Ho ereditato tanto da Nonna Maria: gli occhi scuri con un riflesso di sole; il viso rotondo e le forme rotonde dopo il "giro di boa" dei 50 anni; il suo carattere impulsivo e bellicoso (a volte); la sua ostinazione quando si trattava di raggiungere uno scopo e...la passione per la cucina.
Tante ricette sono conservate in fogli sparsi tra le pagine del quadernetto di mia madre, con quella calligrafia che una volta si studiava a scuola: perfetta, quasi una pittura.
Tante altre invece sono nei miei ricordi di bambina o ragazzina, quando la vedevo ripetere quei gesti soliti, per comporre un pranzo o una cena, o anche una semplice merenda. Ricette senza "pesi" o "misure". Fatte con l'esperienza di gesti ripetuti migliaia di volte, senza l'ausilio di bilance e che mi hanno creato molte difficoltà quando dovetti tradurle in numeri da scrivere qui, in questo spazio di condivisione che è diventato il mio blog.
Alcune ricette non riuscirò mai a convertirle, altre invece sono comparse qui, ordinate e precise.
Il pane, per esempio, lo faceva senza pesare la farina, azzeccando le dosi e creando pagnotte profumate e fragranti.































