutter salvia e rosmarino ed unitela all'olio in una ciotolina.
Grattugiate grossolanamente il pane raffermo.
Tritate sottilmente la cipolla di Acquaviva e fatela imbiondire in una padella con metà dell'olio EVO.


Quando comincerà a dorare toglietela dalla padella e fate dorare il pane grattugiato con il rimanente olio.

Gettate i bucatini e fateli cuocere per 7 minuti. Scolateli al dente e fateli saltare nella padella con cipolle e pangrattato.



Servire calda.

domenica 16 luglio 2017

CREPES AL FORNO CON PRESCINSEUA,RICOTTA, ZUCCHINE E PESTO PER FESTEGGIARE UN MESE DALL'USCITA DI UN NUOVO LIBRO.





Una ricetta per festeggiare un "mesiversario".
Si: un mese è passato. Anzi: ad essere precise un mese e 4 giorni dalla pubblicazione del sesto libro della raccolta MTC.


Elegante, pieno di suggerimenti su variazioni o preparazioni simili alle crepes è l'ennesimo fiore all'occhiello di quella community di Mtchallenge che continua a proporre raccolte di ricette alla portata di tutti, semplici e (soprattutto) che riescono sempre!
Il tutto ha origine da un gioco, una passione e non si conclude sugli scaffali di una libreria ma continua con un fine buono


Crepe is the New Black sostiene i nostri amici di Piazza del Mestieri, di Torino e di Catania: se volete contribuire con una donazione liberale (deducibile dalle tasse), qui trovate tutti i riferimenti, in attesa di qualche prossimo progetto sul territorio, assieme ai ragazzi e ai loro insegnanti.
Non è una ricetta del libro ma uno spunto preso da questo libro.
Immaginatevi una serata calda di questo torrido inizio estate. 
Immaginate una serata di un giorno di ferie trascorsa sdraiata su una spiaggia di ciotoli, fino a che l'ombra del campanile della Cattedrale di Noli si è allungata a coprire il sole.
Una coppia di ex colleghi ed amici, una cena in terrazzo e tante chiacchiere.
Un primo piatto leggero e dai sapori liguri (anche se so che i miei amici liguri D.O.C.G. rabbrividiranno al pensiero di far cuocere in forno il pesto) ed un po' di fantasia.
Un esperimento decisamente riuscito e che ripeterò presto complice il fatto che i fine settimane al mare continuano e che occasioni per stare in compagnia a pranzo ed a cena continuano a presentarsi.
Tra gli ingredienti un formaggio che trovo solo in liguria (la prescinseua) e che posso pensare a sostituire con uno stracchino dolce o con una robiola mescolata ad uno stracchino. Il pesto, salsa sublime da foglie di un basilico profumato come solo in Liguria si trova.
Ed eccole le mie

CREPES AL FORNO CON PRESCINSEUA, RICOTTA, ZUCCHINE E PESTO


Preparate 12 crepes come da ricetta indicata qui.


Lavate e grattugiate le zucchine. Fatele saltare in una padella con lo scalogno tritato, 2 cucchiai di olio EVO, sale e pepe sino a che cominceranno ad ammorbidirsi (ma non a spappolarsi).

In una terrina mescolate la prescinseua, il pesto e la ricotta. Aggiustate di sale.


Ungete una pirofila resistente al forno, adagiatevi uno strato di crepes. Spalmate qualche cucchiaiata di composto facendone uno strato sottile. Cospargete la superficie con qualche cucchiaiata di zucchine ed una spolverata abbondante di parmigiano grattugiato. 

Continuate adagiandovi un altro strato di crepes, di formaggio aromatizzato, di zucchine e di parmigiano formando almeno 5/6 strati. Terminate con il composto di formaggio, una spolverata di parmigiano grattugiato guarnendo poi con alcune foglie di basilico ed i fiocchetti di burro.

Infornate a 170°C per 30 minuti circa (sino a che si formerà una crosticina dorata).


Servire calde. 

mercoledì 31 maggio 2017

Fusilli con sugo d'agnello al mirto e sue bacche, pomodorini secchi e loro polvere



Ecco un'altra ricetta "ripescata" dal contest farlocco che mi spiaceva perdere. 
Questa volta si parla della Sardegna.
Per me Sardegna vuol dire carne d'agnello, vuol dire profumo di mirto, sapori e profumi che io amo tantissimo.
L'agnello, a dire la verità, non è molto amato in casa mia ma, questa volta, ho deciso di proporlo nel sugo di questa pasta e, a dirla tutta, ho sbagliato una sola cosa: la quantità!
Finito il primo piatto, tutti e due i miei XY mi hanno chiesto il bis ma...di sugo non ne avevo più. 
Inutile dirvi che ho dovuto provvedere a nuovo acquisto di carne di agnello e a rifare "l'esperimento". 
I Fusilli sono un formato che rende bene con questo sugo e, anche se non "entrava" nelle scanalature della pasta,  i sapori dell'anima Sarda si sentivano tutti.

mercoledì 24 maggio 2017

Pennette al ragù di cicerchie e fave con peperoni grigliati ed il contest farlocco


