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Visualizzazione post con etichetta cheesecake. Mostra tutti i post
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venerdì 18 febbraio 2022

Cambio ritmo con la cheesecake al limone in scrigno di pasta fillo.



Cammino per strada. Fa freddo e pioviggina a Milano. Cammino pensosa con le mie buste della spesa in mano, nascosta dietro la mascherina FFP2 che mi scivola da dietro le orecchie e mi da la sensazione di non riuscire a respirare "aria" e che da oltre due anni ci isola da questa malattia tremenda, che ha falciato così tante vite. 

Due anni abbondanti di paura, di pericolo di contrarre un male che ancora oggi non hanno ancora completamente capito come si sviluppa e come si combatte.

Due anni che ci hanno reso distanti, diffidenti, fragili sia nel corpo che nell'anima. Praticamente come vivere intrappolati in un brutto sogno, dove cerchi di svegliarti per ritrovare la vita di sempre, la routine quotidiana fatta di tanti contatti umani ed invece ti trovi invischiato in questo mondo surreale. 

Sei tu. Sei la stessa di sempre. Ma sei in un'altra dimensione, come se vedessi la tua immagine proiettata su uno schermo del Cinema Ducale. Dove guardavi da ragazzina quei film assurdi come "Under the Dome", adesso sembra essere proiettata l'esistenza che hai vissuto in questi due ultimi anni.

giovedì 11 maggio 2017

CHEESECAKE MONOPORZIONE IN VASOCOTTURA OVVERO MI E' TORNATA LA VOGLIA DI CUCINARE


Sembra mi sia tornata la voglia di cucinare.
Quasi non ci volevo credere ma, è bastato poco!
Mi ha preso alla sprovvista mentre sfogliavo riviste di cucina per cercare un'idea per una cena con amici.
Volevo qualcosa di "diverso", qualcosa da poter preparare in anticipo perché, bene o male, le millemila cose da fare mi relegherebbero a preparare tutto solo pochi minuti prima della cena e quindi giusto un piatto di pasta e via, oppure un risotto che significherebbe non poter dare ascolto agli ospiti per seguire la cottura e la mantecatura del riso.
Ho trovato alcune idee carine e poi mi sono lasciata tentare dalla "vasocottura",
un sistema che sfrutta il fatto di cuocere tutto in porzioni singole, in un vaso di vetro da proporre ai commensali al posto del solito piatto e (cosa ancora più importante) più veloce da cucinare che con il metodo tradizionale. 
Un paio di vasetti li avevo già in casa ma mi mancavano quelli piccoli per il dolce, visto che avevo deciso di provare prima con un dolce piccolino. Al massimo, se avessi incontrato difficoltà, avrei buttato poca roba...
Quindi, approfittando del fatto che ero riuscita a convincere il Martirio a fare "l'ultimo salto all'IKEA" per gli ultimi accessori per la casetta al mare (oramai si è rassegnato, se non ci andiamo almeno ogni due settimane gli viene l'ansia), ho messo nel carrello anche tre vasetti piccolini, di quelli con l'anello di gomma, con la molletta di ferro per chiuderli. 

giovedì 19 maggio 2016

Cheesecake a freddo speziato alle mandorle e all'arancia amara ed il mantra di Arc per #MTC57


