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lunedì 5 ottobre 2015

Una domenica Milanese, i funghi ed un risotto ai porcini che parla.







Non sempre la domenica è sinonimo di riposo. 
Per me lo è quando mi rifugio nella mia Casetta Gialla e mi ritempro dallo stress Milanese; dalle corse; dagli impegni pressanti.
Non sempre però è possibile questa fuga dalla pazza folla e la scorsa domenica è stata una domenica decisamente Milanese.
Un tempo inclemente, le previsioni che non promettevano nulla di buono ed ecco subito svanire il mio momento di riposo: si fa il cambio armadi.
Per la prima volta in anni e anni di onorato servizio, mi ha dato una mano il Martirio. Impietosito forse dal mio essere malmessa con la schiena (e non solo), si è prestato all'estenuante sali-scendi dalla scala, all'affastellamento dei vestiti sul letto, al mugugno perché *quanti vestiti devi ancora togliere dall'armadio, non possiamo finirla qui?*.
Inutile dire che alla fine ero più stremata che se lo avessi fatto da sola. Resta il fatto che, per gratificare il mio consorte dell'impegno che ha dimostrato, nonché del suo spirito di abnegazione, mi è parso giusto ricompensarlo con un risotto che lui ama tantissimo: quello con i funghi porcini freschi.
Un acquisto fatto sul mercato ad hoc, ha fatto il resto.



I funghi bellissimi, freschi e di provenienza Francese, con un profumo intenso e belli sodi hanno fatto la fine che meritavano: i pentola ad insaporire il riso.

martedì 29 settembre 2015

Un sugo di funghi e salamella ed un cornuto che si diverte a tenermi sveglia.


Mi sveglio di botto da un sonno pesante come il piombo, senza sogni. Tanto improvvisamente da non capire quasi dove sono.
Sulla parete di fronte si intravedono le gelosie dalle quali filtra un'idea di luce. Poca.
Sono nella casetta gialla e il silenzio è totale. Non un rumore da fuori, non uno scricchiolio. 
Mentre mi chiedo cosa mi abbia svegliato, resto in ascolto e improvvisamente: eccolo di nuovo.
Pare un muggito dal tono molto basso e vibrato ma è decisamente improbabile. In zona non ci sono mucche ed il suono sembrava venire dal piano di sotto.
Mi giro sul fianco ed intravedo il profilo del Martirio che dorme da ieri sera dopo cena, schiantato dopo una giornata intera a tagliar le piante cadute nel nostro terreno assieme ad un nostro amico ed a trasportar legna.
Dorme e so già che non servirebbe tentare di svegliarlo.
Eccolo di nuovo, ed ora sono proprio sveglia.
Non è un muggito, anche se gli somiglia molto. Presumibilmente è un bramito.
Deve essere quel cornuto che mi ha massacrato Melo Carmelo per mangiare foglie e le poche mele che aveva prodotto.
Mi alzo e mi avvolgo in una camicia di pile del Martirio e a piedi nudi raggiungo le scale di legno che gemono sotto i miei passi.

venerdì 25 settembre 2015

Il mio ladro di croissant al miele e pistacchio di Bronte e... una nuova sfida per #MTC50





La sfoglia la faccio spesso. Dopo i primi tentativi un po' tentennanti ci ho preso la mano, ma con la sfoglia lievitata non ho avuto ancora l'occasione di cimentarmi.
Quando ho letto il tema della sfida di #MTC50 lanciata dalla vincitrice della scorsa edizione Luisa Jane Rusconi, dal blog Rise of the Sourdough Preacher, ho pensato subito a quelli integrali pubblicati da Maria Grazia Viscito- Cooking Planner.
In una pasticceria artigianale vicino a casa, ne vendono di spettacolari con una crema di pistacchio S T R E P I T O S A.
Solo che la crema di pistacchio l'avevo e...me la sono scofanata tutta sul pane.
In casa però ho ancora degli ottimi pistacchi di Bronte e del miele millefiori buonissimo.
Ecco allora che mi *invento* una crema fatta con miele e pistacchi frullati. 
I croissant mi vengono benissimo, tanto *benissimo* che Arc ha fatto un'incursione in notturna per rubarne una metà dalla scatola dove li avevo nascosti.
Erano stati riposti in una scatola di latta nello scaffale alto della cucina. La mattina presto, vengo svegliata da un rumore non proprio ovattato proveniente dalla cucina. La gatta dormiva ai miei piedi e non poteva essere una delle sue malefatte.
Sveglio il Martirio e gli faccio notare che *c'è qualcuno in cucina!!!*
Si volta dall'altro lato farfugliando *sarà Arc che è andato a bere...*
In effetti sento i passi del briccone che rientra in camera sua.
La mattina: la scoperta! La scatola è sullo scaffale, ma messa di traverso e sul tavolo sottostante ci sono delle briciole sospette...
Arc aveva colpito! I croissant che erano stati tagliati per la foto.....SPARITI!
Interrogato la mattina, il monello ha azzardato ad un incursione di un ladro mangione.
Che dite? Faccio finta di credergli????


martedì 22 settembre 2015

Pasta patate e fagioli con un regalo....