C'era una volta un Contest dove, oltre a far pubblicità ad un produttore di pasta, si esaltavano le eccellenze Italiane.
Purtroppo il Contest era "farlocco" e dopo tanto lavoro mio e di altri blogger, tanti mesi ad aspettare un esito ed il vuoto cosmico di fronte, puuuuf! Tutto svanito, avevano scherzato.
A parte l'arrabbiatura di tutti quanti, e la diffida ad utilizzare le nostre ricette per scopi promozionali "social" e non dell'azienda, ci restano tante belle ricette che non è giusto togliere dai nostri blog. 
Da sempre sulla nostra tavola, la pasta è uno degli alimenti più versatili per gli abbinamenti, anche se spesso ci limitiamo a portarla in tavola con un sugo di pomodoro, un ragù di carne, in modo classico insomma.
Pensando ad una Regione alla quale abbinare una ricetta di pasta, la Basilicata

giovedì 4 maggio 2017

Un timballo di rigatoni speck e scamorza e gli anni di Flashdance.



Una sera ti trovi spalmata sul divano. 
Esausta dopo una giornata "in rincorsa", di quelle che speri sempre sia l'ultima giornata grigia dove ti accorgi che di sfumature di grigio ce ne sono sicuramente molte più di 50 e non necessariamente hanno a che fare con il sesso.
Con il tempo che "rema contro" e ti rovescia acqua dal cielo che nemmeno il soffione nuovo della doccia riesce a stargli dietro.
Aprile : ogni goccia un barile!
APRILE: cribbio! Non MAGGIO!!!!
La temperatura che era salita gli scorsi giorni e ti ha fatto fare il cambio degli armadi (unica stramaledetta volta che lo hai fatto prima di agosto), beh! è scesa di dieci o più gradi. 
Ti ritrovi senza un paio di scarpe da pioggia a portata di mano e l'ombrello

domenica 22 gennaio 2017

LASAGNE COSTE E FORMAGGI ED IL BLOG RIPARTE!


Si riparte con la pubblicazione delle ricette, delle storie, degli aneddoti, di parole che si rincorrono o che rincorrono ricordi e profumi che mi sono famigliari e mi piace condividere con chi mi passa a trovare tra queste pagine.
Una sosta un po' lunga questa volta. In parte dovuta allo sfacelo prodotto in famiglia dalle forme influenzali che (inutile dirlo) hanno colpito tutta la famiglia costringendoci a un Natale "a rate" e un capodanno brindando (la sottoscritta) con la Citrosodina.
Poi mi sono accorta che era sparito l'indice delle ricette e, non avendo avuto alcuna risposta dai gestori di blogger, ho dovuto reimpostare (ma quante sono!!!!!).
Ora nel sito regna un po' più di ordine ed è tutto pronto per nuove sfide, nuove ricette, nuove condivisioni.
Poi mancava l'energia per ripartire. Voglia di cucinare ne ho sempre, intendiamoci, ma la gestione del blog mi creava ultimamente più "impegno" che "godimento".
Poi, ha vinto la mia passione. Le tante (tantissime) ricette fotografate, salvate e (soprattutto) divorate dall'allegra famigliola nonché da amici che sono venuti a cena o a pranzo prima, durante o dopo queste feste.

Una di queste è stata un mio modesto tentativo di ripetere quanto avevo assaggiato in occasione di un pranzo presso una scuola di cucina dove ero stata ospite di un evento. 
Una lasagna delicata ma gratificante, che mi era rimasta nel cuore.
Quindi ho fatto alcuni tentativi e sono riuscita a riprodurne una versione molto somigliante che ha fatto la gioia dei miei commensali. Tanto da pregarmi di ripeterla alla prima occasione.

Pure il Martirio che, per considerarle "lasagne" devono contenere almeno un chilo di ragù di quello saporito e cotto lentamente, persino per lui (dicevo) sono state un bella scoperta.

Quindi eccovi la ricetta.

LASAGNE COSTE E FORMAGGI.




Lavate e mondate le coste separandone la parte bianca dalla parte verde delle foglie. 



Scottate i fusti tagliati a tocchetti della lunghezza di 2 cm circa. Scottate le foglie per un paio di minuti, scolarle e farle saltare in una padella con 1 cucchiaio di olio EVO ed uno spicchio d'aglio.


Lessate per un paio di minuti i fogli di lasagna secca. Scolateli ed appoggiateli su un panno pulito ed asciutto.

Mescolate i caprini alla ricotta.

Preparate la besciamella  facendo sciogliere il burro in un pentolino, aggiungete la farina e fate tostare qualche minuto. Aggiungete lentamente il litro di latte continuando a mescolare per non formare grumi. Portate a bollore e fate addensare. Aggiustate di sale e noce moscata.

Ungete una teglia con olio. Versate un paio di cucchiaiate del misto formaggi, un po' di bietole saltate, qualche pezzetto di gambo lessato. Aggiustate con la besciamella, una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato e coprite con i fogli di lasagna scottati e ricominciate sino alla fine degli ingredienti. 

Terminate con le lasagne, un velo di besciamella e un'abbondante spolverata di parmigiano reggiano.


Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 35/45 minuti circa, fino a che si sarà creata una crosticina sulla superficie.

Sfornate la teglia e fate riposare per 5/10 minuti prima di servire.