"Mamma quando mangiamo l'MTC?"
Me lo avrà ripetuto almeno 50 volte nella giornata della scorsa domenica.
Per non parlare di quante incursioni ha fatto sabato in cucina per "testare" il sapore del dolce!
Anche questa volta la sfida di MTChallenge ha colpito al cuore alla gola Arc il goloso.
Fabio e Annalù, i vincitori della sfida precedente, lanciata dal loro bellissimo blog Assaggi di Viaggio, hanno decretato l'ennesimo ritardo nell'applicazione dei dettami della dieta mia e di Arc (sì, il cucciolo ha ereditato la tendenza materna ad accumulare "rotolini"). Sappiatelo: la nostra dietologa vi ha dichiarati "fuori"!
Inutile dire che Arc ha optato per la versione dolce (sia mai!) e che la scelta di partire con la proposta "a freddo" ha destato perplessità nel cucciolo.
Il che ha portato a trovarmelo accanto durante tutta la preparazione, armato di cucchiaino per "i test sapore"... in pratica: un delirio in cucina.
La scelta degli abbinamenti è stata mia. Ho trovato, nella zona della Casetta gialla,  un produttore di formaggi e latticini veramente eccezionale. Una ricotta di pecora buona buona che mi ha "ispirata". Poi il vasetto della marmellata di arance amare e cannella e una scatola aperta (indovinate da chi?) dei biscotti allo zenzero dell'IKEA (SI, non si esce dal negozio senza una confezione di questi biscotti adorati da ARC) hanno fatto il resto.
Per renderla un pochino meno dolce ho aggirato l'ostacolo unendo il latte di mandorla e dell'essenza di mandorle.
L'abbinamento debbo dire è stato gradito anche dal Martirio che solitamente non ama i dolci troppo "dolci" e la marmellata di arance amare alla cannella (ricetta qui) hanno sposato bene il mix di sapori.
Unico difetto è stato voler inserire un disco di marmellata al centro del dolce e non farlo riposare almeno 24 ore. 

A dire il vero ha riposato tutta notte e si sarebbe dovuto sacrificare sul nostro desco durante la cena ma, vuoi per esigenze fotografiche (già faccio foto orribili di giorno: figuratevi la sera!) vuoi per il mantra di Arc, la mia pazienza non è durata a sufficienza e, al taglio (si nota anche in foto) il cuore del dolce è risultato ancora decisamente troppo morbido. 

Non ha guastato il sapore (ANZI!) ma l'effetto che avevo previsto doveva essere meno morbido e più fotogenico.

Inutile dire che Arc (e questa volta anche il Martirio) sono riconoscenti a Fabio e Annalù per il tema scelto e, a onor del vero, mi è stata richiesta anche un'altra versione "cotta" che spero di trovare il tempo di preparare per il prossimo fine settimana.

Intanto, cari istigatori a delinquere di Fabio e Annalù: beccatevi questa composizione di calorie che si depositerà tutta sui nostri rotolini...

Con questa ricetta partecipo alla sfida di #MTC57





CHEESECAKE SPEZIATO A FREDDO ALLE MANDORLE E ALL'ARANCIA AMARA.






Munitevi di 2 tortiere con la cerniera. La prima del diametro di cm. 20, la seconda leggermente più piccola (la mia di cm. 18 ma anche cm. 16 potrebbe andare bene).
Foderate il fondo della tortiera più piccola con un foglio di carta da forno e la cerniera della tortiera più grande con un foglio di acetato.


Mettete in ammollo in acqua fredda 10 g. dei fogli di colla di pesce.

Sciogliete la marmellata con 2 cucchiai di cointreau a fuoco basso, appena comincerà a sciogliersi, togliete dal fuoco e sciogliete i fogli di gelatina strizzati.


Versate un terzo della marmellata sul fondo della tortiera piccola (quello che avete ricoperto di carta da forno), battete leggermente sul fondo per livellarlo, e mettetelo a freddare. Appena freddo mettetelo in freezer per almeno 45 minuti.


Sbriciolate finemente i biscotti, fate sciogliere il burro ed aggiungetelo ai biscotti. Con questo composto riempite la tortiera più grande e formate una base di circa mezzo centimetro. Fate riposare in frigorifero per almeno 20 minuti.


Mettete in ammollo in acqua fredda i restanti 10 g di fogli di colla di pesce. Passate al setaccio fine la ricotta di pecora, aromatizzatela con l'essenza di mandorla e montate la panna.