Finalmente è arrivato l'autunno. 
Una stagione che mi incanta con i colori, i sapori, il senso di pace e di prossimo riposo che la Natura mi trasmette.
Le giornate che si accorciano ci regalano anche serate decisamente freschine e io comincio ad aver voglia di zuppe e di minestre calde sulla tavola della sera.
Gli ultimi baccelli di fagioli in vendita nel banco dell'ortolano, mi fanno l'occhiolino e mi lascio sedurre subito.




Poi, dal macellaio di fiducia, mentre mi disossa il pezzo di gambetto che volevo per cena, mi viene un'illuminazione: chiedere se mi regala l'osso del crudo appena disossato.
Una strizzata d'occhio in risposta e l'osso è MIO!
Compro anche un fondo di crudo e della pasta mista (non ho materialmente tempo per far i maltagliati o dell'altra pasta fresca) e vado a casa felice anche se stasera non riuscirò a metterla in tavola ma potrà essere la cena di domani sera... 

lunedì 14 settembre 2015

Pane alle noci per Grandi Molini Italiani (GMI) ed i miei ricordi nelle mani.





Nonna Maria è una parte "importante" della mia vita di madre: quella parte che passa dai miei fornelli alla tavola della mia famiglia. Un nutrire il corpo e lo spirito di quel "cibo buono" che gratifica e riunisce tutti attorno al desco.
Ho ereditato tanto da Nonna Maria: gli occhi scuri con un riflesso di sole; il viso rotondo e le forme rotonde dopo il "giro di boa" dei 50 anni; il suo carattere impulsivo e bellicoso (a volte); la sua ostinazione quando si trattava di raggiungere uno scopo e...la passione per la cucina.
Tante ricette sono conservate in fogli sparsi tra le pagine del quadernetto di mia madre, con quella calligrafia che una volta si studiava a scuola: perfetta, quasi una pittura.
Tante altre invece sono nei miei ricordi di bambina o ragazzina, quando la vedevo ripetere quei gesti soliti, per comporre un pranzo o una cena, o anche una semplice merenda. Ricette senza "pesi" o "misure". Fatte con l'esperienza di gesti ripetuti migliaia di volte, senza l'ausilio di bilance e che mi hanno creato molte difficoltà quando dovetti tradurle in numeri da scrivere qui, in questo spazio di condivisione che è diventato il mio blog.
Alcune ricette non riuscirò mai a convertirle, altre invece sono comparse qui, ordinate e precise.
Il pane, per esempio,  lo faceva senza pesare la farina, azzeccando le dosi e creando pagnotte profumate e fragranti. 

martedì 8 settembre 2015

OLIO PROFUMATO ED UN FINE SETTIMANA MOVIMENTATO



Un fine settimana nella casetta gialla con ben quattro XY.... e sopravvivere!
Potrebbe essere il titolo di un thriller o di una comica (dipende dai punti di vista).
Per la prima volta abbiamo ospitato nel nostro rifugio sulle montagne Biellesi, due amichetti di Arc. Ed è stato un tripudio di risate, giochi *maschi* con battaglie con bastoni visto che mi è venuta la (in)felice idea di far leggere ad Arc *La guerra dei bottoni* e lui, da buon XY, ne ha colto l'aspetto fondamentale: la lotta!
Due magnifici giorni con l'ansia di dover medicare qualcuno per qualche legnata, con le luci accese in camera fino a tardi, quando io arrivavo ad imporre lo spegnimento luci ed il riposo pena la compilation di sculacciate a tutta la camerata.
Con le merende condivise con gli altri partecipanti alla *guerra*, perché davanti ad una fetta di torta alle mele si torna tutti amici.
Col Martirio che si defilava con la scusa: *Devo tagliar la legna!* e la sera crollava imperterrito mentre nella camera accanto tremavan le pareti dalle risate.
Insomma un fine settimana divertentissimo e con poco tempo per cucinare *creativo*. 
Quindi oggi una non-ricetta, fatta per sfruttare l'ultima produzione delle erbe aromatiche del mio giardino, per non sprecarne profumi e sapori nemmeno durante la brutta stagione.
Io uso questo preparato per condire la pasta in bianco, per saltare le patate, per condire il riso in bianco e pure le insalate. Voi sbizzarritevi e vedrete che scoprirete tantissimi utilizzi.


