Ero così felice di essere riuscita a combinare per Pasqua e di essere soprattutto riuscita a convincere tutta la sacra famiglia a trascorrere quattro giorni all'aria buona e nella casetta gialla.
Già pensavo ai manicaretti per coccolarmi i miei cari, le passeggiate a raccogliere primule e viole, l'occasione per un pranzo con gli amici ma, ti pareva che il diavolo non ci mettesse le corna?!
La stufa (unica) che scalda tutta la parte bassa della casetta gialla ha esalato l'ultimo respiro.
Un pomeriggio passato a tentare di farla ripartire, tra i rosari del Martirio ed i miei ora-pro-nobis e abbiamo dovuto arrenderci.
La casa con le mura di pietra, chiusa dai primi giorni di Gennaio, non riusciva a scaldarsi con il solo camino e con il forno acceso ed il freddo entrava direttamente nelle ossa.
Abbiamo cenato con una minestra calda, con il tavolo vicino alla bocca del forno per cercare di non congelare.
NO. Non era cosa. Siamo scappati la domenica mattina con le pive nel sacco.
Senza avere avuto nemmeno il tempo di salutare il nostro piccolo mondo fatato che comincia a svegliarsi.
Il prato tutto coperto di primule gialle è rimasto da solo, terreno di pascolo per i cervi ed i caprioli.