Scaldate il latte di mandorla togliendolo dal fuoco prima che inizi a fremere.
Sciogliete la colla di pesce (strizzata bene) nel latte di mandorla, fate raffreddare e aggiungetela alla ricotta setacciata.


Aggiungete delicatamente la panna montata alla ricotta mescolando dal basso verso l'alto.




Versate metà del composto nella tortiera dove avete preparato la base con i biscotti ed il burro (a questo punto si sarà solidificata). Su questo strato di composto appoggiate il disco di marmellata che avrete tolto dalla tortiera nel freezer, cercando di lasciare uno spazio tra il disco e la cerniera.


Coprite con il resto del composto di ricotta, livellate bene con una spatola e versate la marmellata che avevate avanzato in precedenza (se il caso ammorbiditela qualche secondo nel micro-onde). Decorate con le lamelle di mandorle e mettete a riposare in frigorifero per 24 ore. (Io ho fatto riposare solo una notte ed il "cuore" si è rivelato troppo morbido).


Togliete la tortiera dal frigorifero, togliete la cerniera e con molta attenzione il foglio di acetato. Guarnite con delle fettine sottilissime di scorze di arancia candita.



martedì 6 maggio 2014

UNA PROMESSA E' UNA PROMESSA....ED IL CHEESECAKE PER UN RAGAZZO GOLOSO!




Una promessa è una promessa, su questo non ci piove.
Piove. Appunto. O meglio, è piovuto. E la mia schiena, messa a dura prova anche da un po' di lavoretti fatti in campagna e da un periodo che non mi vede mai ferma, la mia schiena (dicevo) ha cominciato a cedere e, mercoledì scorso, mi sono trovata ad arrancare sulla strada di casa trascinando (quasi) la gamba sinistra.
Risultato? Il primo Maggio, festa ambita da tutti i lavoratori (splendido sole, prima VERA giornata primaverile a Milano n.d.r.) trascorsa al PS di un noto ospedale Milanese. Per la gamba, ma pure per una forma di congiuntivite che (io) credevo allergica ma non lo era. 
Mentre gli altri Milanesi si spargevano per prati e giardini, io mi canticchiavo mentalmente le note di una nota canzone di Marcella Bella (ribattezzata per l'occasione *MaledettE PrimaverE*), mentre attendevo di essere ricevuta dall'oculista (carino, gentilissimo che mi ha risolto con due colliri ed un sorriso una giornata di melma).
Quindi, dopo una fila interminabile di anziani operati di cataratta che mi controllavano a vista novelli Moshe Dayan, e dopo essere passata nel girone infernale della sala di accesso al PS con tanto di barbone ubriaco che inveiva, e impuzzolentiva ed ostacolava l'accesso, dopo essermi sentita dire che (strano!) avevo la pressione alta, ho potuto tornare a casa dopo solo 4 ore con un'iniezione di antidolorifico perfettamente inutile e due colliri che mi han riaperto LETTERALMENTE gli occhi.
Sul referto del PS si suggeriva la visita dal medico curante per prescrizione di un farmaco per il problema alla schiena (ma va?!).
Insomma, per farla breve, pare che le mie vertebre si siano un poco *sedute* e ne fan le spese la postura e le gambe. Un bel cocktail di cortisone e miorilassanti che mi rilassano ma mi fanno sentire *a pelle di leone* è la soluzione che (al momento) sembra far effetto.
Unico problema: non riesco a star seduta. Sdraiata con le gambe piegate va meglio e in piedi mi difendo.
Cosa c'entrano le promesse in tutte queste Geremiadi? C'entrano! 
Col fatto che la sottoscritta non è in grado di affrontare il viaggio per la casetta gialla e quindi Arc è riuscito ad andare a trovare il suo amico del cuore.
Quando lo accompagno da un amico (quasi sempre) se posso gli preparo un dolce per la merenda cercando di accontentare tutti i gusti.
Questo amico ha un fratello che mi ha chiesto tempo fa un dolce che ho fatto una volta sola e che lui adora.
Ho promesso di farglielo ma per ben due volte ho visto il suo viso deluso perchè non avevo ancora trovato la ricetta perfetta e quindi avevo evitato di portare un dolce che non mi convinceva.
Questa volta, invece, ho trovato il mix quasi perfetto ed il dolce è piaciuto!
Ne ho ricavato due dolci (piccoli una teglia da  e una da 14) con la piccola per 
noi per assicurarmi di avere raggiunto lo scopo ;-).