OLIO PROFUMATO



Ingredienti:

50g Salvia, 
50g rosmarino, 
5/6 foglie di alloro e 1 rametto di menta. 
Uno spicchio di aglio (o più, se piace). 
Un peperoncino e l'olio EVO buono.

Tritate finemente le erbe aromatiche, l'aglio, il peperoncino.

Versate in un vasetto a chiusura ermetica e copritele completamente con l'olio EVO. Sopra il livello di questo *pesto* deve esserci almeno un dito di olio.




sabato 5 settembre 2015

50 e non sentirle! Il Giubileo dell'MTC


Mai avrei pensato di aprire un blog di cucina!
Intendiamoci: cucinare mi è sempre piaciuto; è sempre stata la mia valvola di sfogo; ma mettere in rete le ricette provate, ereditate, inventate o rielaborate...non era mai balenato nella mia mente confusa.
Poi ho incontrato MTChallenge: una *sfida* ai fornelli che mi ha incuriosito ed ho cominciato a parteciparvi come no-blogger. 
Facile. 
Bastava scrivere due parole di commento, presentare la propria ricetta, inviare tutto a questa Santa Donna e.... tracchete: trovavi il tutto pubblicato e partecipavi alla sfida del mese.
Poi, più per curiosità che per reale convinzione, ho provato a trafficare in rete ed ho aperto questo spazio dove condivido la passione per le ricette che introduco con parole che raccontano...
Intanto le sfide si sono succedute, ne è nato un Blog dedicato interamente alla sfida, e da sfide tra blogger sono diventate sfide con me stessa.
Mi sono cimentata in ricette che conoscevo, che non conoscevo, che mai avrei pensato di realizzare.
Il tutto imbastito di incontri virtuali con altre blogger, che poi sono diventati incontri reali, anche amicizie vere e pure libri. 
Libri buoni, di quelli che nascono da una passione vera, che fanno anche del Bene, quello con la B maiuscola.
Quindi, se dovessi dire cosa mi ha dato MTChallenge sino ad ora?
Molto, moltissimo. 
Fino a quando? 
Fino a che troverò tra questo gruppo: Divertimento, Competizione SANA, Rispetto, Curiosità, Passione, Conoscenze, Rinnovarsi di tradizioni.... Vita.
Ed ora? Beh.... ora aspetto la prossima sfida.....e 

CHE IL GIUBILEO ABBIA INIZIO!!!!


giovedì 3 settembre 2015

Il Nocino e la mia passione per conservare.




Il Martirio è perplesso. In dispensa e nei vari stipetti della cucina, sono comparsi barattoli pieni di esperimenti *alcolici*.
Il tutto è cominciato lo scorso Giugno quando, da una ricetta di un'amica, ho prodotto circa tre litri di *Vin de scires* (espressione milanese che traduce letteralmente il provenzale *Vin de cerises*) che abbiamo assaggiato e trovato buonissimo (tanto che il prossimo anno vedrò di triplicarne almeno la produzione) e con le noci raccolte in campagna, ho provato a fare il nocino.
Poi, intanto che ero ispirata, ho riesumato un libricino sui liquori e gli amari ed ho continuato con gli esperimenti:un amaro all'alloro (che ho *corretto* con la scorza di lime) ed altro che mi accingo a preparare con le erbe profumate dell'orto e, non appena troverò l'uva fragola, anche quel famoso *Ratafià della Suocera* che mi viene richiesto dagli amici. 
Insomma ho riempito ogni anfratto della cucina di casa e della casetta gialla, di questi vasi ed ho costretto il Martirio a comprare altri contenitori che mi possano servire. 
Approfittando della frutta saporita dell'estate, sono riuscita ad *archiviare* sapori e sole per l'inverno confezionando barattoli e barattoli di confetture.
Sono abbastanza soddisfatta ed ho già barattoli sufficienti per i prossimi regalini di Natale.
Che dire? Per il momento posso iniziare a pubblicare la ricetta del Nocino che, nonostante debba attendere ancora qualche mese per poterlo gustare al meglio, ho già assaggiato ed è STREPITOSO!

La ricetta eccola di seguito, dettata da un ex collega che ha la stessa mia passione per le conserve ed i liquori fatti in casa.


NOCINO 






Raccogliete le noci nell'ultima settimana di Giugno (la tradizione vorrebbe il giorno di San Giovanni il 24 Giugno).




Spaccatele in due e mettetele in un vaso con 1 lt. di alcol e lasciatele per 25/30 giorni al sole muovendo il barattolo ogni giorno.





Portate a bollore 1 lt. di acqua e, una volta spento il fuoco, stemperate bene 700 g di zucchero lasciando raffreddare.




Aggiungete lo sciroppo all'infuso precedente e tenetelo sempre al sole per almeno 1 mese.




Filtrate e imbottigliate per consumarlo non prima di 6 mesi.




                                                                     

lunedì 31 agosto 2015

Una confettura di albicocche con una *marcia in più* e quel che resta delle mie vacanze.


Quel che resta di queste mie ultime vacanze è il caldo soffocante nei pomeriggi pigri, leggendo pagine e pagine di innumerevoli libri, viaggiando con la mente per paesaggi di carta. Perennemente in gara con Arc che si è *bevuto* qualcosa come 9 libri letti in meno di due mesi...e le vacanze scolastiche non sono ancora finite!
E' il profumo salmastro del mare che arriva di sera, con la frescura.
E' l'amabilità dei Romagnoli,un po' sorniona ma che ti mette a tuo agio e ti fa sentire tra amici.
E' il conoscere persone diverse che arrivano da tutto lo stivale, una o due piazzole dalla tua, in un campeggio dove si parlano tutti i dialetti e diverse lingue straniere.
E' ricominciare ad andare in bicicletta, ogni anno più dondolante (la bicicletta), e sfilare tra i campi crepitanti di cicale.
E' resistere al sole quel tanto che basta a far cambiare in miele il colore latteo della mia carnagione, nascosta da un cappello a tesa larga, alla vana ricerca di un lato d'ombra.
E' scambiarsi ricette e assaggi di cena, conditi con risate e birra ed allegria, conoscere gente nuova, diversa ogni anno.
E' dormire in un letto da fachiro, nella mansarda del nostro camper, dove scendere e salire diventa ogni anno un po' più difficile (o dimagrisco o ringiovanisco.....) e dove solo le vasche in piscina ti fan ritrovare la posizione da homo erectus, affinché non si inneschi l'involuzione della specie.
Questa è stata un'estate senza troppi contatti sui *social* ma con degli interessanti numeri di contatti da questo piccolo blog, di nuove idee e di nuove sfide da accettare.
Poi il rientro nel solito tran-tran di una Milano svuotata dei Milanesi. Con sparuti gruppi di turisti a chiedere informazioni, taxi, suggerimenti; gli ultimi bicchieri di granita in un piccolissimo negozio siciliano scoperto vicino a casa.
Restano i profumi di frutta maturata al sole, i colori regalo immenso di questa stagione, ed i sapori che si vorrebbero imprigionare per sempre....
Da qui nasce questa confettura, che ha una *marcia in più* regalata dall'aroma del lime.
Resterà chiusa nei barattoli che si apriranno quando la nostalgia del sole si farà sentire.

CONFETTURA DI ALBICOCCHE E LIME



Ingredienti:




Lavate, asciugate bene e denocciolate le albicocche. 



Mettetele in una pentola e mescolatele con lo zucchero, il succo e la scorza dei lime e lasciatele coperte a macerare per un'ora circa.


Accendete il fuoco e, appena prendono bollore, abbassate al minimo continuando a rimestare con un cucchiaio di legno e lasciate cuocere (schiumando se necessario) per almeno 45 minuti.

Frullate con un frullatore ad immersione il composto e continuate a cuocere sino ad arrivare alla temperatura di 105°C (se non avete un termometro, utilizzate il vecchio trucco del piattino di ceramica: versate una goccia di composto caldo sul piattino ed inclinatelo. Se la goccia si 
           ferma, la confettura è pronta).

Invasate la confettura in vasetti puliti e sterilizzati chiudendoli ermeticamente. 


Mettete i vasetti a raffreddare a testa all'ingiù su un piano fino al raffreddamento completo.


Se l'invasamento è stato correttamente eseguito, una volta girati i vasetti avranno creato il vuoto.










sabato 1 agosto 2015

Vacanze per tutti!


Vacanze per tutti
di Gianni Rodari



Filastrocca vola e va
del bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia delle cascate..
E chi quattrini non ne ha?
Solo resta in città:
si sdraia al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente:
- Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi;
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decreto
va in prigione difilato.