CHEESE CAKE ALLA FAVA TONKA CON VELATURA ALLE FRAGOLE.


Ingredienti:

(per la base)
200 g. di biscotti tipo Digestive
50 g di nocciole tostate
100 g di burro fuso
100 g di cioccolato fondente al 72%

(per la crema)
450 g di ricotta vaccina
90 g di zucchero semolato
3 uova intere + 1 tuorlo
1 fava tonka grattugiata per profumare.

(per il topping)
80 g. di fragole
3 cucchiai (scarsi) di zucchero di canna
una manciata di fragole per guarnire.

In un cutter tritare finemente i biscotti con le nocciole tostate.
Sciogliere il burro (a bagno maria o nel microonde) e mescolare a biscotti e nocciole
Ricoprire il fondo della tortiera con un foglio di carta oleata (da forno) e pressare sul fondo e ai lati della teglia, il composto ottenuto prima ad uno spessore di circa 1 cm. formando l'involucro che conterrà la crema.



Riporre in frigorifero per una 30/45 minuti o, se non avete tempo, in freezer per 10/15 minuti.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato (o in microonde se avete premura) e pennellarlo sulla superficie interna del guscio di biscotti.
Formerà una patina che impedirà alla crema di impregnare il fondo del cheesecake e far collassare il dolce.

Rimettere in frigorifero.

Con una frusta elettrica montare la ricotta fino a renderla fluida ed omogenea.
Aggiungere lo zucchero mescolato con la fava tonka grattugiata e, uno alla volta, le uova ed il tuorlo.

Togliere dal frigorifero il guscio, versare la crema ed infornare per 45 minuti a 170° non ventilato.

Nel frattempo lavare bene le fragole e tagliarne 80 g. a pezzettini piccoli e metterle in un pentolino (basso) con lo zucchero di canna e far cuocere sino a che si ritirerà in una composta densa (10 minuti a fuoco vivo ma sempre mescolando!!). Spegnere e tenere da parte.

Togliere dal forno la cheesecake e farla raffreddare per una decina di minuti.
Versare la composta di fragole sulla superficie della crema raffreddata e disporre le fragole che avrete tenuto da parte lavate e tagliate a spicchi (a piacere).

Quando sarà fredda conservare in frigorifero sino al momento del consumo.



lunedì 11 marzo 2013

C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA... ERETICA ... E SA DI CHEESECAKE!


Non ho mai fatto un cheesecake, mai. Mangiati ne ho mangiati tanti, alcuni speciali, altri insignificanti, ma fatto da me...mai.
Chissà perchè me lo vedevo un po' come con le meringhe, i profiteroles, insomma: un flop. Un po' come quando credi che fare il soufflè si limiti ad essere abbastanza lungimiranti da aprire il forno nel *momento esatto* non troppo presto ne troppo tardi... così che non si assista ad una *seduta* o al colorito così marcato da saper di bruciato.
Poi di cheesecake ce ne sono tante sul web ma di tutti i tipi: dolci, salate, con o senza topping, grandi e basse oppure piccole e alte...
Sono stata sul punto di lanciarmi più volte ma poi, vuoi perchè ancora avevo dubbi, vuoi perchè mi mancava la tortiera perfetta... ci ho sempre rinunciato.
Quindi, stop.... nessun cheesecake mai uscito da questo forno.
Poi arriva una sera, che i due XY che mi girano attorno mi fanno perdere la pazienza.